Sabitlenmiş Tweet

Il problema strutturale del VAR risiede nell'impossibilità di catturare il 'Frame Perfetto', poiché l'evento fisico è continuo mentre la ripresa video è discreta. Analizzando la biomeccanica del gesto tecnico, un piede che calcia il pallone supera facilmente i 20 metri al secondo. Anche impiegando telecamere ad alta frequenza (200 fps), l'intervallo cieco tra due fotogrammi è di 5 millisecondi. In questo lasso di tempo, il piede del passatore percorre circa 10 cm. Se il contatto avviene tra due frame, il sistema è costretto a un'approssimazione. Parallelamente, un attaccante lanciato in scatto raggiunge velocità prossime ai 10 metri al secondo. In quello stesso intervallo di 5 millisecondi non campionato, egli avanza di 5 cm. Ne consegue che l'incertezza temporale sul momento dell'impatto si traduce matematicamente in un'incertezza spaziale di 5 cm sulla linea del fuorigioco. È proprio su questa base scientifica che la Premier League applica un margine di tolleranza di 5 cm. Qualsiasi infrazione inferiore a tale soglia rientra nel margine di errore della tecnologia ottica e, in assenza di certezza assoluta, non viene sanzionata. Questo protocollo ripristina tecnologicamente il principio del benefit of the doubt: nel dubbio (statistico), il fuorigioco non si chiama."
Un beneficio del dubbio fissato a 5 cm è tecnicamente giustificato.
Arrotondare a 5 cm non è un compromesso arbitrale, ma una scelta coerente con i limiti fisici della misura.
Pretendere decisioni “millimetriche” al di sotto di questa soglia non è, ad oggi, scientificamente sostenibile.
Ecco un report delle diverse tecnologie per la rilevazione autmatica del fuorigioco:

Italiano

































