Qualche giorno fa ho potuto incontrare la Prof.ssa Maria Falcone. Insieme abbiamo deciso di lavorare a un grande dialogo sulla giustizia e sulla legalità, temi sempre più urgenti e necessari, molto cari a me e al @CortiledeiGenti
Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo (Sal 115,4-8), cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. #Pace
«La terra è stata creata come un bene comune per tutti. Perché, o ricchi, vi arrogate un diritto esclusivo? Quando aiuti il povero, tu non gli dai del tuo, ma gli rendi il suo, tu gli restituisci il dovuto, non gli elargisci il non dovuto.»
(Sant'Ambrogio)
Nostalgia e fretta sono due facce dello stesso modo con cui non si vive il senso genuino dell'esistenza, che è presenza e realtà quotidiana. È questo il vero tempo che è tra le nostre mani, l'orizzonte in cui si deve far frutto, impedendo alla vita di essere sospesa.
@SZadera@GiuseppeFalcao Perché prendersela sempre con Cristante?
Ha giocato tutte le partite, per l'intera partita; il più sfruttato e continua a dare tutto.
Ha giocato in Nazionale mentre altri hanno riposato, (giocatori dell'Inter,che erano in campo compresi)
Ancora gli "peserà" il rigore sbagliato.
@GiuseppeFalcao Posto che comunque tutti inadeguati, ma Cristante non si può rinnovare. Ha problemi di mobilità. Che gli facciano un contratto da categoria protetta? Così risparmiamo e siamo in regola con le quote previste?
Quando vedi questi SCEMPI non bisogna salvare niente e nessuno.
Non si salva chi ha costruito questa squadra piena di gente inadeguata a certi livelli. Calciatori mediocri e con pochissima personalità.
Non si salva soprattutto chi scende in campo che fa errori che neanche in terza categoria si vedrebbero. Gol regalati per passaggi sbagliati, dormite difensive e cose aberranti. Si continua a leggere di rinnovi, di conferme: bisogna smontare tutto!
Non si salva neanche chi la allena.
Resta il meno colpevole, ma non è possibile vedere questi cali di tensione improvvisi e approcci alla gara mosci.
QUESTE PRESTAZIONI SONO UN INSULTO AI TIFOSI ROMANISTI!
Dopo aver adorato “La ricreazione è finita” attendevo con vera curiosità il terzo romanzo di Dario Ferrari. Posso dirlo subito: “L’idiota di famiglia” non solo conferma, ma rafforza la mia convinzione che Ferrari sia oggi tra i narratori italiani più interessanti e solidi in circolazione. Ha una voce riconoscibilissima, che unisce ironia tagliente, malinconia profonda e una capacità rara di osservare il reale senza mai scadere nel cinismo facile o nel sentimentalismo.
Il romanzo ruota attorno a Igor Nieri, traduttore dall’inglese poco più che quarantenne, che vive a Roma una vita di routine, piccole frustrazioni professionali e un rapporto complicato con la compagna Marta. Tutto cambia quando la sorella Ester lo richiama a Viareggio: il padre, soprannominato “Herr Professor” – ex insegnante di liceo, vetero-comunista, intellettuale intransigente e russofobo – sta scivolando rapidamente nella demenza senile. Igor si ritrova così a fare i conti con un genitore che lo ha sempre guardato con una certa sufficienza (il suo lavoro di traduttore di autori americani era per Herr poco meno che un tradimento culturale) e con i frammenti di una vita familiare mai davvero compresa.
Il titolo omaggia apertamente L’idiota di Dostoevskij, e non è un caso: nella geografia intellettuale del padre, la capitale della letteratura era proprio lì, nel Cremlino dostoevskijano. Come scrive Ferrari: «nella geografia intellettuale di mio padre il cuore della repubblica delle lettere si trovava sì in Russia, ma la sua capitale si chiamava Dostoevskij, e il suo Cremlino era L'idiota, e restare fuori dal Cremlino voleva dire non aver mai conosciuto la letteratura…»
Questo passaggio non è solo un omaggio letterario: è il cuore pulsante del rapporto padre-figlio. Il padre ha cercato di educare Igor alla grandezza tragica e speculativa della letteratura russa, mentre Igor ha scelto una strada più defilata, più “occidentale”, più disincantata. Il principe Myškin dostoevskijano aleggia come un’ombra su tutto il romanzo, ma qui l’“idiota” è declinato in chiave familiare, intima, dolorosamente reale: chi è l’idiota, alla fine? Il padre che decade, il figlio che non è mai stato all’altezza delle aspettative paterne, o forse entrambi?
Il romanzo è pieno di battute, sarcasmo, osservazioni feroci sul mondo editoriale, accademico e sulla sinistra italiana di ieri e di oggi, ma non perde mai la tenerezza verso i personaggi, né la consapevolezza del dolore che attraversa le generazioni.
Rispetto a La ricreazione è finita, qui la narrazione è più ampia, più stratificata, meno concentrata su un unico protagonista nevrotico e più corale (anche se sempre filtrata dallo sguardo di Igor). Il risultato è un libro che è insieme romanzo familiare, bilancio generazionale, satira culturale e riflessione sulla memoria e sulla decadenza fisica e mentale.
Se amate la prosa lucidissima, l’intelligenza che non si prende mai sul serio, la malinconia che non diventa mai autocommiserazione e i richiami letterari mai esibiti ma sempre profondamente sentiti, “L’idiota di famiglia” è un romanzo da non perdere. Per me è la conferma definitiva: Dario Ferrari è uno degli scrittori italiani più necessari di questi anni.
Anche se per colpa di un cattivo carattere o per altre ragioni, le persone sole e isolate devono essere comprese e perdonate. Vivere in un deserto di sentimenti è, infatti, un incubo e già una punizione. Ricordiamo le parole di Gesù: «Ero solo e siete venuti a farmi compagnia».
Usare la guerra come strumento di giustizia è un'illusione: non sana squilibri e illegalità preesistenti ma ne aggiunge altri, in una catena di corruzione e perversione. Il coraggio di spezzare la catena del male è nella scelta della non-violenza, del perdono, della generosità.
Ieri si è riunita la Consulta giovanile del @CortiledeiGenti, con la nuova Presidenza di Giulia Tosana. Sarà un anno intenso e vivace per i nostri ragazzi, con tanti progetti, eventi e suggestive occasioni di incontro e dialogo su temi che interessano le nuove generazioni!
Abbiamo smarrito il senso del peccato, estirpando il rimorso dalle coscienze, minimizzando e autogiustificandoci. Ma è necessario tornare a confrontare il proprio agire con la legge morale. Proviamo già questa sera a gettare un po' di luce sul groviglio oscuro del nostro cuore.
Abbiamo bisogno di ritornare a vedere le cose, anzi, ad avere la visione profonda della realtà, dei volti, degli oggetti, dei segni, dei colori, della vita. E per far questo bisogna sapersi fermare, sostare, stare in silenzio, contemplare.
«In nessun modo è giusto né fare ingiustizia, né rendere ingiustizia, né, ricevendo male, vendicarsi rendendo male per male» diceva Socrate. È una lezione che dovremmo meditare bene ai giorni nostri, segnati dall'arroganza e dalla prepotenza soprattutto verso i deboli.
Dobbiamo evitare il rischio di considerare intelligenti solo quelli che la pensano come noi. Ma per farlo, è necessaria una formazione umana globale, una dose di gusto e di discernimento critico e una buona riserva di sapienza.
Cari amici, un affettuoso augurio di buon anno a tutti voi, con l'augurio che sia all'insegna del dialogo, dell'affetto e della condivisione, e con la speranza di rivedervi presto ai prossimi appuntamenti del @CortiledeiGenti!
Si ricordano e celebrano oggi i Santi Innocenti Martiri, i bambini di Betlemme uccisi dal Re Erode nel tentativo di eliminare Gesù. La loro morte è immagine di quella di Cristo sulla croce e memoria di tutti i bambini vittime della brama di potere e delle violenze degli adulti.
Spesso siamo attraversati da una stanchezza non del corpo, ma dell’anima. Nasce dal troppo fare e avere, dalla superficialità e dalla banalità. Plachiamo il cuore e di preghiamo, ritrovando la verità profonda della vita.
È questo il nostro Natale, il rinascere dello Spirito!