dan plufiu

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A parte l'anima , non possiedo nulla.

montematto Katılım Kasım 2011
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Alleluia! Giornali e tv scoprono di colpo che la scandalosa gestione AIA di Maresca e Guida, gli arbitri che hanno paura di dirigere il Napoli (sigh!), sta falsando la regolarità dei campionati Benvenuti a tutti nel mondo reale! Di questa indecorosa stortura che solo un calcio malato come il nostro poteva partorire scrivo da tempo: e lo avevo fatto anche alla vigilia di Inter-Lazio della stagione scorsa, sfida decisiva per lo scudetto dove poi, guarda caso, Guida richiamò Chiffi alla revisione per fargli concedere il rigore del 2-2 che costò all'Inter lo scudetto. Qui l'articolo scritto il 16 maggio 2025 nel silenzio e nell'indifferenza generali Alleluia alleluia! E benvenuti a tutti i colleghi della carta stampata e delle tv, delle radio e dei siti web che all’improvviso stanno scoprendo che gli arbitri Maresca e Guida, quelli che hanno chiesto di non arbitrare il Napoli nel timore - vivendo nei dintorni - di subire rappresaglie dai tifosi in caso di arbitraggi ritenuti contrari alle sorti del club campano, vengono designati a dirigere, o in campo o in sala VAR, le partite degli avversari del Napoli (un anno fa era l’Inter, quest’anno Inter e Milan): e hanno scoperto che forse in questo meccanismo c’è qualcosa che non va. Non ci vuole Einstein per capirlo: se i nostri due eroi temono che danneggiare il Napoli arbitrandolo possa mettere in pericolo la loro incolumità e quella delle loro famiglie, è chiaro che anche favorendo i suoi rivali (quest’anno Inter e Milan) il danno al Napoli potrebbe scaturire; e se non sono sereni al pensiero di dirigere il Napoli non si capisce come lo possano essere arbitrando i rivali del Napoli nella corsa scudetto. Perchè la paura di uscire di casa - è di questo che parliamo - e di essere avvicinati da compaesani furibondi per il favore fatto a Inter o Milan (e quindi per il danno fatto al Napoli), se c’è nel primo caso c’è anche nel secondo. E sì, lo so, stiamo parlando di una buffonata che solo il calcio italiano, in particolare il mondo arbitrale italiano poteva mettere in piedi; come se già non bastassero gli arbitraggi da ritiro della tessera dei suoi affiliati e lo sconcezze combinate nella sala VAR di Lissone, roba da disdetta in massa degli abbonamenti alle pay-tv. Ma questo è esattamente quel che sta avvenendo e non da oggi, ma da anni, senza che nessuno abbia mai sentito l’impulso di alzare il dito per chiedere: scusate, ma a voi questa baracconata sembra regolare? Io a dire il vero l’avevo fatto: come sempre in splendida (si fa per dire) solitudine. E l’avevo fatto per la prima volta sapete quando? Alla vigilia di Inter-Lazio della stagione scorsa quando alla penultima di campionato l’arbitro Guida era incredibilmente stato designato come arbitro VAR della decisiva (ai fini dello scudetto) sfida di San Siro, guarda caso risoltasi proprio con un suo intervento che portò Chiffi alla concessione di un rigore a favore della Lazio all’ultimo minuto, rigore che costò all’Inter il pareggio e lo scudetto. E che il rigore ci fosse o non ci fosse non ha alcuna importanza ai fini del discorso: la sola cosa che conta è che se il calcio italiano fosse una cosa seria oggi i cuor di leone Guida e Maresca farebbero i rappresentanti di aspirapolvere e non certo gli arbitri. Per chi volesse leggerlo, questo è un ampio stralcio dell’articolo che pubblicai il 16 maggio scorso intitolato semplicemente: “L’ultima buffonata del calcio italiota: Guida che ha chiesto di non arbitrare il Napoli temendo per la sua incolumità (!) sarà al VAR di Inter-Lazio che potrebbe decidere lo scudetto”. Nel silenzio e nell’indifferenza di tutti. L’ultima buffonata del calcio italiota: Guida che ha chiesto di non arbitrare il Napoli temendo per la sua incolumità (!) sarà al VAR di Inter-Lazio che potrebbe decidere lo scudetto La scandalosa stagione della classe arbitrale made in Italy si chiude con il capolavoro di Rocchi: che manda il tremebondo arbitro Guida al VAR di un match dal quale dovrebbe essere tenuto lontano PAOLO ZILIANI MAG 16, 2025 (…) Come tutti sanno, mancano due giornate alla fine del campionato e ci sono Napoli e Inter che si stanno giocando lo scudetto distanziate di un solo punto. Un movimento calcistico serio e una classe arbitrale seria dovrebbero fare di tutto per dare prova, specie in queste due ultime e delicate giornate, di massima imparzialità ed equidistanza. Invece, e ha dell’incredibile, succede che nelle designazioni per la partita Inter-Lazio di domenica spunti all’improvviso il nome dell’arbitro Guida che assieme a Di Paolo assisterà Chiffi dalla sala VAR di Lissone. Direte: e allora? E allora siamo di fronte all’ennesima buffonata del pianeta pallone made in Italy. L’arbitro Marco Guida, infatti, non più tardi di un mese fa ha dichiarato ufficialmente di aver chiesto al designatore Rocchi, assieme al collega Maresca, di non essere mai designato per dirigere le partite del Napoli. “Sia io che Maresca abbiamo deciso di non arbitrare a Napoli - ha spiegato Guida - perchè il calcio a Napoli viene vissuto in maniera diversa da altre città come Milano. Io vivo la città di Napoli e abito in provincia. Ho tre figli e mia moglie ha un’attività. La mattina devo andare a prendere i miei figli e voglio stare tranquillo. Quando ho commesso degli errori non era così sicuro passeggiare per strada o andare a fare la spesa. E insomma, pensare di sbagliare ad assegnare un calcio di rigore e di non poter uscire due giorni di casa per svolgere le mie attività sportive non mi fa sentire sereno”. Ora, premesso che arbitri come Concetto Lo Bello o Luigi Agnolin o Pierluigi Collina - arbitri veri, con gli attributi - si sarebbero vergognati a morte al solo pensiero di essere sfiorati da simili piccolezze, e premesso che non si capisce come Rocchi non si sia sentito in dovere di dire a Guida e Maresca di non fare le mammolette e di tirare fuori i coglioni (e chiedo scusa per il francesismo), preso atto del grido di dolore del tremebondo arbitro Guida, delle due l’una: visto che il Napoli si sta giocando lo scudetto punto a punto con l’Inter, o il signor Guida viene fatto sparire sia dalle partite che riguardano il Napoli sia da quelle che riguardano l’Inter, oppure il problema di “andare a fare spesa e di andare prendere i figli a scuola” (sigh!), in una “città come Napoli che vive il calcio in maniera diversa da altre città come Milano” (doppio sigh!) trasformerà la sue notti insonni nelle notti dell’Innominato. La domanda è: il designatore Rocchi e l’arbitro Guida hanno scambiato gli italiani per un popolo di deficienti? Se Guida non vuole avere niente a che fare con le partite del Napoli perchè ne va - come ha detto lui - della sua incolumità, non sarebbe il caso che stesse lontano anche dalle partite dell’Inter, almeno in questo finale di campionato, visto che l’Inter sta contendendo lo scudetto al Napoli e una sua decisione presa al VAR potrebbe incidere, nel bene o nel male, sul risultato della partita dell’Inter e quindi sull’esito del campionato del Napoli? È vero che il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare; ma un minimo di dignità, di pudore e di decenza di comportamento non guasterebbe. Persino in un arbitro (e in un designatore). P.S. Se l'articolo ti è piaciuto, considera la possibilità di abbonarti al mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta
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Carlo Calenda
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@mariocavallaro Non diciamo cazzate. Magistrati in una sede istituzionale che inneggiano alla vittoria in un confronto referendario. Manco in URSS
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Gaia Tortora🐦
Gaia Tortora🐦@gaiatortora·
Cmq è bello vedere il" fairplay" dei No sui Si. Ricordatevi che è la metà del Paese.
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dan plufiu
dan plufiu@plufius·
Durante la telecronaca non ne avete parlato , sorvolato bellamente , e poi @LucaMarelli72 che dice sì è rigore sabato e no questo 😂. @PIERPARDO e @DAZN_IT da disdetta per i tifosi dell’Inter
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Giacinto guarda giù!
Giacinto guarda giù!@Zack1973M·
E anche oggi "Braccio fermo e in posizione naturale" @LucaMarelli72 Devi incontrare un leone affamato in una foresta. malfattore. @DAZN_IT siete un cesso Un vostro abbonato.
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dan plufiu
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@Calvarese_ Tutto giusto non ci fosse stato quel rigore sabato sera 😂😂😂
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Venghino signori venghino! Dove si parla della mina vagante Como, di Juve e Roma a rischio 5° e 6° posto, dell'Inter che sembra già finita in riserva e della pagliacciata arbitrale senza fine Se ad aprile, dopo la sosta, Juventus e Roma non riusciranno a recuperare 4 punti al Como, il quarto posto con annessa qualificazione Champions finirà in riva al Lago con buona pace dei media intenti a favoleggiare sulle grandi manovre di mercato di Madama. Intanto in vetta l'Inter sta risvegliando nei tifosi i fantasmi della stagione scorsa: è già sulle gambe e per sua fortuna Milan e Napoli non sembrano in grado di approfittarne PREMESSA TRISTE. Secondo il cosiddetto esperto arbitrale di DAZN Luca Marelli, che non più tardi di 24 ore prima aveva considerato giusta la concessione di un rigore alla Juventus per un fallo di mano mai avvenuto, un tocco che nessun giocatore della Juventus aveva visto (nessuno aveva protestato) e che lui stesso non aveva potuto mostrare - non essendoci mai stato -, rigore fatto concedere dal VAR all’arbitro Marchetti dopo la più cialtronesca revisione della storia del calcio da quando esiste il VAR, secondo l’esperto di DAZN, dicevo, è stato giusto non concedere il rigore all’Inter e non richiamare l’arbitro al VAR per un’eventuale revisione di questo tocco di mano di Pongracic della Fiorentina. Tutto compreso nel prezzo dell’abbonamento DAZN senza costi aggiuntivi. E adesso parliamo di scudetto e di 4° posto Champions. Incominciamo dal 4° posto. Dirlo oggi a primavera iniziata quando alla fine del campionato mancano 8 giornate è facile; dirlo 5 mesi fa dopo 8 giornate e ad autunno appena iniziato lo era di meno. E infatti nessuno diceva o scriveva che a fine campionato avremmo potuto trovare al 4° posto in classifica, qualificato alla Champions a spese di illustri top club, il Como. Nessuno a parte i miei abbonati che il 25 ottobre, magari con una punta di scetticismo, lessero l’articolo a mia firma intitolato “E se a maggio il 4° posto Champions finisse al Bologna o al Como? Una riflessione sui primi due mesi di campionato e su alcuni segnali che dovrebbero far scattare gli allarmi in casa Juve e Roma”, col sottotitolo che aggiungeva: “Anche se rose e monte stipendi non sono paragonabili, la superiore compattezza del Bologna e la superiore qualità di gioco del Como potrebbero alla fine sparigliare le carte”... P.S. L'articolo continua sul mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com Se non lo conosci vieni a dargli un'occhiata e considera la possibilità di abbonarti. Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta
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dan plufiu
dan plufiu@plufius·
@pap1pap Se era rigore quello della Giuvve lo era anche questo
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Paolo Paganini
Paolo Paganini@PaPaganini·
Al di là che la #Juventus doveva trovare prima il raddoppio ma non si può battere un calcio di rigore come ha fatto #Locatelli in #JuventusSassuolo né forte né angolato, una mozzarella ha tirato. Devi andarci concentrato sul dischetto sennò lascia stare
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Oltre lo schifo! Gli arbitri regalano alla Juventus un rigore per un tocco di mano inventato e DAZN racconta che il VAR aveva le immagini del tocco col braccio ma ha mostrato solo quelle del braccio L'ennesimo scandalo pro-Juve che caratterizza da sempre i finali di campionato e l'indegna narrazione fatta da DAZN del furto con scasso compiuto dal VAR con l'esperto Marelli che tratta gli italiani come un popolo di imbecilli cui rifilare qualunque supercazzola danno la misura dello sprofondo in cui il calcio italiano, in campo e fuori, è finito a 20 anni da Calciopoli. Insomma, niente di nuovo sotto il sole Dunque ieri in Serie A è successo questo. Al minuto 82 di Juventus-Sassuolo, sul risultato di 1-1, su un cross da destra di Kalulu Vlahovic, contrastato da Idzes, colpisce di testa in area per servire Milik: Iannoni intercetta, la difesa del Sassuolo respinge. Nessun giocatore della Juventus, a cominciare da Vlahovic e Milik che sono a tu per tu con Idzes (Vlahovic gli è attaccato), accenna a protestare: nessuno alza il braccio, nessuno va dall’arbitro Marchetti per segnalargli un’irregolarità. Quando Vlahovic colpisce la palla di testa, Idzes che salta con lui è in caduta, ha il braccio sinistro alzato e la palla gli scorre davanti senza sfiorarlo: non cambia direzione, non perde velocità. L’arbitro Marchetti è a pochi passi, perfettamente posizionato, vede tutto e non fa una piega. Un piccolo boato si leva dalla curva: “Chiede un tocco di mano lo Stadium”, dice il telecronista di DAZN Riccardo Mancini. Il gioco prosegue. Ma di lì a poco dalla sala VAR di Lissone l’arbitro Abisso chiede a Marchetti di interrompere il gioco. Passa un minuto coi giocatori fermi e Marchetti in attesa di ulteriori istruzioni. Nel frattempo in tv passano vari replay che non mostrano traccia di alcun fallo di mano di Idzes. Sia quel che sia, Marchetti viene chiamato a rivedere l’episodio a bordo campo; dove il VAR gli mostra ripetute volte uno dei replay già visti da milioni di telespettatori, un replay che non mostra alcun contatto fra palla e braccio e nessun cambio di direzione o di velocità del pallone indirizzato da Vlahovic verso Milik. Poichè non si scorge alcuna irregolarità, tutti si domandano come mai il VAR abbia richiamato l’arbitro. Sta di fatto che dopo mezzo minuto di colloquio con Abisso Marchetti fa ritorno in campo e annuncia che “a seguito di revisione il giocatore numero 21 del Sassuolo ha toccato il pallone col braccio: decisione, calcio di rigore”. Sbigottimento generale. Com’è possibile? Nessuna immagine ho mostrato un tocco di mano o di braccio. Riccardo Mancini, il telecronista di DAZN, chiama in causa l’esperto arbitrale Luca Marelli: e Marelli che deve essere dotato del dono del teletrasporto spiega che in sala VAR hanno l’immagine del contatto braccio-pallone anche se all’arbitro Marchetti - nessuno capisce il perchè e Marelli si guarda bene dallo spiegarlo - ne hanno mostrata un’altra. Intanto la partita è ripresa, Locatelli è andato sul dischetto, ha tirato (malissimo) e ha sbagliato il rigore. O se preferite, Muric gliel’ha parato. Quello che tutti pensano, mentre la partita affronta gli ultimi infuocati minuti, è di avere assistito a un furto con scasso del regolamento di proporzioni bibliche, uno dei tanti che puntualmente nei finali di campionato avvengono a favore della Juventus per aiutarla a raggiungere il suo traguardo, sia esso lo scudetto o i milioni della qualificazione alla Champions: tipo gli sfondoni di Calvarese & Irrati (arbitro e VAR) in Juventus-Inter 3-2 del 2021, tipo gli sfondoni di Orsato & Valeri (arbitro e VAR) in Inter-Juventus 2-3 del 2018. Lo penso anch’io ma mi dico: no, così è troppo, sicuramente nel dopo partita ci sarà un chiarimento: ci mostreranno il replay che a detta di Marelli la sala VAR di Lissone possiede, quello che evidenzia senza ombra di dubbio il tocco del pallone col braccio, e ci spiegheranno che per un problema tecnico non lo si è potuto mostrare a Marchetti dicendogli però di andare sulla fiducia. Sapete cosa succede invece nel dopo partita di DAZN? Succede che in attesa dell’arrivo degli allenatori per le interviste di rito a Luca Marelli venga chiesto di spiegare, questa volta a freddo e non nella concitazione del momento, quel che è successo al minuto 82 di Juventus-Sassuolo. Ebbene, quello che leggerete ora è il resoconto stenografico della spiegazione del “rigore fantasma” data dall’esperto arbitrale della piattaforma detentrice dei diritti. “Quello che hanno dovuto valutare prima di tutto è se ci fosse stato il tocco con il braccio. Ed è questo il motivo per cui il check è andato per le lunghe: nell’On Field Review hanno fatto vedere soltanto un’immagine e spieghiamo il perchè”. Marelli si sofferma a lungo sulla posizione del braccio alzato di Idzes che giudica in posa innaturale. “Dopo essersi accertati che il giocatore Idzes avesse toccato il pallone con il braccio - prosegue senza spiegare e/o mostrare l’immagine in questione: unico fatto dirimente -, naturalmente la posizione del braccio è punibile. Per due motivi: il primo è che il braccio è aperto rispetto al corpo ad aumentare il volume corporeo; il secondo motivo, forse anche più importante, è che il braccio è al di sopra dell’altezza della spalla: e come sappiamo nell’interpretazione corrente il braccio sopra la spalla è sempre calcio di rigore. Ecco perchè hanno mostrato soltanto questa immagine: per mostrare proprio la posizione del braccio una volta che al VAR si erano accertati che il tocco col braccio c’era stato”. Dice proprio così Marelli: “Ecco perchè hanno mostrato soltanto questa immagine”: cioè un’immagine che dimostra che nessun fallo di mano è mai avvenuto. Ora, premesso che Mata Hari, come spia, in confronto a Marelli era una dilettante visto che l’esperto arbitrale di DAZN si mostra in grado in tempo reale, mentre il fatto sta avvenendo, di rendere noto che nella sala VAR di Lissone sono in possesso delle immagini del tocco di braccio di Idzes che nessuno ha visto e che non verrà mostrato nemmeno all’arbitro Marchetti - che Abisso prima di parlare con l’arbitro abbia telefonato a Marelli, come stai?, a casa tutto bene? per poi raccontargli di avere il replay del fallo di mano ma di non volerlo mostrare a nessuno -; premesso questo, dicevo, le domanda che sorge spontanea e che Marelli dovrebbe porsi, che i conduttori di DAZN dovrebbero porre a Marelli perchè è quella che tutto il mondo si sta ponendo, essendo l’unica che conta, è: se davvero esistono le immagini che mostrano Idzes toccare il pallone col braccio, perchè non hanno mostrato quelle e soprattutto non le hanno mostrate all’arbitro Marchetti? Se quel che conta è vedere il braccio che tocca il pallone, perchè mostrare solo il braccio che non tocca il pallone? E con che faccia, davanti a milioni di telespettatori, l’esperto arbitrale di DAZN può sdoganare come normale un fatto del genere, cioè che l’immagine chiarificatrice di un episodio cruciale non venga esibita, avallando in questo modo il vergognoso scempio regolamentare con la favoletta del rigore fatto concedere “dopo essersi accertati che il giocatore Idzes avesse toccato il pallone col braccio”? In quale film? Tutto il mondo ha visto che non c’è stato alcun tocco col braccio: ma Marelli dice che Abisso l’ha visto, anche se tiene il video per sè chiedendo a tutti di fidarsi sulla parola. Un po’ come se un giudice, in un processo per l’investimento di un pedone da parte di un automobilista che si dichiara innocente, condannasse l’automobilista non perchè le immagini di una telecamera di servizio lo riprendono mentre mette sotto il malcapitato sulle strisce, ma perchè lo riprendono al volante intento a parcheggiare l’auto in un centro commerciale. Dici di non averlo investito? Eppure quel giorno stavi guidando. I lunghi secondi di gelo, di silenzio di tomba, che sono trascorsi sul divano di “Vamos”, la trasmissione del sabato di DAZN, dopo il rabbrividente intervento di Marelli sono stati più eloquenti di mille parole. Ma lo scandalo, anzi il doppio scandalo cui tutti avevano assistito, il rigore fantasma regalato alla Juventus e la supercazzola prematurata come fosse antani in cui si è lanciato prima a caldo e poi a freddo l’ineffabile esperto di DAZN danno la misura del punto di non ritorno cui è arrivato, in campo e fuori, il calcio italiano. Uno schifo a tal punto lampante e conclamato che persino Ciro Ferrara e Hernanes, due ex giocatori della Juventus oggi opinionisti a DAZN, non hanno potuto ieri far finta di niente. Ferrara, uno che pur di non dare contro la Juventus si farebbe scorticare vivo, non ce l’ha fatta a dare ragione a Marelli e ha detto subito che dalle immagini si faticava a intravedere il tocco col braccio; in quanto a Hernanes era addirittura inviperito, per non dire indignato perchè - spiegava - non solo non si vede la palla che tocca il braccio, ma anche ritenere innaturale la posizione del braccio di Idzes è una bestemmia visto che “è Vlahovic che lo sbilancia e gli toglie l’equilibrio” nel corpo a corpo: e anche nell’ipotesi che il pallone fosse davvero finito sul braccio del difensore, mai e poi mai quel tocco avrebbe potuto essere punito con il rigore. Insomma, come volevasi dimostrare il campionato col verme è vivo e lotta insieme a noi. E per quanto paradossale sia, la verità è che la partita Juventus-Sassuolo 1-1 che avrebbe dovuto essere salutata da Como e Roma - le avversarie di Madama nella corsa al 4° posto Champions - come buona notizia accompagnata da festeggiamenti, magnum di champagne e fuochi d’artificio, ha materializzato davanti agli occhi dei due club i peggiori presagi. Perchè la notizia vera non sono i 2 punti lasciati per strada dalla Juventus, ma gli arbitri che per l’ennesima volta hanno disotterrato l’ascia di guerra e hanno iniziato le peggiori scorrerie. Gli scalpi da conquistare potrebbero essere quest’anno quelli di Fabregas e Gasperini. Che il grande Manitù li assista. P.S. Dicono che AIA e DAZN a fine stagione chiuderanno “Open VAR”, la comica trasmissione in cui Rocchi e i suoi scagnozzi spiegano agli sportivi il perché delle decisioni prese dagli arbitri. Ma dopo aver visto il VAR non intervenire per far concedere alla Roma questo clamoroso rigore per plateale mani di Malinovsky in Genoa-Roma, una partita che la Roma avrebbe vinto e invece ha poi perso; e intervenire ieri per far concedere alla Juventus un rigore per un mani di Idzes che il VAR si è letteralmente inventato e che non esistendo non è stato possibile mostrare in una partita che la Juventus, se non avesse poi scioccamente fallito il rigore, avrebbe vinto causa furto arbitrale, forse sarebbe il caso che invece di chiudere “Open VAR” l’AIA e DAZN chiudessero i battenti e sparissero dalla circolazione. Sono passati 20 anni da Calciopoli ma il tanfo, sui campi e in tv, è lo stesso di prima. P.S. 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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Stasera DAZN ha battuto il record del mondo di impudenza. La spiegazione del rigore fantasma concesso alla Juventus nel finale di partita con il Sassuolo, rigore poi fallito da Locatelli, è da disdetta di massa degli abbonamenti. Trattano gli sportivi come cretini con l’anello al naso. Domani sul mio account su Substack la ricostruzione dell’ennesimo scandalo di fine stagione pro Juventus. #JuventusSassuolo
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lorella
lorella@Lorellastelle·
C è qualcuno che non ha rispetto per nessuno...c è chi dice No #ioVoteròNO
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