La Spagna batte con un perentorio 2-0 la Francia e stacca il pass per la seconda finale Mondiale della sua storia. Decisive le reti di Oyarzabal e Pedro Porro per la squadra di de la Fuente, che sfiderà la vincente tra Inghilterra e Argentina.
La diretta su Repubblica
#rep
Dopo la bocciatura alla Camera dell’emendamento sulla legge elettorale che introduceva le preferenze, è partita la ricerca dei responsabili all’interno della maggioranza. Tra i primi a essere indicati come possibili autori del voto contrario sono stati i deputati dell’area vicina al generale Roberto Vannacci. Gli esponenti del gruppo hanno però respinto le accuse pubblicando un video che, secondo loro, dimostrerebbe il voto favorevole all’emendamento. La scelta di filmare il momento del voto sarebbe nata proprio dal timore di essere indicati come “franchi tiratori” dopo la sconfitta della maggioranza, arrivata per un solo voto. L’emendamento, presentato da Fratelli d’Italia, è stato respinto con voto segreto nonostante il parere contrario della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La richiesta dello scrutinio segreto, avanzata dalle opposizioni, è stata autorizzata dal presidente della Camera, aprendo la strada alla bocciatura della proposta.
Video LaPresse
Dopo la bocciatura alla Camera dell’emendamento sulla legge elettorale che introduceva le preferenze, è partita la ricerca dei responsabili all’interno della maggioranza. Tra i primi a essere indicati come possibili autori del voto contrario sono stati i deputati dell’area vicina al generale Roberto Vannacci. Gli esponenti del gruppo hanno però respinto le accuse pubblicando un video che, secondo loro, dimostrerebbe il voto favorevole all’emendamento. La scelta di filmare il momento del voto sarebbe nata proprio dal timore di essere indicati come “franchi tiratori” dopo la sconfitta della maggioranza, arrivata per un solo voto. L’emendamento, presentato da Fratelli d’Italia, è stato respinto con voto segreto nonostante il parere contrario della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La richiesta dello scrutinio segreto, avanzata dalle opposizioni, è stata autorizzata dal presidente della Camera, aprendo la strada alla bocciatura della proposta.
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Francia-Spagna 0-1. Rete di Mikel Oyarzabal: mancino letale a mezz'altezza per il centravanti della Real Sociedad, che trafigge Maignan dagli 11 metri. Il rigore assegnato alla Spagna dopo il fallo di Digne su Yamal.
La diretta su Repubblica
#rep
Francia-Spagna 0-1. Rete di Mikel Oyarzabal: mancino letale a mezz'altezza per il centravanti della Real Sociedad, che trafigge Maignan dagli 11 metri. Il rigore assegnato alla Spagna dopo il fallo di Digne su Yamal
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"È un voto contro l'arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere, era pronta a schiacciare quello delle altre donne". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando in Aula dopo la bocciatura dell'emendamento del centrodestra sulle preferenze. "Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo paese in grado di risolvere i problemi dei milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni, mentre vi occupavate solo dei nostri patti di potere che oggi, sotto gli occhi del governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa", conclude.
Camera tv
Per la procura e il tribunale di Torino, non c’erano colpevoli per la morte di Antonio Raddi. Per questo hanno archiviato l’inchiesta per l’omicidio del detenuto di 28 anni che, il 31 dicembre 2019, morì dopo aver perso quasi trenta chili in sei mesi di carcere.
Ora, a distanza di sei anni e mezzo dal decesso e a quasi tre dall’archiviazione, c’è il colpo di scena: “La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il nostro ricorso e ha condannato l’Italia per la violazione del diritto alla vita e per la sottoposizione a trattamenti inumani e degradanti”, annuncia l’avvocato Gianluca Vitale, che insieme al collega Federico Milano ha assistito i familiari di Raddi. Accanto a lui anche il presidente della Camera penale, Roberto Capra, e l’ex garante comunale dei detenuti, Monica Gallo, che aveva seguito da vicino la storia del giovane torinese. E il 4 dicembre 2019, vedendolo sulla sedia a rotelle, scriveva nell’ennesima segnalazione inviata ai vertici del carcere: “Imploro di intervenire. Ha le stesse sembianze di Stefano Cucchi”.
L'articolo completo di Federico Gottardo su Repubblica Torino
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Dopo la bocciatura delle preferenze alla Camera dai banchi delle opposizioni si sono levati i cori “elezioni” e “dimissioni”. “Questo è un voto contro l’arroganza: prendete atto del fallimento e andate a casa” attacca in Aula la segretaria del Pd, Elly Schlein. Per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, con questo voto la maggioranza “ha sfiduciato la premier”. Riccardo Magi (Più Europa) e Angelo Bonelli (Avs): “Meloni salga al Colle”.
L’articolo di Giovanna Vitale su Repubblica
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"Non si fanno foto". Momenti di grande suspense durante la votazione dell'emendamento di FdI sulle preferenze per la legge elettorale. Il presidente di turno, Fabio Rampelli, richiama al rispetto del regolamento i deputati, chiedendo di non riprendere con i cellulari dove inseriscono il dito per la votazione. Alla fine l'esito del voto, con cui l'Aula della Camera ha bocciato a scrutinio segreto l'emendamento per un solo voto di differenza, è stato accolto da un boato di esultanza delle opposizioni.
Camera tv
L’aula della Camera, a voto segreto, ha bocciato l’emendamento sulle preferenze. Dietro lo scrutinio nascosto lo scarto è di appena un voto: 188 No alle preferenze contro 187 Sì, nonostante governo e commissione avessero espresso parere favorevole alla proposta di modifica. Dopo la bocciatura delle preferenze dai banchi delle opposizioni si sono levati i cori “elezioni” e “dimissioni”. “Questo è un voto contro l’arroganza” attacca in Aula la segretaria del Pd, Elly Schlein. Per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, con questo voto la maggioranza “ha sfiduciato la premier”. Riccardo Magi (Più Europa) e Angelo Bonelli (Avs): “Meloni salga al Colle”.
Su Repubblica l’articolo di Giovanna Vitale
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È morta a Roma Neliana Tersigni, giornalista e inviata di guerra. Aveva 81 anni. Tersigni aveva iniziato la carriera giornalistica poco più che ventenne a Paese Sera, nella redazione Esteri.
Entrata in Rai nel 1987 al Tg3, è stata a lungo inviata di guerra, raccontando tra l'altro la prima Intifada palestinese, il ritorno di Yasser Arafat, l'assassinio di Yitzhak Rabin e la prima Guerra del Golfo. Dal 2003 al 2010 è stata responsabile dell'ufficio di corrispondenza Rai al Cairo.
L’articolo su Repubblica
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