@Relli99_@KookieN00na E te fatte a fa un giro per le aziende e vedi che offrono poi vedi se il problema so i Giovani, non sapete neanche come si fa ad avere la naspi🤣🤡
Quindi se uno ha perso il lavoro e non ne sta trovando un altro deve stare in clausura in casa perché se usa la naspi per farsi una vacanza è un crimine? Boh. Non so come ragionate
@Relli99_@KookieN00na Siete noiosi e ripetitivi e rompete proprio il caxxo i giovani non ce l'hanno la naspi perché non riescono a lavorare visto come siamo finiti
@KookieN00na il mio discorso non l’ha capito nessuno e vi siete fermato al primo messaggio. La naspi purtroppo incentiva i giovani a non lavorare. Parlo da ex percettore di naspi che dopo essere stato quasi un anno a casa è stato difficoltoso tornare a svegliarmi alle 5 del mattino
@KookieN00na Semplicemente la naspi deve diventare un sussidio temporaneo che decresce nel tempo fino a scomparire. Non può essere come quello attuale. Tutto lì
@KookieN00na Chi ha percepito la Naspi, come me ad esempio, sa che non è questione di clausura, ma che si dovrebbe essere sempre reperibili e rimanere a disposizione del Centro per l’impiego del proprio territorio per eventuali chiamate.
@E_KRIS Madonna santa mo si fa la caccia alle streghe se non fosse morta quella ragazza non sapresti neanche dell'esistenza de sta famiglia! Fateve na vita
Livello di tolleranza al caos: zero. Quindi, dopo anni passati a dire "un giorno mollo tutto", l'ho fatto davvero: mi sono fatta la mia casetta alle porte del Parco Nazionale. Nuova vita, zero complicazioni umane e tanta pace. Io e la mia boxerina stiamo una meraviglia. 🌲👋🏡❤️
Willy non tornerà mai a casa.
“Non l’ho toccato neanche con un dito. Il mio desiderio è tornare a casa e poter crescere mio figlio. Non sono più quel ragazzo che, sei anni fa, ha varcato le porte del carcere.”
Parole che fanno discutere. Ma prima di qualsiasi dibattito sulla pena, sul cambiamento o sulla possibilità di riscatto, c’è una verità che non dovrebbe mai essere dimenticata: Willy Monteiro Duarte non può più parlare.
Quaranta secondi di violenza sono bastati per uccidere un ragazzo di 21 anni. Quaranta secondi che gli hanno portato via tutto: il futuro, i sogni, la possibilità di costruire una famiglia, di diventare padre, semplicemente di vivere.
A suscitare amarezza sono state anche alcune dichiarazioni della madre dei fratelli Bianchi. Oltre ad aver affermato che i suoi figli «non sono i mostri che avete descritto» e che «non sono stati loro a ucciderlo, una mamma certe cose le sa», arrivò a dichiarare: “Si parla di Willy come se fosse morta la regina Elisabetta”.
Una frase che ha sconvolto molte persone per la sua apparente mancanza di empatia e di consapevolezza della tragedia. Perché Willy non era un simbolo astratto né un personaggio lontano. Era un ragazzo di 21 anni, con una famiglia, degli amici, dei sogni e una vita davanti. Una vita spezzata per sempre.
Difendere i propri figli è umano. Ma minimizzare la morte di una vittima o lamentarsi dell’attenzione che le viene riservata significa perdere di vista l’essenziale: un giovane è stato ucciso e una famiglia è stata condannata a convivere per sempre con quel dolore.
Ancora oggi colpisce quella che molti percepiscono come una mancata piena assunzione di responsabilità. Chi sostiene di essere cambiato dovrebbe, prima di tutto, riconoscere fino in fondo la gravità di ciò che è accaduto. Il cambiamento non si dimostra soltanto con le parole, ma con la consapevolezza, con l’ammissione sincera delle proprie responsabilità e con il rispetto dovuto alla vittima.
Si parla del desiderio di tornare a casa, di crescere un figlio, di ricominciare una vita. Ma Willy non avrà nulla di tutto questo.
Come disse sua madre, Lucia Monteiro Duarte: ”Io so soltanto che ho perso un figlio, che non si è ucciso da solo”.
Ed è questo il punto che non dovrebbe mai essere dimenticato: Willy non avrà una seconda possibilità. Non tornerà mai a casa.
La memoria di Willy merita rispetto. Sempre.
@Smileforlive_ Tutto sta a trovare lo psicologo e il percorso giusto, ci vuole pazienza, purtroppo tante terapie sbagliate hanno fatto peggio. Sono contenta per te che hai superato tutto questo non è da tutti e non è facile
"Andare dalla psicologa non serve a niente, è uno spreco di soldi"
Intanto io non ho più avuto attacchi di panico e di ansia, riesco di nuovo a stare da sola a casa, riesco a vedere i vecchi filmini di famiglia, riesco ad andare in cimitero. Tutto grazie a lei.