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@serpilloc

Frequento da sempre le Valli di Lanzo (TO-Italy),mi piace rallentare,nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

Katılım Nisan 2013
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serpillo1@serpilloc·
All'albeggiare emersi Vidi le radici. Le mani tese che mi chiamavano. E la forza di quell'ordine mi attirò irresistibilmente Gioconda Belli
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Mariano Giustino
Mariano Giustino@MarianoGiustino·
AGGIORNAMENTO! CIRCA 3.500 MORTI E OLTRE 10.000 FERITI. TERRIFICANTE! IN IRAN È IN CORSO UNA CARNEFICINA DI GIOVANI! Il numeri dei morti aumenta esponenzialmente di ora in ora. Secondo fonti interne di personale medico e di organizzazioni umanitarie i morti sarebbero circa 3.500 e oltre 10.000 feriti. Questo è il numero totale dei manifestanti uccisi registrato dal personale ospedali degli ospedali del paese.
Mariano Giustino@MarianoGiustino

Vi prego di diffondere ovunque quanto sto per riferirvi. Diffondete questo video e le mie parole ai vostri contatti e alle istituzioni. Fatelo subito! Dovete sapere che le forze della repressione impiegate in #Iran non sono prevalentemente costituite da paramilitari #basij, né dal corpo dei guardiani della rivoluzione. Sono, in modo significativo, milizie mercenarie sciite fatte affluire in Iran dalla guida suprema #Khamenei in particolare dall’#Iraq, dal #Libano e dall’#Afghanistan. Il regime sta facendo affluire veri e propri criminali jihadisti nel paese per mettere in atto le uccisioni di massa, la feroce repressione che non sono riuscite a compiere appieno le forze pasdaran. Khamenei, oltretutto, sembra posseduto da un’angoscia paranoide e non si fida del tutto del Corpo dei guardiani della rivoluzione. Numerosi combattenti delle milizie Hashd al-Shaabi stanno aiutando il regime nelle operazioni di brutale repressione e nel massacro dei manifestanti nelle strade con esecuzioni sommarie dei manifestanti catturati. A 15 giorni dall’inizio della rivoluzione in corso per la liberazione dell’Iran dall’orrifica repubblica islamica i morti sono già diverse centinaia, si parla di circa trecento morti. I feriti sono migliaia. Gli ospedali sono al collasso, come riferiscono operatori umanitari, medici e altri operatori sanitari. “I combattenti per la libertà”, come vengono definiti i giovani in lotta per la liberazione dell’Iran dalla Repubblica islamica, che sono trucidati dai miliziani sciiti, vengono portati in un centro clandestino dove si occultano i cadaveri. Sono strazianti il pianto e le grida delle famiglie presenti presso il Centro di medicina legale di #Kahrizak a #Teheran per identificare i corpi dei loro cari. Le immagini che ci giungono da fonti nella capitale iraniana sono strazianti. A #Kahruzak hanno allestito un vecchio carcere per portarvi i corpi dei giovani trucidati. Vi aggiornerò sull’andamento di queste ore terribili per il movimento rivoluzionario iraniano fermamente determinato a resistere fino in fondo, fino alla fine dell’occupazione del proprio paese dalla barbarie di una oppressione sanguinaria rappresentata dalla repubblica islamica. Vi aggiornerò sull’andamento di queste ore terribili per il movimento rivoluzionario iraniano fermamente determinato a resistere fino in fondo, fino alla fine dell’occupazione del proprio paese dalla barbarie di una oppressione sanguinaria rappresentata dalla repubblica islamica. #IranRevolution2026 #IRGCterrorists @RadioRadicale #Turchia

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emanuela sanna
emanuela sanna@emi_sanna·
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Everest Today
Everest Today@EverestToday·
On This Day, Aug 13, 1995, Alison Hargreaves Disappeared in a Storm on K2. In the summer of 1995, high on the icy flanks of K2, the world’s second-highest and most dangerous mountain, a storm was gathering. And within it stood Alison Hargreaves — a British mountaineer who had already redefined what was possible. Just months earlier, she had stunned the climbing world by summiting Everest solo, without Sherpa support or supplemental oxygen. No women had ever done it before like her. Now, she was on K2, alone again. A mother of two, she was often criticized not for her risks, but for daring to take them while being a mother. Still, she climbed — not for fame, but because the mountains were a part of her soul. On August 13, 1995, she reached the summit of K2. But as she descended, the sky turned. A fierce storm tore across the mountain. Winds howled at 160 km/h. Avalanches thundered. Alison was last seen alive below the summit. Then, nothing. She vanished into the storm — her body never found. K2 took her. Back home in Scotland, a six-year-old boy named Tom Ballard waited. That boy would grow up not just in her shadow, but in her spirit. Years passed. Tom became a climber — bold, gifted, obsessed with alpine purity, just like his mother. In 2015, he made history by solo-climbing the six great north faces of the Alps in a single winter season. The mountains were calling him, too. Then he came to Nanga Parbat in 2019. One of the most lethal peaks in the Himalayas. Tom joined Italian climber Daniele Nardi for a winter ascent via the Mummery Spur — an uncompleted dream. They disappeared in February. Days turned to weeks. Hope faded. On March 9, their bodies were spotted by Spanish climber Alex Txikon and team, high on the face. Mother and son. Twenty-four years apart. Two souls who lived and died in the thin air. Alison on K2, Tom on Nanga Parbat. The mountains united them in life — and claimed them in death. But they are not stories of loss alone. They are stories of love, obsession, and a deep, rare kind of freedom — the kind found only above the clouds, where the world falls away and the sky becomes your final horizon. Photo Showing Alison Hargreaves in October 1988, holding her son Tom Ballard at Black Rock, overlooking the Derbyshire countryside. Courtesy: Phil O Brien.
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Beppe Leyduan
Beppe Leyduan@Beppeley·
Il mondo senza di noi (titolo di un libro). La #natura è fantastica.
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Alessia M.S.Giorda
Alessia M.S.Giorda@Giorda_a·
Possiamo ancora vedere la luce di stelle che non esistono più da secoli. Così ancora ti riempie e folgora il ricordo di qualcuno che hai amato per poi vederlo andar via. #Gibran @exillesilforte una bella mostra dedicata alla storia dell’alpinismo e anche al mio papà .
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Beppe Leyduan
Beppe Leyduan@Beppeley·
Vi piacerebbe essere ospiti di una struttura che in verità è un bersaglio? Una piccola grande storia molto istruttiva (e molto attuale) si annida nel vallone di Sea. Siamo nell'alta Val Grande di Lanzo, nelle Alpi Graie meridionali. camoscibianchi.wordpress.com/2025/07/05/ber… #vallidilanzo
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Beppe Leyduan
Beppe Leyduan@Beppeley·
Vento
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Beppe Leyduan
Beppe Leyduan@Beppeley·
"Il costruire era pensato in funzione dell’abitare e del vivere la quotidianità, quasi un’appendice umana nella reinterpretazione del creato." Solo Annibale Salsa poteva descrivere abilmente queste povere baite della Val Grande di Lanzo. Sembrano partorite dalla #montagna.
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serpillo1
serpillo1@serpilloc·
Tanti nomi, tanto coraggio, tanta sofferenza patirono coloro che qui sono annoverati, ma per tutti vale quanto dichiarò Cassin alla fine del conflitto: “Non ci sentivamo eroi, ma solo uomini liberi che, finalmente, potevano tornare a essere #alpinisti”. #Resistenza ./.
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