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@diMartedi La legge del pro-sionista Romeo - Lega per Israele (Palestina Occupata)
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@diMartedi Non dimentichiamo che Italia Viva di Renzi ha proposto una fotocopia dell'ignobile Proposta di Legge n.1004 della Lega, pro-israele e che limita i diritti cosituzionali...
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Travaglio su Nordio: "A una certa ora del pomeriggio non è più lucido..."
#dimartedì
la7.it/dimartedi/vide…
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#ottoemezzo Iran, Caracciolo: “È guerra mondiale? No, ma un conflitto regionale che si allarga: Trump cambia versione ogni 5 minuti” la7.it/otto-e-mezzo/v…
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@MediasetTgcom24 ma non vi vergognate dei servizi sull'attacco terroristico degli USA sull'IRAN? Lo giustificate pure. Non sono democratici quindi li bombardiamo? #VERGOGNATEVI sionisti, schiavi degli USA
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Giornata mondiale malattie rare, Mattarella: "Equità nelle cure" #malattierare tgcom24.mediaset.it/salute/giornat…
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@inaltreparole Mieli dice cose assurde. I meriti di Trump su Gaza? Ma scherziamo, solo in Italia a settembre scesero in piazza 1 - 2 milioni di persone. Purtroppo è sempre stato un sostenitore di Israele, figurarsi che può dire
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Minneapolis, l'ICE uccide un'altra persona, il dialogo in studio tra Massimo Gramellini, Gianrico Carofiglio e Giovanna Botteri
la7.it/in-altre-parol…
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#inaltreparole Un'altro uomo ucciso dall’ICE a Minneapolis, Botteri comunica in diretta il nome la7.it/in-altre-parol…
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34 anni fa se ne andava la leggenda di #FreddieMercury, mentre torna oggi – in edizione speciale – “Mr. Bad Guy”, il suo album solista. Al Tg1 lo storico produttore Reinhold Mack.
#Tg1 Francesco Cristino
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@SimoneLedeen @paolomossetti che simpatico, la battuta su Hamas tagliagole nel tuo programma. Israele che massacra 20.000 bambini doveva essere la battuta. #vergognati
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Conosco bene le critiche al pensiero di mio padre, e non mi ha mai spaventato il dibattito. Ma oggi parlo da figlia.
Michael Ledeen è stato un uomo di idee forti, certo, ma anche di grande cultura, umorismo tagliente, amore sincero per l’Italia e per la libertà. Chi lo riduce a una caricatura ideologica perde di vista la complessità della sua visione e la profondità del suo pensiero. Era un intellettuale che prendeva posizione, spesso controcorrente, sempre con la convinzione che la libertà valesse la pena di essere difesa.
Si possono discutere i suoi argomenti, ma almeno lo si faccia con rispetto. Oggi la sua famiglia e chi gli ha voluto bene piange la sua scomparsa. Il momento verrà per analisi e polemiche. Questo, francamente, non è quel momento.
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È morto Michael Ladeen, figura centrale del neoconservatorismo statunitense, appassionato italianista. Netanyahu lo ha ricordato con un trasporto che non ha dedicato a nessun ostaggio trovato morto. Come vedremo, è facile capire perché. Storico, ex corrispondente in Europa per The New Republic, Ledeen costruì la sua carriera sull’idea che la politica estera degli Stati Uniti debba essere guidata da un principio attivo e morale: la liberazione dei popoli oppressi attraverso la forza, l’ingerenza, e, se necessario, la guerra. La sua visione del mondo fu una delle più radicali, ideologiche e inflessibili tra quelle maturate all’interno della galassia neocon.
Nell’amministrazione Bush, Ledeen non fu mai formalmente un consigliere ufficiale, ma la sua influenza fu decisiva: frequentatore dell’American Enterprise Institute accanto a figure come Richard Perle e Lynne Cheney, spinse per un cambio di regime in Iran ben prima della guerra in Iraq, sostenendo che il crollo della teocrazia iraniana avrebbe innescato un effetto domino su tutta la regione, fino a Hezbollah, Hamas, e la questione palestinese. Per Ledeen, la «liberazione» voleva dire esportazione forzata dei valori occidentali la chiave per sradicare il «cancro» dell’islamismo radicale.
Per Ledeen, l’Iran non ha mai rappresentato solo una minaccia geopolitica. Era, ed è, il cuore nero di una civiltà in rovina. Ma a suo avviso non occorreva nemmeno una guerra tradizionale: bastava «accendere la miccia», potenziare la propaganda televisiva, sostenere economicamente e militarmente le opposizioni interne, e il regime sarebbe crollato sotto il peso delle sue contraddizioni. Le sue analisi – basate su una visione quasi messianica del popolo iraniano come il più filo-americano della regione – non hanno retto alla prova dei fatti, ma hanno contribuito a plasmare l’ideologia del «regime change» su cui si fondano anche gli slogan che vediamo nei social dei monarchici iraniani della diaspora e in alcuni filoisraeliani della destra europea.
In Italia, tra i più ferventi seguaci delle idee di Ledeen figuravano Christian Rocca e diverse figure della galassia "fogliante", che spesso confondevano la «Dottrina Bush» con le teorie del suo mentore neocon. Eppure, come osservato dai critici più attenti, la vera "surge" che Ledeen rivendicò come un trionfo delle sue tesi - quella guidata dal generale David Petraeus - si basava su principi opposti: negoziare con i nemici, cooptare ex miliziani, trovare compromessi sul campo, piuttosto che imporre una visione etica assoluta della guerra tra Bene e Male. Petraeus, pur portando avanti una guerra ingiusta e llegale, cercava stabilità; Ledee cercava la rivoluzione.
Ladeen del resto teorizzava che il mondo fosse scosso da una guerra globale fra «l’Islam radicale e i suoi alleati», cioè una coalizione che includeva regimi secolarizzati come Russia e Corea del Nord, uniti solo dall’odio verso la democrazia liberale. Ledeen non distingue tra sunniti e sciiti, tra fondamentalismi religiosi e nazionalismi laici. Tutto ciò che si oppone all’Occidente era parte di un’unica «internazionale del male».
Ma la sua visione si spingeva oltre. Ledeen considera l’intera civiltà islamica come fallita, incapace di produrre modernità, democrazia o cultura. E anzi, sostiene che questa consapevolezza muovesse gli islamici radicali ad attaccare l’Occidente, visto come specchio di ciò che non sarebbero mai stati. Era un giudizi coloniale, ideologico, e intriso di un determinismo culturale che riduceva la complessità delle società islamiche a una patologia collettiva.
Non era un pragmatico, Ladeen, né un realista: era un ideologo puro, convinto che la storia avesse una direzione univoca, quella della vittoria statunitense, e che ogni compromesso fosse una resa. Il suo pensiero influenzò profondamente molte riviste per élite benestanti del XXI secolo, ma fu anche stato travolto dai suoi stessi fallimenti: l’Iraq, l’Afghanistan, la Siria, l’Iran stesso.
Tuttavia, come un Honecker neocon, Ledeen e i suoi adepti continuarono a sostenere che la loro visione fosse giusta, e sbagliata soltanto l’esecuzione. Nei suoi scritti, nei suoi consigli, e nelle sue analisi, la complessità scompariva per lasciare spazio a una narrazione salvifica e apocalittica, in cui l’America è sempre nel giusto e i suoi nemici sempre votati al male. È una visione che troverà imitatori nella storia recente, e che riemerge ogniqualvolta l'egemone imperiale si sente fragile, assediato, o semplicemente allo sbaraglio.
(A destra: la copertina del piccolo saggio, carino in alcuni passaggi ma non particolarmente originale, che Ladeen dedicò a Napoli, città di cui si definiva «tragicamente innamorato»).


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L'appello di #PapaLeone per la #pace: "Alle armi si sostituisca il dialogo". In inglese la preghiera per le vittime dell'alluvione in #Texas. Nel pomeriggio il trasferimento a #CastelGandolfo.
Al #Tg2Rai ore 13,00
#6luglio
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@QRepubblica bravo presidente, contro questo governucolo di destra che ci porterà alla rovina, serva degli USA, cagnolino di #Israhell
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"Le piazze sono in subbuglio perchè la gente non arriva a fine mese."
#Conte #quartarepubblica
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@QRepubblica verognoso programma a dire poco: "Israele ha il diritto a difendersi" ed attaccare l'Iran? Ma vi pagano i sionisti? Quelli per cui la vita umana vale meno dei soldi? #shameonyou #rete4 #borisjohnson
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"Perchè dopo quasi 3 anni di governo il consenso del governo è cresciuto e il vostro è diminuito?"
#Sallusti #quartarepubblica
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Moda Primavera-Estate, idee per l'abito da cerimonia perfetto per la mamma della sposa tg24.sky.it/spettacolo/202…
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Lo show con domande piccanti e alette di pollo ancora più piccanti 🌶️
Con Alessandro Cattelan, #HotOnesItalia dal 16 giugno, ogni lunedì, in 2ª serata su Rai2 🔥 @alecattelan
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@QuartoGrado quindi sembra che difendiate i criminali di guerra israeliani che hanno attaccato per primi l'IRAN per presunte robe nucleari (che ricorda tanto le armi chimiche dell'IRAQ)
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@PiazzapulitaLA7 vedo parenzo e cambio canale, scusate, sarà il supporto allo stato criminale di israHELL. Hey parenzo è lecito dire a qualcuno che pacificamente ti chiede dei n*azi "Occhio che il cercapersone può scoppiare"? #karemfromhaifa #warcrminals
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“Il voto cambia la legge”
L’intervista a Maurizio Landini (CGIL) la7.it/piazzapulita/v…
#referendum #piazzapulita
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L’ultimo e decisivo passo per decidere chi alzerà la coppa dalle grandi orecchie 🏆 PSG-Inter è ora live su Tv8! 😉
#Tv8ChampionsNight #UEFAChampionsLeague

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