

Marisa Fonda 🦊
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@superfonda
introversa, taciturna, cucino, mi piace la geografia











Leggendo certi commenti capisco una cosa, molte persone non aspettano più l’estate, la temono. Come fosse un incubo annunciato, con ansia e paura già a maggio. Questo, francamente, è un problema. Non perché il caldo non esista, ll clima di fondo è più caldo rispetto a qualche decennio fa, e negarlo sarebbe ridicolo. Un conto però è spiegarlo il caldo, un altro è educare le persone a vivere nella paura. Se già a maggio un'ondata di caldo diventa un motivo per logorare la testa delle persone con titoloni emotivamente carichi e pieni di angoscia non si fa altro che rendere le persone piu' stanche, fragili e confuse. Questo modo di comunicare è scandaloso e soprattutto è dannoso. Toglie lucidità, rende più difficile ascoltare anche le informazioni davvero utili, può aumentare perfino la percezione soggettiva del caldo e alimenta uno stato di ansia permanente che alla psiche non fa certo bene. Senza mettere la testa sotto la sabbia le ondate di caldo si affrontano e si spiegano senza usarle come bastone emotivo. E poi diciamolo, l’estate non è solo afa, disagio e bollettini rossi. È anche luce fino a tardi, giornate all’aperto, mare, montagna, viaggi, bambini che finiscono la scuola e si divertono giocando nei parchi e sulle spiagge, cene fuori, vita che si sposta un po’ di più fuori dalle case. Non accetterò mai che l'estate venga trasformata in una minaccia psicologica collettiva.




