Vincenzo Varagona

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Vincenzo Varagona

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@vivar

#Giornalista #PresidenteUcsi #counselor #libri:AbbaMarcelloCUrbaniMBeciIlMuratorediDioCounselingFrateMagoRitaCutoloATrifogliMPrinceLPiginiIAlbertoMaggi

Ancona, Italy Katılım Ekim 2008
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nello scavo
nello scavo@nelloscavo·
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione che definisce la tratta degli schiavi e la schiavitù come «il crimine contro l'umanità più grave» della storia. A favore: 123 Contrari: 3 (Argentina, Stati Uniti, Israele) Astenuti: 52 (tra cui l’Italia)
Noticias ONU@NoticiasONU

🔴 La Asamblea General de la ONU aprueba una resolución que califica la trata de esclavos y la esclavitud como "el crimen de lesa humanidad más grave" de la historia. A favor: 123 En contra: 3 (Argentina, Estados Unidos, Israel) Abstenciones: 52

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Giuseppe Candela
Giuseppe Candela@GiusCandela·
Il ministro Sangiuliano si è dimesso dopo l'inchiesta di Dagospia, la ministra Santanché dopo Report. Il sottosegretario Delmastro dopo il lavoro del Fatto Quotidiano. Il giornalismo non vive il suo momento migliore ma bisogna ricordarsi di quanto sia ancora fondamentale.
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Giuseppe Candela
Giuseppe Candela@GiusCandela·
Qualcosa non torna. Su account fake e sitarelli leggo: "Balivo aggancia Uomini e Donne". Controllo i dati 8 punti di distanza. "Diaco record al 9%". Controllo i dati sta intorno al 6%.
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Alessandro Gisotti
Alessandro Gisotti@AGisotti·
“Il sorriso di un bambino vale la mia vita”. @GuGallone racconta su “Off The Radar” la storia di Marco Rodari, clown per i bambini nelle guerre. Da Gaza all’Iraq, dalla Siria all’Ucraina, l’impegno per il diritto alla felicità dei più piccoli. 👇 open.spotify.com/episode/4Lfxlt…
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Leonardo Cecchi
Leonardo Cecchi@leo_cecchi91·
Forte dei suoi 135kg, lo massacrò di botte. Poi lo prese e lo trascinò fuori dal bar, gettandolo in mezzo alla strada gremita di gente. Lì gli frantumò viso e addome a calci, nella totale e assoluta indifferenza delle persone che passavano. Alfredo Zardini, la vittima, era un emigrante italiano ed era una brava persona, nota a molti per la sua indole pacifica. Era anche un padre di famiglia contento di aver finalmente trovato un lavoro come carpentiere in Svizzera. Era povero, come tanti all’epoca, e a Zurigo sperava di poter mettere da parte un po’ di soldi per moglie e figli. Quella mattina aveva il colloquio di lavoro, ma si concesse un caffè prima di andarci. Nel bar si imbatté però in uno dei tanti razzisti dell’epoca. Uno di quelli che odiavano gli italiani che "rubavano il lavoro", che odiavano visceralmente chiunque non fosse come loro. Era uno svizzero-tedesco di oltre un metro e novanta che si accorse subito che Alfredo era italiano. Uno sguardo, una parola, e poi partì il massacro, conclusosi con il pestaggio in strada su un uomo inerme. Ci vollero decine di minuti prima che qualcuno chiamasse un’ambulanza per un emigrante italiano. Gli passavano accanto e tiravano dritto. Quando dopo un bel po’ qualcuno si degnò di chiamare aiuto, era troppo tardi e Alfredì Zardini morì durante il tragitto. L’assassino, chiamato Gery, a carico del quale risultavano 150 verbali di polizia per reati violenti, se la cavò con una condanna per eccesso di legittima difesa. La Svizzera, invece, non pagò nemmeno i funerali per Zardini. Zurigo chiuse solo la vicenda rimborsando le spese per il tragitto della salma in Italia, precedentemente coperte dagli altri italiani emigrati. Era il 20 marzo 1971. La vicenda, dolorosa, fa riflettere sul tempo in cui eravamo noi a subire razzismo e odio della peggior specie. Quando eravamo noi a venire accusati di rubare il lavoro (fino a ieri alcuni, in Svizzera, ci chiamavano “ratti”). Ci insegna molto, e dolorosamente, sul concetto di prospettiva. Nel ricordare Alfredo Zardini, un abbraccio ai suoi figli.
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Orfini
Orfini@orfini·
La vicenda Delmastro è incredibile, forse addirittura più grave di quanto sembri (e non è che lo sembri poco). Provo a spiegarvi perchè. Il sottosegretario alla giustizia fa una società con una ragazza diciottenne per gestire un ristorante a Roma. La va però a fare in Piemonte, immagino per dare meno nell'occhio e si scorda di comunicarlo al Parlamento, come invece prevederebbero le regole. Già qui viene da pensar male,ma non basta. La ragazza con cui Delmastro fa la società è figlia di Caroccia, condannato in una inchiesta di mafia che riguarda il potente clan Senese. Uscita la notizia grazie a una inchiesta del Fatto, Delmastro spiega che non conosceva il padre della ragazza e che appena saputo è uscito dalla società. Ovviamente è una bugia, tanto che subito da una ricerca sui social emerge una foto di Delmastro abbracciato al padre della ragazza nel ristorante di famiglia. E non appare nemmeno vero che il sottosegretario abbia subito preso le distanze dalla famiglia Caroccia dato che oggi emerge un'altra foto di un paio di mesi fa in cui Delmastro cena nel ristorante di Caroccia insieme alla Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio. Lo fa quindi tempo dopo essere uscito dalla società. D'altra parte non è nemmeno credibile che Delmastro non sapesse chi fosse Caroccia. Chiunque di voi lo avrebbe potuto scoprire semplicemente cercando il nome su google. Un sottosegretario alla giustizia ha diversi strumenti anche più efficaci per verificare. E per quanto Delmastro non appaia esattamente un genio, escluderei decida di mettersi in società con qualcuno senza fare alcuna verifica. Già così siamo di fronte a una cosa enorme: un sottosegretario alla giustizia che si mette in società con la figlia di un condannato per mafia, poi esce dalla società ma continua a frequentare il ristorante di quei personaggi e ci porta anche la capo di gabinetto del ministro alla giustizia. E quando viene scoperto mente ripetutamente al paese. Ma non basta. Ieri sia Giorgia che Arianna Meloni cosa fanno? Lo fanno dimettere? No, lo difendono. E spiegano che non si deve assolutamente dimettere perché è stato solo un po' incauto. Una tesi semplicemente ridicola e imbarazzante. Qui forse giova ricordare che Delmastro è stato anche avvocato di Giorgia e Arianna ed è un esponente di rilievo di FdI. Ma c'è un'altra cosa che vale la pena di ricordare. Qualche tempo fa Signorelli, il portavoce di Lollobrigida, fu costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di sue chat in cui si abbandonava a orribili commenti antisemiti. In quelle chat Signorelli dialogava con Piscitelli, in arte Diabolik, capo degli ultras della Lazio nonché personalità di spicco della criminalità romana ucciso in pieno giorno in un parco romano. In quegli illuminanti dialoghi tra il portavoce di Lollobrigida e Diabolik, tra le altre amenità, si festeggiava l'assoluzione di uno dei più feroci capi della mafia albanese a Roma. E lo stesso Diabolik è stato al centro di inchieste sulla mafia romana che ne hanno approfondito il ruolo. Aggiungiamo un ulteriore elemento: Diabolik ovviamente conosceva e frequentava la famiglia Caroccia, come emerso in una precedente inchiesta. Perché ricordo queste vicende? Perché siamo già alla seconda volta in pochi mesi in cui emerge una frequentazione inquietante tra ambienti della criminalità organizzata romana e esponenti rilevanti di FdI. Esponenti molto vicini a Giorgia e Arianna Meloni. Il mondo è sempre quello: clan Senese, Diabolik, curva della Lazio, lo stesso quadrante di Roma, gli stessi ristoranti. Che Delmastro debba dimettersi è abbastanza evidente. E al netto delle difese di queste ore credo avverrà, magari dopo il referendum. Ma non penso sia sufficiente, credo che a spiegare qualcosa su queste relazioni pericolose debba essere la presidente Meloni. I politici protagonisti di queste vicende sono parte del suo cerchio magico. E il fatto che abbiano frequentazioni di questa natura è un problema. Per loro, per lei ma anche per il nostro paese.
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Azione Cattolica
Azione Cattolica@AC1868·
Mentre il Paese è chiamato a esprimersi su una riforma costituzionale, migliaia di “fuori sede” si trovano davanti a un ostacolo concreto: non poter votare nel luogo in cui vivono, studiano o lavorano. ​ 👉🏻 L'articolo: ilchiostro.it/content/artico…
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
È morto Umberto Bossi. Umanamente me ne dispiace, perché ogni volta che muore una persona c’è una famiglia che rimane senza un proprio caro. Ma da un punto di vista politico è tutta un’altra cosa. Vedo tanti versare lacrime di coccodrillo. Gente che fino a ieri lo trattava come un relitto imbarazzante e oggi lo celebra come padre nobile. Risparmiamocelo. Bossi è quello che ha fondato la politica del razzismo. Non la politica delle proposte, delle idee. La politica dell’odio verso qualcun altro. Per lui i nemici erano i terroni. Quelli che puzzano, quelli da additare, quelli da dare in pasto alle truppe cammellate perché avessero qualcuno da odiare. Lì è nato tutto. Lì è cominciato a morire tutto. Berlusconi ha preso quel modello e lo ha elevato a rango superiore, sostituendo il terrone col comunista come nemico assoluto. La Meloni lo ha trasformato in un becero chiacchiericcio permanente dove tutti sono nemici, tutti sono traditori, tutti sono da odiare. La grammatica però è sempre la stessa. L’ha scritta Bossi. Bossi, quello che urlava “Roma ladrona” e poi convertiva i rimborsi elettorali in diamanti. Quello che parlava dei meridionali come razza inferiore e poi comprava le lauree in Albania per i figli. Quello i cui figli andavano a cena al ristorante e mettevano il conto in nota spese al partito. Il moralizzatore col portafoglio pieno di soldi degli altri. Quello che voleva dividere l’Italia in due. Quello che col tricolore si voleva pulire il culo. Quello che ha insegnato a una generazione di politici che non servono idee, basta un capro espiatorio. È morto un uomo. Umanamente ci dispiace. Politicamente è stato colui che ha cominciato a scavare il pozzo in cui stiamo affondando.
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Alessandro Gisotti
Alessandro Gisotti@AGisotti·
Essere mamma e atleta, sapendo quando fermarsi per poi essere più forte di prima. La testimonianza della campionessa olimpica Francesca Lollobrigida. Qui il video integrale del dialogo sulla lettera di Leone XIV sui valori dello sport, a Palazzo Pio: youtube.com/live/NBGdcvX8z…
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Tg La7
Tg La7@TgLa7·
Pizzaballa durissimo sulla guerra in Medio Oriente: “Non ci sono nuove crociate, Dio è con chi sta morendo" - video tg.la7.it/esteri/pizzaba…
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Francesco Antonio Grana
Francesco Antonio Grana@FrancescoGrana·
Il Santo Padre ha nominato Elemosiniere di Sua Santità, Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, S.E. Mons. Luis Marín de San Martín, O.S.A., Vescovo Titolare di Suliana, finora Sotto-Segretario della Segreteria Generale del Sinodo
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La Civiltà Cattolica
La Civiltà Cattolica@civcatt·
🕊️ «𝐒𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐢 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐜𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐜𝐞» Per #papaLeoneXIV, «non si tratta solo di istituzioni politiche, nazionali o internazionali, ma è l’insieme delle istituzioni – educative, economiche, sociali – ad essere chiamato in causa». La #pace esige un nuovo modo di pensare la solidarietà. Leggi di più: laciviltacattolica.it/articolo/il-co…
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