Oggi Taranto ha alzato la voce per ricordare Bakary Sacko.
Centinaia, migliaia di persone sono scese in piazza per dimostrare solidarietà, per dissociarsi con forza da quell’omicidio terribile che continua a ferire la coscienza di tutti. Non era solo una manifestazione: era un grido collettivo contro l’odio, contro il razzismo, contro ogni violenza che spezza vite innocenti.
In quelle strade c’erano volti segnati dalla tristezza, ma anche dalla determinazione. C’erano passi lenti, carichi di rispetto. C’erano mani unite e cuori che battevano all’unisono per dire che la vita di Bakary contava. Che ogni vita conta.
Taranto oggi ha scelto la parte giusta: quella della dignità, della solidarietà, dell’umanità. Una città che ha deciso di non restare in silenzio, di difendere la diversità e di opporsi a ogni forma di discriminazione che continua a portare via troppe vite.
Perché il ricordo di Bakary non sia solo dolore, ma diventi memoria viva e impegno quotidiano. Perché nessuno debba più morire per odio. Perché l’umanità vinca sul silenzio.
@AzzurraBarbuto “Un uomo di colore”? Profilazione razziale quindi. Un cittadino italiano, professione orafo, che giustamente ha chiesto perché andassero sempre lì e mai da altri. Vedere il video completo. Trattamento stile Ice davanti alla sua famiglia e portato in cella per una notte. Vergogna.
MILANO. DIRIGENTE DI POLIZIA TRASFORMATO IN BERSAGLIO DI ODIO E VIOLENZA DAGLI IMMIGRATI. DIFFUSA IMMAGINE E NOME DELL’AGENTE CHE LAVORA IN BORGHESE INDICATO COME RAZZISTA E VIOLENTO
A Milano un uomo di colore è stato fermato dalla polizia davanti a un locale etnico durante un controllo. Ed è scoppiata immediatamente l’ennesima polemica sul “razzismo della polizia italiana”. Ma sapete qual è il punto? Che i fatti li ha raccontati lui stesso. La polizia era lì per lavorare. Per svolgere controlli e attività di indagine. Non per “bivaccare”, non per perdere tempo, non per infastidire qualcuno gratuitamente.
Quest’uomo arriva con i figli e inizia a interrogare gli agenti con toni inquisitori: perché siete sempre qui? Perché controllate questo locale? Perché venite qui? Perché non andate altrove?
Ora immaginate la scena: agenti impegnati in un’attività operativa che si ritrovano qualcuno addosso a fare domande, interferire, ficcare il naso in attività che non lo riguardano minimamente. La polizia non deve giustificarsi con il cittadino mentre sta lavorando. Lo Stato non deve chiedere il permesso di svolgere controlli. Non deve spiegarsi. Non deve scusarsi.
A quel punto gli agenti chiedono i documenti. Nasce tensione. L’uomo viene fermato e portato in questura. Il fatto che davanti ci fossero i figli è certamente spiacevole. Molto spiacevole. Ma la responsabilità non è della polizia che fa il proprio dovere. È di chi, davanti ai propri figli, decide di sfidare e provocare gli agenti invece di insegnare il rispetto per le istituzioni del Paese in cui vive. Perché se scegli di vivere in Italia: rispetti lo Stato italiano, rispetti le forze dell’ordine, rispetti chi garantisce sicurezza e legalità.
E invece ormai accade il contrario: ogni intervento di polizia diventa automaticamente: razzismo, abuso, violenza, scandalo mediatico, mentre gli agenti fanno semplicemente ciò che devono fare. Ed è questo il punto più grave: in Italia si continua a trasformare in colpevoli uomini in divisa che non hanno fatto altro che svolgere il proprio lavoro. Sempre sotto accusa. Sempre delegittimati. Sempre trattati come il problema, invece che come una delle poche difese rimaste contro il caos.
La donna che ha pubblicato nome e foto dell’agente in borghese indicato come nemico pubblico, la stessa che muove accuse di razzismo e che si indigna perché non si è tenuto conto della presenza dei figli minori del fermato, dovrebbe essere accusata di diffamazione aggravata e di istigazione all’odio. Peraltro, prima di pubblicare le foto del poliziotto muovendogli queste accuse infamanti, lei, che pure si mostra così sensibile verso i minori, non si è posta il problema che questo agente potrebbe avere dei figli i quali potrebbero vedere il padre infangato in questo modo sui social. La vera violenza è questa. Ricordate: la legge si applica a tutti a prescindere dal colore della pelle. E l’essere nero non è un patentino di immunità e di intoccabilità.
@Tommasocerno Ma come si fa dire una scemenza del genere? Come si fa? Lo ha deciso mr. Cerno “a nome delle donne”? “Ammaliate” dagli alpini? Come si fa? 😂😂😂
Il programma del campo largo, secondo Elly Schlein: “Quando saremo al governo riconosceremo la Palestina”. Le priorità di costoro non sono il carovita e l’indipendenza energetica del Paese, ma la propaganda su Gaza. Sono messi male.
@MT_Meli_ La verifica esatta del numero definitivo delle sentenze (tra civili e penali) in Cassazione richiede l'accesso diretto al casellario giudiziale dell'interessato. Quindi non è che si sa con certezza il numero solo perché si conosce la vicenda Previti. P.c. @marcotravaglio
Un fatto che occorre ricordare frequentemente: Marco Travaglio è stato condannato ben 14 volte per diffamazione, e in nessun paese normale, a un personaggio così sputtanato, verrebbe concesso di continuare a fare il giornalista.
@MT_Meli_ Non esiste un reato specifico chiamato "body shaming", ma tali condotte rientrano in fattispecie penali già previste dal Codice Penale. @SigfridoRanucci@reportrai3
Segnalo che è passata quasi una settimana, e quelli di Report, capitanati da “Senza Collo” Ranucci, non hanno ancora “verificato la notizia” su Nordio. E non l’hanno fatto per un motivo molto semplice: perché era un’invettiva diffamatoria basata sul nulla.
@MT_Meli_ Caso caratterizzato da gravissimi errori investigativi iniziali, contaminazione della scena del crimine, mancata repertazione di tracce decisive ecc., questo hanno ricevuto i magistrati. Le indagini hanno evidenziato incredibili criticità tecniche e peritali. I responsabili.
Il caso Garlasco cela una tragedia nella tragedia, e cioè che a pagare per aver rovinato la vita ad Alberto Stasi non saranno i responsabili, e cioè i magistrati che lo hanno condannato e i cialtroni che hanno condotto le indagini, bensì i contribuenti italiani. Ergo: tutti noi.
@peppemiragli@MT_Meli_ Per precisare che la signora dice cose false per non dire cazzate. La signora a capo del Governo, Salvini … ma posso continuare, non hanno mai e poi mai lavorato. E non è che fare il sindacalista della Fiom e poi Cgil non sia un lavoro. Saluti
Segnalo che Maurizio Landini, e cioè un improbabile sindacalista che non ha mai lavorato un giorno nei suoi 64 anni di vita, non c’entra assolutamente nulla con la Festa dei lavoratori.
@ilgiornale Rizzo??? Demolisce??? 😂😂😂 Dire ridicolo e voi ridicoli è un fantastico eufemismo e e paragonare voi a dei giornalisti e Rizzo a Landini due perfetti ossimori.
@LaVeritaWeb c.p.p. Art. 681: domanda al Ministero della Giustizia, -> fase istruttoria Ministero = pareri/relazioni uffici giudiziari che hanno gestito -> parere Ministro Giustizia (che ha ricevuto parere non vincolante Uff. titolare del procedimento), invio alla segreteria del Colle.
Belpietro: «La verità sul caso Minetti e il Quirinale»
Smontato il giallo internazionale dietro la clemenza concessa a Nicole Minetti: la procedura è partita dal Colle, non da Mosca o chissà dove. Senza prove di corruzione in Uruguay o di festini fantasma, siamo davanti a una campagna di fango basata su presunte fonti anonime e illazioni, come nel caso di Ranucci che accusa Nordio di essere stato nel ranch di Cipriani. In più viene chiarito un fatto: dopo la sentenza della Consulta del 2006, il potere di concedere la grazia è esclusivamente nelle mani del presidente della Repubblica. Il Ministero della Giustizia ha solo un ruolo istruttorio e di verifica formale.
a cura di @franborgonovo con @BelpietroTweet
Video completo su YouTube: youtu.be/MCN8jnetzg8
@LegaSalvini In tutti i paesi europei dove c’è il salario minimo non esiste alcun “appiattimento verso il basso” degli stipendi. Al contrario. Gli stipendi in Italia sono i più bassi dell’Ue (terz’ultimi per la precisione). 4 anni di un Governo fascioleghista che non ha fatto nulla (0).
Claudio Durigon: Se adottassimo il salario minimo come vorrebbe la sinistra, ci sarebbe un appiattimento verso il basso degli stipendi. La verità è che solo incentivando la contrattazione si favorisce la crescita delle retribuzioni per i lavoratori.
facebook.com/reel/957665503…
@ilgiornale Valuta? Non lo farà mai, Ranucci & Co non si inventano mai nulla 😉, è pura e tipica propaganda che come al solito è destinata all’elettorato destroide ignorante.
@paco1861@BelpietroTweet Il Colle riceve la documentazione e non deve fare alcuna indagine in merito. Il Ministro deve valutare e analizzare la documentazione della Procura. Si chiama procedura e questa è la sequenza. Errore della Procura ed errore del Ministro, che invia al Colle.
@BelpietroTweet Una cosa è certa quando volete dire una stupidaggine fate il massimo.
Il Ministro è dovuto a vagliare ciò che gli viene inviati dalla Procura Generale con annesso assenso.
Il Colle poi le valuta entrambe.
Altro che presidente raggirato da Nordio. È stato proprio il Colle a promuovere la pratica e ad approvarla a tempo di record dopo il parere più che favorevole della Procura generale della Corte d’Appello di Milano. Tutti i documenti e le date della vicenda laverita.info/grazia-nicole-…
@MT_Meli_ Bonafede è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Firenze. Ha un dottorato di ricerca in Diritto Privato presso l'Università di Pisa. Avvocato, specializzazioni in ambito contrattuale, assicurativo e responsabilità medica. Per conoscenza @AlfonsoBonafede
C’è una scappata di casa grillina, su Rete 4, che si è permessa di parlare di inadeguatezza di Nordio. Una grillina. Una che fa parte di un partito che ha espresso un guardasigilli, Alfonso Bonafede, che non distingueva i reati dolosi da quelli colposi. Vale tutto.