Gaspare Traina

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Gaspare Traina

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@xXGas81Xx

Universitario, esperto informatico, amante del calcio.

Katılım Kasım 2012
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Quando nell'era dei 9 scudetti juventini Gervasoni & C. inventarono il VAR fatto in casa: alla buona, col telefono senza fili, ideale per annullare gol buoni e convalidare gol irregolari Quel che successe nel 2012 nell'indimenticabile Catania-Juventus 0-1 è nella storia: c'erano un gol buono e uno no e la squadra arbitrale, travolta dall'onda delle proteste juventine, riuscì a sbagliare due volte decidendo sempre a favore di Madama. E sapete cosa successe all'assistente Maggiani travolto dall'assalto a Fort Apache? A fine carriera diventò, e ancora è, dirigente alla Juventus PREMESSA. Il fatto che vado a raccontarvi è realmente successo, è documentato dalle immagini che potrete vedere e ha per protagonisti tre personaggi diversamente noti, due dei quali sulla cresta dell’onda dell’attualità legata alla bufera in corso nel mondo arbitrale. Il primo è Andrea Gervasoni, 50 anni, componente CAN, braccio destro del designatore Rocchi e al pari di Rocchi indagato per frode sportiva dalla Procura di Milano e auto-sospesosi (oggi verrà interrogato dai pm); il secondo è Nicola Rizzoli, 54 anni, ex arbitro ed ex designatore che è in predicato di diventare, la settimana prossima, commissario AIA dopo che il presidente Zappi, la cui squalifica è stata confermata dal Collegio di Garanzia del CONI, è decaduto dalla carica; è il terzo è Luca Maggiani, 58 anni, il meno famoso dei tre, ex guardalinee divenuto, dopo avere appeso la bandierina al chiodo, dirigente: per l’esattezza “Club Referee Manager” di un top club italiano, nientemeno che la Juventus. Strano? Macchè. CORREVA L’ANNO 2012. Se il mondo arbitrale italiano è riuscito nell’impresa di trasformare il VAR, introdotto nella stagione 2017-18, da strumento in grado di ridurre le ingiustizie dovute a errate decisioni degli arbitri in campo a strumento che gli errori li avalla e li moltiplica, caso di VAR più unico che raro in Europa e nel mondo, la domanda che sorge spontanea è: si stava meglio quando si stava peggio? Era meglio quando il VAR non esisteva e a sbrigarsela sul campo, senza poter (o dover) ricorrere alla revisione televisiva erano arbitro, assistenti e giudici di campo, e chi s’è visto s’è visto? La risposta è no: si stava peggio ieri come si sta peggio oggi. E sapete perchè?... P.S. L'articolo continua sul mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com Se non lo conosci vieni a dargli un'occhiata e considera la possibilità di abbonarti. Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta
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Gaspare Traina
Gaspare Traina@xXGas81Xx·
@eni ho un problema grave con la Fibra e un appuntamento tecnico gestito in modo scorretto. Potete seguirmi per inviarvi i dettagli in DM?
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Totoriinismo baal
Totoriinismo baal@edyxXVI·
il più grande problema del calcio italiano riassunto in un video, un ragazzino di 20 anni che prova a dribblare sul 1-0 al 90 e andare a chiudere la partita viene insultato e rincorso dal proprio allenatore perché non è andato alla bandierina
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BO FHD
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في آخر 28 مباراة على أرضه لبايرن ميونيخ، هزيمة واحدة فقط: العام الماضي أمام إنتر
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Ricordate la Juventus che correggeva a mano le fatture? Per fare eleggere Miccichè gradito ad Agnelli, Cairo & company Malagò inserì nottetempo di suo pugno una norma ad hoc nello statuto di Lega Seconda puntata del giallo dell'elezione col trucco del presidente di Lega nel 2019: uno scandalo osceno santificato dai fidi trombettieri della Gazzetta dello Sport che lo spacciarono per procedura regolare Gli articoli a mia firma uscirono sul "Fatto Quotidiano" il 21 ottobre e il 25 novembre 2019 P.S. Se gli articoli ti sono piaciuti, considera la possibilità di abbonarti al mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta
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Egle Patanè
Egle Patanè@eglevicious23·
Che cos’è l’amore? Ve lo spiegano questi ragazzacci qui al gol di Nicolino #Barella che segna, si emoziona e corre ad abbracciare #Chivu e #Bastoni #InterRoma 🖤💙
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Maurizio Pistocchi
Maurizio Pistocchi@pisto_gol·
BosniaItalia 1T Un errore difensivo- Mancini si fa attaccare alle spalle da Memic e Bastoni è costretto al fallo per evitare una chiara occasione da gol e viene espulso-rischia di vanificare il regalo di Vasilj che sbagliando il rinvio serve Barella che regala l’assist che Kean non può sbagliare per il vantaggio azzurro. Gattuso ha scelto di insistere con il 5:3:1, e non sarà facile difendere sulle fasce laterali e sulle palle alte che arriveranno dagli esterni.
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Calcio e Finanza
Calcio e Finanza@CalcioFinanza·
Eredità Agnelli, John Elkann verso il rinvio a giudizio per truffa ed evasione fiscale. Insieme a lui è indagato anche il presidente della Juventus, nonché commercialista di fiducia, Gianluca Ferrero calcioefinanza.it/2026/03/31/rin…
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Venghino signori venghino! Dove si parla della mina vagante Como, di Juve e Roma a rischio 5° e 6° posto, dell'Inter che sembra già finita in riserva e della pagliacciata arbitrale senza fine Se ad aprile, dopo la sosta, Juventus e Roma non riusciranno a recuperare 4 punti al Como, il quarto posto con annessa qualificazione Champions finirà in riva al Lago con buona pace dei media intenti a favoleggiare sulle grandi manovre di mercato di Madama. Intanto in vetta l'Inter sta risvegliando nei tifosi i fantasmi della stagione scorsa: è già sulle gambe e per sua fortuna Milan e Napoli non sembrano in grado di approfittarne PREMESSA TRISTE. Secondo il cosiddetto esperto arbitrale di DAZN Luca Marelli, che non più tardi di 24 ore prima aveva considerato giusta la concessione di un rigore alla Juventus per un fallo di mano mai avvenuto, un tocco che nessun giocatore della Juventus aveva visto (nessuno aveva protestato) e che lui stesso non aveva potuto mostrare - non essendoci mai stato -, rigore fatto concedere dal VAR all’arbitro Marchetti dopo la più cialtronesca revisione della storia del calcio da quando esiste il VAR, secondo l’esperto di DAZN, dicevo, è stato giusto non concedere il rigore all’Inter e non richiamare l’arbitro al VAR per un’eventuale revisione di questo tocco di mano di Pongracic della Fiorentina. Tutto compreso nel prezzo dell’abbonamento DAZN senza costi aggiuntivi. E adesso parliamo di scudetto e di 4° posto Champions. Incominciamo dal 4° posto. Dirlo oggi a primavera iniziata quando alla fine del campionato mancano 8 giornate è facile; dirlo 5 mesi fa dopo 8 giornate e ad autunno appena iniziato lo era di meno. E infatti nessuno diceva o scriveva che a fine campionato avremmo potuto trovare al 4° posto in classifica, qualificato alla Champions a spese di illustri top club, il Como. Nessuno a parte i miei abbonati che il 25 ottobre, magari con una punta di scetticismo, lessero l’articolo a mia firma intitolato “E se a maggio il 4° posto Champions finisse al Bologna o al Como? Una riflessione sui primi due mesi di campionato e su alcuni segnali che dovrebbero far scattare gli allarmi in casa Juve e Roma”, col sottotitolo che aggiungeva: “Anche se rose e monte stipendi non sono paragonabili, la superiore compattezza del Bologna e la superiore qualità di gioco del Como potrebbero alla fine sparigliare le carte”... P.S. L'articolo continua sul mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com Se non lo conosci vieni a dargli un'occhiata e considera la possibilità di abbonarti. Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta
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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
Oltre lo schifo! Gli arbitri regalano alla Juventus un rigore per un tocco di mano inventato e DAZN racconta che il VAR aveva le immagini del tocco col braccio ma ha mostrato solo quelle del braccio L'ennesimo scandalo pro-Juve che caratterizza da sempre i finali di campionato e l'indegna narrazione fatta da DAZN del furto con scasso compiuto dal VAR con l'esperto Marelli che tratta gli italiani come un popolo di imbecilli cui rifilare qualunque supercazzola danno la misura dello sprofondo in cui il calcio italiano, in campo e fuori, è finito a 20 anni da Calciopoli. Insomma, niente di nuovo sotto il sole Dunque ieri in Serie A è successo questo. Al minuto 82 di Juventus-Sassuolo, sul risultato di 1-1, su un cross da destra di Kalulu Vlahovic, contrastato da Idzes, colpisce di testa in area per servire Milik: Iannoni intercetta, la difesa del Sassuolo respinge. Nessun giocatore della Juventus, a cominciare da Vlahovic e Milik che sono a tu per tu con Idzes (Vlahovic gli è attaccato), accenna a protestare: nessuno alza il braccio, nessuno va dall’arbitro Marchetti per segnalargli un’irregolarità. Quando Vlahovic colpisce la palla di testa, Idzes che salta con lui è in caduta, ha il braccio sinistro alzato e la palla gli scorre davanti senza sfiorarlo: non cambia direzione, non perde velocità. L’arbitro Marchetti è a pochi passi, perfettamente posizionato, vede tutto e non fa una piega. Un piccolo boato si leva dalla curva: “Chiede un tocco di mano lo Stadium”, dice il telecronista di DAZN Riccardo Mancini. Il gioco prosegue. Ma di lì a poco dalla sala VAR di Lissone l’arbitro Abisso chiede a Marchetti di interrompere il gioco. Passa un minuto coi giocatori fermi e Marchetti in attesa di ulteriori istruzioni. Nel frattempo in tv passano vari replay che non mostrano traccia di alcun fallo di mano di Idzes. Sia quel che sia, Marchetti viene chiamato a rivedere l’episodio a bordo campo; dove il VAR gli mostra ripetute volte uno dei replay già visti da milioni di telespettatori, un replay che non mostra alcun contatto fra palla e braccio e nessun cambio di direzione o di velocità del pallone indirizzato da Vlahovic verso Milik. Poichè non si scorge alcuna irregolarità, tutti si domandano come mai il VAR abbia richiamato l’arbitro. Sta di fatto che dopo mezzo minuto di colloquio con Abisso Marchetti fa ritorno in campo e annuncia che “a seguito di revisione il giocatore numero 21 del Sassuolo ha toccato il pallone col braccio: decisione, calcio di rigore”. Sbigottimento generale. Com’è possibile? Nessuna immagine ho mostrato un tocco di mano o di braccio. Riccardo Mancini, il telecronista di DAZN, chiama in causa l’esperto arbitrale Luca Marelli: e Marelli che deve essere dotato del dono del teletrasporto spiega che in sala VAR hanno l’immagine del contatto braccio-pallone anche se all’arbitro Marchetti - nessuno capisce il perchè e Marelli si guarda bene dallo spiegarlo - ne hanno mostrata un’altra. Intanto la partita è ripresa, Locatelli è andato sul dischetto, ha tirato (malissimo) e ha sbagliato il rigore. O se preferite, Muric gliel’ha parato. Quello che tutti pensano, mentre la partita affronta gli ultimi infuocati minuti, è di avere assistito a un furto con scasso del regolamento di proporzioni bibliche, uno dei tanti che puntualmente nei finali di campionato avvengono a favore della Juventus per aiutarla a raggiungere il suo traguardo, sia esso lo scudetto o i milioni della qualificazione alla Champions: tipo gli sfondoni di Calvarese & Irrati (arbitro e VAR) in Juventus-Inter 3-2 del 2021, tipo gli sfondoni di Orsato & Valeri (arbitro e VAR) in Inter-Juventus 2-3 del 2018. Lo penso anch’io ma mi dico: no, così è troppo, sicuramente nel dopo partita ci sarà un chiarimento: ci mostreranno il replay che a detta di Marelli la sala VAR di Lissone possiede, quello che evidenzia senza ombra di dubbio il tocco del pallone col braccio, e ci spiegheranno che per un problema tecnico non lo si è potuto mostrare a Marchetti dicendogli però di andare sulla fiducia. Sapete cosa succede invece nel dopo partita di DAZN? Succede che in attesa dell’arrivo degli allenatori per le interviste di rito a Luca Marelli venga chiesto di spiegare, questa volta a freddo e non nella concitazione del momento, quel che è successo al minuto 82 di Juventus-Sassuolo. Ebbene, quello che leggerete ora è il resoconto stenografico della spiegazione del “rigore fantasma” data dall’esperto arbitrale della piattaforma detentrice dei diritti. “Quello che hanno dovuto valutare prima di tutto è se ci fosse stato il tocco con il braccio. Ed è questo il motivo per cui il check è andato per le lunghe: nell’On Field Review hanno fatto vedere soltanto un’immagine e spieghiamo il perchè”. Marelli si sofferma a lungo sulla posizione del braccio alzato di Idzes che giudica in posa innaturale. “Dopo essersi accertati che il giocatore Idzes avesse toccato il pallone con il braccio - prosegue senza spiegare e/o mostrare l’immagine in questione: unico fatto dirimente -, naturalmente la posizione del braccio è punibile. Per due motivi: il primo è che il braccio è aperto rispetto al corpo ad aumentare il volume corporeo; il secondo motivo, forse anche più importante, è che il braccio è al di sopra dell’altezza della spalla: e come sappiamo nell’interpretazione corrente il braccio sopra la spalla è sempre calcio di rigore. Ecco perchè hanno mostrato soltanto questa immagine: per mostrare proprio la posizione del braccio una volta che al VAR si erano accertati che il tocco col braccio c’era stato”. Dice proprio così Marelli: “Ecco perchè hanno mostrato soltanto questa immagine”: cioè un’immagine che dimostra che nessun fallo di mano è mai avvenuto. Ora, premesso che Mata Hari, come spia, in confronto a Marelli era una dilettante visto che l’esperto arbitrale di DAZN si mostra in grado in tempo reale, mentre il fatto sta avvenendo, di rendere noto che nella sala VAR di Lissone sono in possesso delle immagini del tocco di braccio di Idzes che nessuno ha visto e che non verrà mostrato nemmeno all’arbitro Marchetti - che Abisso prima di parlare con l’arbitro abbia telefonato a Marelli, come stai?, a casa tutto bene? per poi raccontargli di avere il replay del fallo di mano ma di non volerlo mostrare a nessuno -; premesso questo, dicevo, le domanda che sorge spontanea e che Marelli dovrebbe porsi, che i conduttori di DAZN dovrebbero porre a Marelli perchè è quella che tutto il mondo si sta ponendo, essendo l’unica che conta, è: se davvero esistono le immagini che mostrano Idzes toccare il pallone col braccio, perchè non hanno mostrato quelle e soprattutto non le hanno mostrate all’arbitro Marchetti? Se quel che conta è vedere il braccio che tocca il pallone, perchè mostrare solo il braccio che non tocca il pallone? E con che faccia, davanti a milioni di telespettatori, l’esperto arbitrale di DAZN può sdoganare come normale un fatto del genere, cioè che l’immagine chiarificatrice di un episodio cruciale non venga esibita, avallando in questo modo il vergognoso scempio regolamentare con la favoletta del rigore fatto concedere “dopo essersi accertati che il giocatore Idzes avesse toccato il pallone col braccio”? In quale film? Tutto il mondo ha visto che non c’è stato alcun tocco col braccio: ma Marelli dice che Abisso l’ha visto, anche se tiene il video per sè chiedendo a tutti di fidarsi sulla parola. Un po’ come se un giudice, in un processo per l’investimento di un pedone da parte di un automobilista che si dichiara innocente, condannasse l’automobilista non perchè le immagini di una telecamera di servizio lo riprendono mentre mette sotto il malcapitato sulle strisce, ma perchè lo riprendono al volante intento a parcheggiare l’auto in un centro commerciale. Dici di non averlo investito? Eppure quel giorno stavi guidando. I lunghi secondi di gelo, di silenzio di tomba, che sono trascorsi sul divano di “Vamos”, la trasmissione del sabato di DAZN, dopo il rabbrividente intervento di Marelli sono stati più eloquenti di mille parole. Ma lo scandalo, anzi il doppio scandalo cui tutti avevano assistito, il rigore fantasma regalato alla Juventus e la supercazzola prematurata come fosse antani in cui si è lanciato prima a caldo e poi a freddo l’ineffabile esperto di DAZN danno la misura del punto di non ritorno cui è arrivato, in campo e fuori, il calcio italiano. Uno schifo a tal punto lampante e conclamato che persino Ciro Ferrara e Hernanes, due ex giocatori della Juventus oggi opinionisti a DAZN, non hanno potuto ieri far finta di niente. Ferrara, uno che pur di non dare contro la Juventus si farebbe scorticare vivo, non ce l’ha fatta a dare ragione a Marelli e ha detto subito che dalle immagini si faticava a intravedere il tocco col braccio; in quanto a Hernanes era addirittura inviperito, per non dire indignato perchè - spiegava - non solo non si vede la palla che tocca il braccio, ma anche ritenere innaturale la posizione del braccio di Idzes è una bestemmia visto che “è Vlahovic che lo sbilancia e gli toglie l’equilibrio” nel corpo a corpo: e anche nell’ipotesi che il pallone fosse davvero finito sul braccio del difensore, mai e poi mai quel tocco avrebbe potuto essere punito con il rigore. Insomma, come volevasi dimostrare il campionato col verme è vivo e lotta insieme a noi. E per quanto paradossale sia, la verità è che la partita Juventus-Sassuolo 1-1 che avrebbe dovuto essere salutata da Como e Roma - le avversarie di Madama nella corsa al 4° posto Champions - come buona notizia accompagnata da festeggiamenti, magnum di champagne e fuochi d’artificio, ha materializzato davanti agli occhi dei due club i peggiori presagi. Perchè la notizia vera non sono i 2 punti lasciati per strada dalla Juventus, ma gli arbitri che per l’ennesima volta hanno disotterrato l’ascia di guerra e hanno iniziato le peggiori scorrerie. Gli scalpi da conquistare potrebbero essere quest’anno quelli di Fabregas e Gasperini. Che il grande Manitù li assista. P.S. Dicono che AIA e DAZN a fine stagione chiuderanno “Open VAR”, la comica trasmissione in cui Rocchi e i suoi scagnozzi spiegano agli sportivi il perché delle decisioni prese dagli arbitri. Ma dopo aver visto il VAR non intervenire per far concedere alla Roma questo clamoroso rigore per plateale mani di Malinovsky in Genoa-Roma, una partita che la Roma avrebbe vinto e invece ha poi perso; e intervenire ieri per far concedere alla Juventus un rigore per un mani di Idzes che il VAR si è letteralmente inventato e che non esistendo non è stato possibile mostrare in una partita che la Juventus, se non avesse poi scioccamente fallito il rigore, avrebbe vinto causa furto arbitrale, forse sarebbe il caso che invece di chiudere “Open VAR” l’AIA e DAZN chiudessero i battenti e sparissero dalla circolazione. Sono passati 20 anni da Calciopoli ma il tanfo, sui campi e in tv, è lo stesso di prima. P.S. 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Paolo Ziliani
Paolo Ziliani@ZZiliani·
All'età di tre anni è improvvisamente venuta a mancare "Open VAR": ne danno il triste annuncio DAZN, l'AIA e gli arbitri tutti. Le esequie si terranno il 24 maggio, ultima giornata di campionato La rovinosa stagione arbitrale sta convincendo il Palazzo a mettere una lapide sul programma che avrebbe dovuto riavvicinare la gente al Palazzo del calcio e che invece ha contribuito ad allontanarla e ad esacerbarla: la stessa ingloriosa fine fatta ai tempi di Calciopoli dalla comica rubrica tenuta da Bergamo e Pairetto sulla Gazzetta in cui i due designatori, poi radiati dal calcio, belli come il sole promuovevano l'operato dei loro killer teleguidati dalla Cupola moggiana “Era già tutto previsto / fino al punto che sapevo / che oggi tu mi avresti detto / quelle cose che mi dici / che non siamo più felici" Già, non sono più felici, e stanno per separarsi, l’AIA e DAZN, o meglio gli arbitri e la tv che detiene i diritti del campionato. Si erano promessi eterno amore il 24 settembre 2023 mettendosi l’anello al dito nel dopo partita di Torino-Roma durante “Sunday Night Square” con il varo di un programma che avrebbe dovuto inaugurare una nuova epoca: “Open VAR”, all’interno del quale, dopo aver mandato in onda i colloqui intercorsi tra arbitro e addetti al VAR a proposito delle azioni più discusse e controverse della giornata, il designatore arbitrale o un suo facente funzione avrebbero giudicato l’operato dei loro sottoposti all’insegna della massima schiettezza e trasparenza. Non sono più felici l’AIA e DAZN. E la crisi che sta portando alla cancellazione di “Open VAR” non è arrivata al settimo anno, ma al terzo: quello del campionato in corso. Nulla di ufficiale al momento: ma sembra certo che al termine del campionato sulla trasmissione verrà posta una lapide. “Qui giace il programma che doveva riavvicinare gli sportivi al calcio”. Invece li ha allontanati. Dopo averli disgustati. Era già tutto previsto. E d’altronde sarebbe bastato tenere a mente quale misera fine fece, più o meno vent’anni fa, negli anni di Calciopoli, l’iniziativa degli allora designatori arbitrali Bergamo e Pairetto: quella di firmare settimanalmente una rubrica sulla “Gazzetta dello Sport” in cui, da veri pionieri, analizzavano l’operato dei loro sottoposti dandone alfine un giudizio. Correva l’anno 2004, eravamo - come detto - in piena Calciopoli sia pur non ancora conclamata e immaginate con quale faccia i nostri eroi, che di lì a due anni sarebbero stati condannati per associazione a delinquere e radiati dal calcio, vergavano i loro giudizi e... P.S. L'articolo continua sul mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com Se non lo conosci vieni a dargli un'occhiata e considera la possibilità di abbonarti. Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta
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INTER TRANSFERS
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🤷🏻 Abisso is definitely not a fan of Inter:
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Gaspare Traina retweetledi
🖤GAG💙
🖤GAG💙@923Giuseppe·
Ultima considerazione sul derby e poi si volta pagina! Sucic toglie la palla a modric, quest'ultimo vorrebbe un fallo che non c'è e poi con frustrazione insegue Sucic è commette un fallo "DI VENDETTA" questo è rosso tutta la vita PERÒ LUI È NINO D'ANGELO DA ZARA E NON SI TOCCA!
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Fabrizio Biasin
Fabrizio Biasin@FBiasin·
L’errore della squadra arbitrale non cambia il giudizio sulla (pessima) prestazione dell’Inter, ma è giusto ricordare che per un tocco di mano del tutto simile i nerazzurri, l’anno passato, hanno perso uno scudetto.
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Alessandro
Alessandro@90ordnasselA·
Ricci che va volontariamente verso il pallone. CLAMOROSO
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Frattesi d'Italia🇮🇹
Frattesi d'Italia🇮🇹@frattesiditalia·
L'Inter non nasce da un tradimento come dicono loro, nacque da un'imposizione burocratica di Torino che colpì Milano per indebolirla. Il Milan accettò i limiti del sistema escludendo gli stranieri; noi fondammo l'Inter per non piegarci a quella decisione di palazzo. 🔵⚫
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