Andrea Bobbiese
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“Separando le carriere i pm diventerebbero un corpo autonomo, dotato di un proprio Csm. Un gruppo ristretto e impermeabile altamente specializzato, investito di un potere enorme: decidere chi indagare, quando farlo e con quali priorità”. Così l’ex procuratore antimafia Gian Carlo Caselli, che prosegue: “I pm diventerebbero una corporazione chiusa in se stessa, sganciata dall’ambito della cultura della giurisdizione, di veri e propri avvocati della polizia (con in più il potere di dirigere la stessa polizia giudiziaria), portati inevitabilmente a ignorare sempre più i diritti di garanzia e trasformarsi in un vero e proprio potere dello Stato”. L’articolo completo di Lirio Abbate su Repubblica #rep











“Nella mia prospettiva, e questa è stata sempre la mia idea, il processo serve a dimostrare non la colpevolezza ma l'innocenza dell'imputato” dice il pm Henry John Woodcock. Ce n’eravamo accorti. Ma a Napoli vige la Costituzione italiana o quella iraniana?
















