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notmickeymousejusttitdirt Присоединился Ekim 2024
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BasedIRL@BasedNewsMedia·
(April 24th) ONLYUSEmeBLADE begs for help, fails a preliminary sobriety test after passing out outside his mother's apartment, who refused to let him in.
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Sonnie Johnson
Sonnie Johnson@SonnieJohnson·
Black ppl... Build your businesses. Buy your entire block. Boycott every industry that stands in the way instead of assisting. Then watch the same ppl that talked about "oppression" tell you what what you owe them... This is going to be fun...
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Tim Sharp 🍊 🍊 🇺🇸
Perhaps if Ghislaine Maxwells father wasn’t producing our text books, kids would learn that the Gulf of Tonkin incident wasn’t real and the truth is that over 58,000 American soldier died needlessly in the Vietnam War.
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Patrick Casey
Patrick Casey@restoreorderusa·
🚨 Dr. Stacey Patton, a professor at Howard University, wrote an article in which she blamed Austin Metcalf – and his family – for Karmelo Anthony's decision to murder him. Titled "Dear Jeff Metcalf: Your Son is Dead Because You Failed to Teach Him That Black Boys Have Boundaries," the article argues that Jeff Metcalf failed to teach Austin that "black children have boundaries." In other words, Jeff should have taught Austin that black people will try to kill you if you ask them to stop violating social norms. While Patton falls short of outright defending Karmelo's decision, the entire purpose of the piece is to rationalize his behavior. Kind of like "Sure Karmelo shouldn't have stabbed him, but it was Austin's fault at the end of the day." She writes, "We have to talk about Austin's decision to approach and confront." As if Austin didn't have the right to tell someone from another school to leave his school's tent. As if somehow that minor confrontation justifies stabbing him in the heart. It is complete insanity. Patton ties Austin's behavior to "a long cultural tradition of policing black bodies and space." Right. Patton's Substack has nearly 50k followers. He has 300k followers on Facebook. She is an accomplished professor and journalist. The article received thousands of likes. We've all seen the low-class black people causing a scene outside of the courthouse. But it appears that even many educated blacks believe that people of their race have the right to murder anyone who asks them to stop playing music in public, respect physical boundaries, and so on. "Let us do what we want or we'll kill you" appears to be the message being broadcast by a sizable share of the black community. You don't have to be a far-right radical to recognize the many unsettling implications this holds for the future of American race relations.
Patrick Casey tweet mediaPatrick Casey tweet mediaPatrick Casey tweet mediaPatrick Casey tweet media
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BasedIRL@BasedNewsMedia·
@BathwaterShill The nigga you are describing is the anti-DSP you know like anti cosmo and anti wanda
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Bathwater Salesman
Bathwater Salesman@BathwaterShill·
"Do you have a tip jar?" "Yes but I (manager) keep it in the back." "Why?" "I don't want to make it look like we're begging for tips." "Then why have a tip jar?" *Stares at me for a few seconds and walks away*
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BasedIRL
BasedIRL@BasedNewsMedia·
@HALOSHILL @ReactionaryLuma The arbiter literally had a damascus moment. The fucking game is called "HALO". Get real, nigga
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John roblox
John roblox@HALOSHILL·
@ReactionaryLuma Oh, I'd LOVE to hear your reasoning why Halo is right winged foundationally. Bad bait btw
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Rosalina's Top Luma
Rosalina's Top Luma@ReactionaryLuma·
In case you're wondering. Remakes are, in fact, a culture war issue. Halo from its implicit foundations is Right-Wing, and CE is being remade by people who don't believe its messaging.
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BasedIRL
BasedIRL@BasedNewsMedia·
@DogZer038848 Insanely gay, considering pressing charges for rape having listened to this
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DogZer0
DogZer0@DogZer038848·
"A second course? Very well... Your 2026 Metokur Content sir"
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BasedIRL
BasedIRL@BasedNewsMedia·
I like how people say "beer before liquor, you've never been sicker!" and then I drink whatever I want, whenever I want, in any order, and I'm totally fine.
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PickleTime
PickleTime@its_pickletime·
@PODAWFUL Poor baby Joshy is gonna cry 😢
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BasedIRL@BasedNewsMedia·
Insane. Read this and then realize it's the same reason homeless negroes get let back out
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Supernonno il ritorno@antipentac52268

Belfast brucia. E presto le fiamme potrebbero arrivare alle nostre case, accese da chi ha reso l’immigrazione incontrollata un affare di soldi e politica. Torniamo in Ulster per vedere il nostro futuro prossimo. Sessantadue incendi in cinque ore, autobus rovesciati, case di minoranze etniche date alle fiamme, famiglie con neonati in fuga scortate dai vigili del fuoco. Uomini mascherati che sfondano porte e gridano "stranieri fuori" in quartieri dove trent'anni fa si sparava tra cattolici e protestanti. La miccia, lunedì notte: Hadi Alodid, trent'anni, sudanese, richiedente asilo con status di rifugiato, ha aggredito un ignaro passante con un coltello da cucina colpendolo alla schiena, al volto e agli occhi. Poi, come mostra il video visto da milioni di persone, ha portato la lama a ripetizione al collo della vittima. Solo le bastonate dei passanti hanno impedito la decapitazione. Una settimana prima l'Inghilterra aveva guardato attonita le immagini di Henry Nowak, diciotto anni, ammanettato dagli agenti mentre moriva dissanguato, perché il suo assassino, inglese di seconda generazione, aveva gridato al razzismo e la parola era pesata più del sangue. Il pogrom è barbarie. Ma la domanda vera non è chi ha acceso il fuoco. È chi ha accatastato la legna per trent'anni. Chi liquida le fiamme come "violenza dell'estrema destra" racconta una cronaca falsata, perché in piazza sono scese persone che mai si sarebbero sognate persino di sfilare con un cartello di protesta. Chi cerca la causa deve guardare altrove: alla sistematica inversione dell'integrazione che la sinistra europea ha imposto come dottrina per un ventennio. Non sono gli ultimi venuti a doversi integrare, ma chi è nato nella nazione ospitante deve assimilare le loro regole e abitudini e soddisfare le loro richieste. Una follia incredibile. E non si parli di integrazione mancata come se fosse un processo ancora in corso. Nelle stazioni, nei centri commerciali, nelle piazze del sabato sera, i maranza hanno già risposto: rapine di branco, aggressioni gratuite, devastazioni per noia e per odio. Non sono emarginati in cerca di riscatto. Sono seconde e terze generazioni che rifiutano il Paese dove sono nate, ne disprezzano le regole, ne aggrediscono i coetanei. Non chiedono inclusione: rivendicano territorio. Chi liquida tutto questo come cronaca straniera non ha letto la cronaca italiana. Modena, 16 maggio. Un italo-marocchino lancia l'auto contro la folla e ferisce sette persone. La risposta della sinistra che governa la città arriva puntuale come un riflesso condizionato: caso isolato, gesto di uno squilibrato, nessuna matrice. Poi, però, è calato un silenzio assoluto quando dai dispositivi elettronici di El Koudri sono emerse ricerche su attentati commessi in Europa, scaricamento di materiale jihadista. E lo schema si è ricomposto: non l'esplosione improvvisa di un folle, lo studio paziente di un modello. È la macchina della derubricazione, oliata da anni di esercizio: ogni attentatore diventa un pazzo, ogni allarme diventa razzismo, ogni critica diventa islamofobia. È lo stesso copione recitato per ogni episodio che la sinistra non vuole vedere. Quando il fatto è innegabile, si cerca la causa nella vittima o nel contesto. Lo stupratore non sapeva. L'accoltellatore era fragile. L'investitore era abbandonato dai servizi sociali. La colpa non è mai di chi agisce: è di chi non ha saputo accogliere, includere. Diciannove giorni dopo, nella stessa Modena, lo stesso sindaco che aveva minimizzato ha accompagnato nelle scuole elementari un indagato per associazione con finalità di terrorismo, braccio destro dell'uomo ritenuto il vertice di Hamas in Italia. Davanti a lui, bambini di sei anni battevano le mani al ritmo di cori per la Palestina. Non sanno cosa sia il 270 bis. Sanno già da che parte stare: qualcuno ha deciso al posto loro. Perché l'indottrinamento non è un incidente, è un metodo. Scolaresche in ginocchio verso la Mecca, guidate nella preghiera da un imam. Piani dell'offerta formativa che fissano tra gli obiettivi didattici il riconoscimento dei Cinque Pilastri dell'Islam. Nel Trevigiano, una scuola cattolica ha portato bambini di tre anni in moschea, dove sono stati fotografati inginocchiati sul tappeto della preghiera rivolti verso la Mecca, con le maestre velate "per rispetto". Tutto in assenza di qualsiasi intesa tra lo Stato e le comunità islamiche, dunque senza alcuna base giuridica. Quale altra confessione entrerebbe nelle aule pubbliche da una porta che la legge non ha mai aperto? Laura Boldrini era stata profetica parlando degli immigrati. Riletta con gli occhi di oggi, più che una profezia fu una fatwa. Affermò che "I migranti sono l'avanguardia di quello stile di vita che presto sarà lo stile di vita di moltissimi di noi". E qualcuno la ha presa sul serio e, nell’attesa di arrenderci, ha iniziato a giustificarli un po’ troppo. Quando la resa culturale arriva nei palazzi di giustizia, il cerchio si chiude. Il vertice di questa parabola giudiziaria si è toccato due volte. La prima a Rimini, dove nel 2017 quattro stranieri stuprarono in gruppo una turista polacca e una transessuale peruviana su una spiaggia. La consulente psicologa nominata dal tribunale ha scritto che l'imputato congolese non aveva "piena consapevolezza della gravità del reato" perché "nel suo contesto di provenienza il rispetto per l'autodeterminazione sessuale della donna non era adeguatamente acquisito". Tradotto: nel suo Paese si stupra, dunque non poteva sapere che qui non si fa. La seconda a Salerno, dove l'avvocato Carmen Di Genio, membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d'Appello, ha dichiarato testualmente: "Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare." Sono parole pronunciate dentro le aule di giustizia. Non da commentatori anonimi. Lo stupro diventa "incomprensione culturale". Il resto è contorno grottesco: a Padova un maiale di plastica in vetrina diventa un'offesa da rimuovere, nel Paese della mortadella. Si sorride, ma è il sorriso di chi misura quanto il terreno sia già morbido. La sinistra minimizza perché ammettere significherebbe processarsi: ha spalancato le porte, scritto le regole deboli, ha aperto le aule, ha coltivato la dottrina dell'integrazione rovesciata. Ma la legna accatastata non smette di essere legna perché qualcuno vieta di nominarla. Belfast ha mostrato il finale del film. L'Italia sta ancora girando le scene che lo preparano. Belfast non è lontana. È soltanto in anticipo.

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BasedIRL@BasedNewsMedia·
@mhdksafa Fuck off, sand nigger with a UN profile pic.
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Mohamad Safa
Mohamad Safa@mhdksafa·
Your car is German. Your pizza is Italian. Your democracy is Greek. Your coffee is Brazilian. Your movies American. Your shirt is Indian. Your electronic Chinese. Your numbers Arabic. Your letters are Latin. And you complain your neighbor is an immigrant! Pull yourself together.
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KillKinoKasino
KillKinoKasino@KillKinoKasino·
Going live soon The Weekly Sewer 2 link below
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