manfredo molteni
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Salis: "Il mio processo in Ungheria è chiuso" ilgiornale.it/news/interni/i…
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Degrado Genova: uomini fanno sesso su bus e picchiano autista.
Un'autista di 43 anni dell'Amt di Genova è stata aggredita ieri al capolinea di via Rimassa dopo aver richiamato due passeggeri sorpresi a consumare un rapporto sessuale a bordo del mezzo pubblico. Alla richiesta della donna di interrompere l'atto, uno dei due uomini ha reagito colpendola con degli schiaffi e dando in escandescenze, trasformando un rimprovero per comportamento indecente in un episodio di violenza fisica ai danni della conducente.
#Genova
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Pazzesco. Chi lo avrebbe mai detto? I fermati per l’omicidio di Massa sono immigrati: Ionut Alexandru Miron, 23 anni, Eduard Alin Carutasu, 19 anni. Entrambi rumeni. A loro si aggiunge un minorenne, il cui nome non è stato divulgato.
Perché accade questo? Per l’eccessiva tolleranza che mostriamo verso gli ospiti che non rispettano la legge, il Paese in cui sono venuti a vivere e il suo popolo. Tolleranza che produce crescente disprezzo verso la legalità, senso di impunità, innalzamento della ferocia.
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E anche questa volta
pinuzza piciernucola🤏🏻🧠💩
@pinapic lo ha preso in 🍑
La poveraccia non ha gradito il saluto da Bologna, e si sta dimenando come una pazza, ha scritto anche al governo per lamentarsi 🤣🤣🤣
⚡️Fino all'ultimo momento, non sapevamo se il festival 'RT.Doc: Il tempo dei nostri eroi' a Bologna si sarebbe svolto.
ma ce l'abbiamo fatta, e abbiamo tenuto un festival incredibile.
I funzionari dell'UE hanno cercato di vietarlo, un blogger pro-ucraino ha augurato la morte ai partecipanti, e i media italiani hanno fomentato un vero panico. Ma ci siamo riuniti con i nostri amici italiani — sostenitori della verità. Questi giorni, queste conversazioni e questi film ci hanno ispirato. Abbiamo realizzato che siamo insieme. Ci incontreremo sicuramente di nuovo.
- Ekaterina Yakovleva.
Si è concluso il Festival di RT "Il tempo dei nostri eroi".
Dopo la prima edizione svoltasi a Gorizia, quest'anno abbiamo portato ben sei documentari, dibattiti, concerti a Bologna.
Vi diamo appuntamento al prossimo anno. Un caloroso ringraziamento da Russia Today agli italiani.
t.me/donbassfilm/12…
👇👇👇
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@Angelo63446480 4 mila euro di tangenti 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂fa gia ridere così
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🇷🇺 A Putin della sconfitta di Orbán non gliene frega nulla.
Mentre mezza Europa esulta per la caduta di Viktor Orbán dopo 16 anni di potere, a Mosca si staranno stringendo nelle spalle. Perché la verità è semplice e brutale: Putin ha la Russia. Noi europei abbiamo solo le bollette da pagare.
Orbán perde? Pazienza. Era un alleato utile, uno dei pochi che in Europa osava dire che le sanzioni facevano più male a noi che a loro. Ma la Russia non dipende da un premier ungherese per sopravvivere. Ha il più grande territorio del pianeta, immense riserve di gas, petrolio, minerali, terre rare, grano e armi nucleari. Può vendere il suo gas a Cina, India, Turchia o a chiunque paghi in rubli o yuan. Può stringere accordi con chi non gli fa la predica morale.
Noi, invece? Noi continuiamo a rincorrere il gas e il petrolio russo, anche quando fingiamo di averlo “sostituito”. Dopo anni di sanzioni e proclami, l’Europa ha ridotto la dipendenza dal gas russo, ma non l’ha azzerata. Nel 2025-2026 importiamo ancora miliardi di metri cubi via gasdotto e, soprattutto, come GNL russo, che in certi periodi è addirittura aumentato. Pagando prezzi altissimi, spesso attraverso intermediari turchi o indiani che ci fanno da ponte. E quando l’inverno è freddo o l’industria zoppica, la tentazione di riaprire un po’ i rubinetti (o di chiudere un occhio) resta fortissima.
Mentre Orbán se ne va, l’Europa si ritrova con lo stesso problema di sempre: un’economia energivora che ha deciso di litigare con il suo vicino più ricco di idrocarburi, senza avere alternative veramente competitive e a basso costo. Gli americani ci vendono il loro LNG a prezzi premium, i norvegesi pompano quel che possono, gli azeri e i qatarioti ci fanno la corte con contratti a lungo termine. Ma il gas russo resta, per molti paesi dell’Est e del Centro Europa, il più conveniente e affidabile logisticamente.
Putin lo sa benissimo. Sa che l’Europa può cambiare governo a Budapest, può fare la voce grossa a Bruxelles, può approvare pacchetti di sanzioni su sanzioni. Ma quando arriva il momento di riscaldare le case o far girare le fabbriche, molti governi europei (anche quelli che oggi festeggiano la sconfitta di Orbán) si ritroveranno a fare i conti con la realtà: non si può decarbonizzare con l’ideologia e importare energia con la geopolitica dei buoni sentimenti.
La sconfitta di Orbán è una notizia per i media europei e per chi sogna un’UE più compatta e “atlantista”. Per Putin è un fastidio marginale. Lui ha il controllo delle risorse. Noi abbiamo il controllo delle narrazioni. Nel lungo periodo, come sempre, le risorse contano molto più delle narrazioni.
L’Europa può festeggiare quanto vuole la fine dell’era Orbán. Ma finché non risolve la sua dipendenza energetica – vera, non solo sulla carta – continuerà a rincorrere il gas russo, con o senza l’amico di Budapest al tavolo. Putin, da Mosca, guarderà la scena con la calma di chi sa di avere in mano le carte migliori.

Italy 🇮🇹 Italiano
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Bella notizia.
Gli atleti russi e bielorussi hanno ottenuto di nuovo il diritto di utilizzare le proprie bandiere e i propri inni nazionali negli sport acquatici, afferma World Aquatics, conosciuta fino al 2022 come Federazione internazionale di nuoto.
Questo vale per nuoto, pallanuoto, tuffi e altre discipline sotto l'egida dell'organizzazione.
✔️Gli atleti potranno ora competere al fianco di altri Paesi, indossando i simboli nazionali.
- tutti_i_fatti

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Elly Schlein ha promesso, in caso di vittoria, il voto fuori sede come primo provvedimento. Eppure la sinistra ha votato contro il suo inserimento nella riforma elettorale voluta da Fratelli d’Italia.
I giovani non vanno presi in giro: segretaria, basta con questa campagna elettorale permanente.

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