Il vento non accenna a smettere e mi hanno già
fatto inalberare di prima mattina, ma abbiamo
tutta la giornata per
provare a recuperare.
Ci aggiorniamo in corso
d'opera 😏😁
Vogliamo parlare del tipo
che deve comprare un costume da piscina alla compagna e viene a
chiedere consiglio a me
senza avere la più pallida
Idea di che cavolo di taglia porti e di che colore le potrebbe piacere!!!???
#Decathlon
@eleonora_aloise si nutre di visione e virtù. È il momento del coraggio delle decisioni difficili. I club non sono la nazionale, oggetto suadente, ma solo se non puoi permetterti altro. Il bel paese scopre sempre palati fini e la cultura sportiva cresce. A te subito una conduzione in tv. Sport...
Tre Mondiali senza Italia non sono solo un fallimento, ma anche la pietra tombale su una narrazione mediatica che ha fallito.
Lasciamo da parte i moduli, le scelte tattiche.
Il calcio è il prodotto narrativo più potente del nostro Paese. È un rito collettivo che viene nutrito a ciclo continuo. Più corretto dire ingozzato come le oche per il foie gras.
Questa centralità nelle prime pagine lo rende intoccabile pure quando è indifendibile.
Il linguaggio mediatico si autoregola: sfrutta lo shock, ma ha l’urgenza di ricucire gli strappi per assicurarsi la produzione di paté. Il disastro deve rientrare in un meccanismo che in psicologia viene chiamato “finestra di tolleranza”, il limite entro cui si riesce a sopportare un evento negativo senza esserne sopraffatti, ma molto più importante senza creare una distanza emotiva. In sostanza: la complicità con il sistema ha radici impossibili da recidere.
Il risultato, però, è che nessuno ci crede più.
La sensazione è che raccontare il calcio con onestà possa distruggere qualcosa di più profondo. Quasi a modificare il dna stesso di una Nazione.
Per tutti gli altri sport questo non avviene.
Nel tennis, nelle discipline invernali, nell’atletica, nel nuoto, nella pallavolo. Eccellenze alle quali è riservato un linguaggio spesso spietato, gossipparo, inadeguato, tranchant. Vittore minori da sfruttare all’occorrenza. Il tavolo dei bambini al pranzo di famiglia. Il nipote da applaudire quando recita la poesia di Natale.
Il tutto con estrema consapevolezza. Con lo scopo preciso di mantenere la gerarchia interna immutata. Antistorico, ad essere buoni. Il protezionismo genera isolamento che genera irrilevanza. Basta aprire un libro di storia a caso.
Il Presidente Gravina ne parla come sport di Stato. Ciò che gli sfugge, è che se dei campioni devono campare con stipendio e strutture pubbliche non è un demerito, è il fallimento della cultura sportiva di una nazione.
Più la narrativa è deformata, più si radicalizza un’ostilità verso il calcio che il calcio non merita. Calcio inteso come patrimonio collettivo.
Come spesso accade, la società è più avanti di chi la racconta. I media hanno un’opportunità gigantesca.
Come Dorian Grey possono scegliere di continuare a guardarsi allo specchio compiaciuti, o affrontare il ritratto che ne rivela la decadenza.
#BosniaItalia#calcio#mondiali
Mi piace quando rido : sto bene,
mi piace quando taccio : mi chiedo,
mi piace quando parlo : espongo,
mi piace quando scrivo : esprimo,
mi piace quando leggo : imparo,
mi piace quando ascolto : conosco,
mi piace quando amo : sono .
💚