Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali

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@A_CalabriaUsic

Maggiore @Carabinieri. Dirigente @USIC_Sindacato (Area Ufficiali) e Segr. Reg. Abruzzo/Molise. 🇮🇹 Tutela, diritti e assistenza per i colleghi. 📩 DM

Abruzzo e Molise Sumali Mayıs 2019
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
Mi chiamo Alberto Calabria. Ho scelto di servire lo Stato e di guardare la realtà dalla strada, lontano dai salotti e dai filtri del politicamente corretto. 🛡️🇮🇹 In questo profilo troverete: • Verità senza filtri sulla sicurezza e la legalità. • Rispetto assoluto per chi onora la divisa con integrità. • Tolleranza zero per chi la infanga (le "mele marce" non hanno casa qui). Non cerco tifo politico e non rispondo a bandiere: la mia unica bussola è la Legge e il buonsenso. Se cercate una voce libera e schietta sulle Istituzioni, siete nel posto giusto. ⚖️🔥
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Arma dei Carabinieri
Arma dei Carabinieri@_Carabinieri_·
Torre Annunziata (NA): #Carabinieri fermano auto durante un posto di controllo notturno. A bordo, un vero e proprio arsenale di armi - anche da guerra - destinato alla criminalità organizzata. Sequestrati fucili mitragliatori, pistole e munizioni #PossiamoAiutarvi
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La Stampa
La Stampa@LaStampa·
Brian McGinnis, veterano dei Marines, ha interrotto un'udienza della sottocommissione per le forze armate del Senato protestando contro la guerra all'Iran e l'appoggio statunitense a Israele. Il personale di sicurezza dell'aula cercando di trascinarlo via con la forza rompe il braccio dell'ex militare tra lo sconcerto dei presenti. #usa #iran
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
@valentinivaler …non era un cellulare ma tutt’altro, però interessante ugualmente il suo post.
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Valerio Valentini
Valerio Valentini@valentinivaler·
Al di là di tutto. Ma un ministro della Difesa durante una crisi militare, connesso con uno smartphone a una riunione riservata coi servizi segreti. Per parlare coi vertici delle Forze Armate si usano circuiti protetti. Da Dubai, Crosetto userà WhatsApp? Signal? Che figura.
Valerio Valentini tweet media
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La morte di Khamenei e l'escalation militare a Teheran non sono solo titoli da prima pagina: sono scosse telluriche che colpiscono direttamente l'economia mondiale. Quando il cuore energetico del mondo entra in una fase di incertezza totale, le conseguenze smettono di essere "estere" e diventano quotidiane. Ecco cosa dobbiamo aspettarci: • L'incognita energetica: Ogni tensione nell'area del Golfo si traduce in un rialzo dei prezzi del greggio. Per l'Italia, questo significa un aumento dei costi di produzione e trasporti, alimentando un'inflazione che morde i risparmi delle famiglie. • Logistica e cieli chiusi: Il caso del Ministro Crosetto, rimasto bloccato a Dubai, è il sintomo di un problema più vasto. La chiusura degli spazi aerei e l'insicurezza delle rotte marittime (Suez e Hormuz) allungano i tempi di consegna e gonfiano i costi delle merci. • La fuga verso la sicurezza: I mercati odiano l'ignoto. In momenti di "vuoto di potere" come quello attuale a Teheran, gli investitori fuggono verso i beni rifugio, destabilizzando le borse e frenando quegli investimenti necessari alla crescita. Come uomo delle Istituzioni, ribadisco: non c'è benessere senza sicurezza. Lo Stato deve farsi garante non solo dei confini, ma anche della resilienza del nostro sistema economico davanti a queste onde d'urto. La libertà dei popoli è un valore, ma la nostra stabilità nazionale è il dovere a cui non possiamo derogare. Se il mondo cambia pelle, l'Italia deve proteggere i propri interessi con visione e fermezza. 🇮🇹⚖️
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Le immagini degli applausi dalle finestre a Teheran raccontano più di mille analisi geopolitiche: sono il grido di chi ha vissuto per troppo tempo sotto il peso dell'oppressione e oggi intravede, forse, uno spiraglio di luce. Quel giubilo è un fatto umano che merita rispetto e attenzione. Tuttavia, come uomini delle Istituzioni votati alla sicurezza, dobbiamo guardare oltre l'emozione del momento. L'eliminazione di un vertice di tale portata attraverso un attacco militare è un evento che spacca in due la storia del Medio Oriente e riscrive gli equilibri mondiali. La nostra preoccupazione deve restare la stabilità: un vuoto di potere improvviso in un'area così infiammata può generare onde d'urto che arrivano fin nelle nostre strade. Auspichiamo che quegli applausi siano l'inizio di una transizione verso uno Stato di diritto e non il preludio a un nuovo, sanguinoso caos. La libertà è un bene prezioso, ma per essere duratura deve poggiare su basi solide di sicurezza e ordine. Restiamo vigili: il mondo stasera sta cambiando pelle e noi dobbiamo farci trovare pronti. ⚖️🇮🇹
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Repubblica
Repubblica@repubblica·
Dopo la diffusione della notizia, da parte di diversi media israeliani, dell'uccisione di Ali Khamenei durante l'attacco di Stati Uniti e Israele a Teheran la gente si è affacciata applaudendo alle finestre per celebrare l'evento.
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
La notizia del Ministro Crosetto bloccato a Dubai a causa della chiusura degli spazi aerei dopo i raid sull’Iran è un paradosso che non possiamo ignorare. In un momento di crisi internazionale così acuta, la sicurezza e la pronta reperibilità dei vertici della Difesa sono una priorità assoluta che deve superare ogni ostacolo logistico civile. Non è una questione di privilegi, ma di continuità operativa dello Stato. Quando uno scenario di guerra si allarga, il Ministro della Difesa deve essere in grado di rientrare immediatamente nel territorio nazionale per coordinare le nostre risposte e garantire la tutela dei nostri interessi e dei nostri militari impegnati all'estero. Lo Stato dispone di mezzi e protocolli per le estrazioni d'emergenza e per i voli di Stato: è in questi momenti che tali strumenti devono essere attivati senza indugio. L'Italia non può permettersi "vuoti" di presenza fisica dei suoi leader mentre il mondo è in fiamme. Ci auguriamo che le procedure di rientro protetto siano già state avviate
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La speranza per il popolo iraniano è un sentimento nobile e condivisibile. Tuttavia, come uomini di Stato, non possiamo ignorare che i vuoti di potere in scenari così complessi portano spesso con sé instabilità violenta. Auspichiamo che la transizione avvenga nel segno del diritto e non del sangue, perché la sicurezza del Mediterraneo e dell'Europa dipende anche da ciò che accadrà a Teheran nelle prossime ore. Prudenza e vigilanza devono essere le parole d'ordine.
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
In questo momento il mio pensiero va soprattutto alle ragazze e ai ragazzi di Teheran. A chi è stato ucciso, torturato, imprigionato in questi anni. A chi sta esultando in queste ore nelle strade della capitale. Alla generazione che guiderà l’Iran dei prossimi decenni. La fine di Khamenei segna l’inizio di una pagina nuova per uno dei Paesi più ricchi di storia e di potenzialità del mondo. Che la libertà torni a Teheran, che la pace si faccia finalmente strada in Medio Oriente, che il mondo torni alla ragionevolezza. E che l’Europa riprenda a giocare un ruolo geopolitico che oggi - semplicemente - non ha.
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
La notizia della morte di Khamenei, se confermata, non è solo la fine di un’epoca, ma l'apertura di un varco verso l'ignoto negli equilibri globali. Mentre molti vedono la speranza, chi serve le Istituzioni ha il dovere di vedere i rischi. Una transizione di questo peso in un'area così infiammata richiede la massima allerta internazionale. La libertà è un diritto inalienabile, ma il caos è il peggior nemico della sicurezza. In queste ore servono nervi saldi e analisi fredda, lontano dai tifi da stadio. La geopolitica non si fa con gli hashtag, ma con la capacità di prevenire onde d'urto che potrebbero arrivare fin nelle nostre strade. Restiamo in attesa di conferme ufficiali, consapevoli che il mondo, stasera, è un posto ancora più complesso
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
Un plauso ai colleghi della Polizia di Stato intervenuti prontamente per soccorrere il ferito e avviare le indagini. Tuttavia, non possiamo delegare solo alle Forze dell’Ordine la gestione di queste derive. La scuola deve tornare a essere un luogo sacro, una "zona franca" dalla violenza dove il rispetto delle regole e dell’altro è la prima materia da imparare. Se un martello entra in un'aula, significa che la catena educativa e di controllo ha fallito. Serve tolleranza zero: la sicurezza dei nostri figli non può essere messa a rischio da chi pensa che la forza bruta sia un modo legittimo di risolvere i contrasti. Ripristinare l’autorità e il senso del dovere negli istituti è un dovere dello Stato al quale non possiamo sottrarci. ⚖️🇮🇹
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Agenzia ANSA
Agenzia ANSA@Agenzia_Ansa·
Uno studente di 15 anni è stato colpito con un martello da un compagno di scuola, questa mattina, all'interno dell'istituto professionale "Ettore Maiorana" di Gela, in provincia di Caltanissetta. Sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del 118. Il ragazzo ferito è stato soccorso e condotto al pronto soccorso. Non sarebbe in gravi condizioni. Ancora da chiarire i motivi della lite degenerata nell'aggressione. La polizia sta ricostruendo la dinamica dell'accaduto. #ANSA ansa.it/sito/notizie/c…
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Chi indossa un camice, così come chi indossa una divisa, ha il dovere dell'eccellenza e del rigore. Quando la catena del controllo si spezza in modo così grossolano, non si può parlare di fatalità, ma di una superficialità che tradisce la missione stessa delle Istituzioni sanitarie. La magistratura accerterà le responsabilità, ma resta il dolore per una vita innocente spezzata da una catena di errori che non dovevano esistere. Giustizia per Domenico, affinché la professionalità torni a essere l'unico protocollo ammesso. 🛡️🇮🇹
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Repubblica
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Il cuore era come "una pietra durissima" e il dottor Guido Oppido, il primario che doveva trapiantare l’organo sul piccolo Domenico, non faceva altro che ripetere: "Questo cuore non farà mai un battito. Non ripartirà mai". Ospedale Monaldi, Napoli. Una manciata di minuti alle tre di pomeriggio del 23 dicembre. Il cuore arriva in sala operatoria alle 14.30. Sono tutti "in trepidante attesa". C’è chi ha il cellulare in mano per girare un video. Ma aperto il box, qualcosa non va. Virginia Terracciano, tecnico di fisiopatologia circolatoria, da 19 anni nel reparto, sentita come teste il 24 febbraio, ricorda una collega che le dice: "È tutto congelato" e lei che risponde: "È meglio che si tiene il cuore suo". Ma la collega scuote il capo: "Virgì, l’ha già tolto". Per scongelarlo servono venti minuti. Gli operatori "si bruciano i polpastrelli". Il primario tenta con un’enorme siringa, "lo chiamiamo schizzettone". L'articolo completo di Dario Del Porto su Repubblica
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È umano e coraggioso dirlo: dopo aver dato tutto per l’Italia (e aver vinto l’oro in casa!), non vuole trasformare la passione in sofferenza quotidiana. Non è resa, è rispetto per se stessa e per lo sport. Forza Fede: hai già fatto miracoli, hai ispirato milioni. Qualsiasi scelta farai (continuare con gestione del dolore o fermarti), resti una leggenda del nostro sport e un simbolo di chi non molla mai. L’Italia ti è grata per quello che hai dato… e ti sosterrà in ogni caso. 🇮🇹💪 #FedericaBrignone #Olimpiadi2026 #MilanoCortina2026 #SciAlpino #ForzaFede
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Repubblica
Repubblica@repubblica·
Federica Brignone è capace di fare miracoli, lo ha dimostrato ampiamente alle Olimpiadi di Milano Cortina. Ma le favole non è ancora in grado di scriverle: infatti il ritorno alla realtà dopo le due medaglie d’oro significa un conto pesante presentato dal suo fisico. Una situazione di dolore e incertezza che la spinge addirittura a dire: “Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l'anno prossimo” L'articolo completo di Mattia Chiusano su Repubblica #rep
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Gentile @CuntreraMax , La ringrazio per la precisazione tecnica e per aver evidenziato il dettaglio della trascrizione cromatica. Se l'analisi del filmato conferma che la frase 'non ha nessun diritto' è stata pronunciata dal fermato e non dall'operatore, ne sarei il primo a essere sollevato: sarebbe la prova che, nonostante la tensione della piazza, la condotta del collega è rimasta nei binari della correttezza. Proprio per questo il mio post utilizzava una formula di cautela ('se confermate nella loro dinamica'), conscio di quanto i video possano essere tagliati ad arte per colpire le Istituzioni. Resta fermo il principio che ho voluto ribadire: la nostra professionalità e il rispetto delle regole sono lo scudo più potente contro ogni tentativo di delegittimazione. Se l'audio è stato manipolato per far dire alla Polizia ciò che non ha detto, siamo davanti all'ennesima strumentalizzazione che va denunciata con forza.
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Come va, va.
Come va, va.@CuntreraMax·
@A_CalabriaUsic @repubblica Prima di tutto, comandante, non si fanno ipotesi su un audio tagliato ad arte. Inoltre, la frase in questione è profferita dalla persona fermata (la trascrizione è in colore bianco) e non dal poliziotto (la trascrizione è in giallo), la cui risposta è ineccepibile.
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Repubblica
Repubblica@repubblica·
"Durante un controllo di polizia non ha nessun diritto". Questo si sente nel video diffuso dagli attivisti di Extinction Rebellion Italia, fermati dalla polizia dopo la protesta pacifica sul green carpet di Sanremo. "Parole gravissime, che raccontano perfettamente in cosa si sta trasformando l'Italia dei decreti sicurezza", scrive sui social la senatrice di Avs Ilaria Cucchi postando la registrazione del controllo diffuso dagli attivisti. "Quando parlavamo di deriva autoritaria sono stati in tanti a storcere il naso - aggiunge Cucchi -. Ora non abbiamo solo degli indizi. Abbiamo delle prove. Sono davanti agli occhi di tutti. Perché se un agente minaccia degli attivisti di privarli di tutti i loro diritti, non è solo un problema di quei ragazzi. È un problema di tutti". #sanremo2026 #ExtinctionRebellion #polizia
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
L’inchiesta della Procura di Milano che ha portato Deliveroo sotto controllo giudiziario squarcia il velo su una realtà che non possiamo più chiamare "progresso". Parlare di rider sfruttati per 12 ore al giorno a 3 euro a consegna, senza tutele e puniti da un software se si ammalano, significa parlare di caporalato moderno. Come uomo che serve le Istituzioni, credo che la legalità debba entrare prepotentemente anche in questi settori. Non c'è sicurezza reale in un Paese dove il lavoro onesto diventa "lavoro povero" per alimentare i profitti di colossi multinazionali. Un plauso al PM Paolo Storari per aver acceso un faro su queste situazioni tossiche: quando lo Stato interviene per difendere i più deboli dalle logiche spietate del profitto a ogni costo, riafferma la propria autorità e la propria funzione primaria. Il rispetto delle regole deve valere per tutti: dal piccolo spacciatore di strada ai grandi gruppi della ristorazione. Se permettiamo che un algoritmo calpesti i diritti sanciti dalla nostra Costituzione, abbiamo già perso la battaglia per una società giusta. La dignità di chi lavora per portare il pane a casa non è merce di scambio. Mai. 🛡️🔥
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Repubblica
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Rider sfruttati f ino a dodici ore al giorno per mille euro al mese, tre o quattro euro a consegna. Se si ammalano non guadagnano nulla. Sono legati a un algoritmo: controllati e, in alcuni casi, puniti se rifiutano una consegna. Lo sostiene la nuova inchiesta sul lavoro povero della Procura di Milano, del pm Paolo Storari, che ha portato al controllo giudiziario di Deliveroo, piattaforma con ventimila ciclofattorini in Italia e tremila a Milano. La Procura ha anche notificato a sette grandi gruppi multinazionali, da McDonald’s a Burger King a KFC, un ordine di esibizione documenti: devono indicare cosa fanno per contrastare il caporalato. Deliveroo avrà un amministratore giudiziario che affiancherà i manager per rimuovere le situazioni tossiche contestate. Il punto di Rosario di Raimondo
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
@Apache1000100 @Agenzia_Ansa Non sono assolutamente d’accordo. Sono figlio di un insegnate e vedo l’enorme sacrificio di chi lavora nella scuola. La verità è che nel tempo abbiamo sempre più deligittimato il loro lavoro. E la colpa principale é stata di noi genitori!
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Agenzia ANSA
Agenzia ANSA@Agenzia_Ansa·
È entrato nella scuola primaria "Leonardo da Vinci" di Voghera (Pavia) durante l'affluenza di insegnanti e studenti al mattino, ha raggiunto un'aula e ha schiaffeggiato un bambino, accusandolo di aver infastidito con atteggiamenti da bullo sua nipote. Protagonista dell'episodio il nonno della bambina. #ANSA ansa.it/sito/notizie/c…
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Alberto Calabria | USIC Area Ufficiali
@robb01044591 @Agenzia_Ansa Farsi giustizia da soli è un atto di paura. Paura generata dal non avere fiducia nelle istituzioni, che sia chiaro, non sono perfette ma sono l’unico ostacolo tra una società civile e appunto il “ farsi giustizia da soli”.
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robb¡@robb01044591·
@A_CalabriaUsic @Agenzia_Ansa Arrivati dove siamo arrivati oggi, con lassismo e menefreghismi deliranti, farsi giustizia da soli è un atto di coraggio che rispecchia la profonda sete di dignità e rispetto che bisogna avere fin da piccoli.
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rikyjeypynaz@rykyjaypynaz·
@A_CalabriaUsic @marcellodegni @repubblica Capisco che le barzellette sui Carabinieri esistono per ovvi motivi, ma qui basta saper leggere e il signore ha scritto una cosa diversa da ciò che ha capito (o vuole capire) lei
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