Alexandro Sabetti

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Alexandro Sabetti

Alexandro Sabetti

@AlexSabetti

-Vice direttore di https://t.co/cdwPaPTYJF -Consiglio di redazione Gran mascalzon lup man presso ACHAB Rivista Letteraria. - Musicante presso "Il ciclo di Bethe"

Roma شامل ہوئے Şubat 2012
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Alexandro Sabetti ری ٹویٹ کیا
Kulturjam.it
Kulturjam.it@kulturjam·
L’Occidente ha scoperto l’#Iran nel modo peggiore: sottovalutandolo. Alta formazione, strategia lucida, capacità narrativa. Non è solo guerra militare, ma culturale. E chi non capisce l’avversario, di solito perde prima ancora di combattere. kulturjam.it/in-evidenza/lo…
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
@Orgoglioitalia3 Davvero c'è qualcuno che abbia fatto almeno la quinta elementare che fa un paragone tra Nilde Iotti (staffetta partigiana, tra i redattori della carta costituzionale, co-autrice degli articoli 29-30 e 31 della stessa) e la signora che si accompagna a Piantedosi?
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CAESO QUIINCTIUS
CAESO QUIINCTIUS@Orgoglioitalia3·
Nel PCI di Togliatti, l’amante (Iotti) veniva promossa a Presidente della Camera mentre la moglie legittima spariva dai radar. Oggi la sinistra fa la morale a Piantedosi? Cari LERCI, siete passati dal "comunismo d’acciaio" al "bigottismo di convenienza". Fate pace col cervello . #Piantedosi #Togliatti #NildeIotti
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Massimo Spinelli
Massimo Spinelli@spimassimo68·
Parole semplici, chiare, definitive: "Negli ultimi 100 anni, la Russia ha attaccato almeno 19 paesi, senza contare gli stati africani". Lo ha affermato Kaja Kallas. "Alcuni di questi, tre o quattro volte. E nessuno di questi paesi ha mai attaccato la Russia".
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
POLTRONE E POLTRONE Il nuovo presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato è… Maurizio Gasparri! Altro che rinnovamento: è il trionfo della rotazione automatica delle élite. Sempre gli stessi, ovunque serva una firma, non una competenza. Viviamo nella società della prestazione permanente: nessuna pausa, nessun ripensamento, solo incarichi che si accavallano come slide in un pitch. Politici e manager passano da un ruolo all’altro come se tutto fosse intercambiabile. Energia, difesa, comunicazione: cambia l’etichetta, non il prodotto. Il punto non è Gasparri. È il sistema. Un sistema che non contempla il dubbio, ma solo la performance. Che non premia la competenza, ma la continuità di presenza sul mercato del potere. Perché fermarsi, riflettere, ammettere un errore è diventato il vero fallimento. Così si accelera sempre, fino a confondere esperienza con inerzia. E nel frattempo, l’essere umano si riduce a brand: aggiornabile, sostituibile, sempre in vendita. #Gasparri #sistemaitalia #potere
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Alexandro Sabetti ری ٹویٹ کیا
Kulturjam.it
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La #NATO mostra crepe profonde: divergenze tra USA ed Europa, costi crescenti e incapacità di adattarsi a un mondo multipolare. . Non è una crisi improvvisa, ma il risultato di decenni di contraddizioni. kulturjam.it/in-evidenza/na…
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
📷 TERREMOTO AL PENTAGONO, SALTA LA CATENA DI COMANDO NEL PIENO DELLA GUERRA: MA NON STAVANO VINCENDO E ANNICHILENDO L’IRAN? Mentre il conflitto con l’Iran entra nella sua fase più critica, a Washington si consuma una dinamica tutt’altro che rassicurante: la rimozione simultanea di tre alti ufficiali dell’esercito statunitense. Non un normale avvicendamento, ma un segnale politico-militare pesante. Via il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Randy George. Rimosso anche il generale David Hodne, responsabile dell’addestramento e della trasformazione delle forze armate. Fuori infine il maggiore generale William Green, guida del Corpo dei Cappellani. Tre figure chiave, tre ruoli strategici, fuori nello stesso momento. In piena guerra. Negli ambienti della sicurezza nazionale il parallelo evocato è quello storico: durante la Guerra Civile, Abraham Lincoln cambiò più volte i suoi generali prima di trovare in Ulysses S. Grant il comandante capace di portare a casa la vittoria. Ma il problema è che oggi non siamo nell’Ottocento — e soprattutto non c’è tempo per esperimenti. Dietro queste epurazioni si intravede un dato più inquietante: la guerra che doveva essere rapida si sta trasformando in un pantano operativo. E quando i risultati non arrivano, si cambia la testa della piramide. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth si trova ora davanti a un compito delicato: trovare una leadership militare credibile mentre il fronte si complica e le risorse si assottigliano. Tradotto: quando iniziano a saltare i generali, significa che qualcosa — sul campo — non sta andando secondo i piani. #USA #Iran #Trump
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
"Cercasi accompagnatrice non professionista su Roma, zona Monte Citorio. Offresi cene eleganti e presidenza di Commisione Affari Costituzionali. Richiesta discrezione, massima disponibilità e amore per la famiglia." #piantedosi
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
Con la crisi energetica che si sta per abbattere su tutti noi, assume una nuova dimensione l'infatuazione di Meloni per la "famiglia nel bosco": sta considerando che può essere un modello per il nostro futuro. #meloni #famiglianelbosco
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Alexandro Sabetti ری ٹویٹ کیا
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Kulturjam.it@kulturjam·
Gli Emirati Arabi Uniti stanno sollecitando una coalizione ampia per rompere il blocco iraniano anche senza il via libera dell’ONU. È una linea rossa. Perché significa trasformare una crisi regionale in un conflitto aperto tra Stati. #Iran #USA #EAU kulturjam.it/in-evidenza/ho…
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
NUOVO BLUFF SULLE TRATTATIVE? Un sottomarino nucleare statunitense della classe Ohio è stato avvistato mentre attraversava lo Stretto di Gibilterra, diretto verso il Mediterraneo e, con ogni probabilità, verso lo scenario mediorientale. Non si tratta di un’unità qualsiasi: questi sottomarini possono trasportare fino a 154 missili da crociera Tomahawk e sono dotati di sistemi avanzati per operazioni speciali, inclusa l’infiltrazione di forze d’élite. Un movimento che, al di là delle versioni ufficiali, segnala un ulteriore innalzamento del livello di preparazione militare nell’area e lascia intravedere scenari di possibile escalation, anche sul piano terrestre. #usa #iran #hormuz #mediterraneo
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
Se sparisse la parola "putiniano" dal dibattito pubblico, Calenda sarebbe costretto a trovarsi un lavoro vero.
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Hezbollah sta inchiodando l’IDF in scontri sanguinosi nel sud del #Libano, l’#Iran nonostante gli attacchi subiti, continua a rispondere con ondate di missili a bersaglio sui paesi del Golfo. #Usa, #Israele e Occidente fanno i conti con nuovi equilibri. kulturjam.it/in-evidenza/il…
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Kulturjam.it
Kulturjam.it@kulturjam·
Conte cambia linea e rientra nell’orbita europeista. Scelta tattica o resa? Tra rischio perdita di consenso e ambizione di leadership, il Movimento si gioca tutto: o guida il campo largo o ne viene inglobato. #M5S #Conte #Italia kulturjam.it/politica-e-att…
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti USA. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Il Governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i Governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur. In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli USA, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi.
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Lia Quartapelle
Lia Quartapelle@LiaQuartapelle·
La legge razzista sulla pena di morte approvata in Israele è un atto barbaro contro ogni etica. La politica nazionalista-religiosa israeliana è responsabile del baratro di ignominia in cui sta sprofondando Israele.
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
L'UNICA "DEMOCRAZIA DEL MEDIORIENTE" FORMALIZZA LE ESECUZIONI ETNICHE Non è una deriva. È una scelta conseguente di quello che già è: la morte diventa legge. La Knesset ha approvato la pena di morte per chi è accusato di terrorismo contro lo Stato di Israele. Il testo è formalmente neutro, ma il bersaglio è evidente: i palestinesi nei territori occupati. Lì, dove la giustizia è da anni indistinguibile dall’amministrazione militare, la pena capitale diventa la norma, non l’eccezione. La legge, sostenuta da Itamar Ben-Gvir e votata dal governo di Benjamin Netanyahu, introduce un meccanismo che somiglia più a una procedura automatica che a un processo. Non serve unanimità, basta una maggioranza. Non serve nemmeno la richiesta della procura. Novanta giorni e si esegue. Isolamento totale, difesa ridotta al minimo. Giustizia rapida, direbbero alcuni. Giustizia svuotata, direbbe chiunque abbia ancora memoria del diritto. E mentre in aula si brindava, fuori si consumava l’ennesima frattura tra diritto proclamato e diritto praticato. Perché nei tribunali militari il tasso di condanna dei palestinesi sfiora il 96%, come ricordato da B'Tselem. E perché Amnesty International denuncia da anni confessioni estorte, abusi, detenzione sistematicamente degradante. Davvero qualcuno pensa che introdurre la pena di morte in questo contesto significhi giustizia? O è semplicemente la formalizzazione di ciò che già accadeva, ma senza timbro ufficiale? Le reazioni europee – Francia, Germania, Italia, Regno Unito – parlano di “preoccupazione”. Una parola elegante per dire: non faremo nulla. Israele continua a definirsi una democrazia. Ma quando una democrazia seleziona chi può vivere e chi può morire in base a un sistema giudiziario asimmetrico, quella definizione diventa una scenografia. Funziona finché le luci restano accese. Poi cala il buio. Israele continua a definirsi una democrazia. Ma quando una democrazia seleziona chi può vivere e chi può morire in base a un sistema giudiziario asimmetrico, quella definizione diventa una scenografia. Funziona finché le luci restano accese. Poi cala il buio. #Israele #Palestina #penadimorte
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Alexandro Sabetti ری ٹویٹ کیا
Kulturjam.it
Kulturjam.it@kulturjam·
#Israele introduce ufficialmente la pena di morte per reati di terrorismo, di fatto rivolta ai #palestinesi. Con processi militari sbilanciati e garanzie ridotte, siamo all’abominio giuridico da parte della cosiddetta “unica democrazia del Medio Oriente” kulturjam.it/in-evidenza/il…
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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti@AlexSabetti·
PANEM ET CIRCENSES: TANTO RUMORE, ZERO POTERE Nel teatro politico italiano, l’opposizione sembra aver trovato una nuova funzione: intrattenere. Non disturbare, non incidere, non modificare gli equilibri reali, ma occupare lo spazio mediatico con una caricatura permanente del dissenso. È il trionfo dell’opposizione folklorica, quella che raccoglie like, genera indignazione programmata e si esaurisce nel ciclo di vita di un post. Figure come Roberto Vannacci e Marco Rizzo non sono deviazioni del sistema, ma prodotti perfettamente funzionali al suo equilibrio. Il primo domina il ciclo mediatico con sortite identitarie e riferimenti incendiari – come le polemiche sulla Decima Mas – che garantiscono visibilità continua senza mai tradursi in un’agenda politica strutturata. Il secondo, invece, ha elevato la provocazione fine a se stessa a cifra comunicativa stabile, basti ricordare la campagna referendaria sostenuta con motivazioni surreali: secondo il leader di DSP gli italiani avrebbero dovuto votare “si” perchè c’era stato il furto della borsa della moglie in metropolitana!  Un argomento degno di una caricatura alla Guzzanti. In entrambi i casi, l’effetto è identico: saturare lo spazio del dissenso con contenuti rumorosi, facilmente digeribili e mediaticamente efficaci, ma incapaci di produrre qualsiasi reale frizione con l’assetto politico esistente. Nel frattempo, chi prova a costruire un’opposizione strutturata, articolata, capace di incidere davvero sulle scelte economiche e geopolitiche, viene sistematicamente marginalizzato. Non perché manchi di contenuti, ma perché quei contenuti risultano incompatibili con un sistema che tollera il dissenso solo quando è innocuo. Il dissenso autorizzato e la logica dell’irrilevanza Il meccanismo è semplice, quasi matematico: l’alternanza politica è ammessa, purché non produca variazioni sostanziali. Cambiano i volti, si aggiornano i linguaggi, ma le linee di fondo restano immutate. Una sorta di principio implicito governa il sistema: l’ordine dei fattori può anche variare, ma il risultato deve restare identico. Quando il consenso cala in un campo politico, l’altro è chiamato a raccoglierlo senza mettere in discussione le condizioni che lo hanno eroso. È una staffetta, non una rottura. E dietro questa continuità si intravede una costellazione di vincoli: mercati finanziari, alleanze internazionali, equilibri economici che nessun attore politico sembra disposto – o in grado – di sfidare davvero. L’opposizione “seria” diventa un problema. Perché prendere sul serio il dissenso significa aprire spazi di conflitto reale, mettere in discussione trattati, politiche economiche, assetti di potere. Molto più semplice – e funzionale – promuovere figure che trasformano la critica in spettacolo. Così, il dibattito pubblico si riempie di polemiche su dichiarazioni sopra le righe, mentre le questioni strutturali scivolano sullo sfondo. Si discute di simboli, di provocazioni, di uscite mediatiche, ma raramente di vincoli macroeconomici o di scelte strategiche. Il rumore copre il segnale. Il dissenso, per essere tollerato, deve restare entro confini precisi. Può essere rumoroso, perfino offensivo, purché non diventi efficace. Da qui la proliferazione di figure “estreme” che, paradossalmente, contribuiscono alla stabilità del sistema proprio perché ne rappresentano la versione più innocua. #italia #opposizione #politica #media
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Alexandro Sabetti ری ٹویٹ کیا
Alexandro Sabetti ری ٹویٹ کیا
Kulturjam.it
Kulturjam.it@kulturjam·
Fanno discutere le dimissioni di Gasparri decise da Marina Berlusconi: in #ForzaItalia le decisioni non seguono la rappresentanza ma la genealogia: il partito appare sempre più una struttura ereditaria. Una dinastia adattata alla democrazia. kulturjam.it/in-evidenza/fo…
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