Simone Scavo

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@Simne1core

DC | Semiconductors | AI Infrastructure | Nuclear & Renewables 🇪🇺🇮🇹 Pro-mix. No ideology.

Italy انضم Şubat 2026
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تغريدة مثبتة
Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Un parlamentare mi ha posto 4 domande sul nucleare in Italia: 1️⃣Quanto costa? 2️⃣Quando è pronto? 3️⃣Lo accettiamo vicino casa? 4️⃣Dove mettiamo le scorie? Sono le domande giuste, e qui ci sono le mie quattro risposte, senza maglietta della squadra👇☢️
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Provate a leggere questa sintesi con gli occhi di chi gestisce un data center, e capite perché questi reattori sarebbero perfetti! Quattro di queste cinque voci sono il sogno di chi tiene acceso un data center. 1️⃣ Black start: riparte da rete morta, senza aspettare nessuno. Per un data center vuol dire autonomia totale anche durante un blackout dell'area. 2️⃣ Islanding: funziona collegato alla rete o isolato. Quindi lo stacchi dalla rete e continui a calcolare come se niente fosse. 3️⃣ Fuel security: combustibile a bordo per dieci anni e più, senza riforniture esterne. Sei immune ai ricatti e agli shock di prezzo del gas. 4️⃣ Modularity: raffreddamento passivo, si spegne in sicurezza senza pompe né operatore. È la sicurezza di cui parlavo per il test di Valar, qui applicata. Manca solo una voce a chiudere il cerchio, ed è la densità. Potenza enorme su pochissimo terreno, vicino al data center. Per questo il nucleare modulare non è un'alternativa tra le tante per alimentare i datacenter. È la risposta progettata sul problema⚡⚛️
Office of Nuclear Energy | US Department of Energy@GovNuclear

GUARDIANS OF THE GRID: Five key resilient features of small modular reactors.

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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@Simne1core Se la mobilità futura sono macchine che girano a 50 km/h mantenendosi a 20 m una dall’altra, poveri noi😵‍💫
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
A Roma la guida autonoma farebbe ridere? Discutendo con un amico, mi dice "li vorrei vedere nel traffico romano o milanese". Battuta facile ma non sono fantascienza. Allora ecco 4 domande oneste e le mie 4 risposte, da uno che tifa per la tecnologia ma guarda i numeri👇🤖🚕
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Non ne sono così sicuro. Marketing mi sembra una risposta un po' comoda. La risposta vera secondo il mio punto di vista sta nell' hardware. Il robotaxi diventa reale quando lidar e compute crollano di prezzo. Visto i dati recenti non mi sembra una moda passeggera, ma direi più che la curva dei costi dei semiconduttori ha incrociato la soglia di sostenibilità, un pó la stessa dinamica del fotovoltaico 15 anni fa. Per questo Cina e USA secondo me ci puntano insieme, chi controlla quello stack (sensori, chip, software) controlla un pezzo della mobilità futura. Sulla fiducia nel software, affidiamo già la vita a software safety critical ogni giorno (aerei, treni, ascensori). La differenza a favore dell'AV è che è auditabile, log su ogni incidente, fix sull'intera flotta in una notte. L'errore umano no. Quindi sì, la vorrei, anche se il piacere di guida resta molto forte. Ma devo ammettere che è gusto personale, non come la sicurezza.
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@Simne1core Marketing. Ennesimo gadget che non devi mancare. A parte servizi simil-taxi/uber, tu vorresti una vettura così? Metteresti la tua vita in mano a software scritto non si sa da chi, non si sa come, non si sa con quali principi etici, etc? Io no, oltre al fatto che mi piace guidare
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
@KersevanRoberto Molto interessante la tua esperienza, quali sono secondo te i motivi, oltre quelli di sicurezza già citati, che stanno portando USA e Cina all'adozione di questo tipo di vetture?
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@Simne1core Guarda, ho visto vetture Waymo a San Francisco e non è che mi abbiano impressionato come velocità din operazione. Da addormentarsi.
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Obiezione giusta da porsi, ma il "dove" è già dentro il disegno dello studio. Il benchmark umano è costruito sulle stesse città e sulle stesse strade dove Waymo opera (Phoenix, SF, LA, Austin), stesso traffico, stessi incroci, stessa esposizione. Detto questo, ti do ragione su una cosa, quel dato vive dentro un dominio operativo preciso e assolutamente non dimostra che reggerebbe nel traffico di Napoli. Ma quello è un limite di dominio, non una statistica farlocca. Il numero è solido dove è misurato; il punto aperto è quanto è estendibile.
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@Simne1core Scusa, ma è statistica farlocca: 91% meno incidenti DOVE? Negli usa dove esistono gli incroci “4 way” dove le vetture che arrivano dai 4 lati sib prendono la precedenza a turno, onestamente, qui da noi sarebbe una carneficina…
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
La domanda sul bagno ha una risposta tecnica abbastanza netta. Il rischio radiologico di un sito così non è l'acqua di mare, è il materiale solido, e quello è confinato. Il combustibile è uscito dal sito anni fa, spedito in UK per il riprocessamento. Inoltre, era un Magnox raffreddato a gas (CO₂), non un impianto che scarica il circuito primario in mare, l'acqua di mare serviva solo alla condensazione, circuito secondario e non radioattivo. E quella linea è stata smantellata. I fanghi degli effluenti liquidi sono stati estratti e cementati (2008-2017) ed immobilizzati in matrice solida, non dispersi in ambiente. Il sito è sotto monitoraggio radiologico continuo. Quindi il bagno non è il problema. Il vero nodo ingegneristico è un altro, quei rifiuti condizionati stanno ancora in depositi temporanei sul posto, perché in Italia manca il Deposito Nazionale. È lì che siamo fermi e dovremmo velocizzare,e sinceramente spero che chi politicamente ci sia decida per velocizzare il processo usando dati e gli studi fatti.
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Pappero ♒️⚽️🏈
Pappero ♒️⚽️🏈@Pippero_vip·
@Simne1core Ho visto i resti della centrale a Torre Astura (mi dicono non sia ancora particolarmente salubre fare il bagno da quelle parti, ma magari sono solo dicerie) La speranza, oggi, è che se dobbiamo ricominciare (e bisognerà ricominciare), il tutto non finisca nelle mani di Salvini...
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
🇮🇹 Il dato è vero e fa ancora più impressione coi numeri precisi, nel 1966 l'Italia era terza al mondo per produzione elettronucleare, dietro solo a USA e Regno Unito. E non eravamo spettatori. La centrale di Trino, quando entrò in funzione, era la più potente del mondo, a Latina avevamo il reattore più potente d'Europa. Avevamo una filiera completa che comprendeva progettazione, costruzione, ricerca, dal CISE di Milano del 1946 in poi. Poi quella filiera è stata congelata, ma, ed è il punto che pochi colgono, non è scomparsa. Le competenze sono sopravvissute nelle aziende, Ansaldo Nucleare collabora da anni con EDF e Framatome, ENEA col CEA francese, siamo dentro ITER sulla fusione. Abbiamo continuato a costruire know-how nucleare, solo per gli altri. Ed è esattamente questa la filiera che oggi torna in gioco, l'accordo Edison-EDF sugli SMR coinvolge Ansaldo, Maire, Saipem, Webuild. Il paradosso non è solo che esportavamo competenza senza usarla. È che ce l'abbiamo ancora, ed è il motivo per cui un rientro è tecnicamente possibile. Il filo non si era spezzato, si era solo allentato.
Ciro Nappi@CiroNappi6

Il paradosso tutto italiano, Paese costruttore ed esportatore di tecnologia nucleare ma senza averla in casa nostra. Pensare che negli anni 60, nel blocco occidentale, eravamo i terzi per produzione di energia atomica, dietro solo agli USA e al Regno Unito.

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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Ottima domanda, il modello Bloom funziona negli USA perché lì il gas costa pochissimo. In Italia il gas costa circa 4 volte tanto. Quindi a parità di efficienza, il solo costo del combustibile per produrre energia passa da circa 2 a circa 9 centesimi per kWh. Così il vantaggio "fuel cell contro rete" quasi sparisce. Quello che resta in piedi da noi non è il prezzo, è la velocità, ti costruisci la centrale per avere energia ORA, saltando una coda di connessione dove su 69 GW richiesti se ne realizzano 2-3. Si paga il gas caro pur di non restare senza potenza.
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Gianluca Rizzo
Gianluca Rizzo@g_rizzo76·
@Simne1core Negli USA stanno affrontando il problema anche con le celle a combustibile con fornitura in DC (soprattutto di Bloom Energy) .. Sarebbe interessante capire se il business starebbe in piedi anche con i costi del gas italiani, per alimentare le celle a combustibile ..
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
🇪🇺 Stessa storia in Europa e i numeri fanno impressione. In Italia sono stati richiesti 69 GW di connessione alla rete per data center. Più del picco di consumo elettrico dell'intero Paese (~60 GW). Il gas on-site negli USA è il sintomo. La malattia è la stessa ovunque 👇⚡
Tracy Shuchart (𝒞𝒽𝒾 )@chigrl

Data center developers plan to deploy on-site natural gas power plants to avoid waiting for a grid connection. Nearly 124 gigawatts of on-site gas power is planned for US data centers (BNEF)

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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Tesla e Waymo sono due scommesse opposte, Waymo è un Livello 4 vero (lidar+radar+telecamere, compute ridondante, niente conducente), Tesla punta su camera-only e chip AI4, si più scalabile ma più difficile da certificare. Sui paesi UE attenzione a cosa è stato approvato. È FSD Supervised, cioè Livello 2 (guida assistita, conducente sempre responsabile). Paesi Bassi l'hanno approvata Estonia e Lituania riconosciuta Danimarca però no ed è tra i nordici che hanno sollevato obiezioni, non un'approvazione..
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Andrea Fronzi
Andrea Fronzi@andreafronzi·
@Simne1core Analisi molto seria - come sempre - e oggettiva senza bias. Come vedi il ruolo di Tesla e il fatto che alcuni stati EU hanno approvato la guida assistita Livello 2 (Paesi bassi, Danimarca, Estonia, Lituania)?
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Grazie mille, apprezzo moltissimo. Ringrazio tutti quelli che interagiscono in modo educato, compreso te. 100K followers? Beh sarebbe in primis una grande responsabilità, di cui sarei sicuramente grato. Fornire dati e contesto con idee per aumentare la conoscenza e la consapevolezza di cosa succede é fondamentale, e i dati a supporto ci offrono sempre una lettura oggettiva e non soggetta a troppe interpretazioni. Sul libro, preferisco le sfumature, servono entrambi nel mix energetico, la sfida più grande è capire in che quantità.
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Francesco Tremari
Francesco Tremari@FrancescoTrema1·
@Simne1core @thefoll54684808 Simone, tu sei una persona rara su Twitter; sono contento di aver scoperto il tuo account: una miniera di informazioni. Dovresti avere 100.000 followers Dovresti scrivere un libro su nucleare vs. rinnovabili; te lo comprereri subito!
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Stanotte una startup americana ha spento di proposito tutti i sistemi di raffreddamento del suo reattore nucleare. E poi se n'è andata a guardarlo. Non è un incidente. È il test più importante che un reattore possa affrontare. Vi spiego cosa stanno dimostrando👇⚡
Atoms Not Bits@AtomsNotBits

BREAKING: @valaratomics has begun a loss-of-forced-cooling test on its Ward 250 nuclear reactor, shutting off all powered cooling and simulating a total electrical failure. The plant has been fully de-energized, and all electrical systems are offline. Valar will monitor the reactor over the next several days as it relies solely on passive systems to remove decay heat, testing one of the most critical failure modes in nuclear power.

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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Confermo e preciso che per le barre di controllo non era un difetto di fabbricazione, ma di progettazione, le estremità in grafite aumentavano la reattività all’inserimento (effetto "positive scram"). Riguardo al test era un test di sicurezza (simulazione blackout), ma gli operatori violarono i protocolli: - Disattivarono sistemi di emergenza - Portarono il reattore a bassa potenza instabile (dove il coefficiente di vuoto era positivo) - Su ordine dei capi partito, per dimostrare che il reattore poteva funzionare senza alimentazione esterna. Risultato, beh lo conosciamo. Ma il punto chiave è che i reattori moderni (SMR, Ward 250) non hanno questi difetti.
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Francesco Tremari
Francesco Tremari@FrancescoTrema1·
@Simne1core @thefoll54684808 E se non sbaglio quei pazzi di "responsabili" di Chernobyl fecero il test per produrre piu' energia di quanto quel reattore potesse tirar fuori, su direttiva dei capi partito
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Marcello, il vero problema non è proteggere lo status quo, ma non avere le competenze per il futuro. In energia, i cambiamenti sono inarrestabili e urgenti: -Elettrificazione (+60% domanda al 2030, IEA) -Semiconduttori avanzati (SiC/GaN) -Diversificazione energetica Non serviranno tassisti che raccontano aneddoti, ma ingegneri che progettano infrastrutture per settori che si rivoluzionano e tecnici che le mantengano operative, con sempre un occhio maggiore alla sicurezza. La politica deve incentivare lo sviluppo e i dati servono proprio a capire quanto e dove.
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Marcello
Marcello@MarcNico26·
@Simne1core Ho solo un'osservazione: nascono lavori nuovi. Vero, ma spesso è difficile riuscire ad aggiornare persone di una certa età. Certo è un fenomeno generale e la politica dovrebbe occuparsi di queste cose piuttosto che di altre.
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
📚Fonti: • Dati sicurezza: Waymo Safety Impact Hub, studio peer-reviewed su 56,7 mln miglia • Costi e mercato: Goldman Sachs, BCG • Impatto lavoro: studio su Research in Transportation Business & Management • Europa e Italia: Chamber of Progress, regolamento UE 2019/2144
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Simone Scavo
Simone Scavo@Simne1core·
Se una tecnologia può salvarne anche solo una parte, ignorarla per paura non è prudenza. È rinuncia. Coi numeri si decide. Con gli slogan si resta fermi. (I dati del 2025 usciranno a luglio 2026)
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