Maurizio Audone

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Maurizio Audone

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@MAuADV

Don't worry, be happy.

Italy Beigetreten Mart 2010
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@GiovaQuez Che poi i Corner store aperti in ore assurde sono spesso gestiti da indiani, pakistani, sudamericani … gente che ICE non gradisce.
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Giovanni Rodriquez
Giovanni Rodriquez@GiovaQuez·
Trump: “Cosa è un corner store? Chi diavolo ha scritto questa roba?” Presidente del popolo...
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@dorinileonardo Ma i Queen sono prima dei Joy Division , vuoi mettere? Che poi uno fa la sua personalissima classifica d vuole condividerla. Per litigare?
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@ultimoranet Ma ci sta, di che vi stupite? Avete ascoltato l’originale? Cita “… egli è il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti”, perfetta per una missione di recupero. Basta citare la fonte giusta. 😎
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Ultimora.net
Ultimora.net@ultimoranet·
Durante una funzione religiosa al Pentagono, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha citato come fosse un versetto biblico la famosa frase di Samuel L. Jackson in Pulp Fiction (“Ezechiele 25:17”), che in realtà è inventata. Hegseth ha detto che questa “preghiera” era stata recitata da una squadra impegnata nel recupero dei piloti che si sono eiettati da un jet abbattuto giorni fa dall’Iran
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@TV2000it Trump che può uccidere un capo di stato religioso (ayatollah) non si fa certo scrupolo di contrastarne verbalmente un altro (papa).
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Tv2000.it
Tv2000.it@TV2000it·
🔴#DiBellasul28 Romano #Prodi a #Tv2000: “L’attacco di #Trump a #PapaLeone è roba da matti". 👉Le parole dell'ex premier: "Non immaginavo che oggi fosse possibile quello che avveniva nel Medioevo o l'ultima volta con Napoleone, cioè l'idea dello Stato che si impone sulla Chiesa e che faccia quello che vuole di fronte alla Chiesa stessa. Questo era inimmaginabile, ho pensato che fosse un colpo di scena. In tutte le altre intemerate di Trump intravedevo sempre un problema di interesse ma in questo caso vedo solo una vanitosa follia, cioè essere superiore a qualsiasi autorità, anche indipendentemente dal proprio interesse politico. Una vanità pericolosa”. 📲Rivedi la puntata su #Play2000 #16aprile #Usa #CasaBianca #DonaldTrump #StatiUniti #PapaLeoneXIV #Papa #Pontefice @AntDiBella @vinmorgante
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Matteo Zorzoli
Matteo Zorzoli@teozorzoli·
@Claplaz Per la cronaca Opening Week è settimana prima dell’inizio del torneo
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Collin Rugg
Collin Rugg@CollinRugg·
NEW: President Trump says the McDonald’s DoorDash delivery to the White House was a “little tacky” but is necessary to win election landslides. “I mean, to be honest, it was a little tacky...” “I mean, we do these things in politics. They're a little embarrassing. They're a little tiny embarrassing, but we do 'em and you win by landslides.”
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@marcocattaneo @carloalberto Poiché non credo che queste performance non siano preparate, mi incuriosisce e intriga tantissimo cercare il filo. Non credo umanamente possibile generare in un modo casuale. un così alto numero di cazzate coordinate. Goliardia?
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@meloccaros @eleonora_aloise @SK__Tennis Perdonatemi ma questi sono a caccia di popolarità. Che senso ha sollecitare risposte a domande che il senso non ce l’hanno? È ora di finirla con questi sedicenti giornalisti, dai!
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Sportskeeda Tennis
Sportskeeda Tennis@SK__Tennis·
Carlos Alcaraz and Jannik Sinner could have beaten prime Rafa Nadal on clay! 💥 Agree or disagree? 🟢🔴
Sportskeeda Tennis tweet media
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@schtennis Ma il patrimonio di Sinner è una notizia di sport? Quel che mi fa sorridere è che articoli del genere non accrescano minimamente il patrimonio dei giornalistoni che li scrivano.
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@colvieux Il problema per me non è solo Trump. È che se lo “impicciano” può diventare presidente Vance! Dalla padella nella brace con tutto l’olio.
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@MMmarco0 Ai tempi in cui non c’erano gli autolavaggi non se ne accorgeva nessuno. 😎 E poi, quelli che andavano nel deserto dal Sahara per portarsi a casa la sabbia hanno risolto. Ah, no non è sabbia.
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Marco M.M.
Marco M.M.@MMmarco0·
Ma davvero siamo arrivati a stupirci della sabbia del Sahara nei nostri cieli? Vedo titoli e servizi che la raccontano come fosse qualcosa di eccezionale. Non lo è. La sabbia del Sahara non è un complotto. È meteorologia. E un po’ di serietà non guasterebbe. È un fenomeno noto e relativamente frequente: correnti meridionali come lo scirocco sollevano polveri dal Nord Africa e le trasportano nel Mediterraneo. Quando poi arrivano le piogge, quelle particelle si depositano su auto e superfici. Tutto qui. Nessun mistero. Il pulviscolo desertico può dare fastidio e peggiorare la qualità dell’aria, soprattutto perché aumenta il particolato atmosferico. Quello che non è corretto dire è che sia una sorta di “sabbia tossica misteriosa” o qualcosa di anomalo. È un fenomeno naturale noto da sempre. Il problema non è il pulviscolo. È il racconto che se ne fa. Perché trasformare un fenomeno normale in qualcosa di straordinario non è informazione: è solo un modo per inseguire attenzione, alimentare confusione e, ogni tanto, strizzare l’occhio a teorie che non esistono.
Marco M.M. tweet media
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@dariodivico Perché non dovrebbe esserlo? Ci dica che ne pensa lei eventualmente. Bella però questa tecnica di fare domande a capocchia.
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dario di vico
dario di vico@dariodivico·
Cirio, Fontana, Bucci, Sala, Lo Russo e Salis lanciano la candidatura del Nord Ovest (Piemonte, Liguria e Lombardia) per le Olimpiadi estive “diffuse” del 2036. La considerate una proposta credibile?
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@AndreaBitetto @noth2loos @annapaolaconcia @Ile2S Scusate, solo per capire, povertà, sofferenze, guerre sono problemi temporali che non dovrebbero riguardare i religiosi? Sullo stato proprio possiamo discutere considerando Israele, Iran, ecc. Forse però si sta perdendo il senso della misura.
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Andrea Bitetto 
Andrea Bitetto @AndreaBitetto·
@noth2loos @annapaolaconcia @Ile2S Io sono oramai uno dei pochi superstiti laicisti : per la nostra scuola i papi non dovrebbero parlare di temi che riguardano il profilo temporale . Per questo non avevano e non hanno bisogno di uno Stato proprio . Poi però arrivò la buonanima …
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3bypass+pacem.
3bypass+pacem.@noth2loos·
Era proprio necessaria la blasfemia? Mi domando che ne pensa @annapaolaconcia, onesta intellettualmente. @Ile2S @AndreaBitetto
Mary Scrofani@MaryScrofani

@jimmomo @Capezzone @tempoweb Il commento del lungimirante Punzi è il più giusto, Trump ha sicuramente esagerato attaccando il Papa frontalmente fornendo un assist ai suoi oppositori ( media in primis), ma le critiche di Donald sono politiche per un atteggiamento troppo morbido verso il regime iraniano!

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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@jmgmoron Bella questa analisi. Piccolissime differenze che caratterizzeranno tutti gli incontri fra i due fenomeni.
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José Morón
José Morón@jmgmoron·
No fue el mejor día de Carlos, eso está claro, pero queda en él y su equipo saber descubrir qué fue lo que le faltó en Montecarlo para intentar corregirlo de cara a la próxima vez que se crucen en tierra. ¿Será en Madrid? ¿Roma? ¿París? ¿Los tres torneos? Deseando ver el próximo y si hay cambio de ficha en el tablero por parte de Alcaraz y su equipo.
José Morón tweet media
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José Morón
José Morón@jmgmoron·
Repasando lo ocurrido ayer en Montecarlo, descubro una cosa que me deja totalmente FRÍO 🥶 Sinner aplicó un movimiento TÁCTICO diferente a los últimos duelos frente a Alcaraz. El murciano no supo reaccionar 😓 Os cuento lo que llevó a Carlos a perder ante Jannik 🔒
José Morón tweet media
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Brian Krassenstein
Brian Krassenstein@krassenstein·
There are only 3 options here. a) Trump is so stupid that he thinks that the image really did depict him as a doctor. b) Trump is completely senile now, and we should 25th Amendment him. c) Trump committed Blasphemy.
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@Arteymas_ C’è l’ho. Devi fare un corso per aprirlo ma è geniale. Grande paese l’Uzbekistan.
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El Club del Arte 🎨📷📚🖼🕍🎼
Este es un típico soporte de libros uzbeko llamado Lauh, una pequeña obra de arte con madera que te permite leer de una forma cómoda… Un arte milenario que ha trascendido generaciones…
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@SandroRossi_x Non discuto la validità di tutte le sue argomentazioni ma Trump è lì anche perché cerchiamo di capire tutti i peggiori disadattati. Minacciare la distruzione di un popolo è inaccettabile e basta! Senza discussioni! La civiltà americana è comunque distrutta.
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
“Un’intera civiltà morirà stanotte”   C’è una frase che il mondo ha letto, commentato per qualche ora e poi dimenticato. Trump l’ha scritta su Truth Social il 7 aprile 2026, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum all’Iran: “Un’intera civiltà morirà stanotte. Non vorrei, ma è probabile”. Novanta milioni di persone liquidate in due righe, con la stessa sintassi con cui si annuncia un temporale.   Il Papa l’ha definita inaccettabile. Qualche giornale ci ha fatto un titolo. Poi è arrivata la tregua, il petrolio è sceso, le borse hanno tirato il fiato, e la frase è scivolata via. Come se non fosse successo niente. Come se il presidente degli Stati Uniti non avesse appena evocato, pubblicamente, la cancellazione di una delle civiltà più antiche della Terra.   Fermiamoci un momento su cosa significa “un’intera civiltà”. L’Iran non è il regime degli ayatollah. È la Persia. È Persepoli, Ciro il Grande, la prima dichiarazione dei diritti umani della storia. È la poesia di Hafez e Rumi, l’architettura di Isfahan, una tradizione matematica e scientifica che ha tenuto in vita il sapere greco quando l’Europa era nel buio. Tremila anni di storia. Trump ne ha evocato la fine in un post tra un insulto a un giornalista e un commento sul prezzo della benzina.   C’è chi legge queste uscite come strategia negoziale. L’iperbole come leva, la minaccia massima come tattica per ottenere concessioni. Trump lo ha fatto con la Corea del Nord, con il Messico, con la Cina. Ogni volta alza al massimo, poi tratta. Può darsi che anche questa volta fosse calcolo. Ma se lo era, la conclusione non è rassicurante: è peggiore. Perché significa che un presidente degli Stati Uniti ritiene accettabile usare la minaccia di sterminio di novanta milioni di persone come strumento ordinario di trattativa. Non come ultima risorsa in un momento estremo. Come tattica. Come routine. Significa che il linguaggio della distruzione totale è entrato nel repertorio normale della diplomazia americana. Questo non è un problema di Trump. È una trasformazione del ruolo stesso della leadership politica. Il fatto che funzioni, che produca risultati, che il mondo si adegui e tratti con chi parla così, dice più di qualunque analisi sulla persona.   La Casa Bianca si è affrettata a smentire l’opzione atomica. Vance, poche ore prima da Budapest, aveva parlato di “strumenti non ancora utilizzati che il presidente può decidere di usare”. La smentita è arrivata dopo, come sempre, a correggere ciò che era già stato detto. Il meccanismo è collaudato: si lancia la minaccia massima, si lascia che produca il suo effetto di terrore, poi si nega. L’importante è che l’idea sia entrata nella testa di tutti. Che novanta milioni di persone abbiano passato una notte chiedendosi se sarebbero state vive al mattino.   Guardiamo il comportamento, non le intenzioni. La scelta di un social network come canale. Il timing notturno. La costruzione quasi narrativa della frase, “non vorrei, ma è probabile”, che aggiunge suspense come in un copione televisivo. La totale assenza di linguaggio istituzionale, diplomatico, persino militare. Non è il comunicato di un comandante in capo. È il post di qualcuno che ha interiorizzato il ritmo della televisione e lo applica alla geopolitica nucleare. Nessun presidente americano, nemmeno nei momenti più tesi della Guerra Fredda, aveva mai comunicato così. Kennedy durante la crisi dei missili di Cuba usava canali riservati, calcolava ogni parola, sapeva che una frase sbagliata poteva innescare l’apocalisse. Trump pubblica l’apocalisse su Truth Social alle dieci di sera e ci aggiunge una clausola di suspense.   Il punto non è chi è Trump. Il punto è cosa ci dice il fatto che un profilo come il suo sia compatibile con l’accesso al massimo potere. Il figlio di un costruttore di Queens che ha ereditato un impero immobiliare solido e lo ha portato a sei bancarotte aziendali. Il New York Times ha documentato perdite per 1,17 miliardi di dollari in un decennio. Poi un reality show, The Apprentice, che ha costruito l’immagine del miliardario vincente dove i numeri raccontavano il contrario. Ventotto donne lo hanno accusato di molestie o violenza sessuale nel corso degli anni. Un rapporto con Jeffrey Epstein durato oltre quindici anni, documentato da foto, presenze agli stessi eventi, il nome nel “Black Book”, menzioni ripetute nei tre milioni di pagine degli Epstein Files pubblicati a gennaio 2026. Non esistono prove di coinvolgimento diretto nei crimini sessuali, e va detto con chiarezza. Ma questo è il profilo complessivo dell’uomo a cui un sistema politico ha consegnato i codici nucleari. La domanda non riguarda lui. Riguarda il meccanismo che lo seleziona e lo porta al vertice.   La risposta non sta nella psicologia di Trump. Sta nel sistema che lo ha prodotto. Un sistema che premia la visibilità sulla competenza, lo spettacolo sul giudizio, la capacità di occupare lo spazio mediatico sulla capacità di governare. Trump non è un incidente. È il risultato logico di quel sistema. E questo è molto più preoccupante di qualunque giudizio sull’uomo.   La civiltà persiana non è morta quella notte. La tregua è arrivata, i negoziati sono in corso in Pakistan, lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprirsi. Ma la frase è stata scritta. È stata pensata, digitata, pubblicata. Esiste. E il fatto che il mondo l’abbia già dimenticata è il vero problema. Non la frase. La normalizzazione. Il fatto che un presidente possa evocare la distruzione atomica di un paese e noi passiamo oltre, come si passa oltre un titolo qualunque nel flusso delle notizie.   Quando tra cinquant’anni qualcuno studierà questo periodo, non si chiederà cosa ha fatto Trump. Si chiederà cosa abbiamo fatto noi. Perché lo abbiamo lasciato dire. Perché non ci siamo fermati.
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Maurizio Audone
Maurizio Audone@MAuADV·
@max_ambesi Vedere che un grandissimo campione (non solo Jannick) dopo una impresa storica sia costretto a partecipare a incontri con individui assurdi e rispondere a domande insulse è terribile. Se poi pensi che capita a tutti alla fine di ogni match è tortura. Basta.
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Massimiliano Ambesi
Massimiliano Ambesi@max_ambesi·
"Mi hanno detto che hai cantato l'inno italiano, volevo sapere se era così e se ha avuto un significato particolare oggi?" Con tutto il rispetto, il senso del quesito quale sarebbe? e l'obiettivo? Sono il solo a pensare che si sarebbero potute formulare domande decisamente più interessanti e stimolanti per giocatore e pubblico?
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