Simone Angelini

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@SimoneAngelini4

Cerco sempre soluzioni tramite la logica🤔 Nafofella Filo Americano🇺🇲💝SLAVA UCRAINA 🇺🇦Alla larga putiniani novax e idioti vari #RussiaIsATerroristState 💩

Langley USA Inscrit le Kasım 2012
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Esercito di Cruciani
Esercito di Cruciani@EsercitoCrucian·
E intanto continua a sfilare la bandiera dei tagliagole di Gaza
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Camilla Conti
Camilla Conti@petunianelsole·
Le bandiere dell'Ucraina no. Le bandiere di Hezbollah sì.
Camilla Conti tweet media
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Azzurra Barbuto
Azzurra Barbuto@AzzurraBarbuto·
Si prega di notare la compostezza con la quale israeliani e iraniani manifestano. Nulla a che vedere con la violenza dei pro-Pal.
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Simone Angelini
Simone Angelini@SimoneAngelini4·
@mariannaaprile Sei solamente un inutile cazzara propal putiniana e senza cervello 💩💩💩💩💩💩
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Aldo Torchiaro
Aldo Torchiaro@aldotorchiaro·
Il 25 aprile è morto oggi. A Milano, a Roma, a Bologna Il 25 aprile è morto oggi. È morto a Milano, a Roma, a Bologna. Non nei libri di storia, non nella memoria nazionale, ma nelle piazze che avrebbero dovuto celebrarlo. È morto soffocato dall’odio, dalla violenza, dalla sopraffazione. I suoi assassini hanno scelto il rosso sangue come colore, non a caso. A Milano i rappresentanti della Brigata Ebraica, simbolo di quei combattenti ebrei che aiutarono a sconfiggere il nazifascismo, sono stati circondati, aggrediti, respinti. Nel giorno dedicato alla Liberazione, gli ebrei sono stati trasformati in bersaglio. Una vergogna che basterebbe da sola a misurare il degrado morale di una certa piazza. Li avrebbe definiti Enrico Berlinguer i «fascisti col fazzoletto rosso». Mai definizione fu più precisa. Perché il fascismo, quando ritorna, non sempre indossa la camicia nera. Talvolta cambia divisa, lessico, simboli. Ma conserva intatti i metodi: il branco contro il singolo, la minaccia contro il dissenso, l’odio etnico contro il diverso. Luigi Marattin lo ha detto con nettezza: «Per decenni ci siamo illusi di vedere il fascismo ovunque. Ora il fascismo si è fatto vivo, solo che ha la bandiera rossa. Fa sempre la stessa cosa: inveisce contro gli ebrei e aggredisce fisicamente chi non la pensa come loro». Emanuele Fiano ha denunciato l’orrore di una frase urlata contro la Brigata Ebraica: «Siete solo saponette mancate». Parole che arrivano direttamente dal vocabolario della Shoah, dal disprezzo nazista, dalla barbarie europea. Pronunciate in un corteo del 25 aprile. È un cortocircuito storico che fa rabbrividire. A Bologna una bandiera dell’Ucraina è stata strappata e allontanata con brutalità. A Roma sono stati aggrediti Matteo Hallissey e Ivan Grieco. Portavano il vessillo di un popolo invaso da un tiranno, quello dell’Ucraina aggredita da Vladimir Putin. Sono stati colpiti con spray al peperoncino, spinti, privati delle bandiere e costretti a ricorrere al Pronto Soccorso per aver sfilato il 25 aprile. Il copione è sempre lo stesso. I fasciati col fazzoletto rosso stanno con Vladimir Putin contro l’Ucraina, con Hamas contro Israele, con i Pasdaran contro gli iraniani che chiedono libertà. Stanno con tutti i satrapi, con tutti i tiranni, con tutti i liberticidi. Purché possano chiamarsi “anti-occidentali”. C’è una minoranza fanatizzata che per anni ha gridato al fascismo contro chiunque dissentisse. E oggi, mentre ne replica i comportamenti, pretende persino una patente morale. Aggredisce e si sente giusta. Esclude e si proclama inclusiva. Odia e si definisce resistente. Per questo serve un’inchiesta seria. Seria, documentata, senza sconti. Su ciò che è diventata l’ANPI in troppe piazze italiane. Su chi organizza, tollera, copre o minimizza questa deriva. Su quel che si muove dietro le quinte del nuovo fascismo: non quello immaginario, agitato come spauracchio da talk show, ma quello reale, muscolare, antisemita, antiucraino, antioccidentale. Quello che aggredisce gli ebrei, strappa le bandiere dell’Ucraina, manda i manifestanti al Pronto Soccorso e poi pretende ancora di chiamarsi antifascismo. No. La Resistenza non ha nulla a che vedere con questa miseria. Il 25 aprile appartiene agli italiani liberi, ai partigiani veri, agli ebrei che combatterono, ai democratici, ai liberali, ai socialisti riformisti, ai cattolici antifascisti. Non ai professionisti dell’intimidazione di piazza.
Aldo Torchiaro tweet media
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Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺
Solidarietà e un abbraccio fraterno a Matteo Hallisey, Ivan Grieco, Filippo Blengino e gli altri attivisti radicali aggrediti in piazza da militanti di Cambiare Rotta. Qualcuno ha già detto “Hallisey e gli altri sono dei provocatori!” Quale sarebbe la provocazione? Aver portato in piazza la grande ipocrisia di un pezzo della sinistra italiana (e non solo): non riconoscere che oggi nel 2026 l’invasore contro cui bisogna svegliarsi e combattere come i partigiani si chiama Vladimir Putin. Vergogna a chi dà ancora ospitalità a questi gruppi estremisti e filorussi. @matteohallissey @Ivan_Grieco @FilippoBlengino @Radicali
Matteo Hallissey@matteohallissey

Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire e ringrazio le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrermi. Ero lì pacificamente insieme a Ivan Grieco di Pulp Podcast e altri compagni radicali, tra cui il Segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono.

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Ivan_Grieco
Ivan_Grieco@Ivan_Grieco·
Sono immagini che sinceramente mi fanno piangere. Come cazzo è possibile che un signore non possa manifestare con queste bandiere? Ma siamo alla follia!
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Stefania Battistini
Stefania Battistini@StefaniaBattis4·
Almeno possiamo parlare di assunzione di responsabilità, visto che sappiamo chi è la persona che ha estromesso dalla manifestazione a Bologna un anziano figlio della resistenza solo perché portava la bandiera di un popolo invaso e oppresso, sotto occupazione
Massimiliano Coccia@maxcoccia

Ma soprattutto chi è il tizio che ferma ed estromette dal corteo l’attivo pro-Europa e pro-Ucraina? È Giacomo Marchetti, di Contropiano.org, un giornalaccio on-line russobruno. Marchetti è fan del regime della Corea del Nord. Qui una sua corrispondenza: contropiano.org/altro/2019/10/…

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RobertoRedSox
RobertoRedSox@RobertoRedSox·
Che fastidio, che fastidio, Che fastidio quel ragazzino spocchioso che deride il vecchietto mentre il suo compare che si crede il PADRONE del #25Aprile gli impedisce di passare. Che fastidio, che fastidio.
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Francesco Venier
Francesco Venier@checovenier·
Picierno è l’ultimo baluardo contro la deriva illiberale e anti occidentale del PD.
Pina Picierno@pinapic

Ho sentito @TinoFerrari1, l’attivista aggredito durante il corteo del 25 aprile a Bologna solo perché sventolava le bandiere dell’Europa e dell’Ucraina. Oltre a ringraziarlo e abbracciarlo virtualmente, ho voluto invitarlo a nome mio e del Parlamento Europeo alla Festa dell’Europa che si terrà in Campidoglio, a Roma, il prossimo 8 maggio con @EP_President Sarà un grande onore averlo con noi, ringraziarlo di persona per il suo esempio luminoso perché non basta dire “siamo europei”: dobbiamo decidere che tipo di Europa vogliamo. E l’Europa che vogliamo ha bisogno del coraggio di Tino Ferrari e di chi come lui difende la democrazia e la libertà. 🇪🇺🇺🇦

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Pina Picierno
Pina Picierno@pinapic·
Ho sentito @TinoFerrari1, l’attivista aggredito durante il corteo del 25 aprile a Bologna solo perché sventolava le bandiere dell’Europa e dell’Ucraina. Oltre a ringraziarlo e abbracciarlo virtualmente, ho voluto invitarlo a nome mio e del Parlamento Europeo alla Festa dell’Europa che si terrà in Campidoglio, a Roma, il prossimo 8 maggio con @EP_President Sarà un grande onore averlo con noi, ringraziarlo di persona per il suo esempio luminoso perché non basta dire “siamo europei”: dobbiamo decidere che tipo di Europa vogliamo. E l’Europa che vogliamo ha bisogno del coraggio di Tino Ferrari e di chi come lui difende la democrazia e la libertà. 🇪🇺🇺🇦
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Visegrád 24
Visegrád 24@visegrad24·
A Ukrainian soldier burns a billboard reading “We are one people with Russia” using Molotov cocktails The video was first published during the Ukrainian counteroffensive in the Kharkiv region on territories liberated by the AFU.
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Special Kherson Cat 🐈🇺🇦
🔥🛢️ Right now, one of Russia’s largest oil refineries, Yaroslavl oil refinery, with an annual capacity of around 15.7 million tons, is under attack. 700 km from the front line.
Special Kherson Cat 🐈🇺🇦 tweet media
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MisterChiton
MisterChiton@BastardChiton·
Premier polacco Tusk: “La Russia si prepara a ulteriori atti di aggressione. Lo sappiamo. Non possiamo fermarci solo alle dichiarazioni, alle garanzie e trattati. Dobbiamo prendere decisioni pratiche sulla sicurezza del nostro confine, decisioni europee.”
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