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@66simona99

S.S. Lazio 1900 Ad victoriam...🦅

Roma, Fiuggi Katılım Ekim 2014
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Giovanni
Giovanni@GiovyDean·
@fratotolo2 @lauraboldrini Quando si parla di immigrazione, è difficile stabilire chi sia il politico peggiore del Paese, vista la spietata concorrenza. Devo però ammettere che, per quanto gli altri si impegnino, @lauraboldrini resta una fuoriclasse della materia.
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Maria Carmen
Maria Carmen@Ci1812·
Ma quanta gente tollerante, quando a perdere le gambe sono gli altri!
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Donatella Chiodi
Donatella Chiodi@ChiodiDonatella·
C'è una donna di 55 anni in un letto di ospedale che rivorrebbe le sue gambe. Parlateci di lei. Del suo dramma. Della sua vita rovinata. Che di quello che vuole questo infame non ce ne frega un cazzo. #Modena
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mimmamax2
mimmamax2@mimmamax296736·
@ultimoranet Quindi un privilegiato a cui è stata data la cittadinanza prima dei 18 anni come invece prevede la legge..questo significa che più gli fai favori e più ti odiano..#Modena
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Federico II 🇮🇹🇬🇷🇩🇪
@ultimoranet finita la leggenda che dare cittadinanze permette l'integrazione. No,loro vogliono la cittadinanza ma continueranno a sentirsi altro. E fanno bene,è naturale. Chi è contro natura siamo noi. Che finisca questo scempio. Remigrazione
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 Roberto Riccardi Otto corpi a terra, ma tanto è solo un povero matto. La solita diagnosi. La psichiatria assolve, la politica ringrazia, il dibattito si chiude. Siamo a Modena, cuore dell'Emilia, sabato pomeriggio. El Koudri, 31 anni, marocchino naturalizzato italiano, laureato in economia, ha lanciato la sua auto a cento all'ora sui marciapiedi del centro, per colpire più persone possibile. Sceso dall'auto, ha impugnato un lungo coltello e ha colpito chi provava ad aiutarlo. Una donna di 55 anni ha perso entrambe le gambe. Quattro feriti versano in condizioni gravissime. Lo hanno fermato i passanti, non lo Stato. Quattro cittadini con il coraggio che le istituzioni non trovano da decenni. E il primo riflesso dell'informazione italiana è stato cercare la sua cartella clinica. El Koudri era stato in cura psichiatrica. Non trovava lavoro. Si sentiva "bullizzato". Un laureato di 31 anni che usa il lessico dell'adolescenza per giustificare una strage. Con questa triade si pretende di chiudere il caso prima che qualcuno debba aprire il problema terrorismo. El Koudri era laureato. Come erano laureati o integrati gli attentatori della metropolitana di Londra nel 2005: un insegnante di sostegno, un figlio di imprenditori, stimati nelle rispettive comunità. Cinquantadue morti. Il titolo di studio non è mai stato un vaccino contro la radicalizzazione. È un altro alibi che serve a non guardare dove fa male. Perché lo "squilibrato" è il nuovo "caso isolato". La formula si è evoluta, adattata ai tempi. Se è matto non è terrorismo; se non è terrorismo non è un problema di integrazione; se non è un problema di integrazione la politica migratoria resta sacra e chi la interroga è un razzista. Catena logica perfetta nella sua funzione: non cambiare nulla. Ma il gesto di El Koudri non è il gesto caotico di chi perde il controllo. È un protocollo: auto sulla folla ad alta velocità, massimo danno ai pedoni, fuga a piedi con arma bianca. Lo psichiatra spiega il perché individuale. L'analista di sicurezza riconosce la firma collettiva. In Italia si preferisce lo psichiatra: costa meno alla coscienza. Il catalogo europeo andrebbe letto per intero, una volta sola, in silenzio, da chi ancora parla di casi isolati. A Nizza nel 2016 un nordafricano con passaporto francese guidò un camion sulla Promenade des Anglais: 86 morti. A Barcellona nel 2017 un furgone sulla Rambla: 16 morti, marocchini di seconda generazione cresciuti in Catalogna. A Bruxelles le bombe in aeroporto e nella metropolitana: 32 morti, belgi nati da famiglie marocchine. A Manchester un figlio di libici accolti come rifugiati si fece esplodere tra i ragazzini di un concerto: 22 morti. A Solingen nell'agosto 2024 un siriano accoltellò tre persone a un festival. A Magdeburgo, quattro mesi dopo, un saudita lanciò l'auto sulla folla del mercatino di Natale. Tutti squilibrati? Tutti soli? Tutti lupi solitari che per pura coincidenza cacciano la stessa preda con lo stesso metodo? Va detto con nettezza, prima che qualcuno provveda a confondere le acque: la stragrande maggioranza dei musulmani in Europa vive in pace, lavora, rispetta le leggi. Non è in discussione e chi sostiene il contrario mente. Ciò che è in discussione e che nessuno vuole affrontare, è un problema strutturale di compatibilità tra una lettura letterale del testo coranico e i fondamenti della democrazia liberale. Il cristianesimo ha attraversato la Riforma, l'Illuminismo, due secoli di secolarizzazione. L'islam dominante quel percorso non lo ha compiuto. Non è un giudizio morale: è un dato storico. E la storia presenta il conto, puntuale, da Nizza a Modena. Da un lato il lupo solitario con il protocollo. Dall'altro le baby gang delle seconde generazioni che hanno fatto della violenza di strada un'identità: li chiamano maranza, come se un nome nuovo potesse rendere il fenomeno meno grave. Due sintomi, una sola causa. Karl Popper scrisse che la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. A sinistra lo citano contro ogni rigurgito fascista, e fanno bene. Ma lo si applichi anche al fondamentalismo islamico, oppure si ammetta che il paradosso di Popper è a uso ideologico esclusivo, buono per i convegni e inutile per i marciapiedi. L'islam è la più grande confessione religiosa non cattolica presente in Italia a non avere firmato l'intesa prevista dall'articolo 8 della Costituzione. Valdesi, ebrei, buddhisti, induisti, ortodossi: tutti hanno accettato il patto con lo Stato. L'islam no. Eppure opera con una libertà che chi ha firmato non si sogna: moschee abusive in garage e capannoni che nessuno chiude, spazi concessi da sindaci compiacenti, candidature nelle liste del PD per intercettare il voto comunitario. Il paradosso è compiuto: l'unica religione che rifiuta le regole del gioco democratico è quella che gode della massima tolleranza. Il premio va a chi non firma. Dopo Pearl Harbor gli americani internarono 120.000 persone di origine giapponese, due terzi cittadini a pieno titolo, ma possibili nemici o quinte colonne per provenienza. Non potevano più fidarsi e lo fecero per controllare ed evitare attentati. Fu lo stesso un'infamia, riconosciuta mezzo secolo dopo. All’opposto, oggi l'Europa non riesce a sorvegliare un singolo musulmano con precedenti psichiatrici conclamati e segnali di allarme leggibili a chiunque non volesse girarsi dall'altra parte. Tra l'internamento di massa e il nulla assoluto esiste uno spazio enorme. Si chiama prevenzione. Nessuno ha il coraggio anche solo di parlarne, figurarsi poi di occuparlo, perché significherebbe ammettere che il problema esiste. Sabato pomeriggio, mentre una donna perdeva le gambe su un marciapiede del centro di Modena, i siti di informazione titolavano: "Auto sulla folla a Modena". Soggetto grammaticale: l'automobile. E l'autore: un italiano. Perché i principali organi di informazione si sono affrettati a definirlo tale, come se il passaporto cancellasse tutto il resto. Ma avere la cittadinanza non significa possedere un pezzo di carta. Significa avere fatto propria la cultura del Paese che la concede. E il problema sta tutto qui. In una sinistra globalista che quella cultura non solo la rigetta, ma opera per diluirla e annullarla del tutto. Fa pensare che il fatto sia accaduto nel cuore della regione più rossa d'Italia. Quella che ha inventato i tortellini halal, mantenendone il nome ma svuotandoli di ciò che li rende tortellini: il maiale. La stessa operazione compiuta sulla cittadinanza: si mantiene la parola, si cancella il contenuto. Nella terra del tortellino la carne halal entra nelle mense scolastiche, nessuno si oppone a chi protesta contro i simboli della tradizione emiliana e il ramadan si festeggia in piazza. L'Emilia che predica integrazione ha integrato a senso unico: non lo straniero nella cultura italiana, ma l'Italia nella rinuncia a sé stessa. Il giornalismo italiano è morto per overdose di conformismo, sepolto sotto il terrore di essere accusato di sciacallaggio da chi ha costruito carriere sulla rimozione della realtà. Chi dice pane al pane e vino al vino viene messo alla gogna. Ma lo sciacallo non è chi nomina il problema. È chi lo copre di silenzio perché nominarlo potrebbe costare un invito in meno al salotto giusto. Una donna a Modena non camminerà più. Le hanno strappato le gambe. A questo Paese stanno strappando la vista. E chi prova a restituirgliela viene chiamato razzista da chi non ha mai dovuto schivare un'auto sul marciapiede.
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P di Pastiglia
P di Pastiglia@BolliniAnna·
Chiamarlo italiano è un’offesa a noi italiani
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DelPapaMax64
DelPapaMax64@DelMax64·
Non gli ha urlato, tentando di finirlo a coltellate, Allah akhbar, ma "andiamo al bar". Hanno ragione il sindaco di Modena, il governatore emilianromagnolo e calenda: paese di sciacalli, brutta gente. E poi quel Signorelli che s'è immischiato a fare? Ah, già: cercava visibilità.
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Azzurra Barbuto
Azzurra Barbuto@AzzurraBarbuto·
Non tutti gli islamici sono terroristi. Ma tutti i terroristi sono islamici.
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Friederik dür e mattö 🧱
In Europa negli ultimi anni è successo diverse volte che un’auto si lanciasse a tutta velocità sulla folla. Nel 100% dei casi il guidatore era un immigrato. Non il 99% ma proprio il 100%.
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Paolo
Paolo@PainAvalanche·
Qualcuno mi spiega la rilevanza pubblica della laurea in economia del terrorista di Modena? Perché viene citata in continuazione? Per dirci che è un terrorista colto?
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RICCARDO GALLI
RICCARDO GALLI@RiccardoGalli77·
Nemmeno il giorno del mio compleanno mi avete regalato una soddisfazione, no macché!!!🤍🩵
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Matteo Brandi
Matteo Brandi@MattBrandiReal·
Siamo messi talmente male che l'unica speranza è che il "laureato in economia" venga almeno multato per essere entrato nella ZTL.
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Francesca Totolo
Francesca Totolo@fratotolo2·
Non basta un pezzo di carta (la cittadinanza italiana), essere nato e cresciuto in Italia, e nemmeno una laurea per integrare chi proviene da culture non assimilabili. Oggi, per l’ennesima volta, l’ideologia progressista è stata mandata a quel paese.
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Teodolinda da Tromboforte
Teodolinda da Tromboforte@LumpyCosmicLady·
Tu vivi una vita dedicandoti allo studio, la famiglia, il lavoro. Poi un negro di merda ti investe un sabato pomeriggio qualsiasi.
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Emerenziano Paronzini 🇱🇮🌳
"Uomo" "L'autista" "Un trentenne" "Italiano di seconda generazione" Nell'informazione l'omissione è censura. #Modena
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DelPapaMax64
DelPapaMax64@DelMax64·
1 non è terrorismo 2 è depresso 3 ha problemi psichici 4 è italiano 5 è lui La vera vittima 6 non creiamo allarmismi 7 no al razzismo 8 no al fascismo 9 no alla trasfobia 10 stop al patriarcato 11 meloni riferisca in Parlamento
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9 GENNAIO🦅1900
9 GENNAIO🦅1900@IXgennaio1900·
Solo una tifoseria composta per l'80% da calabresi e da apolidi calcistici, come gli interisti, può fischiare uno dei più grandi campioni di questo sport, reo di aver onorato il gioco che amiamo da sempre. Grande @_Pedro17_ è stato un onore averti potuto vedere con la mia maglia.
9 GENNAIO🦅1900 tweet media
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