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LA GESTIONE DELLA PANDEMIA IN SENATO: IL CONTROLLO E LA PAURA
Non è stata solo una pandemia. È stato un esperimento di controllo. Un progetto globale che ha trasformato la medicina in amministrazione, la scienza in propaganda e i cittadini in sudditi disciplinati.
Il Covid è stato la più grande prova generale di gestione delle masse della storia moderna. Tutto è iniziato nel caos, ma quel caos è diventato metodo. Si è imposto il dominio della paura, ripetuta, misurata, alimentata ogni giorno da numeri e decreti. I morti contati in diretta, le conferenze stampa serali, la retorica dell’emergenza: un linguaggio uniforme, pensato per immobilizzare la mente collettiva.
La medicina non curava più, amministrava. I protocolli sostituivano il pensiero, le circolari il giudizio clinico. Il medico divenne un esecutore, non un osservatore. Chi curava fuori schema veniva sospeso, chi dubitava marchiato come negazionista. Il dissenso fu trattato come malattia da estirpare.
La paura è stata il primo farmaco di massa. Ha paralizzato la razionalità, ha reso accettabile l’assurdo: la chiusura delle scuole, l’isolamento degli anziani, l’idea che si potesse vietare il contatto umano “per il bene comune”. La popolazione fu rieducata alla distanza, all’obbedienza, al silenzio.
Le autopsie, il metodo clinico, la discussione scientifica, tutto ciò che definisce la medicina vera, vennero sospesi. Si doveva solo credere. Il pensiero critico era un rischio, la verifica un reato. Le decisioni scendevano dall’alto, spesso contraddittorie, ma sempre giustificate con una parola magica: sicurezza.
Si crearono nuove gerarchie: chi poteva parlare e chi doveva tacere. Si censurò in nome della verità, si punì in nome della scienza, si mentì in nome della salute. In pochi mesi il mondo libero divenne un laboratorio di controllo comportamentale.
Ci dissero che era per la sicurezza di tutti. Ma la sicurezza, in quei mesi, fu la nuova frontiera della discriminazione.
Mentre si celebravano gli eroi in camice, nei reparti si chiudevano le porte ai malati cronici, ai fragili, ai non conformi. La medicina si trasformò in un filtro morale. Curava chi aveva il documento giusto, non chi aveva bisogno.
Chi non possedeva un Green Pass non era più un cittadino, ma un sospetto. Non poteva entrare in ospedale, non poteva accompagnare un genitore, non poteva donare il sangue o ricevere un trapianto. Persone già malate vennero lasciate sole, come se la salute fosse una concessione e non un diritto.
Nelle oncologie, le terapie venivano rinviate o sospese. I reparti di riabilitazione si svuotavano. L’assistenza domiciliare sparì. Per mesi, la medicina smise di essere cura e divenne controllo.
In quei giorni, le immagini che circolavano parlavano un linguaggio surreale: personale sanitario che ballava, mentre pazienti reali morivano di abbandono, di solitudine, di ritardi evitabili. La realtà era più dura: i protocolli avevano sostituito il pensiero, i regolamenti la compassione.
Non è accettabile che in un Paese civile si neghi l’accesso alle cure in base a un codice digitale. La salute non può essere subordinata all’obbedienza
Le tecnologie digitali completarono l’opera. Il Green Pass, presentato come misura sanitaria, divenne uno strumento di selezione sociale. Un codice QR decise chi poteva entrare, lavorare, viaggiare, curarsi. Era la medicina trasformata in algoritmo.
La pandemia ha mostrato come il potere possa usare la salute come leva politica. Non per proteggere, ma per dirigere. Non per informare, ma per addestrare. Si è costruita una società della sorveglianza travestita da civiltà del benessere.
Oggi, in Senato, le prime verità cominciano ad affiorare. Si parla di errori, ma gli errori non bastano a spiegare un sistema così preciso, così coerente nella sua deriva. Dietro la confusione apparente, c’era un disegno: centralizzare, controllare, uniformare.
Massimo Fioranelli, cardiochirurgo e medico di medicina integrata (Tramite Fiorangela Altamura)

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Lo sentite anche voi quel rumore metallico che fa perdere la speranza?
Riccardo Romani@RRomani1973
Agghiaccianti le dichiarazioni di #Gismondo sulle autopsie negate. “I miei colleghi rianimatori dicevano: quando intubi un paziente è come se andassi a sfondare un calcestruzzo. Erano i coaguli. L’autorizzazione a eseguire le autopsie arrivava quando il malato era già incenerito”
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Avrebbero potuto tranquillamente dire che non conoscevano una sola parola di quanto diceva Kirk (niente di grave).
Avrebbero potuto informarsi. Sarebbe anche il loro lavoro...
E invece hanno preferito dire che un evangelico moderato era un fascista che meritava di morire. E quando gli hanno chiesto un esempio hanno risposto: "Era contro l'aborto".
Cialtroneria & arroganza che si trasformano in accettazione dell'omicidio come in un film horror.
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Sapete cosa provoca l’attacco di un drone allo scafo di una barca?
La prossima volta, sarebbe meglio evitare di giocare con i razzi di segnalazione mentre ci si sollazza a bordo come in un qualsiasi centro sociale.
#GlobalSumudFlot

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Ricordiamo chi era e cosa diceva in TV il consigliere scientifico del ministro Speranza, Walter #Ricciardi: “I greenpass ci consentono di frequentare gli ambienti al chiuso, che sono quelli più rischiosi, essendo sicuri che chi è vicino a noi non è infetto e non può contagiarci”.
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Sapevano che era rischioso...ma #greenpass per salire sui mezzi pubblici anche a ragazzi di 14 anni. E no che non dimentichiamo...#26agosto #26agosto2025
La Verità@LaVeritaWeb
Il Cts: «Vaccino? Non scendiamo sotto la fascia 50-59 anni». E poi han fatto gli open day per i ragazzi
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“Lascienza è piatta. In quanto scienza non ammette opinioni, dubbi o perplessità, ergo non si discute. La verità scientifica è solo quella decisa da noi, scienziati illuminati e benedetti dai sacri media, pubblicata sulle nostre riviste e insegnata nelle nostre accademie, finanziate dalle infallibili aziende farmaceutiche che ci onoriamo di venerare. Una verità scientifica una volta da noi stabilita non può mai essere rimessa in discussione, meno che mai da pericolosi studi scientifici indipendenti.
Se un vaccino ha funzionato una volta, significa automaticamente che tutti i vaccini funzionano e chi ne dubita va inquisito come no-vax e condannato se non ritratta. Gli effetti collaterali non esistono, tranne quelli lievi, rarissimi e irrilevanti. Qualsiasi medico o scienziato che si permetta di contraddire la nostra verità scientifica va radiato. Penitenziagite!!!”
#ipsedixit
#scienzapiattisti


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I maiali di Davos stanno iniziando a mettere in giro articoli in cui spiegano che i boschi sono un problema perché producono CO2.
È chiara la strategia.
Hanno scelto un componente naturale dell'atmosfera da milioni di anni, hanno convinto masse di coglioni che sia nocivo per sottometterli a un sistema agghiacciante, da erigere sullo smantellamento di tutte le forme di produzione precedenti, in cui la mobilità, l'abitare, il cibo, le abitudini delle persone, perfino quelle sessuali, siano controllate dalle multinazionali che i maiali detengono.
Così, dopo averci spiegato che la guerra è pace, il coprifuoco libertà, i bivacchi accoglienza, il contante illegalità, la sovranità provincialismo, ora ci spiegano che il verde è inquinamento.
I plinti di cemento delle pale eoliche grandi come palazzi debbono sostituire le radici degli alberi, perché il verde è inquinamento.
Il pianeta è fatto di boschi?
Il pianeta nuoce al pianeta e noi maiali abbiamo la facoltà di distruggerlo.
Quando ti sveglierai, maledetto servo?
Quando sarai al nostro fianco per asfaltare questi figli di puttana?
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Anniversario. Il 21 luglio 2021 con un discorso sciagurato alla televisione di Stato Mario Draghi, Presidente del Consiglio, inganna gli italiani . Criminalizzava chi non voleva o non poteva inocularsi una sostanza genica mai sperimentata, non idonea a bloccare la trasmissione del virus, con queste esatte parole: “ non ti vaccini, ti ammali, muori, oppure fai morire. Non ti vaccini, t’ammali, contagi, lui lei muore. Questo è “ Parole tremende che parlano di omicidio volontario. La famiglie si spaccano, vecchie amicizie finiscono, comincia una spietata caccia a questi certi distributori di morte. Peccato che fosse una enorme, spropositata e inqualificabile bugia. Daniele Giovanardi.
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Votano il PD.
Subiscono per 15 anni il precariato introdotto dal PD.
Continuano a votare PD.
Firmano per un referendum sostenuto dal PD contro la legge fatta dal PD.
Il referendum è un autogol per il PD.
Si accorgono che esiste il precariato e dicono che se il referendum fosse passato saremmo tornati magicamente alla Scala mobile e all'Ina Casa di Fanfani.
Danno la colpa ai fascisti.
Proseguono a votare PD.
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