🇮🇹 Daniele Cavalera 🇮🇹

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@CavaleraDa35780

#Giornalista, #Scrittore, #OpinionMaker e #PsicoticoForense / appassionato di #Marketing Punto vista-mare sul mondo - seguo chi mi segue

Liguria, Italia Katılım Ocak 2025
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🇮🇹 Daniele Cavalera 🇮🇹
🇮🇹 Daniele Cavalera 🇮🇹@CavaleraDa35780·
La disonestà intellettuale della #Lucarelli e la sua polarizzazione estremista e sconsiderata, narcisisticamente rilevante, è una offesa per chi ha un briciolo di intelligenza nella media. Illazioni, storture della verità e diffamazione per un ragazzo ormai uomo: Stasi. La Lucarelli dimentica volutamente che #Chiara la notte tra il 12 e il 13 ha lavorato al PC (quello di Stasi), ma vuole manipolare i "babanassi" che prendono dalle sue labbra volendo mettere in bocca parole al povero Alberto che non ha mai detto. Devo continuare? Chi vuole intendere intenda. Le "capre" e le persone poco dotate intellettualmente vadano a finire nel burrone,dietro alla non più giornalista in questione. #Garlasco ##Sempio
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Carlo Canavesio
Carlo Canavesio@maskcarlo23·
@IlGauchoMilanes @SalisIlaria 28 anni per aver ammazzato 3 persone senza motivo invece dell'ergastolo a vita senza sconto di pena . Questa é l'Italia un paese farsa da operetta .
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Ilaria Salis
Ilaria Salis@SalisIlaria·
“Nella pietà che non cede al rancore, ho imparato l’amore.” Lui si chiama Davide Simone Cavallo, e rappresenta la parte migliore del nostro Paese❤️ Davide, 22 anni, rimasto disabile dopo essere stato accoltellato a Milano per una banconota da 50 euro (sic), ha perdonato i suoi aggressori e ha voluto abbracciarli. Loro si sono scusati e si sono dimostrati sinceramente addolorati e ravveduti. Dopo la dura sentenza comminata ieri nei confronti dell’autore del gesto, Davide ha dichiarato al Corriere della Sera: “Non sono felice, quando uno immagina cosa voglia dire per un ragazzo così giovane una condanna a 20 anni: farebbe male a chiunque. […] Non è facile, alla mia età, pensare di essere coinvolto in una situazione in cui un ragazzo potrebbe uscire di galera che non è più un ragazzo. Tutti pensano che sia strano da parte mia essere dispiaciuto, ma non ci trovo nulla di anormale. Sarebbe dura per tutti vedere un ragazzino a cui crolla la vita davanti in un’aula di tribunale.” Parole che, in un tempo spesso dominato dalla disumanizzazione e dal giustizialismo più abietto, rappresentano un grande insegnamento e danno speranza a tutti noi.
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DUE MARTELLI, DUE MISURE C’è un tratto comune che attraversa certe vicende italiane ed europee: la tendenza a trasformare la #violenza in narrazione ideologica, a filtrare l’orrore attraverso la convenienza politica. È il meccanismo che oggi riemerge nel dibattito sulla cosiddetta “banda del martello”, gli ambienti antagonisti finiti al centro delle cronache ungheresi, e nelle giustificazioni costruite attorno a figure diventate simbolo mediatico della #sinistramilitante. Quando la brutalità viene raccontata come folklore dai #centrsociali, come “#attivismo”, come “#weekendculturale” degenerato, si compie un’operazione precisa: si cerca di sostituire il giudizio morale con la #simpatia ideologica. Cambiano le parole, si attenuano i toni, si sposta l’attenzione dal gesto alla cornice politica. E così il pestaggio organizzato diventa militanza, l’aggressione diventa resistenza, il fanatismo si traveste da impegno civile. È un meccanismo che ricorda, per contrasto, il modo in cui l’#Italia ha osservato il delitto di #Garlasco. In quel caso nessuno ha mai cercato di trasformare l’assassino in un simbolo romantico o in una vittima del sistema. L’immagine di #ChiaraPoggi, uccisa con ferocia nella sua casa, è rimasta quella di una vittima innocente davanti a un atto mostruoso. E il mostro, nell’immaginario collettivo, è rimasto MOSTRO. E la mano di un mostro ha agitato, in entrambi i casi, un martello. La domanda allora è semplice: perché la violenza privata viene riconosciuta immediatamente come barbarie, mentre quella politica cerca sempre una giustificazione culturale? Perché un assassino comune è soltanto un assassino, mentre chi agisce dentro un certo recinto ideologico può aspirare a diventare icona, martire o simbolo? Quale è il criterio morale con cui vengono raccontati? Se si accetta che l’odio politico possa attenuare la percezione della violenza, allora si apre una frattura pericolosa: non si giudicano più i fatti, ma le bandiere sotto cui vengono compiuti. Ed è qui che il parallelismo diventa inevitabile. Il mostro di Garlasco rappresenta il male individuale, brutale e nudo. Le aggressioni organizzate in nome dell’ideologia rappresentano invece un male collettivo che tenta continuamente di autoassolversi. Nel primo caso l’orrore viene condannato. Nel secondo viene spesso spiegato, contestualizzato, relativizzato. Ma la violenza resta violenza anche quando si colora di ideologia. E chi usa spranghe o martelli contro esseri umani non diventa meno pericoloso perché qualcuno decide di raccontarlo come un attivista impegnato invece che per ciò che è realmente. Non è che tra qualche anno Sempio c'è lo rivedremo in Europa? #IlariaSalis #Sempio #Stasi
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#MALDIVE: RECUPERATI I CORPI DEGLI #ITALIANI A fare capolino, dopo due ore e mezza, le teste dei #finlandesi che si erano immersi in questa ardua spedizione di recupero. Subito dopo sono affiorati due sacchi bianchi, contenenti i corpi senza vita di #FedericoGualtieri, 31 anni, e della #capospedizione 52enne #MonicaMontefalcone. Un capannello di barche della guardia costiera delimitava e proteggeva da occhi indiscreti la zona delle operazioni. Le vittime erano tutte e quattro nella terza cavità dell'#atollo di #Vaavu. All'appello mancano i corpi di #GiorgiaSommacal e di #MurielOddenino. Ma i familiari delle vittime dovranno attendere ancora un po'. "Gli altri due forse verranno recuperati domani", ha detto il portavoce del governo delle Maldive #MohammedHussainSharif. Fonte: #Tg1
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Ilaria Salis
Ilaria Salis@SalisIlaria·
Oggi a Bruxelles, Parlamento europeo💪
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Ilaria Salis
Ilaria Salis@SalisIlaria·
Oggi l’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro la Flotilla e intercettato le ultime imbarcazioni. Rendiamoci conto della gravità: spari – non è ancora chiaro se con proiettili di gomma o veri – contro una missione umanitaria, non violenta, portata avanti da civili. Eppure, nonostante Israele eserciti violenza anche contro nostri concittadini, l’Italia e l’Unione Europea continuano a intrattenere relazioni politiche, economiche e militari con questo Stato canaglia, che continua ad agire nell’impunità. Mobilitiamoci. Per proteggere gli attivisti sequestrati. Per spezzare ogni complicità. Per fermare il genocidio. Fino alla liberazione della Palestina. E di noi stessi. 🇵🇸
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Rita Cavallaro
Rita Cavallaro@Rita_Cavallaro·
La genetista del team difensivo, Marina Baldi, ha appena dichiarato a #DentroLaNotizia che #Sempio non andrà a farsi interrogare dagli inquirenti. Si giocherà tutto al processo #Garlasco, dunque!
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IN ESCLUSIVA LE LETTERE DELLA MADRE DI SEMPIO Nel pieno della nuova tempesta giudiziaria sul delitto #Garlasco , riemergono le lettere che #DanielaFerrari, madre di #Sempio , inviò a #Stasi tra il 2018 e il 2019. Lettere durissime, cariche di rancore, aggressività e risentimento verso un uomo che era stato condannato in via definitiva e si trovava in carcere. Il contenuto colpisce soprattutto per ciò che si intravede sul piano psicologico. Dagli estratti pubblicati, la madre di Sempio scriveva: “Ciao Alberto, se sei un uomo con le palle abbi il coraggio di leggere tutta questa lettera.” “Il 23 dicembre 2016, senza mai sospettare nulla, abbiamo saputo dalla televisione che mio figlio era accusato di omicidio. Da lì è l’inferno.” Poi il passaggio più duro: “Ci avete rovinati.” Ma è soprattutto una frase a emergere con violenza, e che oggi assume un peso enorme. Perché può essere letta in due modi completamente diversi: “Con i soldi e l’amicizia lo metti in cûlø alla #giustizia.” La prima lettura è quella accusatoria verso Alberto e la sua difesa riferito alle indagini difensive per far riaprire il caso Sempio nel 2016-2017. Ma esiste anche una seconda lettura, molto più inquietante sul piano psicologico: una possibile proiezione. Perché quella frase descriverebbe quanto oggi aleggia nella mente di tutti noi: che attorno alla prima archiviazione di Sempio possano esserci state relazioni, protezioni, superficialità investigative o dinamiche opache ancora tutte da chiarire. La donna parla sempre di soldi: “Io e mio marito siamo semplici operai, abbiamo lavorato tutta la vita e messo dei soldi per la vecchiaia.” “Li stiamo spendendo tutti per nostro figlio a causa delle vostre indagini difensive.” È un’ossessione narrativa ricorrente. Denaro. Agganci. Giustizia. Potere. Qui il confine psicologico diventa sottilissimo: chi accusa gli altri di manipolare la giustizia potrebbe in realtà star verbalizzando paure, pensieri o convinzioni interne al proprio mondo familiare? È la classica dinamica della proiezione psicologica: attribuire all’esterno ciò che inconsciamente si teme o si percepisce vicino. La domanda resta legittima: perché usare proprio quelle parole? Perché evocare “soldi”, “amicizie” e giustizia manipolata? E soprattutto: perché tanto odio verso un detenuto già condannato? Le lettere mostrano un livello di rancore impressionante. Non c’è pietà per un uomo in carcere. Non c’è distanza emotiva. C’è una rabbia identitaria, familiare, tribale. Altro passaggio: “Auguro a te e a tutti quelli che hanno fatto male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita vi riservi ciò che vi siete meritati.” È il linguaggio di chi porta avanti una campagna di ødiō. Ed è inevitabile che questi testi vengano riletti alla luce delle nuove indagini, dei dubbi emersi negli ultimi mesi e dei numerosi errori investigativi denunciati da consulenti, giornalisti e difese. Per anni chiunque osasse mettere in discussione la ricostruzione ufficiale era un complottista. Oggi però stanno emergendo anomalie investigative, reperti rivalutati, impronte riconsiderate, incongruenze temporali e nuove interpretazioni che stanno riaprendo interrogativi enormi sul caso. E non sono mancate narrazioni fortemente orientate. Sui #social e in televisione molti accusano alcune figure mediatiche — tra cui #SelvaggiaLucarelli — di leggere il caso in modo selettivo o ideologico, enfatizzando alcuni elementi e minimizzandone altri. Anche il giornalista #UmbertoBrindani ha espresso dubbi su vari aspetti del caso, ironizzando per esempio sulle tempistiche dell’alibi legato allo scontrino di Sempio e sostenendo pubblicamente che la vicenda presenti ancora numerose zone d’ombra. E allora la domanda finale resta aperta: quelle lettere raccontano davvero soltanto il dolore di una madre? Oppure mostrano qualcosa di più profondo: un’ossessione, un odio sedimentato negli anni e forse la paura che certe verità possano riemergere?
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Questa non l'ho capita. Sinceramente. A volte sovrastimo l'intelligenza delle persone. E di certe giornaliste. L'ufficio del #GIP esisteva prima della nascita di #Sempio e gli sopravvivrà. Altra cosa è il GIP (il Giudice delle Indagini, che sono per l'appunto Preliminari), che ha potere e range di azione confinati entro certi limiti. Questo #magistrato è molto attivo nelle prime fasi, e il suo compito è di vigilare sulla tutela dei diritti dell'indagato e di predisporre su richiesta del #PM, tutte quelle attività investigative che risultano intrusive (perquisizioni, sequestri, intercettazioni, arresto in flagranza di reato). Al termine delle #indagini, viste le carte, può decidere di archiviare o disporre altre indagini. Alla chiusura di queste ultime, se non c'è #archiviazione, si comunica all'#indagato il capo di incolpazione. Trascorso questo periodo (20 giorni, in cui l'indagato ha facoltà di farsi anche interrogare) il PM chiede il rinvio a giudizio. Qui finisce definitivamente il compito, il ruolo e le attività del GIP. E a questo punto sì, "cara" @tizianamaiolo, si va dalla #procura all'aula di tribunale. E nel decreto di citazione ci saranno descritti, per la gioia dei più, i capi di imputazione veri e propri. Cosa non è chiaro? Ora, per i più ostici, sono anche disposto a fare qualche disegnino per esemplificare questi concetti #basic.
tiziana maiolo@tizianamaiolo

@Rita_Cavallaro A Pavia non esiste più l’ufficio dei Gip? Si va direttamente dalla procura al processo? Esiste un codice di procedura penale speciale per #Garlasco?

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