PIETRO FANELLI
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🇮🇹 Lavoro, aprile cambia passo e riscrive marzo Ad aprile 2026 il mercato del lavoro italiano mostra un miglioramento netto e finalmente coerente in tutte le sue componenti principali. Gli occupati destagionalizzati salgono da 24,214 a 24,337 milioni, con un aumento di circa 123mila unità in un solo mese, mentre il tasso di occupazione avanza dal 62,73 al 63,06 per cento, i disoccupati scendono da 1,320 a 1,297 milioni e gli inattivi calano da 12,517 a 12,415 milioni. È un dato più convincente di quello dei mesi precedenti, perché l’aumento dell’occupazione si accompagna a una riduzione dell’inattività e quindi a una partecipazione più alta al mercato del lavoro. Il cambio di passo si vede ancora meglio guardando le forze di lavoro, che tra marzo e aprile salgono da 24,6 a 24,7 milioni, con quasi 100mila persone in più, mentre il tasso di inattività scende dal 33,7 al 33,45 per cento. Questo passaggio conta perché nei mesi precedenti il miglioramento della disoccupazione era stato più ambiguo, mentre ad aprile la sequenza dei dati è chiara, con più occupati, più forza lavoro, meno inattivi e meno disoccupati. La revisione di marzo è il punto tecnico più importante e merita di non essere trattata come una nota a piè di pagina, perché nell’edizione precedente il mese di marzo appariva debole, con 24,124 milioni di occupati destagionalizzati, mentre nell’edizione aggiornata sale a 24,214 milioni, quasi 90mila in più sulla stessa osservazione storica. Anche febbraio viene rivisto al rialzo, da 24,136 a 24,213 milioni, e gennaio da 24,165 a 24,196 milioni. La traiettoria recente dell’occupazione non è più quella di un arretramento a marzo seguito da un recupero isolato ad aprile, ma quella di una base già più alta sulla quale aprile aggiunge un ulteriore incremento. Nei dati non destagionalizzati il movimento è ancora più vistoso, anche se va letto con maggiore cautela perché aprile incorpora una componente stagionale favorevole, dato che gli occupati grezzi passano da 24,058 milioni a marzo a 24,543 milioni ad aprile, con un salto di circa 486mila unità. Il dato grezzo conferma che la fotografia osservata del mese è forte (perfino più forte che nei dati destagionalizzati) e che l’avvio della primavera ha portato un aumento molto ampio dei livelli occupazionali rilevati. La disoccupazione continua a migliorare senza produrre l’ambiguità vista in altri mesi, perché il tasso 15-74 anni scende dal 5,21 al 5,12 per cento e il numero dei disoccupati diminuisce di circa 23mila unità, mentre nello stesso tempo aumentano gli occupati e cresce la forza lavoro. È una configurazione più solida del semplice calo del tasso di disoccupazione, perché non dipende da un’uscita dal mercato, ma da un’espansione effettiva della partecipazione e dell’occupazione.Per posizione professionale il recupero è abbastanza ampio, ma non uniforme, perché i dipendenti salgono da 18,911 a 19,005 milioni, con circa 93mila unità in più, mentre gli indipendenti crescono da 5,302 a 5,332 milioni, aggiungendo quasi 30mila unità. Su dodici mesi il tratto interessante resta la forza degli autonomi, che rispetto ad aprile 2025 aumentano di circa 190mila unità, mentre i dipendenti sono circa 79mila sopra il livello di un anno prima. Il mese è quindi positivo sia per il lavoro dipendente sia per quello autonomo, ma la componente indipendente continua ad avere un peso rilevante nel miglioramento tendenziale. I dati per fasce età rafforzano la lettura favorevole, soprattutto perché aprile recupera in segmenti che nei mesi precedenti erano apparsi fragili. Gli occupati tra 15 e 24 anni salgono da 996mila a 1,024 milioni, quelli tra 25 e 34 anni da 4,254 a 4,296 milioni e gli over 50 da 9,432 a 9,479 milioni, mentre la fascia 35 49 anni resta quasi ferma, passando da 8,604 a 8,606 milioni. Il dato più dinamico del mese arriva quindi dai giovani adulti e dagli over 50, con un recupero anche tra i più giovani, mentre il centro del mercato resta il segmento meno brillante e continua a risentire di una traiettoria annua più debole. Il quadro complessivo è nettamente migliore di quello che si poteva leggere un mese fa, perché aprile porta più occupati, meno inattivi, meno disoccupati e un tasso di occupazione più alto, mentre le revisioni mostrano che anche marzo era meno debole di quanto apparisse nella prima stima. La cautela resta necessaria perché il dato mensile è stato appena rivisto in misura ampia, ma proprio questa revisione rende più solida la conclusione di fondo, cioè che la primavera si apre con un mercato del lavoro più forte, più partecipato e meno dipendente da miglioramenti puramente statistici del tasso di disoccupazione. Tutti dati ed i grafici sono qui: app.kalistat.com/p/ae8d117d-ff4… Articolo scritto con @KalistatData(MCP)/GPT. Ed è probabilmente meglio del 95% di quello che leggerete domani sui quotidiani italiani tenuti in piedi con la spesa pubblica. Attendo bonifico. Amen.





















