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Analysis OSINT/PAI on China's Global Liminal Power - Founded by @GabrieleIuvina1 @iuvinale_n

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REPORT EUROPE UNDER ATTACK. Beijing's silent war on Europe. Tactics and effects of China’s "Liminal Warfare" Abstract Since Xi Jinping came to power in 2012, China's growing assertiveness and will to power have taken on very specific characteristics, leading Beijing, in less than a decade, to climb the global rankings in multiple areas. The Chinese government is implementing a comprehensive, long-term strategy to ensure its global dominance. The People's Republic of China officially declares coercive ambitions and policies that challenge and question our interests, security and values. Beijing uses a vast arsenal of political, economic and military tools aimed at rapidly increasing its global presence, its power projection, while remaining completely opaque regarding its strategy, its intentions and the exponential strengthening of its military arsenal. China today is rich, industrialized, controls the most important global supply chains and creates dependencies. To make states more dependent and willing to its new world order, Beijing uses every weapon at its disposal to project strong power, which seeks to penetrate the soft tissues of democracies and obtain their acquiescence through covert, coercive and corruptive means. Drawing from the millenary culture of the art of deception also developed in the field of war, China has been pursuing its Liminal Warfare for years where the spectrum of competition and confrontation with the West is so broad that the battlefield is everywhere and the war is total; the control of technological means, 5G systems, strategic real estate purchases, the construction or management of bridges, highways and ports throughout the world, and much more, are all "trans military" and "non-military" war operations. And to do this, Beijing uses every means at its disposal. This war is "liminal" because Beijing conducts it by riding the edge of observability, not exceeding our detectability threshold. It is incredible to look back for a moment and see how all this happened so suddenly, without the West realizing - at least until the last moment - the danger: both external and internal, because it managed to penetrate and innervate the very core of our political, economic and cultural apparatuses. To remedy the disaster it is necessary to finally know the adversary we are facing: how he moves, what his objectives are, which "allies" (more or less aware) he recruits and exploits in the adversary's camp, that is, in our camp. This report, which consists of 220 pages and 775 notes, is the result of two years of Open Source Intelligence research on Chinese liminal warfare in Europe. It is a report that catalogs the individual operations, analyzes them in a simple and objective way, making them explicit with evidence, real facts and harmful effects, in every area where it is conducted. It highlights the resulting European situation and the political, economic, strategic and security implications for the European Union, countries, governments, parliaments, public and private institutions, businesses, NATO, etc. #China #XiJinping #Europe #Nato #LiminalWarfare #5G #AI #war #US Read more: extremarationews.com/post/report-eu…
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Nicola Iuvinale
Nicola Iuvinale@iuvinale_n·
#Beidou3 è attualmente in uso militare all'#Iran Correlando dati con modelli #IA, aziende cinesi Jingqi e Mishang Technology hanno ricostruito i voli dei B2 L'#Iran è un laboratorio tattico dove la Cina testa in tempo reale la sua dottrina A2/AD contro gli #StatiUniti e la #Nato.
Giulio Terzi@GiulioTerzi

La corsa della Cina alla militarizzazione dello spazio: “leggerezze” e “distrazioni” di agenzie ed istituti di ricerca in Europa, ignorando l’evidente appartenenza delle controparti cinesi al sistema di sicurezza e difesa di Pechino. "Una reciproca diffidenza sta spingendo Pechino e Washington a sviluppare capacità che potrebbero essere impiegate in una guerra spaziale. Alcuni documenti militari cinesi rivelano tattiche che vanno dalla cattura di satelliti all'attacco di obiettivi sulla Terra" è quanto rileva il #FinancialTimes che scrive di un probabile futuro nuovo scenario nella contrapposizione tra potenze. ig.ft.com/space-weapons In considerazione delle premesse dell’articolo del #FT è quanto mai utile segnalare come già nel libro del 2023 “LA CINA DI XI JINPING. Verso un nuovo ordine mondiale sinocentrico?”, di Gabriele e Nicola Iuvinale, fosse stato ampiamente anticipato tutto questo: “Il Dipartimento dei Sistemi Spaziali della SSF è responsabile di quasi tutte le operazioni spaziali della PLA, tra le quali: lancio e supporto nello spazio; sorveglianza dello spazio; supporto per informazioni spaziali; telemetria, tracciamento e controllo spaziali; GUERRA SPAZIALE. La Cina ha ufficialmente designato lo spazio come nuovo dominio di guerra nel suo Libro Bianco sulla Difesa del 2015 e prevede che lo spazio svolga un ruolo importante nei con­flitti futuri, consentendo di compiere attacchi di precisione a lungo raggio e ostacolando le altrui attività di Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (C4ISR) […] la Cina ha dedicato notevoli risorse economiche e politiche allo sviluppo di tutti gli aspetti del suo programma spaziale, dalle applicazioni militari a quelle civili come i lanci, le attività scientifiche e di esplorazione spaziale […] il 14° Piano Quinquennale (2021-2025), approvato nel marzo 2021, ha sottolineato l’importanza delle scoperte in sette settori di frontiera della scienza e della tecnologia, compreso lo spazio profondo. Pechino, inoltre, continua a sviluppare capacità di controspazio: tra cui ascesa diretta, coorbi­tale, guerra elettronica e capacità energetiche dirette, che possono negare l’accesso e le operazioni di un avversario nel dominio spaziale durante una crisi o un conflitto. Sebbene la Cina non abbia riconosciuto pubblicamente l’esistenza di nuovi programmi da quando ha confermato di avere utilizzato un missile ASAT per distruggere un satellite meteorologico nel 2007, gli ac­cademici della difesa della PLA spesso fanno pubblicazioni sulle tecnologie di minaccia al controspazio. Questi studiosi affermano la necessità di “di-struggere, danneggiare e interferire con i satelliti di ricognizione e comuni­cazione del nemico”, suggerendo che tali sistemi, così come i satelliti di navigazione e di allerta precoce, potrebbero essere tra gli obiettivi di attacchi progettati per “accecare e assordare il nemico”. Sono quindi, ancor più oggi, fonte di preoccupazioni il fiorire di programmi di cooperazione scientifica avviati già dagli anni ’90 tra L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) – e alcune Agenzie spaziali di Paesi UE – e la controparte cinese, la China National Space Administration (CNSA), già focalizzati sui sistemi di comunicazione e posizionamento satellitare. Particolarmente emblematico il caso “GALILEO-BeiDou”. Con l’ingresso cinese nel progetto UE “GALILEO”, nel 2003, gli europei erano sicuri di poter contare su una partnership, specialmente dal punto di vista finanziario, solida che ne garantisse la realizzazione. LA COLLABORAZIONE SI RIVELO', IN BREVE, DI TUTT'ALTRA NATURA. Secondo una “#Reuters” del 2013 “Beidou è uno degli esempi più eclatanti della strategia globale della Cina volta ad acquistare, copiare o sottrarre la tecnologia necessaria per colmare il divario con gli Stati Uniti e le altre principali potenze militari. Una navigazione satellitare di alta precisione è fondamentale nella guerra moderna. Secondo gli esperti del settore aerospaziale, il know-how e le attrezzature europee e statunitensi sono stati indispensabili affinché la Cina potesse progettare, costruire, lanciare, posizionare, testare e gestire la propria rete di navigazione e altri satelliti […] Secondo gli esperti dell’industria spaziale europea, praticamente tutti i fondi stanziati sono stati spesi in Cina, e gli appaltatori cinesi hanno mantenuto la proprietà dell’hardware e della proprietà intellettuale derivanti dal progetto. Ciononostante, la tensione tra le due parti è andata crescendo. L'UE era sempre stata a conoscenza dei piani della Cina di costruire una rete di navigazione militare. MA BEN PRESTO E' DIVENTATO CHIARO CHE LA CINA INTENDEVA FAR COMPETERE BEIDOU CON GALILEO. Gli europei si sono inoltre resi conto che la Cina era determinata a ricavare quanta più tecnologia dual-use possibile per i propri satelliti. Bruxelles ha inoltre manifestato il proprio disappunto per il piano della Cina di utilizzare per il servizio militare di Beidou frequenze che potevano sovrapporsi al segnale riservato di Galileo destinato all'uso governativo e militare europeo.” Prosegue Reuters “Come dimostrano i cable diplomatici statunitensi resi pubblici da Wikileaks, con l’ampliarsi del know-how cinese, diplomatici e funzionari americani hanno esortato i governi europei e le aziende aerospaziali a non diffondere tecnologie sensibili alla Cina nell’ambito della partnership Galileo […] emerge inoltre che, durante i colloqui con i diplomatici statunitensi, alti funzionari dell’UE hanno spiegato come i cinesi avessero sfruttato i propri legami con il progetto europeo. Dopo la firma dei contratti, funzionari cinesi del Ministero della Scienza e della Tecnologia hanno effettuato visite “di ricognizione” presso aziende o istituti di ricerca in tutta Europa, utilizzando gli accordi come autorizzazione per i trasferimenti di tecnologia, secondo fonti diplomatiche UE, aggiungendo “alcuni componenti di fabbricazione europea sono stati trasferiti in Cina contro la volontà” della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'Unione. reuters.com/article/breako… Lo stesso sistema satellitare cinese BeiDou, come titola @ilgiornale dello scorso 31 marzo, offre all’Iran un’alternativa al GPS, “Rende precisi gli attacchi iraniani” e missili e droni meno vulnerabili […] l’adozione del sistema satellitare cinese da parte dell’Iran rientrerebbe in una più ampia cooperazione tecnologica con Pechino e Mosca. L’obiettivo? Rafforzare la propria autonomia strategica e ridurre la dipendenza dalle infrastrutture occidentali. Il passaggio a BeiDou consente infatti ai missili e ai droni iraniani di operare senza fare affidamento sul GPS statunitense, che potrebbe essere disturbato o disattivato in caso di conflitto. Alcuni analisti sottolineano inoltre che il sistema cinese contribuirebbe a rendere le munizioni guidate iraniane più resistenti alle tecniche di “GPS denial” e spoofing, cioè la manipolazione o il blocco dei segnali di navigazione satellitare”. ilgiornale.it/news/difesa/re… Riprendendo quanto segnalato dall’articolo del Financial Times, negli ultimi anni, un numero crescente di satelliti provenienti da Cina, Russia e Stati Uniti si sono ispezionati a vicenda con modalità che potrebbero essere impiegate anche per attaccare asset nemici in orbita: "A 36.000 km sopra la Terra, un satellite statunitense che viaggia a 10.900 km orari corregge la propria orbita e si avvicina a due satelliti per comunicazioni cinesi. Mentre accorcia le distanze, si allinea alla loro traiettoria fino a quando i tre non si muovono quasi in sincronia. Quella che appare come una danza delicata potrebbe essere qualcosa di molto più minaccioso: una prova generale di manovre da utilizzare in un conflitto spaziale” Le potenze spaziali “devono saper padroneggiare questo genere di operazioni di prossimità" in caso di malfunzionamenti dei sistemi. Tuttavia, la stessa capacità che permette a un satellite di ispezionarne un altro potrebbe danneggiarlo o disabilitarlo; non a caso, gli Stati Uniti hanno già classificato diverse manovre cinesi come episodi di "dogfighting" (combattimento ravvicinato) nello spazio ". Il combattimento nell'orbita terrestre non è più materia da fantascienza, osserva il #FT, esaminando la strategia di Pechino: "i documenti della PLA, i manuali per gli ufficiali militari cinesi e quasi 100 documenti di studiosi legati all'Esercito Popolare di Liberazione (PLA), esaminati dal Financial Times, RIVELANO COME PECHINO INTENDA COMBATTERE UNA GUERRA SPAZIALE. Dalla cattura di satelliti e il bombardamento di obiettivi sulla Terra fino al superamento della costellazione #Starlink, il materiale fornisce la visione più chiara finora disponibile sulla strategia cinese per il conflitto orbitale [...] il potenziale di alti rendimenti — la capacità di controllare la Terra controllando lo spazio rappresenta un potente incentivo strategico e militare. Pertanto, lo sviluppo di capacità belliche spaziali è diventato il punto focale della corsa agli armamenti." Le crescenti tensioni sono state illustrate dal recente ingaggio tra un satellite di monitoraggio americano, e due satelliti cinesi, TJS-16 e TJS-17, ufficialmente utilizzati per test di comunicazione, ma sospettati di sorveglianza, solo una delle capacità che preoccupano Washington. Osserva inoltre il FT "lo sviluppo da parte di Pechino di "disturbatori di frequenza", laser e satelliti capaci di trascinare altri oggetti in una "orbita cimitero" ben oltre la Terra è stato citato dal generale Chance Saltzman, capo della US Space Force, in una testimonianza dello scorso anno: "Lo spazio è un dominio di combattimento". "Le preoccupazioni circa la militarizzazione dello spazio risalgono allo sviluppo dei missili balistici intercontinentali negli anni '50. Oggi, Stati Uniti e Cina sono in gara serrata per prepararsi a un conflitto che potrebbe spegnere il "sistema nervoso" da cui dipendono le loro economie e i loro eserciti. Comunicazioni, reti elettriche, sistemi di navigazione e mercati finanziari collasserebbero senza i segnali satellitari". Secondo Howard Wang, ricercatore presso la Rand Corporation, il concetto centrale della strategia della PLA, l'esercito di Pechino, è colpire i nodi chiave della rete avversaria per "paralizzare" il processo decisionale lungo tutta la catena, dalla raccolta dati all'azione. L'articolo del Financial Times prosegue analizzando le capacità tecnologiche e contromisure in questo nuovo scenario. "Nel gennaio 2022, il satellite cinese Shijian-21 ha utilizzato un braccio robotico per trainare un satellite di navigazione BeiDou fuori uso in un'orbita cimitero. I generali statunitensi sono rimasti allarmati dalla capacità di Pechino di sequestrare un satellite in orbita geostazionaria (GEO) e smaltirlo centinaia di chilometri più in alto [...] Pechino sta inoltre perfezionando: - Sistemi anti-satellite (ASAT): sistemi terrestri per colpire satelliti in orbita bassa (LEO) e, potenzialmente, in GEO. - Radar ad apertura sintetica (SAR): tecnologia che crea immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre dai satelliti GEO, permettendo a Pechino di monitorare i movimenti navali nell'Indo-Pacifico con ogni condizione meteo." Sulle comunicazioni quantistiche, il FT rileva che nel marzo 2025, "l'Accademia Cinese delle Scienze ha annunciato una "svolta mondiale" con un collegamento quantistico in tempo reale tra un microsatellite e una stazione di terra mobile, rendendo i trasferimenti dati teoricamente inviolabili" [...] Pechino prevede fasi successive che rispecchiano la sua strategia militare globale: 1. Deterrenza spaziale: ostentazione delle capacità e repositioning dei satelliti. 2. Blocco spaziale: attacchi cyber ed elettronici per interrompere le comunicazioni nemici, o attacchi "deterrenti" limitati per forzare il nemico alla ritirata. 3. Offensiva totale: cattura o distruzione di satelliti tramite mine spaziali, laser, fasci di particelle o l'uso di aerosol per ostruire le antenne. Gli strateghi cinesi discutono persino dell'uso di aerei spaziali (spaceplanes) e stazioni spaziali per missioni di combattimento, considerandoli più agili dei sistemi robotizzati. Agli estremi di questa logica risiede la prospettiva di attacchi diretti sulla Terra dallo spazio tramite sistemi di bombardamento orbitale posizionati in LEO [...] l'area di competizione più immediata è l'orbita bassa (LEO), trasformata dal successo di Starlink di Elon Musk. La Space Force statunitense sta cercando la "sicurezza nei numeri", passando da pochi satelliti costosi in GEO a centinaia di piccoli satelliti in LEO. Questa dispersione allarma Pechino, poiché vanifica la strategia cinese di "guerra per la distruzione del sistema", basata sul colpire pochi nodi vitali. Per rispondere, la Cina prevede di dispiegare oltre 37.000 nuovi satelliti tra il 2024 e il 2030, con l'obiettivo a lungo termine di una costellazione tra i 60.000 e i 100.000 satelliti." Conclude l'articolo "sebbene i ricercatori cinesi ammettano di essere ancora in una fase di inseguimento tecnologico rispetto agli Stati Uniti, la rapidità del loro progresso è innegabile. Il rischio, tuttavia, è che questa rincorsa porti a conseguenze impreviste. Come avverte un ufficiale militare occidentale: "Siamo in un dominio dove nessuno ha mai combattuto una guerra prima d’ora. Il potenziale perché le cose vadano male molto rapidamente è immenso”. La corsa della Cina alla militarizzazione dello spazio è incandescente. Dovremmo, perciò, evitare di avventurarci ancora in “collaborazioni” cieche e non protette con Pechino, che altro non potranno essere che “lose-lose”, tutt’altro che “win-win” come si sente invocare a più riprese negli ultimi tempi. @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @ecrgroup @europainitalia @nazione_futura @GeopoliticalCen @Geopoliticainfo @ATA_Italia @GlobalCRL @theglobalnewsit @FWLuciolli @arturo_varvelli @LetiziaDo @UANI @mark_d_wallace @iuvinale_n @GabrieleIuvina1 @giuliapompili @francescamusac2 @Mohaddessin @HakamianMahmoud

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La corsa della Cina alla militarizzazione dello spazio: “leggerezze” e “distrazioni” di agenzie ed istituti di ricerca in Europa, ignorando l’evidente appartenenza delle controparti cinesi al sistema di sicurezza e difesa di Pechino. "Una reciproca diffidenza sta spingendo Pechino e Washington a sviluppare capacità che potrebbero essere impiegate in una guerra spaziale. Alcuni documenti militari cinesi rivelano tattiche che vanno dalla cattura di satelliti all'attacco di obiettivi sulla Terra" è quanto rileva il #FinancialTimes che scrive di un probabile futuro nuovo scenario nella contrapposizione tra potenze. ig.ft.com/space-weapons In considerazione delle premesse dell’articolo del #FT è quanto mai utile segnalare come già nel libro del 2023 “LA CINA DI XI JINPING. Verso un nuovo ordine mondiale sinocentrico?”, di Gabriele e Nicola Iuvinale, fosse stato ampiamente anticipato tutto questo: “Il Dipartimento dei Sistemi Spaziali della SSF è responsabile di quasi tutte le operazioni spaziali della PLA, tra le quali: lancio e supporto nello spazio; sorveglianza dello spazio; supporto per informazioni spaziali; telemetria, tracciamento e controllo spaziali; GUERRA SPAZIALE. La Cina ha ufficialmente designato lo spazio come nuovo dominio di guerra nel suo Libro Bianco sulla Difesa del 2015 e prevede che lo spazio svolga un ruolo importante nei con­flitti futuri, consentendo di compiere attacchi di precisione a lungo raggio e ostacolando le altrui attività di Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (C4ISR) […] la Cina ha dedicato notevoli risorse economiche e politiche allo sviluppo di tutti gli aspetti del suo programma spaziale, dalle applicazioni militari a quelle civili come i lanci, le attività scientifiche e di esplorazione spaziale […] il 14° Piano Quinquennale (2021-2025), approvato nel marzo 2021, ha sottolineato l’importanza delle scoperte in sette settori di frontiera della scienza e della tecnologia, compreso lo spazio profondo. Pechino, inoltre, continua a sviluppare capacità di controspazio: tra cui ascesa diretta, coorbi­tale, guerra elettronica e capacità energetiche dirette, che possono negare l’accesso e le operazioni di un avversario nel dominio spaziale durante una crisi o un conflitto. Sebbene la Cina non abbia riconosciuto pubblicamente l’esistenza di nuovi programmi da quando ha confermato di avere utilizzato un missile ASAT per distruggere un satellite meteorologico nel 2007, gli ac­cademici della difesa della PLA spesso fanno pubblicazioni sulle tecnologie di minaccia al controspazio. Questi studiosi affermano la necessità di “di-struggere, danneggiare e interferire con i satelliti di ricognizione e comuni­cazione del nemico”, suggerendo che tali sistemi, così come i satelliti di navigazione e di allerta precoce, potrebbero essere tra gli obiettivi di attacchi progettati per “accecare e assordare il nemico”. Sono quindi, ancor più oggi, fonte di preoccupazioni il fiorire di programmi di cooperazione scientifica avviati già dagli anni ’90 tra L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) – e alcune Agenzie spaziali di Paesi UE – e la controparte cinese, la China National Space Administration (CNSA), già focalizzati sui sistemi di comunicazione e posizionamento satellitare. Particolarmente emblematico il caso “GALILEO-BeiDou”. Con l’ingresso cinese nel progetto UE “GALILEO”, nel 2003, gli europei erano sicuri di poter contare su una partnership, specialmente dal punto di vista finanziario, solida che ne garantisse la realizzazione. LA COLLABORAZIONE SI RIVELO', IN BREVE, DI TUTT'ALTRA NATURA. Secondo una “#Reuters” del 2013 “Beidou è uno degli esempi più eclatanti della strategia globale della Cina volta ad acquistare, copiare o sottrarre la tecnologia necessaria per colmare il divario con gli Stati Uniti e le altre principali potenze militari. Una navigazione satellitare di alta precisione è fondamentale nella guerra moderna. Secondo gli esperti del settore aerospaziale, il know-how e le attrezzature europee e statunitensi sono stati indispensabili affinché la Cina potesse progettare, costruire, lanciare, posizionare, testare e gestire la propria rete di navigazione e altri satelliti […] Secondo gli esperti dell’industria spaziale europea, praticamente tutti i fondi stanziati sono stati spesi in Cina, e gli appaltatori cinesi hanno mantenuto la proprietà dell’hardware e della proprietà intellettuale derivanti dal progetto. Ciononostante, la tensione tra le due parti è andata crescendo. L'UE era sempre stata a conoscenza dei piani della Cina di costruire una rete di navigazione militare. MA BEN PRESTO E' DIVENTATO CHIARO CHE LA CINA INTENDEVA FAR COMPETERE BEIDOU CON GALILEO. Gli europei si sono inoltre resi conto che la Cina era determinata a ricavare quanta più tecnologia dual-use possibile per i propri satelliti. Bruxelles ha inoltre manifestato il proprio disappunto per il piano della Cina di utilizzare per il servizio militare di Beidou frequenze che potevano sovrapporsi al segnale riservato di Galileo destinato all'uso governativo e militare europeo.” Prosegue Reuters “Come dimostrano i cable diplomatici statunitensi resi pubblici da Wikileaks, con l’ampliarsi del know-how cinese, diplomatici e funzionari americani hanno esortato i governi europei e le aziende aerospaziali a non diffondere tecnologie sensibili alla Cina nell’ambito della partnership Galileo […] emerge inoltre che, durante i colloqui con i diplomatici statunitensi, alti funzionari dell’UE hanno spiegato come i cinesi avessero sfruttato i propri legami con il progetto europeo. Dopo la firma dei contratti, funzionari cinesi del Ministero della Scienza e della Tecnologia hanno effettuato visite “di ricognizione” presso aziende o istituti di ricerca in tutta Europa, utilizzando gli accordi come autorizzazione per i trasferimenti di tecnologia, secondo fonti diplomatiche UE, aggiungendo “alcuni componenti di fabbricazione europea sono stati trasferiti in Cina contro la volontà” della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'Unione. reuters.com/article/breako… Lo stesso sistema satellitare cinese BeiDou, come titola @ilgiornale dello scorso 31 marzo, offre all’Iran un’alternativa al GPS, “Rende precisi gli attacchi iraniani” e missili e droni meno vulnerabili […] l’adozione del sistema satellitare cinese da parte dell’Iran rientrerebbe in una più ampia cooperazione tecnologica con Pechino e Mosca. L’obiettivo? Rafforzare la propria autonomia strategica e ridurre la dipendenza dalle infrastrutture occidentali. Il passaggio a BeiDou consente infatti ai missili e ai droni iraniani di operare senza fare affidamento sul GPS statunitense, che potrebbe essere disturbato o disattivato in caso di conflitto. Alcuni analisti sottolineano inoltre che il sistema cinese contribuirebbe a rendere le munizioni guidate iraniane più resistenti alle tecniche di “GPS denial” e spoofing, cioè la manipolazione o il blocco dei segnali di navigazione satellitare”. ilgiornale.it/news/difesa/re… Riprendendo quanto segnalato dall’articolo del Financial Times, negli ultimi anni, un numero crescente di satelliti provenienti da Cina, Russia e Stati Uniti si sono ispezionati a vicenda con modalità che potrebbero essere impiegate anche per attaccare asset nemici in orbita: "A 36.000 km sopra la Terra, un satellite statunitense che viaggia a 10.900 km orari corregge la propria orbita e si avvicina a due satelliti per comunicazioni cinesi. Mentre accorcia le distanze, si allinea alla loro traiettoria fino a quando i tre non si muovono quasi in sincronia. Quella che appare come una danza delicata potrebbe essere qualcosa di molto più minaccioso: una prova generale di manovre da utilizzare in un conflitto spaziale” Le potenze spaziali “devono saper padroneggiare questo genere di operazioni di prossimità" in caso di malfunzionamenti dei sistemi. Tuttavia, la stessa capacità che permette a un satellite di ispezionarne un altro potrebbe danneggiarlo o disabilitarlo; non a caso, gli Stati Uniti hanno già classificato diverse manovre cinesi come episodi di "dogfighting" (combattimento ravvicinato) nello spazio ". Il combattimento nell'orbita terrestre non è più materia da fantascienza, osserva il #FT, esaminando la strategia di Pechino: "i documenti della PLA, i manuali per gli ufficiali militari cinesi e quasi 100 documenti di studiosi legati all'Esercito Popolare di Liberazione (PLA), esaminati dal Financial Times, RIVELANO COME PECHINO INTENDA COMBATTERE UNA GUERRA SPAZIALE. Dalla cattura di satelliti e il bombardamento di obiettivi sulla Terra fino al superamento della costellazione #Starlink, il materiale fornisce la visione più chiara finora disponibile sulla strategia cinese per il conflitto orbitale [...] il potenziale di alti rendimenti — la capacità di controllare la Terra controllando lo spazio rappresenta un potente incentivo strategico e militare. Pertanto, lo sviluppo di capacità belliche spaziali è diventato il punto focale della corsa agli armamenti." Le crescenti tensioni sono state illustrate dal recente ingaggio tra un satellite di monitoraggio americano, e due satelliti cinesi, TJS-16 e TJS-17, ufficialmente utilizzati per test di comunicazione, ma sospettati di sorveglianza, solo una delle capacità che preoccupano Washington. Osserva inoltre il FT "lo sviluppo da parte di Pechino di "disturbatori di frequenza", laser e satelliti capaci di trascinare altri oggetti in una "orbita cimitero" ben oltre la Terra è stato citato dal generale Chance Saltzman, capo della US Space Force, in una testimonianza dello scorso anno: "Lo spazio è un dominio di combattimento". "Le preoccupazioni circa la militarizzazione dello spazio risalgono allo sviluppo dei missili balistici intercontinentali negli anni '50. Oggi, Stati Uniti e Cina sono in gara serrata per prepararsi a un conflitto che potrebbe spegnere il "sistema nervoso" da cui dipendono le loro economie e i loro eserciti. Comunicazioni, reti elettriche, sistemi di navigazione e mercati finanziari collasserebbero senza i segnali satellitari". Secondo Howard Wang, ricercatore presso la Rand Corporation, il concetto centrale della strategia della PLA, l'esercito di Pechino, è colpire i nodi chiave della rete avversaria per "paralizzare" il processo decisionale lungo tutta la catena, dalla raccolta dati all'azione. L'articolo del Financial Times prosegue analizzando le capacità tecnologiche e contromisure in questo nuovo scenario. "Nel gennaio 2022, il satellite cinese Shijian-21 ha utilizzato un braccio robotico per trainare un satellite di navigazione BeiDou fuori uso in un'orbita cimitero. I generali statunitensi sono rimasti allarmati dalla capacità di Pechino di sequestrare un satellite in orbita geostazionaria (GEO) e smaltirlo centinaia di chilometri più in alto [...] Pechino sta inoltre perfezionando: - Sistemi anti-satellite (ASAT): sistemi terrestri per colpire satelliti in orbita bassa (LEO) e, potenzialmente, in GEO. - Radar ad apertura sintetica (SAR): tecnologia che crea immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre dai satelliti GEO, permettendo a Pechino di monitorare i movimenti navali nell'Indo-Pacifico con ogni condizione meteo." Sulle comunicazioni quantistiche, il FT rileva che nel marzo 2025, "l'Accademia Cinese delle Scienze ha annunciato una "svolta mondiale" con un collegamento quantistico in tempo reale tra un microsatellite e una stazione di terra mobile, rendendo i trasferimenti dati teoricamente inviolabili" [...] Pechino prevede fasi successive che rispecchiano la sua strategia militare globale: 1. Deterrenza spaziale: ostentazione delle capacità e repositioning dei satelliti. 2. Blocco spaziale: attacchi cyber ed elettronici per interrompere le comunicazioni nemici, o attacchi "deterrenti" limitati per forzare il nemico alla ritirata. 3. Offensiva totale: cattura o distruzione di satelliti tramite mine spaziali, laser, fasci di particelle o l'uso di aerosol per ostruire le antenne. Gli strateghi cinesi discutono persino dell'uso di aerei spaziali (spaceplanes) e stazioni spaziali per missioni di combattimento, considerandoli più agili dei sistemi robotizzati. Agli estremi di questa logica risiede la prospettiva di attacchi diretti sulla Terra dallo spazio tramite sistemi di bombardamento orbitale posizionati in LEO [...] l'area di competizione più immediata è l'orbita bassa (LEO), trasformata dal successo di Starlink di Elon Musk. La Space Force statunitense sta cercando la "sicurezza nei numeri", passando da pochi satelliti costosi in GEO a centinaia di piccoli satelliti in LEO. Questa dispersione allarma Pechino, poiché vanifica la strategia cinese di "guerra per la distruzione del sistema", basata sul colpire pochi nodi vitali. Per rispondere, la Cina prevede di dispiegare oltre 37.000 nuovi satelliti tra il 2024 e il 2030, con l'obiettivo a lungo termine di una costellazione tra i 60.000 e i 100.000 satelliti." Conclude l'articolo "sebbene i ricercatori cinesi ammettano di essere ancora in una fase di inseguimento tecnologico rispetto agli Stati Uniti, la rapidità del loro progresso è innegabile. Il rischio, tuttavia, è che questa rincorsa porti a conseguenze impreviste. Come avverte un ufficiale militare occidentale: "Siamo in un dominio dove nessuno ha mai combattuto una guerra prima d’ora. Il potenziale perché le cose vadano male molto rapidamente è immenso”. La corsa della Cina alla militarizzazione dello spazio è incandescente. Dovremmo, perciò, evitare di avventurarci ancora in “collaborazioni” cieche e non protette con Pechino, che altro non potranno essere che “lose-lose”, tutt’altro che “win-win” come si sente invocare a più riprese negli ultimi tempi. @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @ecrgroup @europainitalia @nazione_futura @GeopoliticalCen @Geopoliticainfo @ATA_Italia @GlobalCRL @theglobalnewsit @FWLuciolli @arturo_varvelli @LetiziaDo @UANI @mark_d_wallace @iuvinale_n @GabrieleIuvina1 @giuliapompili @francescamusac2 @Mohaddessin @HakamianMahmoud

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Giulio Terzi
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La corsa della Cina alla militarizzazione dello spazio: “leggerezze” e “distrazioni” di agenzie ed istituti di ricerca in Europa, ignorando l’evidente appartenenza delle controparti cinesi al sistema di sicurezza e difesa di Pechino. "Una reciproca diffidenza sta spingendo Pechino e Washington a sviluppare capacità che potrebbero essere impiegate in una guerra spaziale. Alcuni documenti militari cinesi rivelano tattiche che vanno dalla cattura di satelliti all'attacco di obiettivi sulla Terra" è quanto rileva il #FinancialTimes che scrive di un probabile futuro nuovo scenario nella contrapposizione tra potenze. ig.ft.com/space-weapons In considerazione delle premesse dell’articolo del #FT è quanto mai utile segnalare come già nel libro del 2023 “LA CINA DI XI JINPING. Verso un nuovo ordine mondiale sinocentrico?”, di Gabriele e Nicola Iuvinale, fosse stato ampiamente anticipato tutto questo: “Il Dipartimento dei Sistemi Spaziali della SSF è responsabile di quasi tutte le operazioni spaziali della PLA, tra le quali: lancio e supporto nello spazio; sorveglianza dello spazio; supporto per informazioni spaziali; telemetria, tracciamento e controllo spaziali; GUERRA SPAZIALE. La Cina ha ufficialmente designato lo spazio come nuovo dominio di guerra nel suo Libro Bianco sulla Difesa del 2015 e prevede che lo spazio svolga un ruolo importante nei con­flitti futuri, consentendo di compiere attacchi di precisione a lungo raggio e ostacolando le altrui attività di Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (C4ISR) […] la Cina ha dedicato notevoli risorse economiche e politiche allo sviluppo di tutti gli aspetti del suo programma spaziale, dalle applicazioni militari a quelle civili come i lanci, le attività scientifiche e di esplorazione spaziale […] il 14° Piano Quinquennale (2021-2025), approvato nel marzo 2021, ha sottolineato l’importanza delle scoperte in sette settori di frontiera della scienza e della tecnologia, compreso lo spazio profondo. Pechino, inoltre, continua a sviluppare capacità di controspazio: tra cui ascesa diretta, coorbi­tale, guerra elettronica e capacità energetiche dirette, che possono negare l’accesso e le operazioni di un avversario nel dominio spaziale durante una crisi o un conflitto. Sebbene la Cina non abbia riconosciuto pubblicamente l’esistenza di nuovi programmi da quando ha confermato di avere utilizzato un missile ASAT per distruggere un satellite meteorologico nel 2007, gli ac­cademici della difesa della PLA spesso fanno pubblicazioni sulle tecnologie di minaccia al controspazio. Questi studiosi affermano la necessità di “di-struggere, danneggiare e interferire con i satelliti di ricognizione e comuni­cazione del nemico”, suggerendo che tali sistemi, così come i satelliti di navigazione e di allerta precoce, potrebbero essere tra gli obiettivi di attacchi progettati per “accecare e assordare il nemico”. Sono quindi, ancor più oggi, fonte di preoccupazioni il fiorire di programmi di cooperazione scientifica avviati già dagli anni ’90 tra L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) – e alcune Agenzie spaziali di Paesi UE – e la controparte cinese, la China National Space Administration (CNSA), già focalizzati sui sistemi di comunicazione e posizionamento satellitare. Particolarmente emblematico il caso “GALILEO-BeiDou”. Con l’ingresso cinese nel progetto UE “GALILEO”, nel 2003, gli europei erano sicuri di poter contare su una partnership, specialmente dal punto di vista finanziario, solida che ne garantisse la realizzazione. LA COLLABORAZIONE SI RIVELO', IN BREVE, DI TUTT'ALTRA NATURA. Secondo una “#Reuters” del 2013 “Beidou è uno degli esempi più eclatanti della strategia globale della Cina volta ad acquistare, copiare o sottrarre la tecnologia necessaria per colmare il divario con gli Stati Uniti e le altre principali potenze militari. Una navigazione satellitare di alta precisione è fondamentale nella guerra moderna. Secondo gli esperti del settore aerospaziale, il know-how e le attrezzature europee e statunitensi sono stati indispensabili affinché la Cina potesse progettare, costruire, lanciare, posizionare, testare e gestire la propria rete di navigazione e altri satelliti […] Secondo gli esperti dell’industria spaziale europea, praticamente tutti i fondi stanziati sono stati spesi in Cina, e gli appaltatori cinesi hanno mantenuto la proprietà dell’hardware e della proprietà intellettuale derivanti dal progetto. Ciononostante, la tensione tra le due parti è andata crescendo. L'UE era sempre stata a conoscenza dei piani della Cina di costruire una rete di navigazione militare. MA BEN PRESTO E' DIVENTATO CHIARO CHE LA CINA INTENDEVA FAR COMPETERE BEIDOU CON GALILEO. Gli europei si sono inoltre resi conto che la Cina era determinata a ricavare quanta più tecnologia dual-use possibile per i propri satelliti. Bruxelles ha inoltre manifestato il proprio disappunto per il piano della Cina di utilizzare per il servizio militare di Beidou frequenze che potevano sovrapporsi al segnale riservato di Galileo destinato all'uso governativo e militare europeo.” Prosegue Reuters “Come dimostrano i cable diplomatici statunitensi resi pubblici da Wikileaks, con l’ampliarsi del know-how cinese, diplomatici e funzionari americani hanno esortato i governi europei e le aziende aerospaziali a non diffondere tecnologie sensibili alla Cina nell’ambito della partnership Galileo […] emerge inoltre che, durante i colloqui con i diplomatici statunitensi, alti funzionari dell’UE hanno spiegato come i cinesi avessero sfruttato i propri legami con il progetto europeo. Dopo la firma dei contratti, funzionari cinesi del Ministero della Scienza e della Tecnologia hanno effettuato visite “di ricognizione” presso aziende o istituti di ricerca in tutta Europa, utilizzando gli accordi come autorizzazione per i trasferimenti di tecnologia, secondo fonti diplomatiche UE, aggiungendo “alcuni componenti di fabbricazione europea sono stati trasferiti in Cina contro la volontà” della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'Unione. reuters.com/article/breako… Lo stesso sistema satellitare cinese BeiDou, come titola @ilgiornale dello scorso 31 marzo, offre all’Iran un’alternativa al GPS, “Rende precisi gli attacchi iraniani” e missili e droni meno vulnerabili […] l’adozione del sistema satellitare cinese da parte dell’Iran rientrerebbe in una più ampia cooperazione tecnologica con Pechino e Mosca. L’obiettivo? Rafforzare la propria autonomia strategica e ridurre la dipendenza dalle infrastrutture occidentali. Il passaggio a BeiDou consente infatti ai missili e ai droni iraniani di operare senza fare affidamento sul GPS statunitense, che potrebbe essere disturbato o disattivato in caso di conflitto. Alcuni analisti sottolineano inoltre che il sistema cinese contribuirebbe a rendere le munizioni guidate iraniane più resistenti alle tecniche di “GPS denial” e spoofing, cioè la manipolazione o il blocco dei segnali di navigazione satellitare”. ilgiornale.it/news/difesa/re… Riprendendo quanto segnalato dall’articolo del Financial Times, negli ultimi anni, un numero crescente di satelliti provenienti da Cina, Russia e Stati Uniti si sono ispezionati a vicenda con modalità che potrebbero essere impiegate anche per attaccare asset nemici in orbita: "A 36.000 km sopra la Terra, un satellite statunitense che viaggia a 10.900 km orari corregge la propria orbita e si avvicina a due satelliti per comunicazioni cinesi. Mentre accorcia le distanze, si allinea alla loro traiettoria fino a quando i tre non si muovono quasi in sincronia. Quella che appare come una danza delicata potrebbe essere qualcosa di molto più minaccioso: una prova generale di manovre da utilizzare in un conflitto spaziale” Le potenze spaziali “devono saper padroneggiare questo genere di operazioni di prossimità" in caso di malfunzionamenti dei sistemi. Tuttavia, la stessa capacità che permette a un satellite di ispezionarne un altro potrebbe danneggiarlo o disabilitarlo; non a caso, gli Stati Uniti hanno già classificato diverse manovre cinesi come episodi di "dogfighting" (combattimento ravvicinato) nello spazio ". Il combattimento nell'orbita terrestre non è più materia da fantascienza, osserva il #FT, esaminando la strategia di Pechino: "i documenti della PLA, i manuali per gli ufficiali militari cinesi e quasi 100 documenti di studiosi legati all'Esercito Popolare di Liberazione (PLA), esaminati dal Financial Times, RIVELANO COME PECHINO INTENDA COMBATTERE UNA GUERRA SPAZIALE. Dalla cattura di satelliti e il bombardamento di obiettivi sulla Terra fino al superamento della costellazione #Starlink, il materiale fornisce la visione più chiara finora disponibile sulla strategia cinese per il conflitto orbitale [...] il potenziale di alti rendimenti — la capacità di controllare la Terra controllando lo spazio rappresenta un potente incentivo strategico e militare. Pertanto, lo sviluppo di capacità belliche spaziali è diventato il punto focale della corsa agli armamenti." Le crescenti tensioni sono state illustrate dal recente ingaggio tra un satellite di monitoraggio americano, e due satelliti cinesi, TJS-16 e TJS-17, ufficialmente utilizzati per test di comunicazione, ma sospettati di sorveglianza, solo una delle capacità che preoccupano Washington. Osserva inoltre il FT "lo sviluppo da parte di Pechino di "disturbatori di frequenza", laser e satelliti capaci di trascinare altri oggetti in una "orbita cimitero" ben oltre la Terra è stato citato dal generale Chance Saltzman, capo della US Space Force, in una testimonianza dello scorso anno: "Lo spazio è un dominio di combattimento". "Le preoccupazioni circa la militarizzazione dello spazio risalgono allo sviluppo dei missili balistici intercontinentali negli anni '50. Oggi, Stati Uniti e Cina sono in gara serrata per prepararsi a un conflitto che potrebbe spegnere il "sistema nervoso" da cui dipendono le loro economie e i loro eserciti. Comunicazioni, reti elettriche, sistemi di navigazione e mercati finanziari collasserebbero senza i segnali satellitari". Secondo Howard Wang, ricercatore presso la Rand Corporation, il concetto centrale della strategia della PLA, l'esercito di Pechino, è colpire i nodi chiave della rete avversaria per "paralizzare" il processo decisionale lungo tutta la catena, dalla raccolta dati all'azione. L'articolo del Financial Times prosegue analizzando le capacità tecnologiche e contromisure in questo nuovo scenario. "Nel gennaio 2022, il satellite cinese Shijian-21 ha utilizzato un braccio robotico per trainare un satellite di navigazione BeiDou fuori uso in un'orbita cimitero. I generali statunitensi sono rimasti allarmati dalla capacità di Pechino di sequestrare un satellite in orbita geostazionaria (GEO) e smaltirlo centinaia di chilometri più in alto [...] Pechino sta inoltre perfezionando: - Sistemi anti-satellite (ASAT): sistemi terrestri per colpire satelliti in orbita bassa (LEO) e, potenzialmente, in GEO. - Radar ad apertura sintetica (SAR): tecnologia che crea immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre dai satelliti GEO, permettendo a Pechino di monitorare i movimenti navali nell'Indo-Pacifico con ogni condizione meteo." Sulle comunicazioni quantistiche, il FT rileva che nel marzo 2025, "l'Accademia Cinese delle Scienze ha annunciato una "svolta mondiale" con un collegamento quantistico in tempo reale tra un microsatellite e una stazione di terra mobile, rendendo i trasferimenti dati teoricamente inviolabili" [...] Pechino prevede fasi successive che rispecchiano la sua strategia militare globale: 1. Deterrenza spaziale: ostentazione delle capacità e repositioning dei satelliti. 2. Blocco spaziale: attacchi cyber ed elettronici per interrompere le comunicazioni nemici, o attacchi "deterrenti" limitati per forzare il nemico alla ritirata. 3. Offensiva totale: cattura o distruzione di satelliti tramite mine spaziali, laser, fasci di particelle o l'uso di aerosol per ostruire le antenne. Gli strateghi cinesi discutono persino dell'uso di aerei spaziali (spaceplanes) e stazioni spaziali per missioni di combattimento, considerandoli più agili dei sistemi robotizzati. Agli estremi di questa logica risiede la prospettiva di attacchi diretti sulla Terra dallo spazio tramite sistemi di bombardamento orbitale posizionati in LEO [...] l'area di competizione più immediata è l'orbita bassa (LEO), trasformata dal successo di Starlink di Elon Musk. La Space Force statunitense sta cercando la "sicurezza nei numeri", passando da pochi satelliti costosi in GEO a centinaia di piccoli satelliti in LEO. Questa dispersione allarma Pechino, poiché vanifica la strategia cinese di "guerra per la distruzione del sistema", basata sul colpire pochi nodi vitali. Per rispondere, la Cina prevede di dispiegare oltre 37.000 nuovi satelliti tra il 2024 e il 2030, con l'obiettivo a lungo termine di una costellazione tra i 60.000 e i 100.000 satelliti." Conclude l'articolo "sebbene i ricercatori cinesi ammettano di essere ancora in una fase di inseguimento tecnologico rispetto agli Stati Uniti, la rapidità del loro progresso è innegabile. Il rischio, tuttavia, è che questa rincorsa porti a conseguenze impreviste. Come avverte un ufficiale militare occidentale: "Siamo in un dominio dove nessuno ha mai combattuto una guerra prima d’ora. Il potenziale perché le cose vadano male molto rapidamente è immenso”. La corsa della Cina alla militarizzazione dello spazio è incandescente. Dovremmo, perciò, evitare di avventurarci ancora in “collaborazioni” cieche e non protette con Pechino, che altro non potranno essere che “lose-lose”, tutt’altro che “win-win” come si sente invocare a più riprese negli ultimi tempi. @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @ecrgroup @europainitalia @nazione_futura @GeopoliticalCen @Geopoliticainfo @ATA_Italia @GlobalCRL @theglobalnewsit @FWLuciolli @arturo_varvelli @LetiziaDo @UANI @mark_d_wallace @iuvinale_n @GabrieleIuvina1 @giuliapompili @francescamusac2 @Mohaddessin @HakamianMahmoud
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The EU is cutting funding for Chinese inverters: risk of sabotage and kill switches. But in the absence of a total ban, the responsibility for security falls on companies. Don’t wait for the government to act: protect yourselves now. #CCP Read here: linkedin.com/posts/gabriele…
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The Axis of Crime: How China and Russia Have Merged Intelligence and Organized Crime to Target the West. A Strategic Analysis of Money Laundering, Sabotage, and the Threat to Western Security, Including the EU. Read more here: extremarationews.com/post/the-digit… GwettyImages
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Nicola Iuvinale
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@USWPColby @NLAmbassadorUSA l'Italia quest'anno si ferma al 1,9% di spesa militare. Resta in procura infrazione UE X 3,1 e quindi non può dare corso all'aumento della spesa militare. Il governo non ha il mandato parlamentare e comunque Giorgia Meloni non aumenterebbe la spesa militare.
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Under Secretary of War Elbridge Colby
I had a very productive set of engagements with NATO colleagues yesterday, including a working dinner with twelve European ambassadors. In each, we had frank and productive discussions about NATO 3.0 and the urgent need for our allies to increase defense spending and accelerate burden-sharing to enable a European-led conventional defense of the continent. 1/
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Beijing leads the Pharma race: trials in 105 days vs 356 (FDA). A "Biotech Flywheel" creating a Golden Trap. 1️⃣ Deals: NewCo models to lock in Chinese IP. 2️⃣ Risks: HGR data regulatory maze. 3️⃣ Security: Health as a geoeconomic weapon. Analysis extremarationews.com/post/the-drago… GettyImages
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3 weeks, 3 game-changers: 1️⃣ Decree 834: Bans independent ESG/Supply Chain audits. 2️⃣ Ordinance 835: Mandates ignoring Western sanctions. 3️⃣ NDRC Ban: No U.S. capital for AI startups; kills "Singapore-washing." extremarationews.com/post/the-great… GettyImages
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#Algeria is increasingly in #China's political, #military and commercial orbit with significant implications for #NATO as well. Algeria has chosen to continue to fulfill its contract with #China for the purchase of six #F15Afrigates (the commercial modification of the #Type056frigate). Algeria has already obtained one #F15A frigate, the "#ElMoutasadi," which has joined the #AlgerianNavy. However, the #NorthAfrican country has asked China to transfer the technology and produce the next five ships of the same type in Algeria and not in a Chinese shipyard. Beijing is only responsible for supplying the relevant subsystems. This is also the first time that China's military shipbuilding industry is exporting small and medium-sized combat ship production and assembly technology to Africa, something of great importance to the Chinese government. The five F15A frigates were chosen by Algeria after comparing #RussianType 22160 #patrolvessels and Type 22800 small missile ships. This also shows the construction strength of the Chinese shipbuilding industry and the technical and tactical performance of the surface ships. Algeria confirms the acquisition of another Chinese #electronicwarfare system. In 2023, the Algerian Ministry of National Defense (#MND) confirmed that it had acquired the CHL-906 electronic warfare system produced by China's ELINC. Chinese #VT4tank has already entered #NorthAfrica. The conflict between #Russia and #Ukraine has caused Russia to lose several arms export markets, creating new opportunities for China's military industry. The Chinese VT-4 main battle tank recently successfully completed a firing test in #Algeria, achieving 100% centering during long-range firing. The VT-4's performance has been positively evaluated by the Algerian armed forces, and by 2025 more than 150 VT-4 tanks will replace the obsolete Russian #T90 as the main equipment of the country's armored ground forces. The VT-4 is a modernized Chinese main battle tank built by #Norinco for export abroad. It is currently in use in #Nigeria, over 6 in service since 2024; in #Pakistan, 44 in service since 2024; in #Thailand, 62 in service since 2024; and in Algeria (+150 ordered received in 2025). #ExtremaRatio
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Algeria confirms acquisition of another Chinese electronic warfare system. The Algerian Ministry of National Defence (MND) released a photograph on 9 May confirming it has acquired the CHL-906 electronic warfare system made by China's ELINC. The photograph showed Chief of Staff General Saïd Chengriha inspecting troops after an exercise in the 3rd Military Region, which is headquartered at Béchar, close to the Moroccan border. The line-up included three trucks, two of which had the antennas associated with the CHL-906's multifunction radar jamming and electronic intelligence (ELINT) stations, both in travel configuration. ELINC says the ELINT station is used to intercept and track radar radiation with a frequency of 0.1–40 GHz, while the multifunction radar jamming station can disrupt airborne radars out to a range of around 250 km. The third truck could not be seen clearly but may have carried another component of the CHL-906 system, which can also include long-range radar jamming, millimetre-wave radar jamming, and passive radar sensor stations. Source: Janes
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The Chinese-based mining group Zhejiang Huayou Cobalt has acquired control of Zimbabwe's largest lithium mine. We'll talk about it here: linkedin.com/posts/gabriele… GettyImages
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