Frezza
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@Fre_zz_a
Nobody from nowhere
Sassuolo, Emilia Romagna Katılım Aralık 2021
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“Jordan ha sintomi febbrili e ha passato tutta la giornata a letto, senza mangiare. Non ha preso parte alla seduta di tiri prima della partita e il suo impiego è incerto”
Marv Albert, telecronista da bordo campo NBC, inizia così la sua telecronaca.
Ahmad Rashad, reporter a pochi metri dalla panchina Bulls, offre altri dettagli:
“Ha dolore allo stomaco, mal di testa, ha vomitato tutta la notte e ha passato tutta la giornata nel letto. Ha continuato a vomitare, fino a pochi minuti prima della partita”
Federico Buffa qualche anno dopo lo ricorderà così:
“Un varano di 1.96 che non muoveva un muscolo. Neanche quelli involontari. Non ha nessuna espressione sul volto, è fermo, immobile e guarda, non saprei dirvi dove.
Guardo Flavio e gli dico: ‘Quando mai gioca questo’. E invece...ha giocato.”
Era l’11 giugno di 26 anni fa.
Erano le Finals, gara 5, a Salt Lake City.
Pivotal game, serie sul 2-2.
Era l’ultimo chilometro che da lì a poco sarebbe valso il quinto anello.
Si scriverà tanto su quella partita, sulla notte che l’ha preceduta e sui reali motivi di quel malessere. Di vero c’è una gara giocata senza un briciolo di energie e chiusa a 38 punti, 7 rimbalzi e 5 assist.
Uno dei tanti appuntamenti sulla strada della Leggenda.
“Ognuno ha la sua Jordan preferita”. Impossibile non mettere sul podio The Flu Game.
#otnba

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"Abbiamo vissuto in una roulotte in cinque, fino a 14 anni. Avevamo un letto singolo per tre fratelli: a turno due di noi dormivano due notti sul pavimento, poi finalmente uno poteva dormire una notte nel letto. E così via per 14 anni".
Quella di Caleb Martin, del fratello gemello Cody (giocatore di Charlotte), e dell'altro fratello Raheem, è stata un'infanzia terribile. Cresciuti senza padre, devono tutto alla giovanissima madre che li ha cresciuti da sola lavorando ogni giorno dalle 2 di notte alle 4 del pomeriggio.
"Nostra madre molto spesso non cenava dicendo che non aveva fame. Abbiamo capito in seguito che era una scusa per dare più cibo a noi. Della mia infanzia ricordo le formiche nei barattoli di zucchero, gli scarafaggi in bagno, e le croci bianche date alle fiamme davanti alla nostra roulotte dal Ku Klux Klan che ci aveva presi di mira in quanto figli neri con una madre bianca. Ma grazie a nostra madre non davamo molto peso a queste cose e trascorrevamo i pomeriggi a giocare a basket: il nostro canestro era una lastra di latta recuperata da un vecchio secchio, a 13 anni abbiamo iniziato a giocare a basket così".
Questa è la storia del giocatore che stanotte ha dominato una gara 7 di finale di conference, e ha trascinato Miami alle Finals. Un canestro ricavato da un secchio, e una madre che li ha protetti da una vita infame, sono stati gli appigli a cui aggrapparsi per costruirsi un riscatto nella vita che nel suo caso ha significato costruirsi una carriera da giocatore di basket. Passando da un ottimo liceo, poi dal college ed infine approdando in NBA seppur dalla porta secondaria in quanto non scelto da nessuna squadra al draft.
Un percorso cestistico per nulla facile. Anzi. Due anni fa, dopo esser stato tagliato da Charlotte, è tornato a casa dalla madre. Una casa nuova, bella e accogliente che le ha regalato spendendo tutti i soldi del suo primo anno di guadagni in NBA. Si è rifugiato dalla persona più importante della sua vita perchè psicologicamente quel momento è stato per lui devastante: vedeva ormai terminata la sua carriera in NBA.
E in quel momento è arrivata un'altra persona a dargli un prezioso aiuto.
Caleb è un grande amico del rapper americano "J. Cole" il quale nel 2010 scrisse una canzone dedicando una strofa a Caron Butler: dal 2002 al 2016 per 14 stagioni ottimo giocatore NBA. Il caso vuole che dal 2020 Caron Butler sia l'assistente di Spoelstra sulla panchina degli Heat.
Nell'estate del 2021 J. Cole telefona a Caron per pregarlo di fare un provino al suo amico Caleb. Caleb era nella lista dei giocatori senza contratto che Miami avrebbe voluto visionare, ma Caron Butler ha raccontato che la telefonata di J. Cole l'ha talmente colpito che 3 giorni dopo Caleb Martin è stato convocato in Florida per un provino.
In quel provino Caleb ha convinto tutti: coach Spoelstra e Pat Riley compresi.
C'è qualcosa che va oltre i 26 punti e 10 rimbalzi col 70% al tiro di questa notte, o i 19.5 punti di media nell'intera serie contro Boston, o gli straordinari playoff che sta disputando Caleb Martin. Quel qualcosa è rappresentato dal suo vissuto e da ciò che l'ha formato come persona prima ancora che come giocatore.
Dietro al fenomeno Jimmy Butler, c'è un combattente nato come uomo copertina dell'impresa dei Miami Heat.
C'è un atleta che eleva le sue prestazioni dalla regular season ai playoff, quando oltre al talento servono carattere e attributi per fare la differenza.
C'è un ragazzo che questa notte, dopo aver trionfato sul parquet di Boston, è uscito dal campo, ha preso il cellulare, ha chiamato la madre e le ha detto semplicemente "grazie".
#NBAtipo

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#InterFans oggi è il grande giorno 🖤💙
Mandateci le vostre foto mentre vi preparate per #InterMilan 📸
#ForzaInter
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