Gae Rea

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@GaeRea

In politica, la libertà è il valore più importante. Nihil est civitati praestantius, quam leges recte positae.

Katılım Kasım 2018
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Michele Lysander Guetta
Michele Lysander Guetta@MicheleGuetta·
“All’inizio del ‘900 la spesa pubblica assorbiva il 10% del reddito nazionale, a metà del secolo, negli anni 50, il 30%, a fine secolo marciava verso il 50%. Un paese in cui la spesa pubblica assorbe la metà del reddito, non è un paese libero, i suoi cittadini sono “schiavi 1/3
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Leonardo Facco
Leonardo Facco@LeofaccoTweet·
L’ho capito tardi. Avrò citato “fondata sul lavoro” cento volte prima di fermarmi a leggerlo davvero. Era lì, nella prima riga, e io lo trattavo come un saluto — qualcosa che si dice per abitudine, come “buongiorno”, senza pensare se sia davvero buono. Poi ho provato a sostituire la parola. Fondata sulla libertà. Fondata sulla dignità. Tutte funzionano. Tutte cambiano tutto. Prova a fare il confronto. Il Primo Emendamento americano apre proteggendo la parola, la religione, la stampa. La Legge Fondamentale tedesca apre dichiarando che la dignità dell’uomo è intangibile. L’Italia apre assegnandoti un compito. La differenza non è stilistica. Una costituzione che protegge la libertà dice: lo Stato non può toccare certe cose. Una costituzione fondata sul lavoro dice: il cittadino esiste in funzione di qualcosa. La prima limita il potere. La seconda lo giustifica. E se provi a dirlo, la gente si irrigidisce. Come se avessi bestemmiato. Ed è esattamente il punto: un testo scritto da uomini, in un momento storico preciso, con compromessi politici precisi — trasformato in testo sacro. Chi lo venera non si accorge di cosa c’è scritto. C’è scritto che esisti come cittadino nella misura in cui sei utile. Che i diritti inviolabili di Art. 2 sono condizionati a “doveri inderogabili di solidarietà.” Che... Art. 3 giustifica l’interventismo per “rimuovere gli ostacoli.” Il bilanciamento esiste — bilancia tutto a favore dello Stato. Da qualche parte, in un’aula scolastica, un bambino sta imparando a memoria l’Articolo 1. Nessuno gli chiederà mai cosa significa. (Giovanni Affinita)
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Gae Rea
Gae Rea@GaeRea·
@marattin Un esperimento già provato ed è fallito. Basta che il ragazzo faccia più stage indifferenti aziende. Non completerà mai 18 mesi e non sarà mai assunto.
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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Oggi un ragazzo/a fa uno stage di 12 mesi presso un’azienda. Poi ne fa un altro, sempre di 12 mesi, presso un’altra azienda. Poi un altro, magari di 8 mesi chissà, presso un’altra. Alla fine ti svegli a 40 anni che hai potuto fare solo stage. Ecco quello che succede nel mercato del lavoro di oggi. Il @Partito_Libdem ha appena depositato un emendamento al Decreto-Legge “Salario Giusto” alla Camera. Prevede che nell’arco della vita lavorativa, si possano fare al massimo 18 mesi di stage extracurricolare, poi deve scattare assunzione a qualsiasi titolo. Se ai giovani si chiede, come è giusto, disponibilità al sacrificio e produttività, bisogna anche evitare le degenerazioni che alla fine consentono lo sfruttamento a vita, magari a vantaggio dei più anziani iper-tutelati e meno produttivi. Ah, decidete voi se questo emendamento è “di destra” o “di sinistra” eh.
Luigi Marattin tweet media
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Leonardo Facco
Leonardo Facco@LeofaccoTweet·
La vera rivoluzione non è pagare un caffè col telefono. È togliere allo Stato il giocattolo più pericoloso: la MONETA. BITCOIN È SECESSIONE MONETARIA! Per secoli il potere politico ha vissuto di tre strumenti: tasse, debito e inflazione. La prima la vedi, il secondo lo scaricano sui figli, la terza ti deruba mentre dormi. Bitcoin rompe l’incantesimo: quantità limitata, nessun ministro al timone, nessuna banca centrale a “salvare” amici e complici. Ecco perché lo odiano. Non perché sia perfetto, ma perché è DISOBBEDIENTE. Non chiede permesso. Non nasce da una legge. Non dipende dalla fiducia nei funzionari. È proprietà digitale trasferibile senza padrone politico. Mentre nel 2026 si parla sempre più di euro digitale, controllo dei pagamenti e “sicurezza finanziaria”, la domanda è semplice: vuoi una moneta programmabile da chi ti tassa, ti sorveglia e decide cosa puoi comprare? O vuoi uno strumento che restituisca all’individuo almeno una porzione di sovranità? Bitcoin non promette paradisi. Promette RESPONSABILITÀ. Se perdi le chiavi, paghi tu. Se studi, capisci. Se risparmi, esci dalla ruota del criceto inflazionistico. È duro? Sì. Ma la libertà non è mai stata un servizio pubblico. Il denaro sano educa alla prudenza. Il denaro fiat educa alla dipendenza. Il primo premia chi produce, risparmia e pianifica. Il secondo premia chi stampa, indebita e redistribuisce consenso. Non serve idolatrare Bitcoin. Serve capire ciò che rappresenta: una SECESSIONE PACIFICA dal monopolio monetario. Un atto di igiene mentale contro lo Stato-banchiere. Studiate. Custodite. Diffidate dei “salvatori”. La libertà comincia anche dal portafoglio. #Bitcoin #LibertàMonetaria #AnarcoCapitalismo Approfondisci leggendo la rivista libertaria "Il Miglioverde".
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Gae Rea
Gae Rea@GaeRea·
@LeofaccoTweet Tutto vero tranne che Bitcoin possa essere l'alternativa
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
La diffusione delle conversazioni audio intercettate tra Alberto Stasi e il suo avvocato Angelo Giarda è una vergogna che umilia lo Stato di diritto e la dignità della persona
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Gae Rea
Gae Rea@GaeRea·
@RaffaelloLupi Nei programmi ministeri non è mai esistito nemmeno Adam Smith
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Gae Rea
Gae Rea@GaeRea·
@MoriMrc Forse per gli impiegati pubblici. Certamente no per i privati
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Marco Mori 🇮🇹
Le tasse non pagano la spesa pubblica, è la spesa pubblica che paga le tasse!
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Leonardo Facco
Leonardo Facco@LeofaccoTweet·
IL CAPITALISMO DEGLI AMICI NON È MERCATO Il vero scandalo non è il CAPITALISMO. È il suo cadavere truccato da Stato: il CORPORATIVISMO. 💼 Nel 2026, mentre famiglie e piccoli imprenditori vengono spolpati da tasse, inflazione e burocrazia, i soliti campioni del “mercato” fanno la fila ai ministeri: incentivi, crediti d’imposta, appalti, concessioni, piani verdi, piani digitali, piani bellici. Sempre un PIANO. Sempre pagato da qualcun altro. Questo non è libero mercato. È CAPITALISMO DI RELAZIONE: profitti privatizzati, perdite socializzate, concorrenza soffocata per decreto. Il grande gruppo “strategico” non teme il cliente: teme di perdere l’accesso al funzionario. Il piccolo artigiano, invece, deve convincere il consumatore ogni giorno. Il mercato premia chi serve meglio. Lo Stato premia chi conosce meglio. Ecco la differenza morale. Il corporativismo è la forma elegante della rapina politica: non arriva con il passamontagna, ma con il bando pubblico, la conferenza stampa e la parola “transizione”. 🌱 La domanda libertaria è semplice: se un’impresa è davvero efficiente, perché ha bisogno del denaro estorto ai contribuenti? Se un settore è davvero vitale, perché deve essere protetto dalla concorrenza? La libertà economica non è l’oligarchia dei salotti buoni. È responsabilità, rischio, proprietà privata, fallimento possibile e successo meritato. Senza sussidi. Senza favori. Senza ministeri a fare da soci occulti. Prima regola pratica: quando sentite dire “partenariato pubblico-privato”, chiedete sempre: CHI PAGA? Seconda: chi viene escluso? Terza: quale burocrate decide? Difendere il mercato significa attaccare i privilegi. Senza pietà intellettuale. #LiberoMercato #NoCorporativismo #AnarcoCapitalismo
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Istituto Bruno Leoni
Istituto Bruno Leoni@istbrunoleoni·
🌾Cosa fa “La Ricchezza delle Nazioni”? Episodio 9 - I beni essenziali: Parte II «La legge dovrebbe sempre affidare ai singoli la cura dei propri interessi, poiché nelle loro situazioni locali sono generalmente in grado di valutarli meglio di quanto possa il legislatore.» – Adam Smith
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Raffaello Lupi
Raffaello Lupi@RaffaelloLupi·
@diTerralba La sinistra cinematografica è stata fondamentale per accreditare narrazioni secondo cui le aziende sono piene di sfruttatori, inquinatori e delinquenti, mentre magistrati coraggiosi e altri funzionari a stipendio fisso sono angeli salvatori di poveri, vedove e orfani
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Gae Rea
Gae Rea@GaeRea·
@MicheleGuetta Anche perché a furia di sbagliare, delle due l'una: o si ravvede o si estingue
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Michele Lysander Guetta
Michele Lysander Guetta@MicheleGuetta·
"L'uomo deve avere il diritto di scegliere, anche di scegliere male, se mai imparerà a scegliere bene". - Josiah C. Wedgwood
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libero petrucci
libero petrucci@LiberoPetrucci·
Che li facciamo a fare i processi?
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