Luca Ronchi

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@LTortuga

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Rome, Italy Katılım Mayıs 2011
1.2K Takip Edilen389 Takipçiler
Occam's Razor
Occam's Razor@imballoionico·
Leggo che l’ANM propone di collaborare per le riforme, in nome del bene comune. Ora, non so se lo sapete, ma il Parlamento non deve concordare le leggi con l’ANM, non serve l’approvazione dei magistrati. Il parlamento è sovrano. È scritto nella costituzione che avete salvato.
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@amueblaeltunel @elendelena Provo a spezzare un’arancia: se la maternità è stata coperta ridistribuendo il lavoro non è banale ‘girare l’interruttore’ e riportare tutto a come era prima. Stante che va comunque fatto
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Jefaza
Jefaza@amueblaeltunel·
@elendelena Ma io ho tutta la flessibilità del mondo. Qui si tratta di un pattern. Torni dalla maternità e sei di serie B. In multinazionale.
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Jefaza
Jefaza@amueblaeltunel·
Sono tornata dalla maternità e mi stanno facendo sentire un pesce fuori dall’acqua. Hanno svuotato la mia posizione. Due figlie ho fatto e le due volte al ritorno dalla maternità ho trovato le montagne da scalare e il deserto. LI ODIO.
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@steveross75 Il problema è che negli ultimi decenni la qualità delle riforme fatte è stata così modesta che NON fare riforme non è tempo perso ma stabilità
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ѕтєƒαησ яσѕѕєттσ 🇺🇦 🇬🇧 🇬🇪 🇲🇩 🇨🇦 IN 🇪🇺
Andrea tocca un punto importante: le grandi riforme si presentano nei primi 100 giorni. Il perché è semplice: grace period elettorale e opposizione occupata a leccarsi le ferite e a darsi addosso. Legislatura Meloni? Mesi di governo persi tra rave, balneari e #pontesullostretto.
Andrea Bitetto @AndreaBitetto

In 3 anni e mezzo di governo con maggioranza salda : zero (0) riforme . La modernizzazione di Urso, Lollobrigida , Santanche’, i decreti sicurezza che si inventano reati inutili, i reati universali …

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SmiNoE
SmiNoE@PessimoSimone·
Quando vedo questi casolari abbandonati mi immagino quante famiglie ci sono passate, quante sbornie, litigate, quante trombate, figlioli partoriti, cene, drammi, la morte di tutto.
SmiNoE tweet media
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Cino Ducci
Cino Ducci@candidoporzus·
@GiovaQuez Spero che lo faccia. Da oggi più di prima ogni notizia che riguardi un politico o un apolitica e che abbiano a che fare con potenziali reati hanno perso ogni credbilità. Non dovranno essere mai più considerate di rilevanza politica.
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Giovanni Rodriquez
Giovanni Rodriquez@GiovaQuez·
Siamo al 24 marzo, il referendum è ormai alle spalle, e Delmastro resta sottosegretario alla Giustizia nonostante tutte le notizie emerse in questi giorni a suo carico. Meloni intende davvero assumersi fino in fondo la responsabilità di questa scelta politica?
Giovanni Rodriquez@GiovaQuez

Aspetto la conclusione di questo referendum, non tanto per l'esito quanto per capire se Delmastro resterà davvero al suo posto. Perché quello che emerge è di una gravità inaudita, difficile da ridurre a “leggerezza” 👇

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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@GennaroSenatore Puoi chiarire? Ti riferisci alla rete di distribuzione, immagino, non all'idroelettrico?
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Claudio
Claudio@sonoclaudio·
Siete dipendenti di una azienda (le dimensioni non contano) o di uno studio? non aprite più nessuna email; e, se il datore di lavoro ve lo impone, rifiutatevi. In particolare, se in assenza di adeguata formazione. 🔗 open.online/2026/03/23/tru…
Claudio tweet media
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@MauroV1968 @salchars Non mi risulta sia aumentata l'incidentalità in Italia con la diffusione dell'automatico. Torniamo a bomba: per guidare su una strada non rettilinea a velocità codice (+25%) occorre il cambio manuale?
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@Lauraar71 L'età giusta per studiare è tutta la vita. La scuola che non ti insegna la curiosità e il desiderio di continuare ad apprendere ha fallito anche si ti ha dato unu'infarinatura di latino, IMO
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Arual
Arual@Lauraar71·
@LTortuga No. Non lo farà mai. Bisogna educare i ragazzi nell'età giusta.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@MauroV1968 @salchars A velocità codice? E ci sono statistiche di maggiore frequenza di incidenti per le automatiche?
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@Lauraar71 @bastet1965 @BMitraglia Filosofia anche per me grandissimo si. Però bisogna fare delle scelte: se la scuola insegna a studiare il meccanico la filosofia la può studiare nei successivi 40 anni
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Arual
Arual@Lauraar71·
@LTortuga @bastet1965 @BMitraglia Io li aggiungerei. Non toglierei assolutamente niente. Ore in più. E diritto. Se fosse per me, metterei diritto e filosofia in ogni scuola superiore. Non vedo perché un meccanico non possa cimentarsi nel discorso filosofico.
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@assurdistan Il 40% non sta comprando l'offerta politica esistente ma pare non basti a farne emergere altra 😕
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Assurdistan del Nord 🇺🇦🇬🇪🎖🇪🇺🖖🌻
Se sei un elettore, non partecipi a un partito: compri la sua offerta politica dando in cambio le tue tasse e il tempo della tua vita. Se in Italia abbiamo partiti di merda, che ci fanno perdere tempo e soldi in cambio di fuffa, come elettori stiamo facendo un lavoro di merda.
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@Lauraar71 @bastet1965 @BMitraglia Ci sarebbe molto da discutere su quale tipo di formazione sarebbe ideale per un giovane al giorno d'oggi. Io, per esempio, sostituirei greco e latino con diritto ed economia che trovo imprescindibili per un cittadino moderno
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Arual
Arual@Lauraar71·
@LTortuga @bastet1965 @BMitraglia È una scuola "inutile". Greco e latino? Meri esercizi mentali con utilità pari a 0 per fatturare. Filosofia? Piuttosto vendo foto di piedi.
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Arual
Arual@Lauraar71·
@bastet1965 @BMitraglia Insegno. La scuola NON deve preparare al lavoro. Do a questa frase un contesto più moderno: non deve preparare SOLO al lavoro. Sennò basterebbe insegnare rudimenti di italiano, aritmetica e un po' di inglese. E poi a 14 anni alle 4 a scaricare pancali al mercato ortofrutticolo.
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Angelica Albi
Angelica Albi@angelica_albi·
@PaoloPozzani Non c'è nessuna differenza tra aborto e infanticidio, e infatti, appena questa cosa entrerà in vigore, in Inghilterra non ci sarà più alcun motivo solido per continuare a punire l'infanticidio nemmeno dopo il parto.
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Paolo Pozzani
Paolo Pozzani@PaoloPozzani·
L'illusione che la legge penale determini la moralità di un paese. La esprime, piuttosto. Ma, dall'altra parte, l'illusione che legiferare per la libertà progressiva riempia il vuoto che ci assedia e gli dia pure un senso.
Pro Vita & Famiglia@ProVitaFamiglia

🇬🇧 Regno Unito: la House of Lords approva la depenalizzazione dell'aborto fino alla nascita Ieri sera la Camera Alta britannica ha respinto l'emendamento che avrebbe eliminato la Clausola 208 del Crime and Policing Bill: le donne non saranno più perseguibili penalmente per aborti autogestiti - per qualsiasi motivo, a qualsiasi stadio della gravidanza, fino alla nascita. La legge principale sull'aborto (Abortion Act 1967) non cambia formalmente: rimane il limite delle 24 settimane per le strutture sanitarie e l'obbligo del consenso di due medici. Ma questa clausola rimuove ogni deterrente penale per i casi autogestiti, comprese le gravidanze avanzate. È stata respinta anche la proposta di reintrodurre la visita medica obbligatoria prima della prescrizione della pillola abortiva. Come hanno dichiarato gruppi pro-life locali e mons. John Sherrington, vescovo responsabile per le questioni di vita della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, si tratta di un aborto fino alla nascita de facto: senza deterrenti penali per i casi autogestiti tardivi, aumentano i rischi di abusi, coercizione e pericoli per la salute delle donne stesse. Il disegno di legge deve ancora ricevere la Royal Assent per diventare definitivamente legge. Noi continuiamo a dirlo con chiarezza: ogni vita umana merita protezione, dal concepimento alla nascita. #uk #abortofinoallanascita #abortion #provita

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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@orporick Prof. la mia impressione è che di questi difetti ve ne sia una lista lunghissima mentre il tempo e l'attenzione dei ragazzi sono finiti. Alle medie è diluvio di 'esperienze'seguite da rincorse per completare i 'programmi'. C'è qualcosa da rivedere
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orporick
orporick@orporick·
(Knuth nel 1974 pone l'accento su un difetto del sistema scolastico americano. Direi che siamo ancora fermi lì.)
orporick tweet media
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Luca Ronchi
Luca Ronchi@LTortuga·
@Per5pectiveMan Quindi permettere ad un quadro che guadagna 70k l'anno di avere una casa dove lavora NON è un problema da risolvere. Stai dicendo che deve fare il pendolare mentre il disoccupato deve avere la casa popolare in centro?
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Luca Sartori
Luca Sartori@Per5pectiveMan·
@LTortuga Certo, infatti sono gli stessi costruttori a dirlo a Milano ad esempio. La mia critica va alla cricca "build build build", gli "abudance" fanatici e la mano invisibile che risolve i problemi di tutti. Risolve i "problemi" di quelli che hanno comunque un'altra soluzione.
Luca Sartori tweet media
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Luca Sartori
Luca Sartori@Per5pectiveMan·
"Build more houses and prices will fall" No è un bel po' più complicato di così. 1. il costruttore non ha nessuna voglia di perdere l'investimento e piuttosto non vende 2. se si è costruito condomini con piscine e palestre che hanno costi annuali soggetti a inflazione la ⏩
Philip Oldfield@SustainableTall

London has built lots of flats…but few people want to buy them Since 2014, some 20,000 flats have been completed in Wandsworth. But nearly 40% of modern flats there have sold at a loss in the last 5 years archive.is/A3rfy

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brunello
brunello@jeanloupverdier·
@lasoncini @AuroraFantin io (però) non sottovaluterei la saccenza di tutti coloro che danno consigli perchè si sentono Gesù nel tempio, oppure perchè non possono più dare cattivo esempio: più che boomer, li definirei soloni, e "invecchiare male" è un'espressione fin troppo gentile.
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Aurora Fantin
Aurora Fantin@AuroraFantin·
Invecchiare male: discutere con arroganza di studenti fuori sede senza sapere cosa significa e senza essere mai stati studenti fuori sede.
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