Barbara Silbe

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@LaSilbe

Direttore di @EyesOpen_Mag Vicedirettore @theglobalnewsit

Katılım Ocak 2012
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Barbara Silbe
Barbara Silbe@LaSilbe·
Grazie @renatozer0 mio grande e intramontabile Amore. Buon compleanno a te! E grazie a @IlPaoloGiordano che era lì con te. Vi amo ❤️😘
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Caritas Ambrosiana
Caritas Ambrosiana@caritas_milano·
«Il lavoro deve essere una fonte di speranza e di vita, che permetta di esprimere la creatività dell’individuo e la sua capacità di fare del bene.» Papa Leone XIV 1° Maggio, Festa dei Lavoratori
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TAFFO
TAFFO@taffoofficial·
Un anno di vita in più per chi mette like. Domani interroghiamo.
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Caritas Ambrosiana
Caritas Ambrosiana@caritas_milano·
"Sono passati quattro anni dall’inizio della guerra contro l’Ucraina. La pace non può essere rimandata: è un’esigenza urgente, che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili." Papa Leone XIV Restiamo vicini al popolo ucraino, che continua a soffrire.
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Luca Bizzarri
Luca Bizzarri@LucaBizzarri·
Io spero solo che all'estero ci caghino così poco da non accorgersi che sui principali media nazionali stanno parlando da ore di un angelo che somiglia a Meloni. Il nostro noncontareuncazzo e nonsapereuncazzo ha raggiunto il suo apice.
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Secolo d'Italia
Secolo d'Italia@SecolodItalia1·
Osho: “A Pisa un trionfo per Venezi, non ho visto spillette. Finché non ti schieri sei bravo, poi diventi mediocre, è successo anche a me” dlvr.it/TQXhV9
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Stephen King
Stephen King@StephenKing·
ICE is the American Gestapo.
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Europa Verde - Verdi
Europa Verde - Verdi@europaverde_it·
NO al controllo dell’informazione da parte degli USA sul Referendum! Meta (Facebook e Instagram) ha oscurato il video in cui il prof. Alessandro Barbero spiega perché voterà NO al referendum sulla riforma della giustizia di Meloni, definendolo “informazione falsa” dopo un presunto fact-checking pagato dalla società americana. Un atto gravissimo: una big tech statunitense decide di silenziare un’opinione politica legittima di uno dei più autorevoli intellettuali italiani su un tema centrale per la nostra democrazia. Una “coincidenza” fin troppo comoda per il governo Meloni, un vero e proprio regalo politico. Un pericolo per l’Italia e per la libera espressione dell’opinione, visto che Meta ha già dimostrato di segnalare e oscurare contenuti soltanto in base alla posizione politica e non alla falsità o verità delle informazioni. Proprio mentre il NO cresce nei consensi, un colosso USA guidato da miliardari sempre più vicini a Trump interviene per limitare il dibattito pubblico italiano. È la prova di un sistema di social e big tech che non garantisce democrazia e partecipazione. Per questo tocca a noi rompere la censura. Condividiamo il video, facciamolo girare ovunque, parliamone. Al referendum costituzionale, VOTA NO. #IoVotoNo
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Fanpage.it
Fanpage.it@fanpage·
Referendum Giustizia, Barbero: “Il cittadino non è mai sicuro se giudici e pm prendono ordini dal governo" fanpa.ge/vmg5Y
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Fratelli d'Italia 🇮🇹
Fratelli d'Italia 🇮🇹@FratellidItalia·
Per anni la sinistra ha usato lo spread come una clava politica, elevandolo a giudizio assoluto sull’Italia. Oggi che scende e segnala fiducia dei mercati, risparmi sul debito e conti più solidi, quello stesso indicatore, guarda caso, scompare dal dibattito. I numeri però restano, anche quando non fanno comodo, e raccontano di una Nazione che, smentendo i loro pronostici, è tornata credibile, affidabile e rispettata.
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Caritas Ambrosiana
Caritas Ambrosiana@caritas_milano·
1° gennaio, Giornata Mondiale della Pace #WorldPeaceDay "Cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile." - Papa Leone XIV Acquerello di Donatella Caprara Riva
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Caritas Ambrosiana
Caritas Ambrosiana@caritas_milano·
"La nostra comune speranza oggi ha il nome della pace. Una pace vera e giusta ovunque che ponga fine all’incertezza e al disorientamento indotti dalla attuale situazione internazionale." Auguriamo a tutte e tutti un sereno anno nuovo! 🥂
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TAFFO
TAFFO@taffoofficial·
Che sia un nuovo inizio.
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Granpasso
Granpasso@Granpasso112358·
@taffoofficial Un’eretica citazione gnostica che, ovviamente, non ha niente di cristiano. Togliete quella specie di croce che avete nel logo, si tratta di appropriazione indebita.
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Fabio Salamida
Fabio Salamida@SalamidaFabio·
Chissà se tutti quei pirla che stanno mettendo bocca sul lavoro degli assistenti sociali e dei giudici che si stanno occupando della famigerata “famiglia nel bosco”, senza avere alcuna competenza in materia ma solo per fare propaganda su una “riforma” della giustizia che non c’entra nulla con la vicenda, farebbero mai vivere i loro figli in quelle condizioni.
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Oggi, in uno scambio di opinioni, mi è stata posta una domanda che mi rode dentro, che mi costringe a pensare. Perché questo governo, che ha prodotto solo macerie, continua a stare in piedi? Un governo che brucia risorse pubbliche senza strategia, che gonfia il debito mentre predica rigore agli ultimi, che smantella l’equità fiscale e tratta l’evasione come furbizia da premiare. Un governo che prepara condoni come si lanciano ossa a una platea complice, che legalizza l’ingiustizia trasformandola in norma. Un governo nepotista, che ha fatto del piazzamento di parenti, amici, camerati e fedelissimi un metodo sistemico, un modello di potere, un’infrastruttura permanente di incompetenza. Un governo dove il merito è un intralcio e la fedeltà cieca è l’unico requisito. Un governo guidato da una bugiarda seriale, incapace di dire la verità anche quando i numeri la inchiodano, che riscrive la realtà frase dopo frase, che mente per istinto, per riflesso, per sopravvivenza. Una leader che fugge il confronto come si fugge un’accusa, che evita i giornalisti, che seleziona le domande, che scappa dalle conferenze stampa, che teme la complessità perché la smaschera. Una figura ignorante sul piano politico, che riduce ogni questione a slogan, che urla per coprire il vuoto, che trasforma l’isteria in comando, che scambia l’aggressività per autorevolezza e l’arroganza per forza. Una leadership fragile, urlata, perennemente sulla difensiva, che governa per reazione e mai per progetto. Questo modo di comandare invece che governare non è un incidente. È il sistema che funziona esattamente come è stato progettato. Un governo popolato da ministri con lauree false, da figure che millantano titoli inesistenti, da incompetenti sistemici piazzati in poltrone strategiche. Un governo dove un ministro della cultura non conosce la cultura, dove un ministro dell’istruzione non ha mai insegnato, dove un ministro dell’economia misura la crescita contando i condizionatori venduti. Un governo che nomina sottosegretari pescati da liste clientelari, che piazza parenti in enti pubblici, che distribuisce incarichi come mance. Un governo che fa dichiarazioni imbarazzanti, che confonde dati, che inventa statistiche, che straparla di soluzioni impraticabili con la sicumera di chi non sa di non sapere. Un governo che propone flat tax per ricchi mentre taglia fondi alla sanità, che parla di crescita mentre asfissia le imprese, che millanta sovranità mentre svende asset strategici. Un governo che strangola l’economia reale, che affossa salari già miserabili, che rende il lavoro sempre più povero e precario, che punisce chi investe, chi innova, chi produce valore. Un governo che trascina l’Italia ai margini dell’Europa: ultimi per crescita, ultimi per stipendi, ultimi per mobilità sociale, ultimi per futuro. Un governo che si oppone a qualsiasi proposta che arrivi dall’Europa, che vota contro a prescindere, sempre contro, anche quando sarebbe nell’interesse del paese. Un governo con derive antieuropeiste che ospita chi vorrebbe cancellare l’euro, chi sogna un ritorno alla lira, chi vede nel progetto europeo un nemico. Un governo che guarda a Orban come modello, che ammicca ai regimi autoritari, che balbetta sul piano internazionale, che ospita chi stima Putin, chi ne giustifica la violenza, chi relativizza un’aggressione criminale. Un governo che conta più indagati, inquisiti e condannati di qualsiasi altro nella storia repubblicana. Un governo che ospita al suo interno chi ha rapporti con la mafia, con la malavita organizzata, chi ruba denaro pubblico. Un governo che per questo attacca la magistratura ogni giorno, che la denigra, che la offende, che la sminuisce agli occhi dei cittadini per giustificare se stesso e proteggere i propri. Un governo che vuole distruggere uno dei tre poteri dello Stato per poter continuare a delinquere in libertà. Un governo che attacca perfino le prerogative del Presidente della Repubblica, che cerca di svuotarne il ruolo, che vuole cancellare ogni contrappeso al proprio potere. Un governo che svuota scuola e sanità, che smonta il welfare pezzo dopo pezzo, che trasforma diritti fondamentali in servizi opzionali. Un governo che governa solo per difendere rendite, per blindare privilegi, per occupare ogni spazio disponibile. Un governo che usa la legge come manganello, che inventa reati e li ficca nel codice penale per compensare l’assenza di politiche, che confonde la giustizia con la vendetta, la sicurezza con la repressione, l’autorità con l’abuso. Non è declino. È demolizione consapevole della democrazia, pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno. Poi penso a chi lo vota, questo governo. Penso agli evasori fiscali, a chi ruba allo Stato e si sente vittima, a chi aspetta la prossima sanatoria come manna, come premio alla propria disonestà. Penso a chi non ha mai studiato e disprezza chi studia, a chi odia la competenza perché lo mette a nudo, a chi rivendica l’ignoranza come bandiera. Penso a chi non è in grado di leggere più di tre righe, a chi rifiuta la complessità, a chi confonde l’opinione con il fatto e l’urlo con l’argomento. Penso a chi flirta con il fascismo, a chi lo minimizza, a chi lo riabilita, a chi ne assorbe il linguaggio, la violenza, l’odio come normalità. Penso ai filo Putin, a chi giustifica l’invasione, a chi scambia l’imperialismo per antiamericanismo, la sottomissione per pace. Penso a chi difende Israele negando ogni evidenza, a chi rimuove i morti, a chi cancella le macerie, a chi rifiuta perfino la parola genocidio pur di non mettere in discussione il proprio schieramento. Penso a chi crede che il denaro e l’apparenza siano tutto, a chi misura la dignità in base al patrimonio, a chi disprezza i poveri e idolatra i ricchi. Penso a chi sogna la nazionalizzazione dell’oro della Banca d’Italia senza capire nulla di economia, a chi invoca soluzioni semplicistiche per problemi che non comprende. Penso a chi crede che tassare chi non ha nulla e alleggerire chi ha tutto sia giustizia. Penso a chi applaude l’assurdo di trecento nuovi funzionari in un ministero inutile, finanziati tassando con due euro ogni pacco, una tassa regressiva che colpisce tutti, indistintamente. Penso a chi esulta per ogni nuovo reato inventato e ficcato nel codice penale, a chi crede che la pena sia l’unica risposta, a chi invoca il carcere come soluzione universale. Penso a chi è xenofobo, omofobo, razzista, a chi ha bisogno di un nemico costante per non guardarsi allo specchio, a chi costruisce la propria identità sull’esclusione dell’altro. Penso a tutto questo e allora capisco. Non è un incidente. È esattamente quello che hanno scelto.
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Ilaria Salis
Ilaria Salis@SalisIlaria·
Questa è l’Ungheria di Orbán: unico Paese in Europa dove per aver organizzato un Pride si rischia la galera. E in Italia c’è persino chi guarda a questo orripilante regime autoritario come modello da imitare. In Europa e nel mondo – dalla Russia agli Stati Uniti – soffia forte un freddo vento di fascismo, e anche le libertà più fondamentali tornano a essere messe in discussione. Per questo è necessario resistere, organizzarsi, auto-difendersi, contrattaccare. Non perdiamo mai la speranza, arriverà una nuova primavera dei popoli.
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Caritas Ambrosiana
Caritas Ambrosiana@caritas_milano·
7 dicembre, Sant'Ambrogio, patrono della città di Milano "Voi pensate: i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi." #7dicembre #SantAmbrogio #Milano
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Paolo Berizzi
Paolo Berizzi@PBerizzi·
Cacciatori di fascisti. In questo dialogo con il mio amico fotoreporter catalano @jordiborras parliamo della marea nera che sta invadendo l'Europa, di demoni, paure e speranze. Di vita sotto scorta. Lo trovate su U il nuovo mensile di @repubblica ⤵️ d.repubblica.it/urep/2025/11/2…
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Mi faccia capire: da quando è al potere, il Parlamento e le commissioni restano chiusi il lunedì, il giovedì e il venerdì. Paghiamo deputati e senatori per lavorare due giorni alla settimana, mentre si lamentano perché manca il gelato alla buvette. Il suo sodale Brunetta, oggi a capo di un ente pubblico la cui utilità è tutta da dimostrare, raddoppia a 1,6 milioni di euro la spesa per le retribuzioni dei dirigenti e si aumenta lo stipendio di 70.000 euro, pure con effetto retroattivo. Lei, invece, risparmia circa 70.000 euro di tasse grazie a una casa accatastata come A7 anziché A8, come sarebbe corretto per un immobile di lusso. Siamo certi che tutto sia pienamente legale, anche se resta difficile considerarlo opportuno. Intanto nel partito che ancora espone la fiamma del Movimento Sociale Italiano, simbolo di un passato che si finge sepolto, siedono candidamente inquisiti, pregiudicati e condannati per i reati più vari: corruzione, frode, abuso d’ufficio, peculato. Eppure è lo stesso partito che pretende di dare lezioni di moralità e disciplina agli altri, mentre l’etica pubblica sembra diventata un optional. E il problema, secondo lei, sarebbero gli italiani che scioperano, rinunciando a una giornata di paga, il venerdì? Faccia una cosa: abolisca pure il diritto di sciopero. Sarebbe perfettamente in linea con il profilo di questo governo.
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