Luca Bonini 🇮🇹 🇺🇸 🇮🇹 🇺🇸
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Luca Bonini 🇮🇹 🇺🇸 🇮🇹 🇺🇸
@LucaBonini10
Made in 🇮🇹. Forged in the 🇺🇸. Proud of both my countries. Just my opinion.



🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Hanno ucciso la Guida Suprema. Eliminato decine di figure chiave del regime a piacimento, scegliendo come e quando fermarsi. Distrutto o gravemente indebolito la Marina iraniana. Degradato le scorte missilistiche di Teheran. Danneggiato forse irrimediabilmente l’industria della difesa della Repubblica Islamica. Colpito migliaia di postazioni dei Guardiani della Rivoluzione e delle forze Basij. Colpito nuovamente i siti nucleari iraniani. Indebolito l’infrastruttura di un regime che non può più contare sulla tenuta del patto sociale con gli iraniani dopo le proteste di gennaio (e si capirà nelle prossime settimane). Inflitto colpi devastanti agli alleati regionali del regime. Umiliato il nemico dimostrando il controllo dei cieli con una delle missioni di salvataggio più complesse e spettacolari della storia. Ottenuto la riapertura dello Stretto di Hormuz senza concedere nulla al tavolo del negoziato, se non un negoziato. Si poteva fare meglio? Certo. Se chiedete a me, gli Stati Uniti e Israele avrebbero dovuto fermarsi soltanto a regime change compiuto. Quella era e resterà la “vittoria totale”. Ma gli stessi che oggi dicono che “Trump ha perso, è stato umiliato” fino a ieri sostenevano che la guerra per un regime change fosse illegale e ingiustificata. Bisogna mettersi d’accordo. I fatti dicono che abbiamo una sospensione degli attacchi di due settimane - neanche completa, vista l’intenzione di Israele di continuare a combattere in Libano - e l’opportunità di ottenere importanti risultati diplomatici. Se non verranno, fra due settimane - “two weeks” - o quattro o sei, comunque al termine di questo ciclo di negoziati, Stati Uniti e Israele torneranno a perseguire militarmente gli obiettivi che si sono dati. Chiedo: la soluzione negoziale non era quella da tutti auspicata? E perché stamattina si è trasformata improvvisamente in un fallimento strategico? La verità è che l’Iran ha fatto molte più concessioni di quanto abbiano fatto gli americani. La verità è che Teheran ha accettato ciò che aveva sempre detto di non poter neanche considerare: una tregua anziché un accordo di pace complessivo. Se lo ha fatto è perché sottoposto a una pressione militare senza precedenti. Se lo ha fatto è perché persino la prospettiva (altamente probabile) che questa si riveli una semplice “pausa tattica”, in vista di nuovi strike, gli appare preferibile alla continuazione della guerra e alla certezza di un’ulteriore escalation. Questi sono fatti. Il resto è odio, ideologia o racconto politicizzato da parte di personaggi ossessionati da Stati Uniti, Israele, Trump e Netanyahu. Dunque, se va di moda dire che Stati Uniti e Israele “hanno perso”, va bene, continuate pure. Dico solo questo: nella vita mi (e vi) auguro di perdere sempre come hanno perso Stati Uniti e Israele. Il tempo è galantuomo. Lo sarà anche in questo caso. Ps: vi aspetto sul Blog. E grazie ai tantissimi - davvero - che stanno respingendo gli assalti della propaganda iraniana e anti-americana dando fiducia a questa pagina: dangelodario.it/iscriviti



Here’s the 10 point peace plan found “acceptable” by Trump now circulating. Huge strategic defeat for the US, biggest loss since Vietnam. Shows the surge of Iran as the emerging 4th center of world power.


Here’s the 10 point peace plan found “acceptable” by Trump now circulating. Huge strategic defeat for the US, biggest loss since Vietnam. Shows the surge of Iran as the emerging 4th center of world power.




🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Difficile definirlo punto nave, non solo vista l’ora, ma pure in ragione del fatto che gli stessi “marinai” sembrano navigare a vista, senza una rotta chiara. Ma due pensieri vale comunque la pena buttarli giù. E quindi andiamo. Capisco che l’istinto porti a dire che “Trump ha fatto TACO”. È un pensiero naturale a primo impatto. Del resto anche la tempistica indicata dal diretto interessato - le ormai mitologiche “two weeks” - non aiuta, è poco fortunata, alimenta chiaramente questo tipo di racconto. Qualcuno alla Casa Bianca dovrebbe farglielo notare. Ma, battute a parte, attenzione a saltare a conclusioni affrettate. Molto - quasi tutto - passerà da ciò che accadrà nello Stretto di Hormuz nelle prossime ore. Breve promemoria: - L’Iran fino a oggi aveva sempre rifiutato la riapertura dello Stretto. - L’Iran aveva sempre respinto l’idea di un cessate il fuoco parziale chiedendo un accordo complessivo per la fine della guerra. - L’Iran aveva sempre dichiarato che qualunque intesa avrebbe dovuto includere garanzie per i suoi alleati regionali. Quella di cui stiamo parlando stanotte è invece una tregua di due settimane condizionata alla riapertura totale di Hormuz. Senza certezza rispetto al fatto che il ciclo guerra/negoziato/tregua/di nuovo guerra non si ripeterà. Quanto alle garanzie per gli alleati di Teheran: credo onestamente che Israele per Hezbollah abbia altri piani. E allora? E allora se l’Iran ha ceduto non è perché a Teheran siano oggi al potere dei saggi, degli illuminati. È semplicemente perché la pressione militare (e le minacce di un’ulteriore escalation) hanno prodotto risultati. La propaganda iraniana (e non soltanto quella), com’è normale che sia, nelle prossime ore venderà al mondo una narrazione di segno contrario: quella di un’umiliante ritirata americana. Una parte cospicua di mondo sarà ben felice di accettarla come tale. Non dovremmo essere sorpresi. È il gioco delle parti. Ciò che dobbiamo fare - lo chiedo in particolare ai lettori del Blog - è ignorare il rumore di fondo che verrà. Atteniamoci come sempre ai fatti. I fatti dicono che ci sono molti punti ancora in sospeso: a partire dal futuro del programma nucleare iraniano, passando per la questione delle scorte di uranio arricchito e fino ad arrivare alla capacità dell’Iran di fare rispettare un cessate il fuoco (segnalo che il regime ha mostrato delle fratture e alcune frange dei pasdaran potrebbero essere riluttanti a sospendere i combattimenti). Dunque sì, Trump potrebbe apparentemente aver fatto TACO rispetto alla minaccia di bombardare ponti e centrali elettriche, ma le maggiori concessioni questa notte arrivano dall’Iran. Nel mentre, gli Stati Uniti consentono ai mercati di rifiatare e guadagnano tempo per far affluire nella regione rinforzi e ulteriori asset militari. Insomma, volete la mia previsione? Oggi si è comprato tempo. Ma questa storia non è finita, è ancora molto lontana dal “the end”. Ne avremo per più di “due settimane”. Ps: se avete apprezzato questa analisi, l’invito è a sostenere questo spazio di informazione indipendente e a non perdere i contenuti riservati agli abbonati. Vi aspetto a bordo: dangelodario.it/iscriviti E vi ringrazio. Buonanotte. A domani.




"Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth #ANSA ansa.it/sito/notizie/m…


A Pasqua ricordiamo il primo palestinese cristiano ammazzato dagli israeliani

🚨🇰🇵🇺🇸🇮🇷 BREAKING: NORTH KOREA SIGNALS SHIFT AMID IRAN WAR. According to Reuters, North Korea is deliberately distancing itself from Iran during the ongoing conflict to keep the door open for better ties with the United States. ▫️ No military support sent to Iran ▫️ No condolence message over Ayatollah Ali Khamenei (or leadership transition) ▫️ No recognition of new leadership claims ▫️ Public statements kept limited and cautious, avoiding direct criticism of Donald Trump. South Korean intelligence says this reflects a strategic effort to open “new diplomatic space.” Kim Jong Un reportedly stated: “There is no reason we cannot have good relations with the United States.”












