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@LucaFerrarini62

Katılım Haziran 2012
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𝗖𝘂𝗯𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗛 𝗱𝗲 𝗢𝗿𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶́𝗮
La Paradoja de Fermi es una pregunta famosa formulada por el físico Enrico Fermi en 1950 durante una conversación informal en Los Álamos. La idea es sencilla y devastadora: - El universo es enorme (miles de millones de galaxias, cada una con miles de millones de estrellas). - Muchas estrellas son antiguas y tienen planetas en la zona habitable. - La vida apareció relativamente rápido en la Tierra. - La inteligencia y la tecnología también (en escala cósmica). Si existiera aunque sea una sola civilización capaz de viajar o enviar señales interestelares, debería haber colonizado o al menos dejado evidencia detectable en toda la galaxia en pocos millones de años (un parpadeo cósmico). Entonces… ¿dónde está todo el mundo? Esta es la paradoja: según las probabilidades (ecuación de Drake), el cosmos debería estar rebosante de vida inteligente y evidencia de ella. Pero no vemos nada, ni señales de radio, ni megastructuras, ni sondas, ni colonias. Solo silencio. Las principales respuestas son: - Somos los primeros (o estamos muy solos). - Las civilizaciones se autodestruyen antes de volverse interestelares (el "Gran Filtro"). - Se esconden, ya están aquí pero no las vemos, o usan tecnologías que no detectamos. - O simplemente la vida inteligente es mucho más rara de lo que creemos. Ahora viene la parte Fermi aplicada a la izquierda, especialmente al socialismo y al comunismo. Llevan más de 150 años prometiendo el paraíso terrenal: "Esta vez sí va a funcionar" "El verdadero socialismo no ha sido probado" "Solo falta una buena implementación" "Con más poder y más dinero público, esta vez alcanzaremos la utopía sin clases, sin pobreza, sin opresión..." Es decir; teóricamente, debería haber funcionado ya decenas de veces. Tienen: - Teorías elaboradísimas (Marx, Lenin, Gramsci, etc.). - Millones de intelectuales, activistas y votantes convencidos. - Oportunidades históricas incontables (Rusia 1917, China 1949, Cuba 1959, Vietnam, Camboya, Nicaragua, Venezuela, Bolivia, etc.). - Control total del Estado en múltiples ocasiones. - Apoyo masivo de medios, academia y cultura durante décadas. Entonces… ¿dónde están los resultados? Si el socialismo/comunismo fuera tan superior como dicen, debería haber al menos un ejemplo claro, próspero, libre y exitoso que la gente quiera copiar voluntariamente. No uno fallido tras otro, sino un país que diga: "Miren, aquí lo logramos". Pero solo hay silencio… o excusas: - "No era verdadero socialismo" - "Fue sabotaje imperialista" - "Faltó más radicalidad" Exactamente como el silencio cósmico. La explicación más parsimoniosa (navaja de Occam) es que hay un Gran Filtro: el socialismo choca contra la naturaleza humana, la economía del incentivo, el cálculo económico y la realidad. No es que "no se haya intentado bien". Es que el modelo es incompatible con la realidad, igual que una civilización que nunca logra salir de su planeta porque siempre se autodestruye antes. Cada nuevo intento es como otra estrella donde "esta vez la vida inteligente va a evolucionar"… y vuelve el mismo silencio. Si tu ideología de mierda lleva más de un siglo haciendo la misma promesa y solo produce miseria, éxodo, muertes y autoritarismo, quizás el problema no sea que "no se aplicó bien". Quizás el problema sea la ideología misma. ¿Dónde está todo el mundo, camarada?
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L62
L62@LucaFerrarini62·
@ClaudioBorghi Che si fottano. Recuperate Vannacci e andiamo a vincere! Ricordate, perso lui perse le elezioni!
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Alessandro Greco
Alessandro Greco@Pgreco_·
E se ci fosse stata tua figlia? O tua sorella o tua moglie? Milano. Sono le 23.30 del 21 marzo. La metro linea M1 è ferma a Cadorna. Un treno è bloccato per un guasto tecnico. La gente è stanca, un po' spazientita, nervosa. Dentro quel vagone, però, non c’è solo disagio. C’è paura. Un gruppo di ragazzi sta molestando alcune ragazze. Non è una scena interpretabile. È chiara: stanno molestando delle ragazze. La situazione è sul punto di degenerare. Arrivano due guardie giurate. Intervengono. Chiedono al gruppo di scendere. Una parte scende. Uno resta. Non ha il biglietto, ma non è quello il punto. Il punto è l’atteggiamento: ostile, provocatorio. In mano ha una bottiglia di vetro, tenuta per il collo, come fosse un’arma. In quel momento non hai tempo per ragionare con calma. Non hai il lusso della teoria. Hai pochi secondi e delle persone da proteggere. Ilario Esposito, 52 anni, fa quello che ritiene necessario: estrae la pistola d’ordinanza. Non la punta contro nessuno. La tiene verso il basso. È un segnale, un deterrente. Che infatti funziona. La bottiglia viene abbassata. La tensione scende. Lui rimette l’arma a posto. Poi interviene fisicamente per allontanare chi è rimasto. La situazione si chiude lì. Nessuno ferito. Nessuna escalation. Fine dell’intervento. Ma inizio del problema. Perché per l’azienda quel gesto è "sproporzionato". "Non conforme ai protocolli". Risultato: sospensione e poi licenziamento per giusta causa. Oggi Ilario è senza lavoro. È marito, è padre di quattro figli. E paga una decisione presa in pochi secondi dentro una situazione che, da fuori, è sempre più facile giudicare. La domanda, però, resta: cosa pretendiamo davvero da chi deve garantire la sicurezza? Che intervenga quando serve o che si limiti a non sbagliare secondo regolamento? Perché è facile parlare di proporzionalità dopo, a sangue freddo, quando tutto è già successo. È molto più difficile decidere lì dentro, in una carrozza ferma, con delle ragazze spaventate e qualcuno che stringe bottiglie di vetro come fossero armi. E allora torniamo all’inizio, senza giri di parole: se su quel vagone ci fosse stata tua figlia, tua sorella o tua moglie, avresti voluto qualcuno in divisa che interveniva o qualcuno che aspettava? Poi non sorprendiamoci se la prossima volta chi è in divisa si gira dall’altra parte. Se ogni scelta può costarti il lavoro, smetti di scegliere. E quando smetti di scegliere, smetti anche di proteggere.
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L62@LucaFerrarini62·
@JPeppp 90 minuti di applausi
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GiUsEpPe
GiUsEpPe@JPeppp·
In tanti danno la colpa a giocatori e dirigenti, qualcuno pure all’allenatore, ma la verità è una sola, il vero responsabile di questo disastro si chiama John Elkann, è lui che decide tutto da anni, è lui che ha trasformato la Juve in una società di merda.
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Juventus Top News
Juventus Top News@JuventusTopNews·
Una vita fa 😂
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🤍Annamaria🖤
Ricapitolando: • Andrea #Butti ex dirigente INTER ma anche colui che stila i calendari serie A • Giorgio #Schenone club referee manager INTER • Gianluca Rocchi designatore arbitrale indagato per concorso in frode sportiva per aver chiesto arbitri graditi e non graditi all’INTER. Andiamo nel dettaglio: Arbitri "Graditi" e "Sgraditi" Secondo la ricostruzione degli inquirenti basata sulle intercettazioni ambientali, le preferenze attribuite all'INTER riguardavano: • Andrea Colombo (Gradito) indicato come arbitro ben visto dal club. Rocchi avrebbe agito per assicurare la sua designazione per la partita Bologna-INTER del 20 aprile 2025. • Daniele Doveri (Non gradito)Nelle telefonate intercettate, Rocchi riferisce a Gervasoni: "loro non lo vogliono più vedere". Per questo motivo, Doveri sarebbe stato "bruciato" designandolo per la semifinale di ritorno di Coppa Italia (23 aprile 2025), così da escluderlo dalla finale e dalle ultime giornate decisive di campionato. Come detto le partite sotto esame L'indagine per concorso in frode sportiva si focalizza su diversi episodi della stagione 2024-2025: 1)Bologna-INTER : Per la presunta designazione pilotata di Colombo. 2) INTER-Milan (Coppa Italia): Sia l'andata (2 aprile) che il ritorno (23 aprile) sono monitorate per le logiche di designazione emerse nei dialoghi. 3) Udinese-Parma (1 marzo 2025): L'inchiesta è partita da un esposto su presunte pressioni di Rocchi nella sala VAR di Lissone durante questo match. 4) INTER-Verona citata per la mancata revisione di un fallo di Bastoni (gennaio 2024), inserita nel fascicolo per valutare un possibile disegno fraudolento più ampio. Media nazionali che quando c’è la squadra nerazzurra di mezzo, non sono alla ricerca di scoop, minimizzano o semplicemente evitano di parlarne. Stiamo assistendo al più grande scandalo del calcio italiano e, quel nome in grassetto uscito troppe volte in questi anni, non interessa forse perché dietro a proteggerla ci sono nomi di personaggi importanti, tifosi famosi e potenti che stanno cercando di mettere tutto a tacere. La lista è così lunga che non mi basterebbero i caratteri. Per 20 anni ci siamo sentiti dire di tutto, la Juve, il potere, il palazzo, dal dopo calciopoli le inchieste sibilline solo per screditarne il nome e quel potere mediatico a due velocità giustizialista contro la Juve garantista per la squadra milanese. Tutto così evidente, tutto così alla luce del sole. Ma non vi fa schifo tutto ciò?
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Marcello Crescentini
Marcello Crescentini@MarcelloCresce2·
Sergio Mattarella è da 11 anni il Presidente della Repubblica italiana. Cosa pensate di lui?
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L62@LucaFerrarini62·
@Pistogolblasta2 Allenatore senza esperienza o arbitri fedeli?
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Bilim Haber
Bilim Haber@bilimhaber_tr·
Birileri yüzyıllardır aynı gemideyiz der; asıl soru, aynı katta mıyız?
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L62@LucaFerrarini62·
@Ang_2699 Se lo dite voi…..
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MassimoLanza
MassimoLanza@Massimo__Lanza·
Ma vi pare che una alta carica istituzionale, accento a parte, possa avere questo portamento tra il nevrotico e l'isterico ?
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L62@LucaFerrarini62·
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Sabrina F.
Sabrina F.@itsmeback_·
Ecco spiegato molto bene da Mario Adinolfi, il piano mefistofelico dei figli "indegni" di Berlusconi, per silurare il governo Meloni. "Io ve lo spiego da mesi il metodo del ricatto dei fratelli Berlusconi contro il governo Meloni: la prima autobomba venne fatta esplodere devastando la famiglia del presidente del Consiglio con il caso Giambruno due anni e mezzo fa, usando il comunista Antonio Ricci come killer; ora è tempo della seconda e viene usata direttamente la figlia del segretario del PCI profumatamente pagata da anni da Piersilvio e Marina per tendere su Rete4 questi agguati all’esecutivo, stavolta usando il comunista Sigfrido Ranucci importato direttamente da Raitre che prova a piazzare una mina antiuomo contro il ministro Guardasigilli e quindi contro la vita stessa del governo. Dicono che la Meloni sia infuriata, di certo hanno capito che aria tira i conduttori storici di Rete4, Mario Giordano e Paolo Del Debbio, con quest’ultimo che s’è schierato esplicitamente contro Piersilvio e Marina, indegni del padre e ormai chiaramente pronti a giocare su più tavoli come fanno i bari, per vincere sempre al gioco delle tre carte organizzato insieme al Pd. Il nuovo capogruppo alla Camera massone, Gasparri rimosso per far spazio alla socialista laicista Craxi, le interviste a Repubblica servono a riposizionare Forza Italia al fianco del Pd usando il pretesto dei “diritti civili”. Il tutto per azzoppare la destra nella corsa al Quirinale e la Meloni alle prossime elezioni che, comunque andranno, vedranno i fratelli Berlusconi al centro del tavolo a distribuire le carte. A meno che qualcuno non si svegli e additi gli indegni del padre al disonore, perché con Silvio Berlusconi in vita né il caso Giambruno né l’agguato targato Berlinguer-Ranucci contro Nordio sarebbero stati immaginabili. Fabrizio Corona vi ha spiegato come dopo il 12 giugno 2023 Mediaset abbia cambiato pelle diventando una sentina di ricatti e ricattatori. Io ho provato a tradurre le sue intuizioni in una lettura politica chiara per tutti. Spero che ora vi sia davvero evidente il gioco a cui gli indegni del padre stanno provando a giocare. Io sono impegnato a fermarli, pago dei prezzi per questo ma spero di non essere solo".
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Esselunga comprò un terreno a Modena nel 2000. Aspetta ancora. Non è una metafora. Nel 2000 Esselunga acquistò 44.820 metri quadrati a Modena — conforme al piano regolatore, tutto in regola — per aprirci un supermercato. Il terreno costò 24 miliardi di lire. Il cantiere non aprì mai. Il blocco durò dieci anni. A fermarlo furono il Comune di Modena e Coop Estense, che secondo Caprotti avevano stretto quello che lui chiamò pubblicamente un 'patto occulto': varianti urbanistiche pilotate per tenere fuori Esselunga e lasciare il campo libero alle cooperative rosse. Bernardo Caprotti non ci andò per le lunghe. Comprò due pagine intere sui quotidiani nazionali e le usò per denunciare il boicottaggio davanti a tutta l'Italia. Non un comunicato stampa, non un'intervista. Due pagine pagate, firmate, dove accusava per nome i responsabili. Era il 2009, e non era la prima volta che si trovava in questa situazione. Nel 2011 pubblicò 'Falce e carrello' per Marsilio. Nel libro — scritto con Stefano Filippi, prefazione di Geminello Alvi — accusava PCI, DS, PD e le cooperative Coop di aver sabotato sistematicamente Esselunga per decenni. Non solo a Modena: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria. Regioni intere tenute fuori dalla concorrenza attraverso varianti urbanistiche disegnate a misura di coop. Coop Italia lo querelò nel 2008. A seguito della querela presentata nel 2008 da Coop Italia, il 16 settembre 2011 Esselunga fu condannata in primo grado, per concorrenza sleale, al pagamento di 300 000 euro e al ritiro del libro dal mercato: il giudice sentenzio' che questo integra "un'illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia".[6] Oltre a Caprotti e ad Esselunga S.p.A., furono condannati anche il curatore della prefazione Geminello Alvi, il coautore Stefano Filippi e la casa editrice Marsilio. Il 21 dicembre 2011 però, il giudice della prima sezione civile della Corte d'Appello di Milano accolse la richiesta di sospensiva presentata da Esselunga contro la sentenza che, nel condannare Caprotti per concorrenza sleale contro la Coop, aveva disposto il ritiro del libro. Conseguentemente, in attesa del giudizio di secondo grado, il libro edito da Marsilio fu ristampato e ridistribuito nel circuito commerciale: anche il risarcimento da 300 000 euro a favore di Coop Italia, disposto dallo stesso Tribunale di Milano, fu sospeso. Nell'ordinanza, la Corte rilevo' tra l'altro che il ritiro delle copie di Falce e carrello e il divieto di pubblicazione aveva "una sostanziale valenza di sequestro e censura", provvedimenti che secondo la legge sulla stampa possono essere attivati solo in presenza di stampa oscena, plagio, apologia del fascismo o nei confronti di scritti privi dei requisiti per individuare i responsabili. Caprotti morì nel settembre 2016 lasciando nel testamento un avvertimento scritto ai suoi eredi: 'Attenzione: privata, italiana, soggetta ad attacchi, può diventare Coop. Questo non deve succedere.' Caprotti un uomo che ha combattuto per decenni contro mezzo sistema politico italiano, è morto con una catena da 150 supermercati. Testo di Marisa Paola Fontana
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Mirko Nicolino
Mirko Nicolino@mirkonicolino·
Simonelli, presidente #LegaSerieA: "La finale di #CoppaItalia sta diventando un evento iconico che anche all'estero ci invidiano. È un fiore all'occhiello per l'Italia"
Mirko Nicolino tweet media
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Rolando
Rolando@1f6eed3c8c1c4e4·
DA 1 a 10 SECONDO VOI: ANDREA SEMPIO MERCOLEDÌ PROSSIMO DI PRESENTERÀ IN PROCURA PER ESSERE INTERROGATO ?!?
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