marco taradash@mrctrdsh
Torino, dopo.
Ora si dice che i violenti della sera hanno sporcato la manifestazione pacifica del pomeriggio.
Non è così. Tutti coloro che hanno riempito le piazze alle due del pomeriggio sapevano benissimo quel che sarebbe accaduto appena il sole fosse calato.
I politici, ma non solo loro, anche le oneste famigliole che hanno passeggiato tranquillamente nel corteo per due o tre ore, hanno dato una copertura consapevolissima ai cosiddetti delinquenti che in serata hanno fatto la loro ginnastica preferita, molto machista, molto bolivarista, molto islamista e molto putinista.
Lo sapevano tutti, eccome, cosa sarebbe successo dopo.
Ieri a Torino i radicali avevano fatto un sit-in, anzi no si erano in realtà sdraiati, con cartelli con su scritto N O N V I O L E N Z A proprio per scongiurare gli eventi di questa sera.
Ma i giovanotti e qualche giovanotta di Askatasuna si erano brillantemente e generosamente armati di bombe carta, fumogeni e via via di pietroni divelti, pali sradicati, alla fine estintori e di ogni altro bene privato o pubblico che hanno raccattato per strada e gettato contro le camionette e le forze di Polizia.
La Polizia era, per quanto mi è parso, poco attrezzata tatticamente per reggere l’urto; ma forse è stata una scelta, che però ha esposto singoli poliziotti a rischi troppo alti.
Domani leggeremo molti argomenti stile poliziotto buono e poliziotto cattivo - ma in questo caso il gioco che ci nasconderanno sarà quello del manifestante buono e del manifestante cattivo.
Ma i “buoni” indossavano una maschera di ipocrisia, cercando di proteggersi dalla loro responsabilità, simile al passamontagna che i “cattivi” si sarebbero calato sulla faccia di sera.