Marcella Tomaini
24.7K posts

Marcella Tomaini retweetledi

@VitoViola3 Buongiorno Vito, lieta giornata a te. Martedì meraviglioso, un po troppo caldo forse ma comunque bellissimo 🌞🤗❤️
GIF
Italiano
Marcella Tomaini retweetledi

"Sono un #Sionista convinto a #Gaza non c'è nessun #genocidio" #ErriDeLuca (intervista su @ilfoglio_it )
Un intellettuale di #sinistra, scrittore, ex operaio, ha detto quello che pensa. Con nome e cognome.
Si chiama #coraggio. Merce sempre più rara.
#Israele #Flottiglia

Italiano
Marcella Tomaini retweetledi

#Elezioni Amjad Yaaqba correva a Venezia coi grillini, Ex dirigente dell’Olp, spinto dai palestinesi locali fan di Hamas. Lo volevano come assessore alla Pace. Praticamente, era come mettere Dracula all'AVIS.
Ma sono stati mazzolati.
Contano i voti non le piazzate.
Italiano
Marcella Tomaini retweetledi
Marcella Tomaini retweetledi


@SeleneColangelo @ambaraciccicoco Peggio per te! Quando l'ideologia annebbia il cervello!
Italiano

@ambaraciccicoco Certo! Anche io boicotto i medicinali Teva, mi dispiace se alcuni perdono il lavoro, ma io non mi curo con chi ha le mani sporche di sangue. E poi io non lavorerei mai per degli assassini! Meno male che abbiamo ancora la possibilità di fare qualcosa anche piccola per l’umanità
Italiano

@GennaroMossad Splendido articolo, mi ha piacevolmente stupita. Condivido ogni singolo passaggio.
Italiano

Vi prego di leggere questo articolo.
ilfoglio.it/un-foglio-inte…
Italiano
Marcella Tomaini retweetledi

Non lo sapevo.
Massima stima per uno scrittore che ha il coraggio di distinguersi dalla massa amorfa e non pensante dei finti perbenisti ipocriti ed interessati.
anna paola concia@annapaolaconcia
@Erriders oggi su @ilfoglio “Sono #sionista e a #Gaza non c’è nessun genocidio”
Italiano
Marcella Tomaini retweetledi
Marcella Tomaini retweetledi
Marcella Tomaini retweetledi

Questo video sta facendo il giro del web da giorni. Viene commentato da colleghi giornalisti e accademici stranieri. In molti si chiedono come sia possibile certe persone vengano invitate a commentare sostenendo tesi così assurde. @OttoemezzoTW
Italiano

Marcella Tomaini retweetledi

👇👇👇👇
Roberto Damico. La Pagina
C'è un particolare, tra i tanti, che mi sta urtando particolarmente nel racconto dei croceristi della Sumud Flotilla – quei "volontari" che si sono imbarcati per sfidare il blocco navale su Gaza e poi hanno raccontato la loro esperienza come se fossero reduci da un campo di prigionia. Parlo dell'insistenza sulla violenza e, in particolare, su un certo tipo di violenza.
Sin dai primi momenti, sia Carotenuto che ogni altro partecipante ha rimarcato molto che "quel tipo di violenze" sarebbero avvenute. Le hanno date per certe. Hanno descritto percosse, maltrattamenti, abusi. E io non ero sul posto. Non ho ascoltato tutte le testimonianze. Non ho letto eventuali rapporti indipendenti. Quindi non posso mettere la mano sul fuoco che non sia avvenuto assolutamente nulla. Potrebbe esserci stato qualche eccesso, qualche tensione. Non lo escludo a priori.
Ma ci sono elementi che fanno riflettere.
Primo: l'immediata insistenza su quel tipo di violenze, unita alla denuncia di percosse fisiche senza alcun segno visibile (i croceristi sono apparsi freschi e azzimati, senza un livido, senza una cicatrice), e il somigliarsi di tutti quei racconti – le stesse parole, le stesse espressioni, gli stessi dettagli – sembrano suggerire che ci si sia messi d'accordo sulla versione da fornire alla stampa. Non è una prova, ma è un indizio. Quando troppi racconti sono identici, quando le parole sono le stesse, quando le emozioni sembrano recitate, viene il sospetto che ci sia stato un copione.
Secondo: da tre anni – da quando è iniziata questa campagna di delegittimazione di Israele – il palestinismo continua a denunciare quel genere di violenza da parte delle forze israeliane. Hanno parlato di cani addestrati . Hanno parlato di violenza sistematica. E non è mai stato provato assolutamente nulla. Non una prova. Non un documento. Non una testimonianza indipendente. Non una foto. Non un video. Nulla. (Tra parentesi: non è così facile addestrare cani per certe violenze. Chi conosce l'addestramento cinofilo sa che è una sciocchezza, ma tant'è.)
Terzo – ed è qui che l'orrore diventa insostenibile – queste stesse persone, questi stessi attivisti, questi stessi "difensori dei diritti umani", sono quelli che dal 7 ottobre negano la violenza sulle donne israeliane. Quella violenza è stata sistematica, documentata, evidente. Ci sono video girati dagli stessi terroristi. Ci sono testimonianze dei sopravvissuti. Ci sono rapporti delle Nazioni Unite (dopo mesi di ritardi, ma alla fine arrivati). Eppure loro negano. E negano anche la violenza sulle donne iraniane detenute nelle carceri del regime. Per loro niente. Silenzio.
Invece, alle dichiarazioni dei croceristi – senza prove, senza segni, senza fonti indipendenti – ci si chiede di credere sulla fiducia. "Credeteci, è successo". E molti credono. Perché fa comodo. Perché conferma il dogma: Israele è il carnefice, i palestinesi sono le vittime. Invece alle donne israeliane e iraniane – che hanno fornito un'immensa messe di prove – non si crede. Le loro parole vengono minimizzate, ridicolizzate, negate. Perché non fanno comodo.
Ma c'è di più, e questo è il livello più ripugnante. Questa insistenza sulla violenza – su una violenza non provata– sembra proprio voler coprire la violenza reale e provata del 7 ottobre. Sembra voler dire: "Vedete? Solo loro fanno violenza. Solo loro sono bruti. Solo loro sono carnefici". E allora l'equilibrio si ristabilisce. Hamas non è un mostro. Israele lo è. Così si può continuare a urlare "genocidio" senza sentirsi in colpa.
Il risultato è che l'opinione pubblica occidentale – già abbondantemente incline all'antisemitismo– finisce per sentir legittimato il proprio odio.
Non si può lasciare che questa narrazione si imponga. La violenza del 7 ottobre è vera, documentata, innegabile. La violenza subita dai croceristi è propaganda. E a meno che non ci vengano fornite prove, abbiamo il diritto – anzi, il dovere – di non crederci. Non per partito
Italiano
Marcella Tomaini retweetledi

La crociera dei dannati
Le sirene della motonave MS St. Louis squarciano la nebbia. A bordo ci sono 937 anime: profughi ebrei tedeschi in fuga dal terrore della Kristalnacht (notte dei cristalli.).In tasca stringono un biglietto di sola andata e un visto turistico per Cuba. Al timone c'è un uomo di 53 anni, dritto come una scogliera: il comandante Gustav Schröder.
Un marinaio della vecchia scuola che ha preso una decisione inaudita nel Reich: sulla sua nave, le leggi razziali non salgono a bordo.
Per due settimane, l'Atlantico diventa l'unico luogo al mondo in cui un ebreo può respirare senza paura. Schröder ordina all'equipaggio di trattare i passeggeri con la massima dignità: i bambini giocano sul ponte e le famiglie celebrano il Shabbat, mentre il capitano fa coprire un busto di Hitler con un panno.
Ma è un'oasi sospesa sul nulla. Il 27 maggio, la costa di Cuba appare all'orizzonte, ma la nave viene costretta ad ancorarsi nella rada del porto. Il verdetto è una stilettata: per corruzione politica e pressioni antisemite, i visti sono stati revocati.
Solo 28 passeggeri riescono a sbarcare. Per gli altri 909, il paradiso si trasforma in una gabbia galleggiante sotto il sole tropicale. Schröder scende a terra, supplica le autorità e il presidente Laredo Brú, ma riceve un ultimatum: lasciare le acque cubane.
La nave riparte verso la Florida, così vicina che i passeggeri vedono le luci di Miami. Vengono inviati telegrammi disperati a Franklin D. Roosevelt, ma il governo statunitense risponde con il silenzio assoluto.
I pattugliatori della Guardia Costiera americana scortano la nave non per proteggerla, ma per impedire che Schröder la incagli sulla spiaggia per salvare i profughi. Anche il Canada chiude le porte. L'ordine da Berlino è perentorio: tornare ad Amburgo, ovvero consegnare i passeggeri ai campi di concentramento.
A questo punto, Schröder compie l'atto che lo consegnerà alla storia. Stringe un patto segreto con i passeggeri: non torneranno in Germania. Pianifica un finto incidente: se non troverà un porto sicuro in Europa, incaglierà la *St. Louis* contro le scogliere inglesi di Dover, appiccando un incendio controllato. Per le leggi di soccorso in mare, le autorità britanniche sarebbero state costrette a sbarcare i profughi. Schröder rischia la corte marziale per alto tradimento, ma la sua bussola morale è irrevocabile.
Il 17 giugno 1939, grazie all'ostinazione del capitano e ai comitati ebraici, quattro nazioni accettano di spartirsi i profughi: Gran Bretagna, Belgio, Francia e Paesi Bassi. La St. Louis attracca ad Anversa. I passeggeri sono in salvo, ma il destino sarà tragico: pochi mesi dopo, la Germania invaderà l'Europa continentale.
Di quei 937 passeggeri, 254 perderanno la vita nell'Olocausto, inghiottiti da Auschwitz e Sobibór.
Gustav Schröder, sorvegliato speciale del regime, sopravviverà alla guerra in povertà. Solo nel 1993 l'istituto Yad Vashem lo nominerà Giusto tra le Nazioni, memoria di un uomo che scelse di restare umano mentre il mondo intero voltava le spalle.
#germany #schoah #antisemitism
Nota
La Kristallnacht, avvenuta tra il 9 e il 10 novembre 1938, fu un devastante pogrom pianificato dal regime nazista in Germania e Austria, il cui nome deriva dalle migliaia di vetrate di negozi e sinagoghe ebraiche distrutte che ricoprirono le strade di detriti.
Durante questa tragica notte furono assassinati circa cento ebrei e bruciati centinaia di luoghi di culto, dando il via ad arresti di massa che portarono alla deportazione di 30.000 uomininei primi campi di concentramento e segnando il passaggio definitivo alla persecuzione fisica e sistematica della Shoah.


Italiano
Marcella Tomaini retweetledi

Io boh!
Sandro Greco
🔴 Ospedale: donne islamiche scorate dai mariti passano la fila perché non possono sedersi con uomini...
🔴 “Un gruppo di ISLAMICHE VELATE, scortato dai mariti, è passato davanti a tutti tra la rassegnazione dei pazienti perché le loro donne non potevano sedersi in mezzo agli INFEDELI” ... Un episodio che grida vendetta e che fotografa perfettamente lo stato di sottomissione in cui versa l’Italia di fronte all’islamizzazione rampante del nostro Paese...
🔴 In un ospedale pubblico italiano dovrebbe valere una sola regola: chi arriva prima viene prima servito. Invece, grazie all’immigrazione incontrollata e alla paura di “offendere” le minoranze, si sta creando un sistema parallelo in cui chi si presenta con il velo e il seguito maschile ottiene corsie preferenziali. Questo episodio richiama altri casi simili: richieste di medici donna per motivi religiosi, rifiuto di cure da parte di personale maschile, sale d’attesa “separate”. L’integrazione è fallita. Non siamo di fronte a una semplice diversità culturale, ma a un progetto di suprematismo islamico che sfrutta la nostra ospitalità e la nostra debolezza. Basta sottomissione. L’Italia non è terra di conquista. L’islamizzazione delle nostre corsie ospedaliere deve fermarsi, prima che diventi irreversibile.

Italiano











