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@MattiaLord

Si vis pacem para bellum. Il soldato non odia chi ha di fronte, ma protegge chi sta dietro di lui.

Katılım Ocak 2013
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✨Red✨
✨Red✨@mcucolo57·
HOLY S...... HE SAID WHAT?😮
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welcometofavelas__
welcometofavelas__@welcometofavel1·
Bastonare le macchine in mezzo alla strada? a Roma si può fare
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衝撃bot
衝撃bot@minnano_dougaww·
ある母親が自分の子供を面倒を見てもらうために祖母に預けた。 すると祖母は、「子育てはこうやってするものだ!」と言って、教訓を与えた。 これは見習うべきだよな。
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Alessandro Rico 🇮🇹
Alessandro Rico 🇮🇹@RicoAlessandro·
Sarà anche trash. Ma sul palco dell’Eurovision, carrozzone di donne con la barba e disagiati satanisti, Sal Da Vinci ha portato un abito da sposa, un bacio eterosessuale e un tricolore. Lo voglio ministro della Cultura. 🇮🇹
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m a u r o
m a u r o@maurorizzi_mr·
Quando la sposa toglie la gonna rivelando la bandiera italiana, c’è un boato del pubblico. Forza Sal, siamo tutti con te! #Eurovision #Escita
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☃️Sergij☢️
☃️Sergij☢️@2021m2021·
Sosedje Hrvati so nastopili na Evroviziji s pesmijo, ki ni nič "woknjena". Govori o turški islamski okupaciji hrvaških dežel in tradiciji označevanja katoliških deklic s krščanskimi motivi, da bi se izognile spolnemu suženjstvu in prisilni spreobrnitvi v islam. Čestitke za finale
Slovenščina
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
10 FALSI MITI CHE RENDONO IL PALESTINISMO UN CULTO FONDATO SULLA MENZOGNA – ✍🏻 Roberto Damico 1. Il sionismo come movimento razzista e suprematista Falso. Il sionismo è il movimento di autodeterminazione e liberazione nazionale del popolo ebraico. Nasce, nella forma attuale, nella seconda metà dell’Ottocento come risposta diretta ai pogrom dell’Europa orientale e all’antisemitismo strutturale dell’Europa occidentale – l’affare Dreyfus fu uno degli episodi che convinsero Herzl della necessità di uno stato ebraico. È un movimento di sopravvivenza, non di supremazia. Herzl stesso immaginava uno stato con minoranze protette e diritti civili garantiti indipendentemente dall’appartenenza religiosa o etnica. Il Congresso Sionista di Basilea del 1897 era un congresso laico, composto in larga parte da intellettuali socialisti ed liberali. Definire questo movimento “razzista” non è un giudizio storico: è propaganda. 2. Israele è uno stato coloniale Falso. Il colonialismo ha una struttura precisa: una metropoli che invia coloni in un territorio distante, lo sfrutta economicamente e mantiene un legame amministrativo con la madrepatria. Il Brasile era colonia del Portogallo. Gli Stati Uniti erano colonie della Gran Bretagna. Quando la metropoli si ritira, i coloni tornano alla metropoli – o restano come minoranza in uno stato indipendente. Nel caso israeliano non esiste alcuna metropoli. Gli ebrei non sono stati inviati da nessuna potenza straniera: sono emigrati da decine di paesi diversi, spesso fuggendo da persecuzioni, verso l’unico luogo con cui avevano un legame storico e culturale ininterrotto. Non avevano dove tornare perché erano già a casa. Il modello coloniale è semplicemente inapplicabile. 3. Gli ebrei hanno rubato la terra ai nativi Falso. Il grosso delle terre su cui sorse Israele fu acquistato legalmente, spesso a prezzi di mercato, da proprietari che in molti casi erano notabili arabi o istituzioni ottomane. Ma c’è un dato ancora più rilevante: il Piano di Partizione approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel novembre 1947 assegnava legalmente un territorio a uno stato ebraico e uno a uno stato arabo. Gli ebrei accettarono il piano. Gli stati arabi lo rifiutarono e, nel maggio 1948, attaccarono militarmente Israele il giorno stesso della sua proclamazione. Le terre conquistate nel corso di quella guerra – una guerra che gli arabi scelsero di combattere – non furono rubate: furono il risultato di un conflitto che altri decisero di iniziare. 4. I palestinesi sono i nativi della Palestina Falso. I palestinesi parlano arabo, sono in larga maggioranza musulmani, e condividono usi, tradizioni e strutture culturali con le popolazioni arabe circostanti. Sono arabi, o popolazioni arabizzate nel corso della conquista islamica del VII secolo. In etnologia e antropologia, l’identità etnica non si definisce sul DNA ma su lingua, cultura e tradizione: e quella dei palestinesi è un’identità araba. Sono semmai gli ebrei ad aver vissuto la propria etnogenesi in quella terra: è lì che si è formata la loro lingua, la loro letteratura, la loro identità nazionale, come attestano secoli di documentazione archeologica, testuale e storiografica. Un autentico discorso decoloniale applicato a quella regione dovrebbe parlare dell’arabizzazione del VII secolo come colonizzazione – esattamente come fanno oggi molti intellettuali marocchini e iraniani rispetto alla propria storia. 5. Israele è rinato perché la Torah lo prometteva Falso. Il sionismo è un movimento laico. Theodor Herzl era ateo. David Ben Gurion era ateo. Il Congresso di Basilea era una riunione politica, non religiosa. Tra le opzioni discusse dal movimento sionista c’erano anche l’Uganda e l’Argentina: la scelta della Palestina non fu una scelta teologica ma culturale e storica, fondata sul legame documentabile e ininterrotto che il popolo ebraico aveva mantenuto con quella terra attraverso la lingua, la liturgia, la letteratura e la memoria collettiva. Che nella preghiera ebraica si ripeta da millenni “l’anno prossimo a Gerusalemme” non è una rivendicazione vuota: è la traccia di un’identità nazionale che non si è mai dissolta, nemmeno nella diaspora. 6. Gli ebrei hanno scacciato gli arabi dalla loro terra Falso. Oggi in Israele vivono circa due milioni di cittadini arabi, con diritto di voto, rappresentanza parlamentare e accesso alle istituzioni dello stato. Questo dato da solo esclude la tesi di una pulizia etnica sistematica e pianificata. I profughi palestinesi del 1948 furono il risultato di una guerra dichiarata dagli stati arabi, non di un piano di espulsione preventivo. E c’è un dato che viene quasi sempre omesso: quasi nessuno stato arabo ha mai concesso la cittadinanza ai profughi palestinesi e ai loro discendenti. Sono stati tenuti nei campi per decenni, deliberatamente, come strumento di pressione politica. La loro condizione è una responsabilità che il mondo arabo non ha mai voluto assumersi. 7. La Nakba è un unicum nella storia Falso. Tra il 1945 e il 1950 il mondo fu attraversato da spostamenti di popolazione di proporzioni enormemente superiori, oggi quasi dimenticati. Circa dieci milioni di tedeschi furono espulsi dalla Prussia orientale e dai territori dell’Europa centrale. Trecentocinquantamila italiani lasciarono Istria e Dalmazia. Tra i dieci e i venti milioni di indiani e pakistani si spostarono attraverso la neonata frontiera tra India e Pakistan, in uno dei più grandi esodi della storia moderna. Quasi un milione di ebrei fu espulso dai paesi arabi e musulmani tra il 1948 e i decenni successivi, perdendo beni, case e comunità millenarie. In nessuno di questi casi il mondo ha istituito un’agenzia ONU dedicata esclusivamente a quella popolazione e ai suoi discendenti in perpetuo. L’UNRWA è un’anomalia assoluta nel diritto internazionale: ha contribuito a cristallizzare il problema dei profughi palestinesi invece di risolverlo, trasformando una crisi umanitaria in uno strumento politico permanente. 8. Israele ha sempre perseguito il progetto della Grande Israele Falso. Nel 1979 Israele restituì l’intera penisola del Sinai all’Egitto in cambio di un trattato di pace – smantellando insediamenti e ritirando completamente l’esercito da un territorio conquistato nel 1967. Nel 2005 Ariel Sharon – non esattamente un pacifista di professione – smantellò unilateralmente tutti gli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza e ritirò l’esercito, senza ottenere in cambio alcun accordo formale. Il risultato fu la presa del potere da parte di Hamas nel 2007 e l’inizio di anni di lanci di razzi sul territorio israeliano. Questi due fatti storici dimostrano che Israele ha più volte scelto la restituzione territoriale quando ha intravisto la possibilità di pace – e che la pace non è sempre stata l’obiettivo dell’altra parte. 9. La causa palestinese nasce come causa laica Falso. Una delle figure centrali nella formazione dell’identità politica palestinese è Amin al-Husseini, Muftì di Gerusalemme, che negli anni Trenta e Quaranta guidò l’opposizione alla presenza ebraica in Palestina su basi esplicitamente religiose: il principio islamico del Dar al-Islam stabilisce che una terra entrata sotto il dominio islamico non può essere ceduta ad altri. Al-Husseini non era solo un leader religioso: durante la Seconda guerra mondiale collaborò attivamente con la Germania nazista, incontrò Hitler nel 1941 e contribuì al reclutamento di musulmani nelle SS. È uno dei fondatori del nazionalismo palestinese. La componente religiosa non è una deriva successiva del movimento palestinese: ne è una delle radici originarie. 10. La Palestina è una terra storica con un’identità precisa Falso. Il termine “Palestina” deriva dal latino Palaestina, nome imposto dai romani dopo la repressione della rivolta ebraica del II secolo d. C. come atto deliberato di cancellazione dell’identità ebraica di quella terra – Iudaea divenne Syria Palaestina. Con la conquista ottomana del XVI secolo il termine scomparve dall’uso amministrativo: il territorio fu gestito come parte della provincia di Siria, e la denominazione corrente per quella regione era “Siria meridionale”. Per circa trecento anni non esistette alcuna entità amministrativa chiamata Palestina. Il termine fu resuscitato dagli inglesi nell’Ottocento per ragioni geografiche e ripreso nel Mandato britannico del 1920 – che è, storicamente, la prima volta che “Palestina” riappare come entità amministrativa distinta. È, in senso stretto, una creazione britannica. L’identità palestinese come identità nazionale araba distinta è una costruzione del XX secolo, consolidata soprattutto a partire dagli anni Sessanta con Arafat e l’OLP.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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LordMazzo
LordMazzo@MattiaLord·
@luisellacost @CartabiancaR4 Te la suoni e te la canti da sola, ma se prendiamo il 100% e solo il 5%, o mettiamo il 10%... Ma facciamo anche il 25% lavora e si integra, il problema è ENORME! il resto cosa fa? Vive di espedienti? Spaccia? Ruba? Violenta??? Bisogna sempre accendere il cervello prima di parlare
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luisella costamagna
luisella costamagna@luisellacost·
Gli immigrati non sono solo ordine pubblico e sicurezza. I lavoratori regolari producono ricchezza, si pagano servizi e ne pagano una fetta anche agli italiani. Ecco la prosecuzione del mio intervento a @CartabiancaR4
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LordMazzo
LordMazzo@MattiaLord·
@fratotolo2 @luisellacost @CartabiancaR4 Questa è la classica ritardata che non ha presente cosa vuol dire uscire di casa e magari dover scendere in una qualsiasi stazione la sera... O magari avrà (come la maggior parte) qualche interesse a difendere questi immigrati
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Francesca Totolo
Francesca Totolo@fratotolo2·
@luisellacost @CartabiancaR4 Non è ricchezza @luisellacost, ma povertà d’importazione. Non solo: dal saldo positivo di 1,2 miliardi di euro, dobbiamo eliminare i costi non stimabili (come la sicurezza) e i costi dell’accoglienza (circa 2,5 miliardi all’anno).
Francesca Totolo tweet mediaFrancesca Totolo tweet media
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LordMazzo
LordMazzo@MattiaLord·
@AzzurraBarbuto è veramente stancante questa situazione, sn anni che vorrei godermi un bel film ,cn una bella storia e mi tocca subire questi trogloditi ritardati che hanno chiaramente dei problemi mentali... Bene, continuerò a boicottare tutti questi filmetti...
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Azzurra Barbuto
Azzurra Barbuto@AzzurraBarbuto·
ELENA DI TROIA ERA CAUCASOIDE, NON NEGROIDE. EPPURE IL CINEMA LA FA NERA PER PIEGARSI AI DOGMI DEL PENSIERO UNICO. MA IL PUBBLICO SI È ROTTO IL CAZZO DI QUESTE IPOCRISIE L’attrice nera Lupita Nyong'o interpreta il ruolo di Elena di Troia sul grande schermo. Ma Elena di Troia era ellenica, quindi caucasoide e non negroide. Hollywood continua a riscrivere miti, storia e identità non per creatività, ma per ideologia. E il pubblico inizia a esserne profondamente stufo. Elena di Troia viene reinterpretata per obbedire a un meccanismo ideologico ormai ossessivo: la sostituzione simbolica, la riscrittura forzata, la rieducazione culturale travestita da inclusività. Il problema non è il talento di un’attrice. Il problema è l’ipocrisia di un sistema che pretende continuamente di manipolare l’immaginario collettivo in una sola direzione, sempre la stessa, trasformando opere, miti e personaggi storici in meri strumenti di propaganda identitaria. E infatti il pubblico comincia a rigettare queste operazioni perché le percepisce per quello che sono: artificio ideologico coercitivo. Il cinema ha smesso di raccontare storie e ha iniziato da tempo a impartire lezioni morali. È così che ha perso autenticità e spettatori.
Azzurra Barbuto tweet media
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LordMazzo
LordMazzo@MattiaLord·
@MarcoRizzoDSP direi messaggio perfetto, senza contare che si cita un virus e si è utilizzato 2 immagini di 2 perfetti VIRUS!!! Geniale!
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Marco Rizzo
Marco Rizzo@MarcoRizzoDSP·
Hantavirus, stessa recita del Covid. I meccanismi sono uguali: immagini spettacolari, allarmismo mediatico e messaggi contraddittori. La paura determina controllo sociale e profitto. Basta saperlo.
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LordMazzo
LordMazzo@MattiaLord·
Same techniques, same puppet masters. We're not falling for it anymore.Enough bullshit.
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Roberto Avventura
Roberto Avventura@RobertoAvventu2·
RIVELAZIONE SCONVOLGENTE: L'infermiera Kimberly Overton Svela la VERITÀ "I pazienti NON sono morti di COVID. Sono stati UCCISI dai protocolli ospedalieri: Remdesivir, ventilatori e negazione di trattamenti salvavita. I ventilatori erano le nuove CAMERE A GAS." "Ho lavorato in terapia intensiva durante la pandemia... Non potevo sopportare di vedere un altro dei miei pazienti morire inutilmente a causa di protocolli ospedalieri MORTALI." Nessun cadavere si accumulava nelle case o per le strade: morivano DENTRO gli ospedali per cattiva gestione medica e un sistema corrotto. Non si trattava di un virus. Si trattava di OMICIDIO PER PROTOCOLLO.
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Francesca Totolo
Francesca Totolo@fratotolo2·
Dopo essere stato presumibilmente beccato con le mani nella marmellata, Simone Alliva, giornalista del Domani e attivista Lgbt, è scappano dai social. È lo stesso delle “gravidanze della mente che durano anni” in merito alle coppie gay.
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danman_101010
danman_101010@DanMan_010101·
Bell'esperimento. Da replicare subito in Italia: conoscete l'indirizzo di qualche sinistro/a ? Youtuber Nelk Boys diventati virali dopo aver portato un autobus pieno di immigrati a casa di una donna che sosteneva le politiche sull'immigrazione. La reazione della signora
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Sabrina F.
Sabrina F.@itsmeback_·
Mi associo alla risposta di Giuseppe Cruciani. "La mia risposta chiara, unica, inequivocabile, di fronte all'ipotesi di un "vaccino" per l'#Hantavirüs è questa: COL CAZZOOO!"🖕🏻 #Hantavirüs 👇👇👇
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Flo🏅🇮🇹Mala tempora currunt
FHANTAVIRUS A Bergamo la situazione è già drammatica… (autore sconosciuto, ma è un genio) (Covid truffa, 10 maggio 2026)
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