Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni
73.8K posts

Michaela Meroni
@MichaelaMeroni
“Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce tutte le altre.” (Winston Churchill)
Varese, Lombardia Katılım Mart 2022
2.1K Takip Edilen702 Takipçiler
Michaela Meroni retweetledi

‼️I'm not 🇺🇦 but I will never forgive what Putin and ordinary 🇷🇺 do to 🇺🇦.
👉🏼This is unacceptable to me. Unacceptable to the entire free world! 🕯😔🖤
Slava Ukraini 🇺🇦🇺🇦🇺🇦
#StandWithUkraine
English
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi

King Charles: In the immediate aftermath of 9/11, when NATO invoked article five for the first time—we answered the call together, as our people have done so for more than a century, shoulder to shoulder through two world wars, the cold war, Afghanistan, and moments that have defined our shared security. Today, Mr. Speaker, that same unyielding resolve is needed for the defense of Ukraine and her most courageous people.
English
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi

«Dopo l'11 settembre, quando fu invocato per la prima volta l’articolo 5 della NATO, rispondemmo alla chiamata insieme, come il nostro popolo ha fatto per più di un secolo, spalla a spalla attraverso due guerre mondiali, la guerra fredda, l'Afghanistan e momenti che hanno definito la nostra sicurezza condivisa. Oggi, signor Presidente, è necessaria la stessa inflessibile risolutezza per la difesa dell'Ucraina e del suo popolo coraggioso». (Re Carlo al Congresso degli Stati Uniti)
Italiano
Michaela Meroni retweetledi

This is from 4 years ago, but goes to show why we are focused on Israel’s lack of support to Ukraine.
It’s been ongoing.
The Kyiv Independent@KyivIndependent
⚡️Axios: Israel turns down US request to approve missile supplies to Ukraine. Israel has rejected a U.S. request to allow Germany to send Spike anti-tank missiles to Ukraine, Axios reported on May 25, citing U.S. and Israeli officials.
English
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi

Incredible.
It’s the second (!!!) U.S. ambassador to Kyiv resigning over their disagreements with Trump.
This is… quite telling, to put it very mildly.
ft.com/content/33d5d8…
English
Michaela Meroni retweetledi

"Una lezione autenticamente laica come quella di Marco #Pannella ci invitava invece a riconoscere che ogni ideologia, anche quella che si proclama progressista, contiene in sé una tendenza illiberale, una pulsione di dominio...".
Complesso di superiorità. Massimo Recalcati su Rep

Italiano
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi

The U.S. Department of the Treasury has announced additional sanctions against Iranian banking networks that fund the Iranian regime and the Islamic Revolutionary Guards Corps (IRGC). Per the release, sanctions targeted private companies known as “Rahbars” that help blacklisted banks employ shadow banking networks to help fund the regime, Iran’s Armed Forces General Staff (AFGS), Iran’s National Iranian Oil Company (NIOC), and the IRGC.


English
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi

FYI,
Iran’s islamic regime only stays alive thanks to OPEC. They game the system to keep oil prices high and fund their terrorist military machine.
This regime is about to flatline…
The UAE knows exactly what it’s doing… 😎
Ahmed Khalifa@_A_khalifa
Breaking news.. The UAE has announced its decision to withdraw from OPEC And OPEC+ effective May 1, 2026 THIS IS BIG !!
English
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi
Michaela Meroni retweetledi

Skripal lavorava per i servizi segreti britannici e ha tradito. L’Ucraina si è rifiutata di sottomettersi, scegliendo l’Europa invece della Russia. L’Europa ha iniziato a liberarsi dalla dipendenza dall’energia russa, offrendo a paesi come l’Ucraina un futuro al di fuori della morsa di Mosca. Un occidentale vede queste cose come compromessi. Putin segue una regola diversa, radicata nel suo passato nel KGB: morte ai traditori.
Questo ci porta alla seconda verità: la guerra di Putin contro l’Ucraina è sempre stata qualcosa di più dell’Ucraina. L’Europa è il suo teatro, e l’Ucraina ne è il cuore. Come abbiamo visto in Siria, Venezuela e Iran, Putin non può impegnarsi a fondo per salvare i suoi alleati altrove perché le sue risorse sono bloccate in Ucraina e in Europa. È qui che si deciderà il destino della sua grande strategia. È qui che deve dimostrare che la forza funziona, che la libertà è debole e che l’Occidente non ha più la volontà di difendere le proprie regole. La Russia non sarà più una superpotenza globale, ma rimane abbastanza forte da trascinare un intero continente nell’instabilità.
Terzo, l’esercito non è l’arma più potente di Putin in politica estera. E non lo sono nemmeno il petrolio e il gas. È la corruzione. La corruzione è il modo in cui penetra in altri paesi senza mandare i carri armati. Ci sono molti modi per farlo: infiltrare le istituzioni con agenti e soldi, come in Ucraina prima dell’invasione; investire massicciamente nel settore immobiliare e finanziario, come nel Regno Unito; finanziare i principali partiti politici, come in Francia; o rendere le élite economiche e politiche dipendenti dall’energia a basso costo, come in Germania. E sempre, ovunque, semina sfiducia, approfondisce le divisioni sociali e sfrutta le linee di frattura attraverso la disinformazione e la polarizzazione sui social media.
La corruzione compra il silenzio e amplifica le voci utili. Compra tempo e crea una nebbia morale. Indebolisce i sistemi politici dall’interno. Rende più difficili le decisioni chiare. Fa sembrare rispettabile la codardia. E dalla corruzione nasce qualcosa di ancora più prezioso per lui: il dubbio.
Sì, Putin usa missili, terrore, omicidi, sabotaggi, ricatti e bugie. Ma prima di conquistare un territorio, cerca di spezzare la volontà. Vuole che le società libere mettano in dubbio i propri valori, i propri leader, le proprie alleanze, il costo della resistenza – persino l’esistenza stessa della verità. Corrompi la volontà, e tutto il resto diventa più facile. Questa è la regola che Putin segue con spietata coerenza. La quarta verità è la più difficile: Putin non sta cercando la pace. Trova del tutto conveniente governare un paese in guerra, purché il suo popolo non gli chieda conto delle sue azioni e lui riesca a zittirlo.
Putin non vede il compromesso come i leader occidentali. Per lui, il compromesso non è un fine – è una pausa. Un’occasione per riarmarsi, riorganizzarsi, corrompere, dividere e tornare più forte. Un cessate il fuoco è solo una pausa che fa guadagnare tempo: o per la sottomissione con mezzi politici, come in Georgia, o per prepararsi alla prossima guerra, come in Ucraina.
Qualsiasi piano basato sul presupposto che la pace possa essere raggiunta con ulteriori concessioni alle richieste russe non fa altro che spianare la strada a un’altra guerra. Produce una guerra rimandata invece di scoraggiare la Russia.
Infine, c'è un malinteso che ora va abbandonato: Putin non è uno zar malvagio che ha preso in ostaggio la sua nazione. Putin un giorno morirà. Ma il pericolo rimarrà finché perdurerà l'idea imperiale che lo guida. Il vero problema non è un solo uomo. È la convinzione diffusa, dentro e fuori dalla Russia, che essa abbia un diritto storico a dominare gli altri. Quella convinzione deve fallire.
(Segue)
Italiano














