
Nando Mericoni
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Nando Mericoni
@Nando_Mericoni_
Poliziotto der Kansas City










A chi pensa di paesi europei che hanno fatto accordi con l’Iran per il petrolio, sarà bene conoscere come stanno effettivamente le cose… Non esiste un numero ufficiale e definitivo di petroliere che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo accordi con l’Iran perché la situazione è in evoluzione costante nell’ambito della crisi del 2026 scatenata dai raid USA-Israele di fine febbraio e dalla risposta iraniana con restrizioni alla navigazione. Il traffico è crollato del 95% rispetto ai livelli normali di decine di navi al giorno rispetto alle decine in una settimana. L’Iran, attraverso le Guardie Rivoluzionarie/IRGC, ha imposto un controllo de facto: solo navi di paesi “amici” (senza legami con USA o Israele) possono passare, dopo permessi specifici. Si stima che siano passate poche decine di petroliere e gasiere - incluse quelle che trasportano petrolio iraniano o prodotti petroliferi/LPG - soprattutto verso Asia. Il presidente Trump ha parlato di 10 petroliere autorizzate come “regalo” a marzo 2026 per mostrare serietà nei negoziati. I Paesi coinvolti e gli esempi concreti di petroliere/gasiere passate - Oman: 3 petroliere gestite da compagnie omanite hanno attraversato giovedì (primi giorni di aprile 2026), considerate “amiche” - Thailandia: almeno una petroliera di greggio thailandese (Bangchak) ha passato il 23 marzo 2026 dopo accordo esplicito. Bangkok ha annunciato un’intesa bilaterale per il transito sicuro delle sue petroliere - India: diverse petroliere/gasiere indiane o dirette in India. Due gasiere LPG indiane (Shivalik e Nanda Devi) il 13 marzo; altre 5 LPG indiane evacuate tra il 14 e 24 marzo con scorta della Marina indiana (Operazione Sankalp); una petroliera saudita da 1 milione di barili per l’India. Una gasiera indiana (Green Sanvi, di proprietà Mitsui giapponese ma bandiera indiana) è passata di recente. - Cina: numerose navi (inclusi tankers che trasportano petrolio iraniano), con accesso privilegiato fin dall’inizio (es. Iron Maiden e Sino Ocean a marzo). La Cina è il principale acquirente di petrolio iraniano - Altri paesi “amici” inclusi nella lista autorizzata: Russia, Iraq, Malesia (autorizzate dal 26 marzo), Filippine (2 aprile). Anche navi iraniane proprie e qualche panamense/libera con armatore “amico” - Europa: la Francia ha fatto passare una portacontainer (CMA CGM Kribi, 3-4 aprile), prima nave europea significativa; trattative in corso anche per Spagna. Italia e UK sono più cauti e non risultano navi passate. Quanto al tipo di accordi, l’Iran ha stilato una lista di paesi autorizzati e gestisce i transiti tramite un proprio “corridoio” (a nord dell’isola di Larak, invece della rotta centrale) e sono di due tipi principali: 1. accordi diplomatici bilaterali con nazioni “amiche” (Cina, India, Thailandia, Oman, Pakistan, Malesia, ecc.): si negozia direttamente (spesso tramite ambasciatori o ministeri) per ottenere il permesso. Le navi devono segnalare chiaramente l’armatore/nazionalità “amica”; 2. pagamento di pedaggi/tariffe, il cosiddetto “toll booth” iraniano: - fino a 2 milioni di dollari per petroliera o almeno 1 dollaro per barile trasportato; - pagati in yuan cinesi o criptovalute a società riconducibili alle Guardie Rivoluzionarie. - dopo il pagamento si riceve un codice radio/password e istruzioni sulla rotta sicura.
































