Charro en NY 🇺🇦

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@NyCharro

New York, USA Katılım Nisan 2009
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Emilio Montilla
Emilio Montilla@EmilioMontilla_·
👉 Zapatero: “ser socialista es, normalmente, tener muy poco y estar dispuesto a dar mucho”. 👉 Ábalos: “soy feminista porque soy socialista”. Es que son unos cachondos 🤣🤣🤣.
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@ANCAGUA1917 @MananerosTVE Si por cada “ilustre” señor como ese tienes a 100 en la judicatura diciendo lo contrario… igual te tienes que plantear por qué le preguntan a ese.
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ANCAGÜA
ANCAGÜA@ANCAGUA1917·
@MananerosTVE Si éste ilustre señor, que tiene que saber de todo,dice ésto,¿como tengo que pensar ,sobre la justicia de éste País?.
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Mañaneros 360
Mañaneros 360@MananerosTVE·
🗣️Ione Belarra, secretaria general de Podemos sobre la imputación de Zapatero: "El bloque progresista no se puede permitir algo así" #Mañaneros20M rtve.es/directo/la-1
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Emilio Montilla
Emilio Montilla@EmilioMontilla_·
Esta es Elena Lorente, la fiscal que ha iniciado el proceso judicial contra Zapatero. Fue la misma fiscal que consiguió que se condenara a Rodrigo Rato a cinco años de cárcel por fraude fiscal, blanqueo y corrupción entre particulares. Tiene más de treinta años de experiencia, no se le conoce adscripción partidista alguna y cuenta con una amplísima trayectoria en Anticorrupción. No es lawfare, no es fango, no es una conspiración de la ultraderecha. Es una causa judicial sólida y muy bien planteada que se llevará por delante al guía espiritual de la izquierda española.
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Nenedenadie
Nenedenadie@nenedenadie·
🚨Mercedes Milá acaba de decir en La Revuelta lo que muchos pensamos sobre el caso Zapatero: ➖“José Luis Rodríguez Zapatero es un tipo de primera categoría. No me creo nada.” ➖“La justicia en España es un desastre.”
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ferna.d
ferna.d@ferna1_diez·
Sobre J. L. R. Zapatero "El auto, es un auto vacío, es muchísimo ruido y poquísimas nueces" "No hay nada" "Hay mucha palabrería" Magnífico Javier Pérez Royo ↘️
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Diego 🌿
Diego 🌿@DiegoRBCA·
Absolutamente demoledor lo que cuenta el catedrático de Derecho Constitucional, Javier Pérez Royo, sobre el auto del juez para imputar a José Luis Rodríguez Zapatero 👇
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La Pandereta
La Pandereta@LaPanderetaES·
Javier Pérez Royo sobre el auto de imputación de Zapatero: "El auto es un auto vacío. No hay NADA. Se acusa de tráfico de influencias a Zapatero y no hay ni una sola referencia a ningún funcionario público en el auto. Mucha palabrería, pero no hay absolutamente nada"
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Luis Ángel Sanz
Luis Ángel Sanz@Luis_Angel_Sanz·
Hasta 5 periodistas hemos preguntado hoy a @patxilopez en el @Congreso_Es sobre corrupción. "Preguntas incómodas", las llaman algunos. Sin límite, ni restricciones. Y hoy, por 1ª vez en mucho tiempo, sin agitadores que nos interrumpan o falten al respeto a políticos o periodistas
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Chema Garrido
Chema Garrido@JoseMGarrido·
Es una cacería con guion escrito. Es muy burdo. Os comparto qué hay detrás de la operación para derribar a Zapatero. En @MananerosTVE
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Ramón Espinar 🇵🇸
Ramón Espinar 🇵🇸@RamonEspinar·
El auto del juez es duro y no pinta bien la situación de Zapatero. Presunción de inocencia para él y los mejores deseos, por supuesto, pero el informe de UDEF, la acusación de Fiscalía Anticorrupción y la actuación judicial no parecen lawfare ni bulos. Hay que tomarlo en serio.
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Michael A. Arouet
Michael A. Arouet@MichaelAArouet·
This is wild. Europeans are becoming really poor compared to others without noticing it. 83% of Spaniards don’t even make €3k per month, and the average is €2k, before taxes and contributions. How do they make ends meet? How are young people supposed to have children?
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 Roberto Riccardi Otto corpi a terra, ma tanto è solo un povero matto. La solita diagnosi. La psichiatria assolve, la politica ringrazia, il dibattito si chiude. Siamo a Modena, cuore dell'Emilia, sabato pomeriggio. El Koudri, 31 anni, marocchino naturalizzato italiano, laureato in economia, ha lanciato la sua auto a cento all'ora sui marciapiedi del centro, per colpire più persone possibile. Sceso dall'auto, ha impugnato un lungo coltello e ha colpito chi provava ad aiutarlo. Una donna di 55 anni ha perso entrambe le gambe. Quattro feriti versano in condizioni gravissime. Lo hanno fermato i passanti, non lo Stato. Quattro cittadini con il coraggio che le istituzioni non trovano da decenni. E il primo riflesso dell'informazione italiana è stato cercare la sua cartella clinica. El Koudri era stato in cura psichiatrica. Non trovava lavoro. Si sentiva "bullizzato". Un laureato di 31 anni che usa il lessico dell'adolescenza per giustificare una strage. Con questa triade si pretende di chiudere il caso prima che qualcuno debba aprire il problema terrorismo. El Koudri era laureato. Come erano laureati o integrati gli attentatori della metropolitana di Londra nel 2005: un insegnante di sostegno, un figlio di imprenditori, stimati nelle rispettive comunità. Cinquantadue morti. Il titolo di studio non è mai stato un vaccino contro la radicalizzazione. È un altro alibi che serve a non guardare dove fa male. Perché lo "squilibrato" è il nuovo "caso isolato". La formula si è evoluta, adattata ai tempi. Se è matto non è terrorismo; se non è terrorismo non è un problema di integrazione; se non è un problema di integrazione la politica migratoria resta sacra e chi la interroga è un razzista. Catena logica perfetta nella sua funzione: non cambiare nulla. Ma il gesto di El Koudri non è il gesto caotico di chi perde il controllo. È un protocollo: auto sulla folla ad alta velocità, massimo danno ai pedoni, fuga a piedi con arma bianca. Lo psichiatra spiega il perché individuale. L'analista di sicurezza riconosce la firma collettiva. In Italia si preferisce lo psichiatra: costa meno alla coscienza. Il catalogo europeo andrebbe letto per intero, una volta sola, in silenzio, da chi ancora parla di casi isolati. A Nizza nel 2016 un nordafricano con passaporto francese guidò un camion sulla Promenade des Anglais: 86 morti. A Barcellona nel 2017 un furgone sulla Rambla: 16 morti, marocchini di seconda generazione cresciuti in Catalogna. A Bruxelles le bombe in aeroporto e nella metropolitana: 32 morti, belgi nati da famiglie marocchine. A Manchester un figlio di libici accolti come rifugiati si fece esplodere tra i ragazzini di un concerto: 22 morti. A Solingen nell'agosto 2024 un siriano accoltellò tre persone a un festival. A Magdeburgo, quattro mesi dopo, un saudita lanciò l'auto sulla folla del mercatino di Natale. Tutti squilibrati? Tutti soli? Tutti lupi solitari che per pura coincidenza cacciano la stessa preda con lo stesso metodo? Va detto con nettezza, prima che qualcuno provveda a confondere le acque: la stragrande maggioranza dei musulmani in Europa vive in pace, lavora, rispetta le leggi. Non è in discussione e chi sostiene il contrario mente. Ciò che è in discussione e che nessuno vuole affrontare, è un problema strutturale di compatibilità tra una lettura letterale del testo coranico e i fondamenti della democrazia liberale. Il cristianesimo ha attraversato la Riforma, l'Illuminismo, due secoli di secolarizzazione. L'islam dominante quel percorso non lo ha compiuto. Non è un giudizio morale: è un dato storico. E la storia presenta il conto, puntuale, da Nizza a Modena. Da un lato il lupo solitario con il protocollo. Dall'altro le baby gang delle seconde generazioni che hanno fatto della violenza di strada un'identità: li chiamano maranza, come se un nome nuovo potesse rendere il fenomeno meno grave. Due sintomi, una sola causa. Karl Popper scrisse che la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. A sinistra lo citano contro ogni rigurgito fascista, e fanno bene. Ma lo si applichi anche al fondamentalismo islamico, oppure si ammetta che il paradosso di Popper è a uso ideologico esclusivo, buono per i convegni e inutile per i marciapiedi. L'islam è la più grande confessione religiosa non cattolica presente in Italia a non avere firmato l'intesa prevista dall'articolo 8 della Costituzione. Valdesi, ebrei, buddhisti, induisti, ortodossi: tutti hanno accettato il patto con lo Stato. L'islam no. Eppure opera con una libertà che chi ha firmato non si sogna: moschee abusive in garage e capannoni che nessuno chiude, spazi concessi da sindaci compiacenti, candidature nelle liste del PD per intercettare il voto comunitario. Il paradosso è compiuto: l'unica religione che rifiuta le regole del gioco democratico è quella che gode della massima tolleranza. Il premio va a chi non firma. Dopo Pearl Harbor gli americani internarono 120.000 persone di origine giapponese, due terzi cittadini a pieno titolo, ma possibili nemici o quinte colonne per provenienza. Non potevano più fidarsi e lo fecero per controllare ed evitare attentati. Fu lo stesso un'infamia, riconosciuta mezzo secolo dopo. All’opposto, oggi l'Europa non riesce a sorvegliare un singolo musulmano con precedenti psichiatrici conclamati e segnali di allarme leggibili a chiunque non volesse girarsi dall'altra parte. Tra l'internamento di massa e il nulla assoluto esiste uno spazio enorme. Si chiama prevenzione. Nessuno ha il coraggio anche solo di parlarne, figurarsi poi di occuparlo, perché significherebbe ammettere che il problema esiste. Sabato pomeriggio, mentre una donna perdeva le gambe su un marciapiede del centro di Modena, i siti di informazione titolavano: "Auto sulla folla a Modena". Soggetto grammaticale: l'automobile. E l'autore: un italiano. Perché i principali organi di informazione si sono affrettati a definirlo tale, come se il passaporto cancellasse tutto il resto. Ma avere la cittadinanza non significa possedere un pezzo di carta. Significa avere fatto propria la cultura del Paese che la concede. E il problema sta tutto qui. In una sinistra globalista che quella cultura non solo la rigetta, ma opera per diluirla e annullarla del tutto. Fa pensare che il fatto sia accaduto nel cuore della regione più rossa d'Italia. Quella che ha inventato i tortellini halal, mantenendone il nome ma svuotandoli di ciò che li rende tortellini: il maiale. La stessa operazione compiuta sulla cittadinanza: si mantiene la parola, si cancella il contenuto. Nella terra del tortellino la carne halal entra nelle mense scolastiche, nessuno si oppone a chi protesta contro i simboli della tradizione emiliana e il ramadan si festeggia in piazza. L'Emilia che predica integrazione ha integrato a senso unico: non lo straniero nella cultura italiana, ma l'Italia nella rinuncia a sé stessa. Il giornalismo italiano è morto per overdose di conformismo, sepolto sotto il terrore di essere accusato di sciacallaggio da chi ha costruito carriere sulla rimozione della realtà. Chi dice pane al pane e vino al vino viene messo alla gogna. Ma lo sciacallo non è chi nomina il problema. È chi lo copre di silenzio perché nominarlo potrebbe costare un invito in meno al salotto giusto. Una donna a Modena non camminerà più. Le hanno strappato le gambe. A questo Paese stanno strappando la vista. E chi prova a restituirgliela viene chiamato razzista da chi non ha mai dovuto schivare un'auto sul marciapiede.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Keir Starmer
Keir Starmer@Keir_Starmer·
I’ll always champion peaceful protest. But the Unite the Kingdom march organisers are peddling hatred and division. We’ve already blocked visas for far-right agitators who want to come here to spew their extremist views. They don't speak for the decent, fair, respectful Britain I know.
English
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@germen1975 @alandete Para empezar, también hay blancos que tienen que currar 8 horas para ayudar a su madre y hermanos. Y también habrá en Yale negros pijos que sean hijos de papá. La equidad social no se puede aplicar a costa de injusticia individual.
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Germán Tercedor
Germán Tercedor@germen1975·
@alandete Porque un blanco que vive en una zona residencial blanca con un cuarto propio para estudiar es más fácil sacar un 9,3 que para un negro que comparte dormitorio con tres hermanos y tiene además que trabajar a tiempo parcial para ayudar a la familia sacar un 8,1. Es equidad.
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David Alandete
David Alandete@alandete·
Increíble lo de Yale. Traducido a una escala de 0 a 10, la nota media de entrada en Medicina era aproximadamente un 9,3 para blancos y asiáticos y un 8,1 para negros e hispanos. Todo según datos citados por el Departamento de Justicia. La diferencia no es entre suspender y aprobar. Es entre excelentes y absolutamente excepcionales. Pero el rasero no era el mismo según la raza. washingtonpost.com/education/2026…
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