Roby

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@RobyTova

Juventino Doc 🤍🖤. Osservo, twitto poco, commento quando ne vale la pena. Ma ho anche dei pregi.

Katılım Kasım 2011
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Roby
Roby@RobyTova·
👏🏻😊
Eleonora Aloise@eleonora_aloise

Recap #SinnerTiafoe L’aria è tesa. Sono stati molti gli scontri diretti in passato, con alterne fortune. L’ultima vera cocente sconfitta risale al 2021. Non scorderemo mai quel ridicolo teatrino per farci perdere la concentrazione, riuscendoci in pieno. Eravamo giovani. Inesperti. Sicuramente ingenui. Da quel momento in poi le cose sono cambiate. Noi, siamo cambiati. Il cinismo che mancava è arrivato con l’esperienza. L’incontro comincia con scambi brevi per cercare di chiudere tutti i punti rapidamente. Con prudenza, niente rischi inutili, ma anche con autorevolezza. La strategia appare subito chiara. Per dominare è necessario che ogni risposta sia netta e nervosa. Usare l’anticipo, togliere il tempo all’altro. Tenere la velocità alta con un tocco di imprevedibilità, per non concedergli la possibilità di pensare. Bisogna essere non solo aggressivi, ma anche intelligenti: saper aspettare il momento giusto per spezzare il ritmo. Accettare a volte anche scambi lunghi, l’importante è mantenere al minimo gli unforced. Si vede che l’avversario è stanco, ma non possiamo abbassare la guardia. Si martella senza posa. Per principio. Per orgoglio. Per il 2021. La vittoria, alla fine, è solo la naturale conseguenza. Questa è stata la mia riunione di condominio. Sinner invece ha asfaltato Tiafoe in un’ora e undici minuti. #sinner #janniksinner #tennis #miamiopen [Crediti foto: Punto de Break]

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Roby
Roby@RobyTova·
@BMitraglia Parlo per esperienza diretta. 18enne che porta il documento preparato dalla docente di diritto che elencava le modifiche oggetto del referendum e che spiegava perché votare no. Letto assieme e ribaltato tutte le teorie della docente.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Partiamo dal fatto che il 60% dei giovani italiani ha votato NO, forse anche indotti da una parte dei docenti faziosa. Mi rivolgo soprattutto agli amici insegnanti: dove finisce la libertà di insegnamento e dove inizia l’indottrinamento delle giovani menti?
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Occam's Razor
Occam's Razor@imballoionico·
Leggo che l’ANM propone di collaborare per le riforme, in nome del bene comune. Ora, non so se lo sapete, ma il Parlamento non deve concordare le leggi con l’ANM, non serve l’approvazione dei magistrati. Il parlamento è sovrano. È scritto nella costituzione che avete salvato.
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IAN L'URAGANO®
IAN L'URAGANO®@DIABOLIK_7·
Non avevano i soldi nemmeno per pagare le bollette e li hanno fatti iscrivere al campionato e perfino di fare mercato. Intanto è arrivato uno scudetto e fortunatamente ci ha pensato il Dio del football a punirli nelle finali Champions. Poi è finita che li pignorano e #Gravina non ha da che eccepire e #Chinè intanto era a cena con il PM interista per concordare le carte da non passare per le indagini sul caso ultras. Intanto società sane fanno fatica a qualificarsi per le coppe europee e sono sotto controllo stretto da parte di #Figc e #Uefa. Vi devo fare un disegnino di come funziona o vi basta?
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Angelo Mangiante
Angelo Mangiante@angelomangiante·
✍️ Appunti di viaggio 🇺🇸 Miami è energia, suoni, riflessioni. I venti sono meno gelidi. Senti il calore dell'umanità, sventrata dagli ultimi padroni di un mondo senza più un'anima. Per un attimo ricredi a una società fatto di inclusione e non emarginazione. Senti parlare in pochi metri tutte le lingue del mondo. Ascolti, impari e trovi ancora chi ti sorride. Miami Open è un rifugio per lo spirito. Allo sport ti aggrappi come portatore di valori. Il tennis è una delle ultime isole felici. Il primo sorriso che ho incontrato qui a Miami è stato Sinner al Media Day. Poi l'abbraccio con Matteo Berrettini. Due ragazzi con il cuore grande. Voglio bene a entrambi. Sono due modelli veri, sì loro veri, per le nuove generazioni. Jannik è la saggezza in persona. Matteo è carisma e classe. Hanno doti rare. Li metti insieme e hai tutto. Jannik ha un potere taumaturgico. Lenisce le invidie con la saggezza. Assurge ogni volta a un livello superiore rispetto a qualsiasi tipo di risentimento. Non scende mai verso l'inferiorità di chi cerca mezzi meschini con chi possiede qualità. Un passo indietro come segnale di enorme maturità. Matteo è l'educazione unita allo charme. Qui in America impazziscono per il suo fascino. L'emblema di un eroe made in Italy magnetico, granitico e vulnerabile. Perché se ti piace ti innamori anche delle sue fragilità. Oggi Jannik ha spaccato con saggezza Dzumhur: 9 ace, tre soli punti persi con la prima palla, una sola palla break annullata con un ace e match chiuso in un'ora come tutte le lezioni di tennis. Matteo ha rifilato 17 ace a Bublik e ora proverà a battezzare nella prima domenica del torneo l'ex carneade Vachelot tornato Principe a Montecarlo dopo Shangai 2025. Matteo & Jannik, la più bella partita di sempre per potenza tra due italiani l'hanno giocata a Wimbledon. Da brividi. La più bella impresa insieme è stata anche farci vincere la Coppa Davis. Ora, please, restate qui con noi. Il più a lungo possibile. Nell'isola felice. ✍️ Angelo 🇺🇸
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Miami Lakes, FL 🇺🇸 Italiano
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La Giornata Tipo
La Giornata Tipo@parallelecinico·
- "Bella Luka, dimmi qualcosa che mi impressioni..." - "Ok... Dunque stanotte a Miami ho segnato 60 punti in 38 minuti, con 7 rimbalzi, 5 palle rubate e 3 assist. L'ultimo Laker a riuscirci fu Kobe..." - "Tutto qua?" - "Ho segnato 100 punti nelle ultime due partite" - "E basta?" - "Sto viaggiando a 41 punti di media nelle ultime 8 partite, tutte vinte" - "Non mi sembra niente di che" - "Sono l'unico nella storia, assieme a Chamberlain e Jordan, ad aver segnato almeno 60 punti per tre volte prima di aver compiuto 28 anni" - "Robetta" - "Non bevo una birra da sei mesi perchè vogliono che dimagrisca ancora, e tutte le sere mi fanno bere la tisana al finocchio per eliminare i gas intestinali" - "Ok, hai vinto."
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Roby
Roby@RobyTova·
90 minuti di applausi 👏🏻
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia

La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.

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Roby
Roby@RobyTova·
@DiamondBlack10K "Milan l'è 'na giungla, ma l'è sempre un bel GRAN Milan" 😜
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IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦
IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦@guffanti_marco·
Vi ricordo ancora una volta che c’era chi sosteneva che il rincoglionito fosse Biden. #TRUMP
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Gaia Tortora🐦
Gaia Tortora🐦@gaiatortora·
Esperimento nella bolla dell X. Referendum oggi.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Il bilancio (provvisorio) della notte di bombardamenti in Ucraina è di 7 morti e 46 feriti. Questo grazie alle armi prodotte dall’azienda codiretta dal padre della commissaria del padiglione russo della @la_Biennale che Cacciari è felice di riaprire, pagate con i soldi di gas e petrolio che @c_appendino insiste per continuare a comprare. Perché il bilancio non è stato peggiore? Perché la difesa Ucraina ha utilizzato le armi che @GiuseppeConteIT, @matteosalvinimi, @RoVannacci e @NFratoianni vorrebbero toglierle, per abbattere 460 delle 498 macchine di morte che la Russia ha lanciato, nel silenzio assordante di tutte le persone menzionate in questo post (oltre che di innumerevoli altri sedicenti “pacifisti”). Magari con il disegnino si capisce meglio da che parte stanno questi nostalgici, piazzisti e collaborazionisti.
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Ricky Gervais
Ricky Gervais@rickygervais·
@chippychop_ I travel too much as I’m always on tour and I believe if you own a dog you should give it the best life possible and play with it everyday for 15 years.
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marco taradash
marco taradash@mrctrdsh·
Leggiamo la dichiarazione che il Presidente ucraino ha fatto poche ore fa. La forza e la lucidità di Zelensky risaltano oggi in un’Europa che sembra averle smarrite. Non perché l’Europa sia debole: è divisa. Non perché manchi la volontà: manca la visione. L’Ucraina è Europa. Lo dimostra ogni giorno, pagando il prezzo più alto per difendere la libertà del nostro continente. Per questo deve essere coinvolta subito nelle istituzioni europee, a pieno titolo, anche con formule transitorie o straordinarie, se necessario da inventare. Gli sconvolgimenti del mondo non aumentano soltanto il rischio della disgregazione europea. Offrono anche un’occasione storica: accelerare finalmente il cammino verso una federazione europea più forte e più unita. Ecco una missione per i parlamentari europei che, al di là degli schieramenti di parte, sono consapevoli dell’importanza storica del loro ruolo. Zelensky: «Ho tenuto una riunione sulla situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo: le sfide per l'Ucraina e i nostri partner, nonché la nostra capacità di contribuire a proteggere vite umane, impedire l'espansione della guerra e stabilizzare i mercati globali. Il regime iraniano, che si sforza di sopravvivere a ogni costo, rappresenta una chiara minaccia per tutti gli stati della regione e per la stabilità globale. Nessun paese vicino all'Iran può sentirsi sicuro. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è praticamente bloccato. Finora, il regime iraniano non ha mostrato alcuna reale intenzione di intraprendere una diplomazia onesta o di apportare un cambiamento radicale. L'Ucraina si sta consultando con i partner in Europa e negli Stati Uniti, nonché con i paesi confinanti con l'Iran. Ieri ho parlato con i leader degli Emirati Arabi Uniti e del Qatar. Oggi ho avuto colloqui con i leader di Giordania e Bahrein. Ci saranno anche colloqui con il Kuwait e altri paesi della regione. Tutti affrontano una sfida seria e ne parlano apertamente: i droni d'attacco iraniani sono gli stessi "shahed" che hanno colpito le nostre città, i nostri villaggi e le nostre infrastrutture ucraine durante questa guerra. In pochi giorni, l'Iran ha lanciato oltre 800 missili di vario tipo e più di 1.400 droni d'attacco. Sono proprio i droni e i missili iraniani a rappresentare la principale minaccia alla libera navigazione, destabilizzando i prezzi globali del petrolio, dei prodotti petroliferi e del gas. L'Ucraina può contribuire a proteggere vite umane e a stabilizzare la situazione. I partner ci stanno contattando. Ho incaricato il Ministro degli Esteri ucraino, insieme alle agenzie di intelligence, al Ministro della Difesa, al nostro comando militare e al Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza (NSDC), di presentare opzioni per assistere i Paesi interessati e di fornire aiuti in modo da non indebolire la nostra difesa qui in Ucraina. Il nostro esercito possiede le capacità necessarie. Esperti ucraini opereranno sul posto e le squadre stanno già coordinando questi sforzi. E siamo pronti a contribuire a proteggere vite umane, difendere i civili e sostenere sforzi concreti per stabilizzare la situazione e, in particolare, ripristinare la sicurezza della navigazione nella regione. Ci aspettiamo che l'Unione Europea, i Paesi europei e il G7 adottino misure attive sia per smantellare le capacità terroristiche del regime iraniano sia per proteggere le vite umane nella regione e la stabilità globale. Continueremo a coordinarci con i nostri partner. Gloria all'Ucraina!»
Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський@ZelenskyyUa

I held a meeting on the situation in the Middle East and the Gulf region – the challenges for Ukraine and our partners, as well as our capacity to help protect lives, prevent the war from expanding, and stabilize global markets. The Iranian regime, which is striving to survive at any cost, poses clear threats to all states in the region and to global stability. No country close to Iran can feel secure. Shipping through the Strait of Hormuz has practically stopped. So far, the Iranian regime has shown no genuine intent for honest diplomacy or fundamental change. Ukraine is consulting with partners in Europe and the United States, as well as with countries neighboring Iran. Yesterday, I spoke with the leaders of the UAE and Qatar. Today, I held discussions with the leaders of Jordan and Bahrain. There will also be talks with Kuwait and other countries in the region. All of them face a serious challenge and speak openly about it: Iranian attack drones are the same “shaheds” that have been striking our cities, villages, and our Ukrainian infrastructure throughout this war. In just a few days, Iran has launched over 800 missiles of various types and more than 1,400 attack drones. It is Iranian drones and missiles that pose the main threat to free navigation, destabilizing global prices for oil, petroleum products, and gas. Ukraine can contribute to protecting lives and stabilizing the situation. Partners are reaching out to us. I have tasked Ukraine’s Minister of Foreign Affairs, together with intelligence agencies, the Minister of Defense, our military command, and the NSDC Secretary, to present options for assisting the relevant countries and to provide aid in a way that does not weaken our own defense here in Ukraine. Our military possesses the necessary capabilities. Ukrainian experts will operate on-site, and teams are already coordinating these efforts. And we are ready to help protect lives, defend civilians, and support real efforts to stabilize the situation and, in particular, restore safe navigation in the region. We expect the European Union, European countries, and the G7 to take active measures both in dismantling the Iranian regime’s terrorist capabilities and in protecting lives in the region and global stability. We will continue to coordinate with our partners. Glory to Ukraine!

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