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@Smartitina

Un po' donna e un po' bambina. Nichilista e idealista a giorni alterni. Scettica alla ricerca della verità.

Katılım Kasım 2020
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Μartina 🧱@Smartitina·
Mettetevi in guardia da chi vi dice: "La tua opinione non conta, non sei uno scienziato, ti devi affidare a chi ne sa di più." Il divieto di pensare con la propria testa è il primo passo verso il totalitarismo.
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Vince
Vince@Vince0027735155·
@Smartitina @BMitraglia Non manca la voglia di lavorare, manca la voglia di lottare per i propri diritti. Avete la tecnologia, la comunicazione, i mezzi per portare milioni di giovani in strada, senza partiti, senza sindacati. Fatelo, nessuno vi regalerà niente, i diritti dovete andare a prenderveli.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
@e_falce @Robuzz14 Confermo che anche a Bologna ormai è così. Forse nelle città più piccole è restato tutto come prima.
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La Logica di Sinistra🇮🇹🇮🇹🇮🇹
@Robuzz14 Fermo restando che odio le banche, i loro sistemi e perfino gli impiegati che hanno dimenticato il loro ruolo di negozio/cliente, scambiandoci spesso per semplici subordinati. Quello che dice è surreale, visto che ho comprato l'auto pochi mesi fa e ho fatto un semplice bonifico.
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Peter Sachsa
Peter Sachsa@Robuzz14·
Ho dei soldi in banca. Interessi percepiti: NIENTE. Vado a comprare una macchina. Vorrei pagarla con i soldi che ho. NON posso. Devo fare un finanziamento. La banca che mi fa il finanziamento è la stessa in cui ho i miei soldi. Se faccio il finanziamento che vogliono loro (5 anni) vado a pagare circa 8000 euro in più su 16000 iniziali. Se estinguo dopo due anni (il minimo) mi costa, in più, 1000 euro. In pratica, mi obbligano a farmi prestare i MIEI SOLDI e pagargli interessi molto alti sopra. È chiaro che c'è qualcosa di marcio in questo sistema?
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Μartina 🧱@Smartitina·
@Robuzz14 Anche a Bologna è diventato impossibile acquistare un'auto senza finanziamento. O meglio, lo puoi fare ma ti fanno un prezzo ancora più alto.
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Μartina 🧱@Smartitina·
@senzatregua__ Quando parlo di queste cose c'è sempre qualcuno che mi dice che mi preoccupo troppo. Evidentemente o sono circondata da ricchi o da inconsapevoli.
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🗿@senzatregua__·
io posso anche permettermi di pagare più di 2€ un litro carburante ma mi chiedo perché non vedo nessuno fare il matto per questa cosa
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Friederik dür e mattö 🧱
Friederik dür e mattö 🧱@duren_matto·
Ho come l’impressione che il governo non farà nulla di utile per gli italiani anche stavolta. Il tedesco con 1milione in banca può permettersela la benzina a 5€. L’Italiano che guadagna 1200 no. Non saranno americani e tedeschi a tutelare gli interessi italiani. Devi pensarci tu
Giorgia Meloni@GiorgiaMeloni

Continuo a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ho presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence. La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Ho inoltre condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in contatto con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea. Ai leader del Golfo ho espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni. Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile.

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Marco Messina
Marco Messina@MessinaMarco·
Ma se israele e stati uniti possono attaccare uno stato sovrano come l' iran allora la russia poteva attaccare uno stato sovrano come l' ucraina? Sono confuso
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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
@LumpyCosmicLady I salari, in Italia, sono stagnanti da decenni e lo dicono anche le fonti ufficiali, svegliati. In base ai dati OCSE siamo l’unico paese Ue dell'OCSE in cui dagli anni '90 i salari medi annuali a prezzi costanti sono diminuiti. Fonte: OECD, Average annual wages.
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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
In Italia gli stipendi reali non solo non crescono, calano. Fate un giro su Indeed e vi imbatterete in un mare di offerte di lavoro full time tra i 1000 e i 1300€. E la storia del farsi la gavetta non regge perché spesso nei suddetti annunci è richiesta "comprovata esperienza".
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Friederik dür e mattö 🧱
Friederik dür e mattö 🧱@duren_matto·
Magari c’è poco lavoro perché nelle aziende private si assumono 2 persone quando ne servirebbero 3 e quei due assunti fanno 10 ore a testa non pagate di straordinari a settimana? Secondo me a spanne sta roba incide almeno 2-3% sul tasso di occupazione.
Rosic Buster@rosicbuster

@duren_matto Peccato che in nord Europa lavorano più o meno tutti, mentre in Italia i bar sono pieni dalla mattina alla sera perché mezzo paese non fa un cazzo tutto il giorno. L’Italia é ULTIMA in Europa per tasso di occupazione, solo il 67% delle persone tra i 20 e i 64 anni lavora.

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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
@AlleanzaRibelle Il mondo di oggi cambia in fretta e le professionalità che fino a ieri erano ambite possono diventare rapidamente obsolete. Sul mercato non si scambia solo professionalità, ma anche forza lavoro e tempo.
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Alleanza Ribelle🏴‍☠️
Alleanza Ribelle🏴‍☠️@AlleanzaRibelle·
@Smartitina Anche tramite networking in eventi di categoria e associazioni. Se invece la professionalità non ce l’hai vuol dire che hai fatto male i conti. E che pretendi poi? Domanda: se io investo nel mercato sbagliato e perdo tutto, devo poi socializzare quella perdita lamentandomi?
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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
@AlleanzaRibelle Il portale per i profili professionalizzati quale sarebbe? Linkedin? E se la professionalità non ce l'hai o te la devi ancora costruire è giusto che tu sia povero pur lavorando 40 ore a settimana?
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Alleanza Ribelle🏴‍☠️
Alleanza Ribelle🏴‍☠️@AlleanzaRibelle·
@Smartitina Eh va beh ma indeed è un portale per profili poco professionalizzati oppure comunque di medio basso livello. Non puoi stupirti se gli stipendi che girano sono quelli. Cosa devono offrire per un backoffice o un amministrativo magari senza laurea o esperienza? 2K euro?
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Alleanza Ribelle🏴‍☠️
Alleanza Ribelle🏴‍☠️@AlleanzaRibelle·
@Smartitina @Black___Adam Ehm…no. Io lavoro a Milano e abito poco fuori e ti posso assicurare che non ti bastano se mangi sempre fuori o fai tutti i giorni delivery. In famiglia siamo in 5 e la spesa alimentare mensile sta sui 500€. E ripeto…siamo in 5
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Alleanza Ribelle🏴‍☠️
Alleanza Ribelle🏴‍☠️@AlleanzaRibelle·
@Black___Adam @Smartitina Ok quantifica la dignità. Per ognuno ha una soglia diversa. Cos’è la dignità? Fare le ferie? Farsi i weekend in montagna? Ristorante 2 volte al mese? Vestiti firmati? Cosa? Per alcuni è solo avere il cibo per mangiare
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Ardito della X Mas▐┛
Ardito della X Mas▐┛@John_Goy14·
@Smartitina Da quanto non ti vedevo in TL Martina. Ti dico solo una cosa, a volte non conviene lavorare. Se non hai granché di proprietà ci sono vie traverse che ti fanno prendere di più di quello stipendio.
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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
@Slumber86 Deve campare anche lui però. Ci dovrebbe essere uno standard minimo che è quello che ti permette di avere una vita dignitosa. Se l'impiegato generico prendesse 2000 quello specializzato ne prenderebbe 5000.
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Agostino Marzotta
Agostino Marzotta@Slumber86·
@Smartitina Verissimo è una paga indecente, però un "impiegato" generico senza un ruolo specifico o specializzazione che selling point ha? il problema è che sono posti dove il valore che portano è abbastanza nullo.
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Fede
Fede@CryptoRevo_Fede·
@Smartitina Non dirmi che sono pre tasse ti prego
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