Alberto Croce
1.3K posts

Alberto Croce
@albycross
Life is too short, don't waste it
Italy, Milan Katılım Ocak 2011
119 Takip Edilen51 Takipçiler

@Marmittaaa Mi è successo a Milano, dopo un concerto.
Ho vagato due ore senza trovarla, noleggiato una bici atm per fare più strada. Ho risolto richiamando indietro il mio socio di concerti che era già arrivato a casa..quando l’abbiamo ritrovata erano le 2..🫣e no, il gps non c’era ancora
Italiano

@parallelecinico Praticamente ci sono voluti 40mq di tessuto solo per cucirgli addosso la Sindone..😄
Italiano

Se qualcuno ci avesse detto ad inizio stagione che quella squadra straordinaria, che risponde al nome di Oklahoma City Thunder, sarebbe stata costretta ad una gara 7 per accedere alle Finals, lo avremmo preso per pazzo.
Se qualcuno ci avesse detto che ci sarebbe stata una squadra in grado di dargliene 27 in un elimination game, e di batterla 7 volte su 11 incontri in questa stagione, gli avremmo riso in faccia.
Ma non avevamo calcolato un fattore non spiegabile dalle nostre comuni menti.
Che sfugge anche alla scienza.
Che ha qualcosa di mistico.
Un miracolo extra-terreno.
L'arrivo del messìa.
Victor Wembanyama questa notte si è presentato così per gara 6, e ai suoi discepoli ha detto: "Si va a Gara 7".
#NBAtipo

Italiano

@piumigliore1 Ma nemmeno per sogno..non basta il colore per farne una Ferrari degna di questo nome
Italiano


@Saetta_McQueen lo fa perché è elettrica, è da lì che è nato il design
Italiano

@massimo_macs Semplice: basta far disegnare la macchina a uno che prima disegnava smartphone
Italiano

@bilbo2000it @Lorenzo32843904 Sottoscrivo in pieno. Ho pensato la stessa cosa. Ma da un designer famoso per uno smartphone cosa ci si poteva aspettare ?
Italiano

@Lorenzo32843904 Personalmente come prima mi aspettavo una roba tipo così lotuscars.com/it-IT/evija
Italiano

@Evarist10188278 @SandroRossi_x Sottoscrivo tutto.
Il punto non è se è elettrica o ha un V10 sotto il cofano.
Il punto è che esteticamente è orrenda. Perché l’ha disegnata uno che fino a ieri disegnava smartphone e non sa nulla della storia del marchio.
Italiano

@SandroRossi_x Secondo me la Ferrari Luce ha semplicemente un design mediocre, un’estetica normobanale: il powertrain non è il punto nodale
Italiano

Ferrari ci ha fatto vedere la Luce
Ieri sera, alla Vela di Calatrava, Maranello ha mostrato al mondo la sua prima elettrica. Quattro motori, 1.050 cavalli, 530 chilometri di autonomia, design di Jony Ive, l’uomo che ha disegnato l’iPhone. Stamattina il titolo in Borsa ha perso il sei per cento e i social sono diventati quello che diventano sempre in questi casi: un coro stonato di gente che grida al tradimento. “Non è più una Ferrari.” “Senza il rombo del motore è morta.” “Sembra una Toyota Prius.” Lo stesso copione, parola per parola.
Lo stesso copione di quando arrivò il cambio automatico e i puristi dissero che non era più guidare. Di quando le carrozze a cavalli vennero soppiantate dalle automobili e i benpensanti dell’epoca giurarono che quei trabiccoli puzzolenti non avrebbero mai sostituito un buon tiro a quattro. Di quando il treno superò i trenta chilometri orari e seri scienziati ottocenteschi avvertirono che a quella velocità gli organi interni dei passeggeri si sarebbero spostati. Di quando il CD soppiantò la musicassetta e i puristi si misero a dire che la musica digitale non era vera musica, perché ti volete mettere le frequenze calde di un nastro analogico.
La storia umana è lastricata di queste profezie, tutte sbagliate, tutte ripetute con la stessa identica convinzione.
Qui però c’è qualcosa da guardare più da vicino, perché ridurre tutto a “ignoranza” è troppo comodo. Heidegger aveva un’intuizione su cui fermarsi: l’uomo vive immerso in un mondo di “cose a portata di mano”, strumenti familiari che usiamo senza pensarci, che diventano estensione del nostro corpo e della nostra identità. Finché lo strumento funziona, scompare dalla coscienza, diventa noi. Quando si rompe, o quando viene sostituito, all’improvviso emerge come oggetto estraneo, e con esso emerge la nostra finitudine, il fatto che le cose che davamo per scontate non lo erano affatto. Il rombo del V12 era questo: una “cosa a portata di mano” per chi ci era cresciuto dentro, un suono che non veniva ascoltato perché era parte del mondo. La Luce lo strappa via, e quello strappo non fa rumore (è il punto), ma fa male.
C’è poi una legge della mente umana, che chiunque ha intuìto da solo: perdere qualcosa di familiare pesa due o tre volte più del piacere di guadagnare qualcosa di equivalente. Non è un difetto di calcolo, è eredità della savana, dove chi si fidava dell’ignoto moriva e chi restava aggrappato al noto sopravviveva. Perdere il suono del motore a scoppio fa più male di quanto faccia piacere guadagnare 1.050 cavalli silenziosi e 530 chilometri di autonomia. Non è razionale, è viscerale.
E c’è qualcosa di più profondo ancora: il rombo Ferrari non è solo identità, è erotismo. È il suono attraverso cui generazioni di ragazzini si masturbavano l’immaginazione davanti a un poster, imparando il desiderio per via acustica prima ancora che visiva. Togliere quel suono significa toccare la libido prima della memoria. Per questo la reazione si fa furiosa. Difendere il rombo significa difendere se stessi, la propria giovinezza, l’idea di mondo in cui si è imparato a volere.
Le tradizioni del resto non sono mai eterne, sono invenzioni recenti che si spacciano per antiche. Il “vero” suono Ferrari di cui oggi si piange la scomparsa ha sì e no settant’anni di storia, una manciata di decenni in cui un motore endotermico ha imparato a fare un certo verso e quel verso è diventato sinonimo di una certa emozione. Prima non esisteva, dopo non esisterà più. Una pratica relativamente breve diventa “eterna” nella percezione collettiva, e su quella finta eternità si costruiscono identità, comunità, mercati: un’azienda non vende solo automobili, vende l’idea che possedendone una si entri in una stirpe.
Chi si aggrappa alla tradizione sta difendendo non il passato, ma la versione del passato che ha conosciuto da giovane, quando il mondo gli sembrava comprensibile.
E poi c’è quell’altra cosa, che mi pare la più feroce di tutte: una Ferrari è un oggetto di cui si parla molto e che si possiede pochissimo.
Chi grida al tradimento sui social non sta difendendo la propria auto, sta difendendo un sogno che non si realizzerà mai. Sta facendo il lutto di una cosa che non ha mai avuto. E un lutto del genere, senza appigli nella realtà, può durare per sempre.
Il punto è questo, e mi ci metto dentro anch’io perché sarebbe disonesto chiamarsi fuori: chi grida al tradimento oggi è figlio o nipote di qualcuno che gridò al tradimento ieri, per ragioni diverse e con gli stessi identici argomenti. Cambia il totem, resta intatta la liturgia del rifiuto. Tra trent’anni, quando qualcuno proverà a sostituire la Luce con qualcosa che ancora non sappiamo immaginare, ci sarà un signore di mezza età, magari sarò io, a spiegare su qualche social del futuro che le vere Ferrari, quelle sì, erano elettriche. E avrà torto. Avremo torto.
Italiano

@77OnFilm No. A me non piace perché l’ha disegnata uno che non sa niente della storia della Ferrari. Audi serie Q e BMW serie X comunque sono molto tristi
Italiano

@Pinperepette L’estetica per la Ferrari è tutto.
E non è detto che le auto elettriche siano brutte.
Avrei voluto vedere una supercar con linea da corsa capace di superare la BYD Yangwang U9 Xtreme e il suo record di velocità (496km/h), invece di sto cesso.
Italiano

@LauraLuthien86 Laura, concordo con te.
E’ semplicemente orrenda.
Avrei voluto vedere una Ferrari elettrica con lo stile immutato di una sportiva di razza.
Che vergogna..
Italiano

Ma come si fa..🫣per la prima volta in vita mia dico una cosa che mai avrei pensato di dire: questa Ferrari è orrenda 🤬per il debutto nell’elettrico avrei sperato in una Ferrari sportiva estrema, pronta a dare la sfida alla BYD Yangwang U9 Xtreme per il record di velocità..
Davide Russo 🏁↗️@F1Daviderusso
Ferrari Luce in una sola parola: Vergogna 👎
Italiano

Ecco un #musicchallenge integralista, #cultisti :
secondo voi, quale album si deve ascoltare per forza senza saltare nemmeno una canzone?
@pillolerock
GIF
Italiano
Alberto Croce retweetledi

Oggi, 40 anni fa, l’incidente nei test al Paul Ricard che il giorno dopo ci portò via Elio De Angelis. Un piccolo ricordo di un pilota spesso dimenticato e sottovalutato.
#F1 #legend
p300.it/quarantanni-se…
Italiano

@viaggioinincogn Io vado in libreria proprio per comprare quello che non cercavo. Lascio che l’istinto decida per me.
Italiano
Alberto Croce retweetledi

Forever in our hearts ❤️
Scuderia Ferrari HP@ScuderiaFerrari
Remembering Gilles on his birthday ❤️
English


















