
Il significato di questi giorni, anche per i non credenti, per l’Occidente di cui Israele fa parte, è prezioso, è lo spazio fisico e metafisico in cui viviamo, la maggior parte inconsapevole della forza del grande fiume della storia che dalle origini arriva fino a noi. Tutti sono protagonisti nel tempo del presentismo: Pizzaballa ha protestato, pregato e poi parzialmente ammorbidito i toni (un abilissimo rètore), i politici di destra e di sinistra hanno condannato Israele senza possibilità d’appello, tutti hanno riscoperto il valore della fede, della libertà di culto, anche sotto le bombe, come nelle basiliche di Londra durante i raid dei tedeschi nella Seconda guerra mondiale. E mentre leggo la vibrante protesta dei politici e il disastro di comunicazione di Israele, ricordo che durante la crisi del Covid in Italia furono vietate le messe, ai cattolici fu impedito di andare in chiesa, tutti docilmente obbedirono e il buon Dio abbia pazienza. Prima la salute, la sicurezza, il distanziamento, e il Presidente Conte ci salverà perché “rimaniamo distanti oggi per abbracciarci più forte domani”. Con Israele e la guerra, i missili iraniani lanciati in nome di Allah su Gerusalemme e i suoi luoghi di culto, oggi e domani non esistono, tutta la prudenza del mondo per proteggere i religiosi e i credenti di tutte le religioni, non vale, perché gli ebrei sono sempre colpevoli di qualcosa, si sa, sono il bersaglio perfetto, da millenni, dell’Occidente che odia se stesso. È un incendio che brucia, nell’indifferenza, andate pure in pace. liberoquotidiano.it/news/esteri/47…






















