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Il giovane uomo qui sotto si chiamava Sammy Basso, colui che, attraverso il proprio corpo, ha fatto conoscere a tutti cos’è la progeria, la malattia con cui ha convissuto dalla nascita, il 1 dicembre del 1995, nella sua Schio.
I medici non se ne sono accorti subito. Ci sono voluti tre anni, un’odissea fatta di anomalie, dubbi, una crescita insolitamente lenta.
Poi, nel gennaio 1998, la diagnosi che cambierà la sua vita: progeria, una rarissima malattia genetica nota anche come “sindrome dell’invecchiamento precoce”.
All’epoca se ne sapeva poco e ancor meno erano gli studi scientifici, inesistenti le cure.
È stato lui, con empatia e una lucidissima determinazione, a cambiare la sua storia e, insieme, quella del progresso scientifico sulla malattia.
Sammy ha scelto di raccontare e raccontarsi con un’umanità sconcertante ogni volta che poteva.
Sapeva di avere poco tempo, e lo ha utilizzato per dedicarlo alla sua grande passione: la scienza.
Si è laureato due volte in Fisica e Scienze Naturali, con tanto di magistrale in Biologia Molecolare.
Assieme alla famiglia, ha letteralmente creato una banca di cellule per la ricerca. Ha partecipato ai primi studi clinici sperimentali sulla progeria, dando il nome al farmaco ad oggi più promettente.
Sammy Basso era un ricercatore, lo studioso della stessa malattia che lo aveva colpito, quasi una missione.
E intanto ha scritto libri, incontrato migliaia di ragazzi nelle scuole, è stato insignito del titolo di Cavaliere nel 2019 direttamente dal Presidente della Repubblica Mattarella.
Sognava di lavorare al Cern di Ginevra, un giorno, ed è probabile che ce l’avrebbe fatta se una sera di ottobre dell’anno scorso, mentre si trovava a cena con famiglia e amici, un malore improvviso non lo avesse portato via, a 28 anni.
Presto, prestissimo. Ma abbastanza per aver vissuto l’equivalente di tre vite.
Poco prima di morire, Sammy ha deciso di compiere un ultimo, grande gesto: ha donato i suoi organi, il suo corpo, alla Scienza, perché altri un domani potessero beneficiare delle cure che lui non ha fatto in tempo ad avere.
Il suo testamento umano, scientifico e spirituale, forse il senso di una vita intera spesa per gli altri e per la Scienza.
Oggi, 1 dicembre, Sammy avrebbe compiuto trent’anni. Il minimo che possiamo fare è ricordarlo.

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