Davide Chicarella
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Davide Chicarella
@dachicarella
Giornalista e telecronista sportivo, nato il 21-3-1979
Asti Katılım Ocak 2012
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Strutture vetuste, dirigenze da cimitero degli elefanti, il leader difensivo esempio raro di simulatore fischiato in ogni stadio del mondo (ed espulso, il karma esiste), squadra scarsa e senza carattere tenuta in piedi da Donnarumma. 12 anni senza mondiali. Via tutti
#italia
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Quando Oliver Hardy morì nel 1957, Stan Laurel era troppo malato per partecipare al funerale.
Mandò solo un messaggio, poche parole, ma immense:
“Babe capirebbe.”
E da quel giorno, non salì mai più su un palco.
Per oltre trent’anni erano stati inseparabili.
Insieme facevano ridere il mondo intero.
Da soli… non era più la stessa cosa.
Venivano da due mondi opposti.
Stan dall’Inghilterra, Oliver dal sud degli Stati Uniti.
Due strade lontane, destinate però a incrociarsi e a creare qualcosa che nessuno aveva mai visto prima.
Stan aveva iniziato nei teatri, tra musica e comicità.
Per un periodo lavorò persino con Charlie Chaplin.
Oliver, invece, stava dall’altra parte dello schermo: proiettava film in un cinema e osservava gli attori, pensando tra sé:
“Posso farlo anche io.”
E aveva ragione.
Si incontrarono a Hollywood quasi per caso.
E il loro duo nacque da un imprevisto.
Un giorno Oliver si fece male e non poté girare una scena.
Al suo posto chiamarono Stan.
Qualcuno, dietro le quinte, si accorse subito di qualcosa.
Non era solo una coppia che funzionava.
Era naturale.
Era chimica pura.
Era magia.
Stan era l’ingenuo, sempre un passo indietro rispetto al mondo.
Oliver il capo sicuro di sé… almeno finché tutto non gli sfuggiva di mano.
E quello sguardo in camera, lento, rassegnato, è diventato leggenda.
Ma lontano dai riflettori, la verità era un’altra.
Era Stan a costruire tutto.
Scriveva, immaginava, perfezionava ogni dettaglio.
Oliver si fidava ciecamente di lui.
Diversi, sì.
Ma perfettamente complementari.
Più di cento film.
Un Oscar.
Teatri pieni solo per vederli entrare in scena.
Poi, come sempre, arriva il tempo.
La carriera rallenta.
La salute si incrina.
E nel 1957 Oliver se ne va.
Stan resta.
Ma non è più lo stesso.
Rifiuta ogni proposta.
Smette di recitare.
Perché alcune storie non possono continuare da sole.
Nel 1961 riceve un Oscar alla carriera.
Un riconoscimento enorme.
Ma accanto a lui… manca la metà.
E forse è proprio questo il punto.
Non il successo.
Non i premi.
Ma chi hai vicino mentre li vivi.
Stan Laurel ha passato il resto della sua vita a fare una sola cosa:
non lasciare che il mondo dimenticasse il suo amico.
Perché la loro non era solo comicità.
Era amicizia.
Quella vera.
Quella che non si spegne quando cala il sipario.
E forse, alla fine, è questo che resta davvero:
non le risate, non gli applausi…
ma qualcuno che, anche nel silenzio, continuerebbe a dire di te:
“Lui capirebbe.”

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On this day in 1992, Christian Laettner hit The Shot for Duke 🤩
A #MarchMadness moment we'll never forget 🙌
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@kittesencoola Forza Renato! Quante risate grazie a te … quanti ricordi spensierati… comico unico, uomo di valore
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Happy birthday to the @undertaker! Yes, you burned down the family home, encased my real father, Paul Bearer, in concrete, and set me on fire...a couple of times...but otherwise you're the best big brother anyone could ever hope for!
WWE@WWE
Happy birthday to the legendary, iconic WWE Hall of Famer @undertaker!
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Gino Paoli è uno che della vita non ci aveva capito un cazzo.
Oggi te lo impacchettano col fiocco. Il poeta romantico. Sapore di sale e i tramonti. La voce dell'amore gentile.
Gino Paoli era uno stronzo. Sapeva di essere uno stronzo.
Era uno che negli anni 60 andava dietro le donne sposate ed alle ragazzine di 16 anni. Un egoista fumatore incallito.
Era comunista con l'orologio buono, un alcolizzato, un egocentrico.
Gino Paoli era un tipo pericoloso, un idiota che ad appena 28 si sparava al cuore per un amore stupidamente idealizzato e non corrisposto. Una persona tossica, complicata, maleducata, scorbutica.
Gino Paoli non era il quadretto con il mare calmo al tramonto che ti vendono nei negozietti di Souvenir.
Gino era la schiuma verde nel porto di Genova, l'odore di pesce nelle Creùze, le bestemmie dei marinai.
Gino Paoli era FOTTUTAMENTE VERO. Nella sua menzogna. Nella sua poesia.
Perché aveva capito che l'unico modo in cui puoi amare è il tuo. Ed il tuo, vaffanculo, è sempre quello sbagliato. Quello che ti fa sudare. Quello che ti fa bestemmiare.
E andava bene così. Perché sapeva convivere con i propri mostri, con l'orrore di essere umano. Perché ci puoi essere amico dei tuoi mostri, come puoi esserlo di un proiettile che ti sfiora il cuore per 60 anni.
Non ha mai chiesto scusa per quello che era. Non ha mai ripulito la propria storia per renderla digeribile. Non si è mai messo il vestito buono per farti sentire a tuo agio.
Perché il cielo in una stanza è una canzone di una poesia meravigliosa.
Perché se la dedicano tutti gli innamorati.
Perché la cantano ai matrimoni.
E lui la scrisse mentre scopava in un bordello, a faccia in su tra il letto ed una prostituta, a guardare un bellissimo soffitto infinito.
E non se n'è mai vergognato. Neppure un giorno.
Io dico VAFFANCULO a tutti i post con i cuoricini. Alle citazioni dei giornali online. Alle frasi sdolcinate da baci Perugina.
Gino era una persona troppo libera per un mondo così ipocrita.
Stanotte non è morto solo un cantante con canzoni meravigliose sulle labbra.
Non è morto solo un poeta con un proiettile sul cuore.
È morto un vecchio di 91 anni, un coglione che della vita non ci aveva capito un cazzo.
Eppure lui, quel cielo, lo ha visto davvero.
(Adamo Romano)
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Sicuramente si sono già trovati,sicuramente stanno già cantando e sicuramente continueranno ad amarsi…senza fine…❤️
#GinoPaoli
#OrnellaVanoni
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@rprat75 Coach Pitino tra i re Mida del college basket… quante ne ha combinate
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La March Madness in purezza. Prospetti Nba a volontà, ma è un signor nessuno che vince la partita all'ultimo secondo, mignon Darling riporta la St John's di Coach Pitino alle Sweet 16 per la 1a volta dal 1999. Peterson mostra sprazzi d'onnipotenza, ma gioca slegato dalla squadra
CBS Sports College Basketball 🏀@CBSSportsCBB
DYLAN DARLING WINS IT FOR ST. JOHN'S THE JOHNNIES ARE HEADED TO THE SWEET 16 FOR THE FIRST TIME SINCE 1999
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