danilo chirico

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@danilo_chirico

Giornalista e scrittore. Le parole dell'antimafia su @Radio3tweet Autore @Raitre Fondatore @_daSud

Roma, Lazio Katılım Ocak 2012
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Piero Fassino
Piero Fassino@pierofassino·
La decisione della destra israeliana di introdurre la #penadimorte per i palestinesi è una scelta sciagurata che tradisce lo stato di diritto e il carattere democratico e umanitario dello Stato di #Israele. Una scelta contro cui si sono immediatamente pronunciati i partiti di opposizione, il National Security Council e tanta parte della società israeliana che vanno sostenuti nella richiesta di revoca di una legge razzista
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
“Di fatto hanno consegnato l’Anm alla sinistra giudiziaria, con la foglia di fico della presidenza affidata a Magistratura indipendente”. Così un magistrato di primo piano, da tempo iscritto alla corrente moderata di Mi, sintetizza la situazione interna all’Anm dopo l’elezione di Giuseppe Tango a presidente. Elezione a cui sono seguite le dimissioni di Galoppi da segretario di Magistratura indipendente. “Dentro Magistratura indipendente c’è una spaccatura enorme. In verità le crepe si erano già aperte con la decisione della dirigenza del gruppo (Galoppi incluso) di schierarsi a testa bassa per il No al referendum”, dice il magistrato. “Non a caso diversi esponenti della corrente, inclusa la consigliera togata al Csm Bernadette Nicotra, si erano espressi a favore del Sì al referendum – aggiunge –. L’elezione di Tango, personalità vicina e gradita ad Area e a Md, rappresenta il colpo finale sugli equilibri interni”. “Se la scelta del presidente spettava a Mi, questa sarebbe dovuta avvenire liberamente. Invece si è assistito a una scelta indirizzata dalle correnti di sinistra in favore di un magistrato, Tango, che durante la campagna referendaria si era espresso in modo scomposto, facendo addirittura riferimento alla deriva autoritaria del governo”, afferma un’altra toga, sempre di Magistratura indipendente. L’articolo integrale sul Foglio ⬇️
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Enrico Costa
Enrico Costa@Enrico__Costa·
In che cosa consisterebbe la violazione? E' una perquisizione? No. E' una misura cautelare? No. Ci mancherebbe che per chiedere i documenti ad un parlamentare sia richiesta l' autorizzazione del Parlamento.
Andrea Orlando@AndreaOrlandosp

Una parlamentare europea e’ stata oggetto di un non ben definito “controllo preventivo” nella sua camera di hotel a Roma da parte della polizia. Questo fanno i regimi. Mi auguro che Piantedosi nell’arco di pochi minuti dica che si è trattato di un equivoco e faccia le scuse.

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danilo chirico
danilo chirico@danilo_chirico·
@riccardomagi Magari se era scritta male potevate impegnarvi per il No. E poi ci sarebbero anche il senso e i tempi della politica...
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Riccardo Magi
Riccardo Magi@riccardomagi·
Meloni ha meritato di perdere questo #referendum. La sconfitta è tutta sua. Perchè hanno scritto male e propagandato peggio una riforma che l’Italia aspetta da decenni. Scritta male, perché il governo ha chiuso ogni spazio di confronto: niente vero iter costituzionale, nessuna apertura agli emendamenti. Hanno ignorato anni di lavoro e proposte precedenti, anche radicali. Una riforma fatta meglio avrebbe potuto ottenere un consenso largo. Propagandata peggio perché quando chi governa interviene su inchieste in corso, suggerisce imputazioni, contesta giudici, non è più solo comunicazione aggressiva ma qualcosa di più grave: è un’idea di potere che mette in discussione la separazione dei poteri. Altro che giusto processo. La vittoria del No lascia aperta e ancora più difficile da affrontare la riforma di una Giustizia che riguarda la vita di milioni di cittadini. Meloni e il suo governo prendano atto del loro fallimento e tolgano di mezzo una pessima e antidemocratica legge elettorale. Ora riformare la Giustizia tocca a chi è davvero garantista. Giustizia significa anche depenalizzazione, fine dell’uso politico del diritto penale, carceri dignitose. Ora va costruita un’alternativa politica, anche su queste battaglie, al governo di Giorgia Meloni. Questa è stata, è e sarà sempre la nostra battaglia.
Riccardo Magi tweet media
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riccardo cucchi
riccardo cucchi@CucchiRiccardo·
Chissà poi perché alla fine i riformisti diventano i più grandi alleati della destra.
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
“Pasticcio sull'Alta corte? Ennesima fake news del fronte del No”, dice Isabella Bertolini (Csm) al Foglio, smentendo l’ultimo argomento avanzato dal fronte del No al referendum. Secondo chi si oppone alla riforma Nordio, a causa di un mancato adeguamento dell’articolo 107 della Costituzione, l’Alta corte potrà adottare soltanto le decisioni disciplinari più lievi nei confronti dei magistrati, mentre quelle più pesanti (come la rimozione, la sospensione e il trasferimento di sede o di funzioni) rimarranno riservate ai due futuri Csm. “Si fa una gran confusione tra i provvedimenti disciplinari, che vengono affidati all’Alta corte, e i provvedimenti di tipo organizzativo e amministrativo che invece spettano ai Csm – spiega Bertolini –. Sarà l’Alta corte a sanzionare i magistrati, ma poi spetterà ai Csm, come avviene oggi, prendere atto di queste decisioni sul piano organizzativo, ridisegnando le piante organiche e quindi rimuovendo il magistrato o disponendo il suo inserimento in altra sede. Anche oggi la sezione disciplinare del Csm non decide nel merito delle tabelle degli uffici giudiziari. Spetta alle commissioni competenti prendere atto delle sentenze e adottare i provvedimenti conseguenti sul piano amministrativo”. L’intervista integrale sul Foglio ⬇️
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alberto negri
alberto negri@negrialbe·
La follia di Trump e Israele sono la vera minaccia Il vaticanista Lucio Brunelli su Repubblica spiega come la curiosa versione laica dell'Apocalisse di Trump si intreccia politicamente con la corrente del “sionismo cristiano” che lo finanzia in pieno accordo con Israele, vero manovratore del presidente Usa. Dal 15 al 18 marzo a Roma potremo toccare tutto con mano perché viene Peter Thiel, finanziatore di Trump, per un ciclo di lezioni, pensate un po', sull’Anticristo e l’Apocalisse. Con la piattaforma Palantir, utilizzata da tutta l'intelligence internazionale, Thiel è il padrone mondiale della sorveglianza di massa. Naturalmente Thiel ed Epstein era soci. Siamo in mano a un'élite di folli e pervertiti.
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Stefano Esposito
Stefano Esposito@esposito18669·
Contro il sorteggio per il #Csm @ANMagistrati ha scatenato una vera e propria guerra. Peccato che dal 2017 sia lo stesso Csm ad averlo scelto per una delle sue funzioni più delicate: la nomina dei togati nelle commissioni di concorso per l’ingresso in magistratura. Basta balle. Io voto Sì #ReferendumGiustizia
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Se vi dicessi che da ben 9 anni il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di sua iniziativa di usare il sorteggio come metodo per svolgere una delle sue più importanti attività probabilmente non ci credereste. E invece è così: nel 2017 (ben prima dello scandalo Palamara) il Csm ha deciso di affidare alla sorte la selezione dei magistrati che devono far parte delle commissioni d’esame per l’accesso in magistratura. Non un’attività di poco conto, anzi: cosa c’è di più importante di stabilire chi può o meno diventare magistrato? Il sorteggio venne adottato per cercare di ridurre i condizionamenti che venivano esercitati dalle correnti anche in questa delicata funzione. Eppure oggi l’Associazione nazionale magistrati e celebri pm fanno la guerra contro l’introduzione del sorteggio prevista dalla riforma Nordio per l’elezione dei due futuri Csm. Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
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Alessandro Robecchi
Alessandro Robecchi@AlRobecchi·
Stiamo arrivando (ma non da Dubai). Fratelli di Crozza, dal 6 marzo du @nove
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La7
La7@La7tv·
#omnibus Il commento poco diplomatico dell'ambasciatore Piero Benassi sulla vicenda del Ministro della Difesa Crosetto presente a Dubai durante gli attacchi dell'Iran la7.it/omnibus/video/…
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Alessandro Robecchi
Alessandro Robecchi@AlRobecchi·
Pensate che Crosetto era considerato quello sveglio della compagnia :))))))))))
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danilo chirico
danilo chirico@danilo_chirico·
@NicolaPorro Solo che lo speronamento non c'è stato e il fermo è andato oltre i termini previsti dalla legge. Mistificazione su mistificazione.
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Nicola Porro
Nicola Porro@NicolaPorro·
Il Tribunale di Palermo decide che lo Stato, quindi i contribuenti, deve rimborsare 76.000 euro alla Sea Watch che forzò il blocco navale. Rimborsiamo chi sperona la Guardia di Finanza. Poi invece sulle carcerazioni preventive finite nel nulla, silenzio. È una cosa pazzesca. #zuppadiporro
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danilo chirico
danilo chirico@danilo_chirico·
@NicolaPorro Un posto in cui nessuno conta nulla. Ma ti prego, sei troppo in gamba per non capirlo. A tutte le mistificazioni c'è un limite
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Enrico Costa
Enrico Costa@Enrico__Costa·
Gratteri attacca la riforma del CSM, ma ne è il migliore testimonial. Infatti, nonostante l'esito finale di molte sue inchieste, è diventato capo di una grande procura e, come il 99% dei magistrati, ha avuto valutazioni di professionalità positive dal CSM.
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Gian Domenico Caiazza
Gian Domenico Caiazza@gdcaiazza·
Tra un Barbero sospeso da META per eccesso di fandonie, le indagini farlocche sui magistrati spiati dal Grande Fratello, il “sorteggio truccato” (che potrebbero dirlo forse nemmeno in un bar di un paesello dell’Aspromonte), la nostra Costituzione che conta nulla come quelle di Iran Russia e Corea del Nord, e “con questa riforma finiremo come a Minneapolis”, la prossima sarà che se vince il SI ci invadono gli alieni
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Si può criticare María Corina Machado per aver donato la medaglia del premio Nobel a Trump, ma le accuse feroci – di aver perso la dignità e venduto l’onore – sono ingiuste. I critici di Machado, pur non rendendosene conto, sono esattamente come Trump: pensano che l’oro della medaglia sia il riconoscimento del Comitato, non le motivazioni per cui è le stato assegnato. Sono feticisti come Trump. Machado ha ricevuto il Nobel “per il suo instancabile lavoro nel promuovere i diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”. Per venti anni si è battuta per recuperare la libertà economica e i diritti politici nel suo paese, facendo attivismo politico e disobbedienza civile. Ha subìto minacce, persecuzioni giudiziarie, ha vissuto in clandestinità e separata dai figli per proteggerli. Non ha fatto tutto questo per ritirare il premio a Oslo, ma ha vinto quel premio perché ha fatto tutto questo. Per molti accademici il Nobel è l’apice di una carriera, per Machado è solo una tappa per un obiettivo politico più importante, a cui ha dedicato la sua vita: rovesciare il regime fondato da Hugo Chávez e consolidato da Nicolás Maduro, che ora Delcy Rodríguez vuole perpetuare sottomettendosi al “Grande Satana” americano. Quando Machado ha capito che la vittoria del Nobel poteva farla cadere in antipatia all’unico uomo che può aiutarla a raggiungere lo scopo, non ha esitato a “condividerlo” con lui. Persegue una meta più nobile, non un premio individuale ma una vittoria collettiva: la democrazia per i venezuelani. Nella cessione del premio ha cercato di trovare un precedente storico che rendesse meno ridicola quella scena, rievocando la medaglia con il volto di George Washington che il generale Lafayette donò a Simon Bolívar e che il libertador indossò per il resto della sua vita: “Duecento anni dopo, il popolo di Bolivar restituisce all’erede di Washington una medaglia, in questo caso la medaglia del Premio Nobel per la Pace, come riconoscimento per il suo impegno straordinario a favore della nostra libertà”, ha detto.  Quando nella dedica scrive che il dono è un “simbolo personale di gratitudine a nome del popolo venezuelano”, Machado afferma una verità: realmente Trump, come mostrano i sondaggi, ha consensi altissimi tra i venezuelani per aver catturato il dittatore che li opprimeva. È forse un gesto che nessun altro Nobel avrebbe fatto, ma lei è una leader politica che ha delle responsabilità nei confronti dei venezuelani. Machado sa che per arrivare al traguardo ha bisogno di Trump e che deve necessariamente fare leva sulla sua vanità. La rinuncia alla propria medaglia d’oro non è un gesto disonorevole ma un atto di generosità nei confronti del proprio popolo. Se adulare Trump è un mezzo per ottenere qualcosa, il comportamento di Machado è esattamente opposto a quello di Delcy Rodriguez: la dittatrice ad interim rinuncia ai princìpi “rivoluzionari” del regime per conservare il potere, mentre la leader dell’opposizione rinuncia al riconoscimento per perseguire i suoi princìpi democratici. Per la transizione democratica Machado ha sacrificato la famiglia, una vita libera, gli amici arrestati e torturati, cose molto più importanti di un pezzo di metallo. Non le costa regalarlo, se serve alla causa. Come ha scritto Paul Krugman, economista che quel premio l’ha vinto, “La medaglia del Nobel è un simbolo dell’onore, non l’onore in sé. Solo uno sciocco vanitoso e insicuro penserebbe che ricattare qualcuno per ottenere la sua medaglia aggiunga prestigio alla sua reputazione”. Il problema è la fragile psicologia di un personaggio patetico come Trump, non la scelta di Machado di mettere gli ideali e gli obiettivi politici del paese avanti a un trofeo. Chi l’accusa, non riconoscendo la differenza tra il significato del premio Nobel e l’oggetto che lo rappresenta, è un feticista della medaglia d’oro. Esattamente come Trump. ilfoglio.it/esteri/2026/01…
Luciano Capone tweet media
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Stefano Esposito
Stefano Esposito@esposito18669·
Intorno a @ChiaraFerragni é stato costruito un circo mediatico giudiziario indegno. L’hanno condannata molto prima del processo. Oggi é terminato il primo grado. Assolta. Ennesimo caso di un sistema accusatorio che distrugge la vita e la reputazione delle persone con l’avviso di garanzia. E i gip invece di essere un filtro sono un pm aggiunto. Non funziona.
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