Dericos

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@dericos01

4-4 Euic.

Katılım Kasım 2023
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Dericos@dericos01·
@Fabio_in_DC Rosico ogni volta perché è dell'Inter ma effettivamente sa giocare al giuoco del pallone
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Fabio
Fabio@Fabio_in_DC·
Pio Esposito è un gran bel giocatore e se non la pensate così siete gravemente disturbati
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Dericos
Dericos@dericos01·
@icyycals In Italy It Is okay to eat one and a half
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Dericos
Dericos@dericos01·
@the_real_anto @Fazzettino Minnesota avrebbe senso per un livellamento a breve termine però avresti oggettivamente una squadra della Eastern Conference più ad Ovest di una della Western Conference. In senso prettamente geografico New Orleans dovrebbe essere quella giusta
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Antonio Ricci
Antonio Ricci@the_real_anto·
@Fazzettino Se non sposta Minnesota vado da silver lo sciolgo e ci faccio un braccialetto
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Dericos
Dericos@dericos01·
@Bd_irB_ll I love them both and I have the Juventus bias. If we talk about primes it makes sense because the 2017-2018-2020 Dybala was a monster (same as Griezmann basically from 2015-2018) but overall Griezmann career was far better
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Dericos
Dericos@dericos01·
@D_Minuti Il calcio è uno sport troppo più episodico e randomico. Paradossalmente puoi fare 5 goal e giocare una partita brutta o averli fatti senza manco cercarli così tanto. Nel basket per farne 83 devi prenderti una valanga di tiri
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Daniele Minuti
Daniele Minuti@D_Minuti·
Lo stesso dibattito riguardo Adebayo e lo stato dell'NBA ma su Luiz Adriano che diventa il giocatore con più gol in una partita di Champions insieme a Messi.
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Martin Rafelt
Martin Rafelt@MartinRafelt·
Sadly, there are no real dribblers anymore. We need more players like Yamal. More players like Olise. Like Kvaratskhelia, you know? Real dribblers like Doku or Vinicius. Someone like Dembele or Doue. Ballers like Musiala or Wirtz or Cherki. Someone like Nico Williams maybe or..
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LoiZenica
LoiZenica@LoiZ99·
Sta puttanata per qualche motivo funziona sempre, ci vediamo l'anno prossimo
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Dericos
Dericos@dericos01·
@odio_limone Beh, insomma, ha fatto l'isola dei cani che forse è il suo miglior film. Solo che non ci si pensa perché è di animazione
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Dericos
Dericos@dericos01·
@corradoscagazz Non fraintendermi. Per me Something è la miglior canzone d'amore di sempre, però considerando TUTTA la discografia dei Beatles George ha dato un apporto fondamentale solo negli ultimi 3 album a livello di composizione. Poi è stato il solista migliore probabilmente
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Corrado Scagazzutti
Corrado Scagazzutti@corradoscagazz·
@dericos01 Something, While My Guitar Gently Weeps e Here Comes The Sun sono inarrivabili secondo me, senza contare il lavoro mostruoso di chitarra in tutto Abbey Road e gli spezzoni di Sitar in Magical Mystery Tour. Per me George è di un'altra categoria
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Corrado Scagazzutti
Corrado Scagazzutti@corradoscagazz·
Ammetto di essere sempre stato scettico nei confronti di Lennon a causa magari di qualche pregiudizio sulla sua vita privata. In questo ultimo periodo di Beatlemania mi sono accorto invece che era un compositore/scrittore della madonna, probabilmente superiore anche a Paul.
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Dericos
Dericos@dericos01·
@corradoscagazz Se parliamo a livello di carriera si ma se parliamo nei Beatles George è inferiore (nonostante sia il mio preferito) soprattutto per colpe non sue
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Corrado Scagazzutti
Corrado Scagazzutti@corradoscagazz·
Immagina anche solo concepire l'idea che possa esistere una band in cui Paul McCartney è il terzo miglior songwriter della combriccola agahahahah
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Dericos
Dericos@dericos01·
@03TrashAddicted Secondo me Matteo Rinaldi ha avuto una crescita astronomica e si meriterebbe la finale
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Dericos
Dericos@dericos01·
@Laudantes Secondo me quello 19-20 invece è il suo prime perché aveva imparato a coesistere con Ronaldo. Come primo violino sicuramente 16-17/17-18 migliore ma come giocatore nella squadra il 19-20 assurdo
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Laudantes
Laudantes@Laudantes·
Senza dubbi la 17/18. Paulo nel suo prime di onnipotenza Juventina, la stagione dopo qualcuno ha deciso che il 433 con un centrocampo strafinito era meglio. Il più grande what if della storia vedere quel Dybala mancare l'esplosione definitiva, di cui il 19/20 è la copia sbiadita
dan colosimo@dancolosimoo

Tough one

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Dericos
Dericos@dericos01·
@JulianCarax84 Però c'è da dire che ha ridotto la sua parte insensata. Rendendosi molto più funzionale
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Dericos
Dericos@dericos01·
@Alessandro98928 @rprat75 Però non sembra uno sprovveduto, semplicemente con basse capacità sociali. Secondo me le probabilità sono bassine
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Alessandro Canestrale
Alessandro Canestrale@Alessandro98928·
@dericos01 @rprat75 Il problema è che non sa parlare, deduco probabili difficoltà di lettura/scrittura e calcolo. E ha un mucchio di soldi. Preda perfetta.
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Dericos
Dericos@dericos01·
@pepjumped Io in realtà negli ultimi due anni ho seguito abbastanza il Nizza, anche dal vivo, e mi sembrava uno dei pochi con tecnica e capace di puntare l'uomo. Secondo me riserva più che dignitosa
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PæP
PæP@pepjumped·
allora calma tutti, Boga per chi non lo conoscesse (grave) è un esterno che gioca prevalentemente a sinistra, chi l’ha visto al Sassuolo sa di cosa parlo e che caratteristiche ha. IL PROBLEMA, è che sono almeno quattro anni, e mi tengo basso, che non è più il Boga del Sassuolo.
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Dericos
Dericos@dericos01·
@snkguzman Complimenti però fatta abbastanza bene. E ottima pescata
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Saniok
Saniok@snkguzman·
missione quasi impossibile però ci proveremo #ForzaInterSempre 🖤💙
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Dericos
Dericos@dericos01·
@Swaffle_7 Io abito vicino a Monaco e mio padre si è fatto 4 ore di macchina per venirla a vedere allo stadio con me. Le ore peggiori sono state quelle della partita
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Swaffle
Swaffle@Swaffle_7·
Sprecate due ore della mia vita a vedere la peggior partita della storia del calcio
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