Francesco Renga

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@efferenga

Rome, Italy Katılım Eylül 2011
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Alessandra Libutti 🇪🇺
Breturn è il motivo per cui Starmer vale tanto oro quanto pesa. E francamente quelli de “eh ma i musulmani…” non si lamentino se li blocco. Perché il vero, serio, dramma del Regno Unito, vissuto sulla pelle di ogni britannico è stata ed è la Brexit. Perché quando leggo di Italiani che mi parlano di “islamizzazione” del Regno Unito, essendoci stati sì e no un paio di volte, mi sale l’orticaria. Perché Farage e la cricca che si porta dietro sono quelli che hanno rovinato il paese, e che vogliono continuare a distruggerlo, inventandosi un nemico al giorno, lavorando, in sostanza, per Putin. Perché l’Uk è anche il mio paese, quello dove sono nati e cresciuti i miei figli e dove attualmente vivono. Che piaccia o meno, quello che circola online contro Starmer, è mirato a farlo fuori per impedire che si compia questa pagina. ⬇️
Alessandra Libutti 🇪🇺 tweet media
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Andrea Giuricin
Andrea Giuricin@AndreaGiuricin·
Nuovo bombardamento russo su un #ospedale in #Ucraina. Questa volta colpite le sale parto. E in #Italia c'è qualcuno che vuole smettere di fornire aiuti di difesa all'Ucraina...
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David Carretta
David Carretta@davcarretta·
Pronti per il colpo di Stato?
Zoltan Kovacs@zoltanspox

🚨 @PM_ViktorOrban: Ukraine has interfered in Hungary’s elections with money, pressure, and agents. We understand their interests, but we will never accept foreign interference in Hungary’s future.

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Ander Bruckestand
Ander Bruckestand@Ander_Bruckes·
Travaglio lo dice con chiarezza: i riformisti sono quelli che impediscono a Elly Schlein di appiattirsi sulle posizioni di Patuanelli. Lo capite il perché della campagna mediatica contro @pinapic, vero?
Cad Bane 🇪🇺🌍@_Brick_Block_

Travaglio ha già pronto l'editoriale per il dopo-voto. Se Conte dovesse perdere le prossime elezioni, la colpa ricadrà su Elly Schlein per non aver epurato i riformisti dal Partito Democratico con sufficiente tempestività.🤭

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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Sui 5 stelle Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi per un inceneritore. Un inceneritore. Non una riforma costituzionale, non una guerra, non una manovra economica. Un impianto per bruciare la spazzatura di Roma, una città che paga la TARI più alta d’Italia, dove la raccolta funziona male da anni e i rifiuti finiscono in Austria e in Olanda perché non c’è un posto dove trattarli.   Nel decreto Aiuti c’era una norma che dava poteri speciali al sindaco Gualtieri per costruire un termovalorizzatore in vista del Giubileo. Una cosa concreta, necessaria, persino banale. Conte ha deciso che quello era il suo Rubicone. I ministri cinque stelle non hanno votato il decreto in Consiglio dei ministri, poi il Movimento non ha votato la fiducia al Senato. Draghi è salito al Quirinale e si è dimesso. Fine della storia. Anzi no: inizio dell’altra storia, quella che ci ha regalato la Meloni e ci sta mangiando vivi adesso.   Il punto non è solo luglio 2022. Il punto è la natura dell’uomo, quella che non cambia. Conte è fatto così: rompe le cose. Le rompe con quella faccia composta, quella voce morbida, quel tono da professore che ti spiega perché era inevitabile, perché la colpa è sempre di qualcun altro. Ha fatto saltare il suo stesso governo per non cedere una delega a Renzi, salvo poi perdere tutto. Ha fatto saltare Draghi per un inceneritore, regalandoci Giorgia Meloni. Sempre lo stesso copione: il calcolo meschino, la mossa che sembra furba, le macerie che restano agli altri. Sempre quella faccia pulita sopra le rovine.   Chi oggi parla di campo largo e immagina i Cinque Stelle come alleati affidabili non ha memoria, o forse non vuole averla. Perché ricordare fa male, costringe a guardare in faccia la propria debolezza. Conte non è un alleato. È quello che ti giura fedeltà guardandoti negli occhi e poi ti pianta il coltello nella schiena perché ha trovato un motivo, uno qualsiasi, per convincersi che era giusto così. Lo conosci quel tipo di persona. Lo riconosci subito, nella vita. Solo che in politica continui a credergli perché hai bisogno dei suoi voti, perché da solo non ce la fai, perché l’alternativa è il deserto.   Oggi dentro i Cinque Stelle c’è una fronda apertamente filorussa che vuole tagliare gli aiuti all’Ucraina. Non è un dettaglio. È il prossimo inceneritore, solo più grande, solo più pericoloso. Immaginate la scena, perché è facilissimo immaginarla, perché l’abbiamo già vissuta: governo di campo largo, Schlein premier, programma condiviso, strette di mano, sorrisi per le telecamere. Sei mesi dopo Conte che torna in televisione con quella faccia da professore offeso a spiegare il suo “profondo disagio politico” perché il suo partito non vuole votare le armi a Kiev. Sei mesi, forse meno. L’inceneritore almeno era una stupidaggine circoscritta. La collocazione atlantica, il rapporto con un’Europa in guerra: questa roba ti fa saltare tutto in una settimana. Chi ha fatto cadere un governo per la spazzatura di Roma, cosa pensate che farà quando sul tavolo ci sarà la pace in Europa?   Il problema è che non c’è uscita, non c’è porta sul retro. Senza i Cinque Stelle il campo largo non esiste, è un campo vuoto, una distesa dove la Meloni cammina sola e tranquilla per i prossimi vent’anni. Con i Cinque Stelle dentro ti porti in casa uno che alla prima impuntatura ribalta il tavolo, ti guarda tra le schegge e ti dice che dovevi ascoltarlo prima. Lo ha già fatto. Lo rifarà. Non è una previsione, è la ripetizione di un gesto che quest’uomo ha nei muscoli.   Schlein e il PD si trovano davanti a una scelta che fa venire il mal di stomaco. Allearsi con Conte sapendo che ti tradirà, o restare soli sapendo che perderai. È la trappola perfetta, quella che la sinistra italiana si è costruita da sola in vent’anni di incapacità di parlare a chi sta fuori dal proprio recinto. Vent’anni a perdere pezzi di popolo, quartiere dopo quartiere, periferia dopo periferia, fino a ritrovarsi col venti per cento e la necessità di mendicare voti da un partito allergico alla responsabilità di governo. Se il PD avesse il trenta per cento non avrebbe bisogno di Conte. Se avesse una classe dirigente capace di guardare in faccia un operaio, un pendolare, una partita IVA senza farli sentire invisibili, non staremmo qui.   La risposta onesta è che da questo vicolo non si esce con un’alleanza. Si esce diventando più grandi, più veri, più vicini alle persone. Si esce smettendo di pensare che la politica sia un gioco di incastri e ricominciando a fare quello che la sinistra ha smesso di fare da tempo: convincere le persone, una per una, porta a porta, ascoltandole. Fino a quel giorno il campo largo resterà quello che è: una scommessa disperata con un uomo di cui non ti puoi fidare. E Giorgia Meloni continuerà a guardare lo spettacolo con quel sorriso che conosciamo tutti. Quel sorriso che ci meritiamo.
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jacopo iacoboni
jacopo iacoboni@jacopo_iacoboni·
Catherine is an extraordinary reporter, while you are just the sad propagandist for an authoritarian government supine to Russia.
Zoltan Kovacs@zoltanspox

📰 The credibility of a widely cited anti-Hungary narrative is now in serious question. @CatherineBelton – the journalist behind @WashingtonPost's article alleging a potential “self-assassination attempt” by Viktor Orbán to influence the upcoming vote – has a troubling track record. ⚖️ In 2021, London’s Royal Courts of Justice ruled that her book contained unsubstantiated and defamatory claims about businessman Roman Abramovich. 📉 Following the ruling, her publisher issued an apology and was forced to delete or rewrite over 1,700 words due to lack of evidence. 🇬🇧 Yet despite this, her reporting continues to shape international narratives. ⚠️ When unverified claims are amplified globally, it raises serious concerns about credibility – and intent.

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Carmelo Palma 🇮🇹🇪🇺
Pare che anche tra i professionisti del "male non fare, paura non avere" e dell'"intercettateci tutti" grazie al caso Salis si sia riscoperto il senso e l'utilità della tanto bistrattata immunità parlamentare, uno degli istituti della Costituzione più bella del mondo, sacrificato frettolosamente al popolo dei forconi di Tangentopoli. Ma non è resipiscenza. È la solita e storica cattiva coscienza, la solita irrecuperabile malafede. Uguale e contraria a quella della destra italiana, che al Parlamento europeo ha votato per riconsegnare la nemica Salis alla "giustizia" oscena di Orban.
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Al corteo romano No Kings “contro i re e le loro guerre” hanno trovato il tempo per sfottere Calenda. Ma si sono ricordati di spendere qualche parola contro Putin e la sua invasione imperialista che da 4 anni bombarda e uccide i civili ucraini?
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Phillips P. OBrien
Phillips P. OBrien@PhillipsPOBrien·
The tragic irony of the last few years is that, had the USG given Ukraine only a fraction of the weapons that they have expended against Iran in a few weeks (Patriots, Tomahawks, etc), Ukraine would have won, oil prices would not be skyrocketing and the US would be more secure.
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Guido Vitiello
Guido Vitiello@guidotweet·
Un paese diviso tra chi si fida della mano libera dei magistrati ma teme lo strapotere dei poliziotti e chi si fida della mano libera dei poliziotti ma teme lo strapotere dei magistrati. Nel mezzo, stritolato, qualche garantista superstite che diffida ragionevolmente di entrambi
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Giulio Massa 🇺🇦🇮🇱
Qualcuno spieghi a @GiuseppeConteIT , incommensurabile ipocrita , che in Ucraina non c'è alcuna escalation militare : c'è un paese aggressore , invasore , stupratore e ladro di bambini ed un paese sovrano aggredito . Quest'ultimo , si', si difende eroicamente da 4 anni con le unghie e con i denti . Nonostante il braccio legato dietro alla schiena imposto dai tremebondi europei e nonostante il tradimento americano . Ma soprattutto gli ucraini resistono nonostante il vile pacifintismo di chi , da subito , li avrebbe voluti disarmare per costringerli così ad una resa contrabbandata per pace dai bestemmiatori della pace. @GiuseppeConteIT è quello che hai fatto per tutti questi anni di guerra : taci, vergognati . Intanto , se gli italiani intendono definitivamente suicidarsi, al potere ci tornerai comunque. A prescindere da quello che dici perché l'affidabilita' delle tue parole è persino al di sotto della bassissima media di questa classe politica . Per non dire degli ucraini: per loro fortuna e disgrazia insieme ( hanno ben altro a cui pensare ) se ne fottono proprio di quel che dici .
Dario D'Angelo@dariodangelo91

🚨🪖🇮🇹🇺🇦🇷🇺 Giuseppe Conte alla convention di +Europa: "Sul conflitto russo ucraino, abbiamo sensibilità diverse, (...) ma io sono stato promotore di una risoluzione comune riconoscendo su questo punto che l'aggressione russa va assolutamente sanzionata. Di fronte a un allettante e conveniente prezzo del gas russo, noi non lo dobbiamo acquistare fino a quando non ci sarà un trattato di pace. (...) Non possiamo permettere che arrivi un trattato di pace senza l'Europa, rappresenterebbe il declino nostro politico. Lavoriamo per questa svolta negoziale, cerchiamo di difendere con le unghie e i denti la popolazione ucraina, ma mettiamo fine a questo conflitto perché non c'è possibilità di coltivare un'escalation militare all'infinito".

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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Giorgio Mule’ non è indagato. Negli atti c’è solo una persona che lo nomina (“si diceva che qualcuno diceva che si era interessato, ma non so”). Atti che, comunque, non avrebbero potuto per legge entrare in possesso dei giornalisti. Tuttavia ecco l’articolo che un quotidiano ne tira fuori. Con tanto di sottotitolo “Mule’: non ricordo”, che nelle scuole di merda nel ventilatore si insegna essere perfetto per instillare il dubbio nel lettore. @giorgiomule ovviamente, paga soltanto l’aver sostenuto con l’efficacia maggiore, tra tutti noi, le ragioni del SÌ al referendum. E per questo, deve essere punito da quello stesso “complesso giudiziario-giornalistico” (semi-cit) di cui spesso abbiamo parlato. Questa è l’Italia del 2026, signore e signori. Se voi dite che va tutto bene così, che questo è il massimo della liberal-democrazia a cui possiamo aspirare, beh allora anche questo weekend - come lo scorso - ci inchiniamo alla volontà popolare.
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
La notte di Odesa, in Ucraina, dove un massiccio attacco di droni russi ha colpito gli edifici residenziali. Intanto qualcuno in Italia promette che, se andrà al governo, smetterà di aiutare gli ucraini a difendersi dai crimini di guerra di Putin.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Il prof. D’Orsi, in queste ore, sta rilasciando una serie di interviste piene di menzogne sul mio conto, a partire dalle tempistiche e dal contenuto della querela che mi ha fatto recapitare qualche giorno fa. Faccio questo video, non tanto per la questione - già comunque folle di per sé - ma per farvi capire come si muove e agisce la propaganda russa nel nostro paese. Vedetelo e fatemi sapere
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Radosław Sikorski 🇵🇱🇪🇺
Moscow supports Orban because he sabotages the European Union, blocks sanctions and money for Ukraine. Ergo, he who supports Orban, helps Moscow. It really is that simple.
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