elio gullo

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@eliogullo

Dirigente pubblico. Lavoro a Roma da 30 anni, catanzarese di nascita e 10 anni in giro per la Toscana

Katılım Mayıs 2014
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Bernard GEORGES 🇺🇳🏳️‍🌈🌍🌎🌏
[À VOIR ABSOLUMENT] #GideonLevy, éditorialiste à #Haaretz, le plus grand quotidien de gauche en Israël. "La société israélienne s'est enfermée derrière des boucliers, des murs, non seulement physiques mais aussi mentaux. Je vais simplement énoncer les trois principes (Israël peuple élu, la victimisation des Israéliens, la déshumanisation des Palestiniens) qui nous permettent, à nous Israëliens, de vivre avec cette réalité brutale : A. La plupart, sinon tous les Israëliens, croient profondément que nous sommes le peuple élu. Et si nous sommes le peuple élu, nous avons le droit de faire ce que nous voulons ! B. Il n'y a jamais eu dans l'Histoire une occupation où l'occupant se présentait comme la victime. Non seulement la victime, mais la seule victime ! Cela permet également à tout Israélien de vivre en paix parce que nous sommes les victimes ! C. Mais le troisième ensemble de valeurs est le plus dangereux. C'est la déshumanisation systémique des Palestiniens, qui nous permet à nous, Israëliens, de vivre en paix avec tout, car s'ils ne sont pas des êtres humains comme nous, alors il n'y a pas vraiment de question de droits de l'homme !" @haaretzcom @les_spectateurs
Français
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Lavoce.info
Lavoce.info@lavoceinfo·
Ogni anno, in occasione del Primo maggio, il dibattito sul lavoro torna al centro dell’attenzione pubblica. Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme delle principali trasformazioni del lavoro in Italia👇 lavoce.info/archives/11120…
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CLAUDIO DDX 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 🇮🇹
A Cagliari c'è una tomba dove un romano incise la storia d'amore più assurda dell'antichità. Lei era morta per lui. Lui aveva passato il resto della vita a scrivere sulla roccia il perché. Siamo nella necropoli di Tuvixeddu, I-II secolo d.C. Lucio Cassio Filippo è in esilio sardo imposto da Nerone uno dei tanti oppositori spediti nell'isola a marcire lontano da Roma. Con lui c'è la moglie, Attilia Pompilla, che lo ha seguito volontariamente nonostante la Sardegna di allora fosse una condanna sanitaria oltre che politica. Filippo contrae la malaria. In Sardegna era endemica, e a quell'epoca significava quasi certamente la morte. Atilia prega gli dei: prendete me, lasciate lui. Muore lei. Guarisce lui. Filippo scava nella roccia calcarea di Tuvixeddu una grotta-mausoleo a sue spese l'iscrizione lo precisa: *maritus sua pecunia*, il marito, di tasca propria. Poi inizia a scrivere sulle pareti. Non si ferma a un epitaffio. Ne incide 16: 9 in latino, 7 in greco. Composizioni metriche, epigrammi poetici, dediche. Una di esse recita: "Tu ti sacrificasti, o Pomptilla, per lo sposo morente, e riscattasti la sua vita a prezzo della tua." L'ingresso è sormontato da due vipere affrontate scolpite nella pietra da cui il nome, Grotta della Vipera, o *Cripta serpentum* come la chiamavano nel Seicento. Simbolo di fedeltà eterna, secondo alcuni. Secondo altri, un richiamo alle divinità egizie Iside e Osiride. Il dibattito è ancora aperto. Ciò che non è aperto al dibattito: quei 16 testi sono ancora lì, parzialmente leggibili, dopo quasi 2.000 anni. Al viale Sant'Avendrace 87, Cagliari. Puoi andarci oggi. Un uomo ha dedicato una grotta intera a scrivere che sua moglie era morta al posto suo. E quella grotta esiste ancora. In breve: Atilia Pomptilla seguì il marito Lucio Cassio Filippo nell'esilio sardo imposto da Nerone. Quando lui si ammalò di malaria, lei pregò gli dei di prendere la sua vita: morì lei, guarì lui. Filippo incise 16 epitaffi poetici in greco e latino sulle pareti della grotta. Si trovano ancora al viale Sant'Avendrace 87 a Cagliari.
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Miguel A. Rodríguez
Miguel A. Rodríguez@Marodriguez1971·
Tocaba. Bella ciao. 25 de abril.
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Eleonora Aloise
Eleonora Aloise@eleonora_aloise·
“Sinner e Alcaraz sulla terra sconfiggerebbero perfino il Nadal dei 14 Roland Garros” - McEnroe Questa è una bestemmia tennistica. Un desolante modo di scatenare hype. Nessuna persona che conosca il tennis riesce a dire una cosa del genere senza ridere. #tennis
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cinesthetic.
cinesthetic.@TheCinesthetic·
33 years ago, @nytimes published an article criticizing Federico Fellini and other foreign-language films as “hard work.” Martin Scorsese responded with an incredible letter.
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Glo_ria
Glo_ria@luna_immobile·
Screanzati
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Kommander61
Kommander61@kommander61·
Redatto nei giorni scorsi, aggiornato nelle primissime ore di stamattina con l'esito dei colloqui di Islamabad: un articolo completo e documentato che mette a confronto dieci scenari evolutivi, militari ed economici, connessi alla più grave crisi energetica degli ultimi decenni.
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Rainbow
Rainbow@rainbowncats·
Qui ho messo la trascrizione dell'intervista. For non-Italian fans, here's the full transcript of Vagnozzi's interview. It's in Italian, but you can use the text to translate it into your native language. #MrfkNwzPTO" target="_blank" rel="nofollow noopener">limewire.com/d/Xu1T6#MrfkNw
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Rainbow
Rainbow@rainbowncats·
Per chi si fosse perso l'intervento di Vagnozzi in telecronaca (in cui ha parlato principalmente di Jannik) ho registrato l'audio, lo trovate qui: #SAwbm4noKw" target="_blank" rel="nofollow noopener">limewire.com/d/73TFQ#SAwbm4… ❤️
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Progrockpills 🎼
Progrockpills 🎼@progrockpills·
Le Orme – Felona e Sorona Il 4 aprile del 1973 (non ho certezza sulla data ma le registrazioni del disco sono ultimate alla fine del febbraio del 1973) le Orme pubblicano, con la produzione di Gian Piero Reverberi, uno dei capolavori del progressive italiano, il concept Felona & Sorona. Il disco racconta la storia immaginaria di due pianeti complementari e contrapposti. Felona è illuminato dal sole ed è colmo di gioia, Sorona si trova, di contro, perennemente nell’oscurità ed è dominato dalla tristezza (il nome deriva dal vocabolo sorrow -dispiacere- e fu suggerito alla band dal leader dei Van Der Graaf Generator, Peter Hammill). La cover, bellissima, è stata realizzata dall’artista mantovano Lanfranco Frigeri. Il lp è stato pubblicato anche in inglese per la Charisma con testi di Peter Hammill. L’album raccoglie ancora interesse ed è stato di recente oggetto di un re-master nel 2023 oltre che di una personalissima rilettura o meglio un seguito da parte dei La Maschera di Cera con Le Porte del Domani del 2013, disco che ci sentiamo di consigliare. Su idea di Peter Hammill erano state registrate delle sovraincisioni di sax e flauto da parte di David Jackson dei Van Der Graaf Generator che purtroppo non sono state mai utilizzate. Una (nuova rispetto a quella del 2011 che raccoglie anche l’edizione in inglese) edizione deluxe che includa che i brani con le parte di Jackson sarebbe interessante. Ammesso e non concesso che i relativi nastri esistano ancora. #LeOrme #ProgRock #ItalianProg #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind
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AntonellaNEWS ✨🇮🇹🏴󠁧󠁢󠁷󠁬󠁳󠁿🌎☮️
Mr President #Trump che spettacolo: prima si contribuisce a incendiare il Golfo, poi si insulta chi non vuole seguirvi nel rogo, e infine si ordina agli altri Paesi di “andarsi a prendere” il petrolio da uno degli stretti più militarizzati del pianeta, come se #Hormuz fosse un fast food geopolitico con drive-through. Le sue parole del 31 marzo non sono forza. Sono la confessione di una strategia fallita: avete contribuito a destabilizzare la rotta da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale e una quota simile del commercio globale di LNG, e ora fingete che il resto del mondo debba ringraziarvi o arrangiarsi. Mr President, il suo bluff energetico non regge. Gli Stati Uniti producono molto, sì, ma non sono una stampante magica di barili. Secondo i dati #EIA riportati da Reuters, a gennaio 2026 la produzione #USA è scesa a 13,25 milioni di barili al giorno, mentre il consumo totale di greggio e prodotti petroliferi negli Stati Uniti è stato di circa 20,7 milioni di barili al giorno. Quindi no: Washington non può semplicemente sostituire da sola uno shock sistemico su Hormuz. E il mercato lo sa benissimo, tanto che Reuters riferisce che il conflitto ha provocato il più brusco rialzo delle previsioni petrolifere mai registrato nella sua indagine storica, con Brent e WTI spinti in alto da una guerra che la sua amministrazione ha contribuito a far esplodere. E visto che qualcuno vende la favola del “male che vada ci prendiamo pure il #Venezuela”, facciamo due conti da scuola elementare, Mr President. Il Venezuela è arrivato intorno a 1,1 milioni di barili al giorno a marzo 2026. Hormuz, in tempi normali, movimenta circa 20 milioni di barili al giorno. Tradotto: anche spremendo Caracas come una pompa di riserva, non si rimpiazza neppure da lontano il peso strutturale dello Stretto. Quello che lei vende come autosufficienza è solo propaganda con il cappellino rosso. Poi c’è la sua formula preferita: “#Iran è decimato”. Davvero? Curioso modo di definire un Paese che continua a imporre costi militari, economici e politici agli Stati Uniti e ai loro partner. Il 27 marzo un attacco iraniano contro Prince Sultan Air Base in Arabia Saudita ha ferito 12 militari USA, secondo Reuters, e AP conferma danni a diversi aerei cisterna; analisi successive indicano anche il grave danno o la distruzione di un raro E-3 Sentry AWACS, uno degli assetti più preziosi della sorveglianza aerea americana. Se questo per voi è un Iran “finito”, allora siete vittime della vostra stessa propaganda. Un nemico davvero annientato non continua a colpire assetti di alto valore e a tenere i mercati globali per la gola. E no, Mr President, non basta urlare per trasformare una guerra di scelta in una prova di superiorità. Reuters riporta che la guerra ha già costretto #OPEC a un crollo produttivo di 7,3 milioni di barili al giorno in marzo, con lo shock più violento dai tempi della pandemia, mentre gli analisti avvertono che se Hormuz resta compromesso il Brent potrebbe arrivare persino a 190 dollari. Questa non è la fotografia di un’America che controlla gli eventi. È la fotografia di una potenza che ha contribuito a scatenare una crisi che non riesce a dominare senza scaricarne il costo sugli altri. Il dettaglio più grottesco, però, è il suo improvviso amore per il diritto del più forte. Dire agli alleati di andare a “prendersi” lo Stretto non è leadership: è l’abbandono esplicito di qualunque pretesa di ordine internazionale basato su regole. La Carta ONU, all’articolo 2(4), vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di altri Stati, salvo il quadro strettissimo della legittima difesa dell’articolo 51. Lei invece propone il modello opposto: militarizzare una rotta commerciale perché il prezzo della benzina dà fastidio alla Casa Bianca. Non è deterrenza. È banditismo geopolitico con sigillo presidenziale. E siccome parlate tanto di civiltà mentre bombardate, vale la pena ricordare anche questo: l’OHCHR ha denunciato attacchi che potrebbero costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, citando tra l’altro il bombardamento di una scuola femminile in Iran, attacchi a raffinerie e a un impianto di desalinizzazione; Reuters ha ricordato che colpire infrastrutture civili o indispensabili alla sopravvivenza della popolazione può integrare crimini di guerra se non rispetta distinzione, necessità militare e proporzionalità. Quindi mentre lei scherza con “prendetevi il petrolio”, il mondo giuridico discute già delle conseguenze delle violazioni prodotte dall’escalation americana e israeliana. In sintesi, Mr President: non avete “messo in sicurezza” il Golfo, lo avete incendiato; non avete “decimato” l’Iran, avete scoperto che era ancora in grado di colpire; non avete “salvato” l’economia globale, l’avete esposta a uno shock energetico storico; e non state difendendo il diritto internazionale, lo state umiliando a colpi di slogan. La sua frase non suona come quella di un leader del mondo libero. Suona come quella di un piromane che, davanti all’incendio che ha contribuito ad appiccare, urla ai vicini: “L’acqua compratela da me. Oppure andatevela a rubare da soli.”
The White House@WhiteHouse

“All of those countries that can’t get jet fuel because of the Strait of Hormuz, like the United Kingdom, which refused to get involved in the decapitation of Iran, I have a suggestion for you…” - President Donald J. Trump

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Kommander61
Kommander61@kommander61·
Bret Stephens (NYT) e un accademico arabo su Al Jazeera sostengono la stessa tesi sulla guerra in Iran con gli stessi argomenti. Partono da mondi opposti. Arrivano allo stesso punto cieco. Non è un caso. Segue link.
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Claudio Plazzotta
Claudio Plazzotta@Claplaz·
Federer è stato un grandissimo, che però perdeva quasi sempre con Nadal e Djokovic, e vinceva le finali Slam contro Roddick, Philippoussis, Hewitt, Gonzales o Soderling. Sinner, ora, deve vincere qualche partita in più contro Alcaraz, unico grandissimo, con lui, di questa epoca.
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Gisella Ruccia 🇵🇸
Gisella Ruccia 🇵🇸@gisellaruccia·
È stata lanciata sulla piattaforma della Commissione Europea una raccolta firme per chiedere la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele. L’obiettivo è arrivare a un milione di adesioni tramite il seguente link: eci.ec.europa.eu/055/public/#/s… FIRMATE E FATE GIRARE
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