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Fine servizio ero fuori la porta con Giancarlo si presenta un signore, 50 anni, il nome è fittizio, chiamiamolo Daniele, ero fuori a fumare e si avvicina.
«Scusate il disturbo, non voglio chiedere soldi, mica hai un panino».
«Mi spiace, panini non ne abbiamo, non ne facciamo qui, siamo una pizzeria e un ristorante. Però, se vuoi mangiare una pizza, te la faccio».
Risponde: «Ti ringrazio, allora fammene una con solo il pomodoro».
Lo guardo e dico: «Ma sei sicuro, solo pomodoro? Scegli».
Mi fissa per tre, quattro secondi direttamente negli occhi, come a verificare che fosse vero, che potesse davvero scegliere, «veramente posso scegliere?»
«Certo che puoi scegliere!».
Allora dice: «Vorrei una quattro formaggi».
«Una quattro formaggi? Va bene. Finisco di fumare la sigaretta, mi lavo le mani e te la vado a fare».
Poi mi chiede: «Ma ti posso chiedere un’altra cosa?».
«Dimmi».
«E se la sigaretta te la finisco io?».
Sorrido. « Sai che facciamo? Ce ne fumiamo una insieme. Quando la finisco te la vado a fare».
Mentre fumavamo tutti e tre, mi richiama: «Scusa, ma posso fare una modifica?».
«Certo».
«Allora me la puoi fare doppia».
«Doppia in che senso?».
«Fai una quattro formaggi bianca e poi sopra ci metti un altro disco di pizza. Così mangio abbastanza, perché è due giorni che non mangio».
«Tutto qui? Va bene, la facciamo doppia».
Poi gli ho chiesto: « tu dove stai?».
«Sono in una comunità psichiatrica a Chieri. Ogni tanto vado lì, perché mi fanno dormire al chiuso».
Allora gli ho chiesto se avesse la necessità di lavarsi.
«In comunità io mi lavo, solo che mi riempiono di medicine e quando è ora di lavarmi non ci vado, perché non ho voglia di stare rincoglionito un giorno intero».
Allora dato che i buoni doccia li ho e gli shampoo li ho regalati al Comune, gliene ho dati due.
«Cazzo, oggi è stato un giorno veramente bello, sono fortunato. Ho mangiato e posso anche andare a lavarmi».
Pensa a quanto poco ci vuole per rendere felice, anche per qualche secondo, una persona.
Pensa alle supercazzole che ha risposto l’assessore all’interrogazione della consigliera.
Pensa in che cazzo di mondo stiamo vivendo.
Io personalmente me ne ricorderò nel silenzio della cabina elettorale quando sarà il tempo, perché quelle persone, in quei posti, con il mio voto le ho mandate anch’io e mi sento responsabile.

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