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@enortam

#parcodelVesuvio

Napoli Katılım Aralık 2011
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Franco@enortam·
@LadyAfro17 Magari un po' di scuola elementare serale..favorirebbe la promo-zzione
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Franco
Franco@enortam·
@pietroraffa Possibile che nessuno sappia prenderlo a calci..
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Franco@enortam·
@LeonhardHahn Essere di dx mica è un' onta. Essere di questa dx è semplicemente una fetenzia. just in case
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Leonardo Gallo
Leonardo Gallo@LeonhardHahn·
«Sono coerentemente un uomo di sinistra e preferisco la Meloni alla Schlein» — Roberto Damico, Firenze «“Non puoi spostarti a destra e votare Meloni, sarebbe incoerente con la tua storia personale ”. Sento spesso questo ragionamento e lo trovo pericoloso. Perché io, da uomo di sinistra, voterò la coalizione con a capo Giorgia Meloni alle prossime elezioni. Più precisamente, voterò Marattin se sarà dentro una coalizione con Meloni; altrimenti, voterò la stessa Meloni. E invito a fare altrettanto. E lo faccio proprio perché sono coerentemente un uomo di sinistra con determinati valori. E questi valori oggi sono molto più vicini a quelli incarnati da una coalizione liberale guidata da Meloni che al populismo forcaiolo di Travaglio e dei 5 Stelle. Perché, alle prossime elezioni, per un uomo o una donna di sinistra non sarebbe tradire sé stessi votare Meloni o Marattin. Sarebbe tradirsi votare Conte e i 5 Stelle, che nulla hanno a che vedere con la sinistra. Cosa c’entra con la sinistra Travaglio, che per anni ha perseguitato Berlusconi, che ha scatenato e difeso i magistrati a scopo politico, che ha confuso costantemente accusa di reato con colpevolezza? Cosa c’entra la sinistra con chi sta con Putin e con Hamas, con chi difende la dittatura cubana e quella iraniana? Cosa c’entra la sinistra con chi mente costantemente, infantilizza, racconta ai giovani che con un voto referendario si salva il paese dal fascismo? Cosa c’entra la sinistra con il voto di scambio che si fa chiamare “reddito di cittadinanza”? Smettetela di guardare alle etichette. Il Campo largo non ha nulla di sinistra. È una bolgia populista e giustizialista che bisogna tenere lontana dal potere. Se volete guardare al fascismo, è lì che lo trovate, non in Meloni. È votare Schlein che tradirebbe i propri valori. Meloni sarebbe, per un uomo di sinistra, il male minore.» [>facebook.com/61576678634881…]
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Franco@enortam·
@xerxesss Hai ragione..un benefattore femminista.
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Khashayar
Khashayar@xerxesss·
He was a “dictator.” He ruled a country for 35 years Never allowed his face on its currency. Never let his portrait open school textbooks. Never allowed a single street to bear his name. No one even knew his birthday he refused it to be celebrated. Yes… a “dictator.”
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AmericanPapaBear™
AmericanPapaBear™@AmericaPapaBear·
According to reports, a woman wearing a hijab was allegedly forced to lick a hot iron after refusing to undergo halala within her family. The incident highlights concerns around coercion and harmful practices linked to halala, a controversial custom debated in South Asia.
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Franco@enortam·
@MarianoGiustino Con Mojtaba, il vero artefice delle carneficine, la struttura tiene. Non è cambiato nulla, anzi. Lui più scaltro e tessitore del padre. Credo che Israele lo avesse previsto e abbia le contromosse. Solo quando verrà elimitnato si apriranno delle crepe serie nel potere iraniano.
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Mariano Giustino
Mariano Giustino@MarianoGiustino·
Mi dispiace, ma devo contraddire le analisi pessimiste che non pochi osservatori fanno sui canali mainstream. Credo che al punto in cui ci troviamo l'analisi che va fatta è sui dati che abbiamo. Ebbene, ragazzi, l'offensiva israelo-americana sta devastando l'esercito iraniano: #Teheran è sottoposta a bombardamenti pressoché costanti, gran parte dei comandanti di alto rango di tutto l'apparato militare sono morti e gli animi nella regione si stanno riscaldando contro la Repubblica islamica. Dovreste sapere che all'interno del regime vi è sconforto, sconcerto e disperazione. I danni alla struttura di comando, di controllo, all'asset strategico economico dell'#Iran sono stati graviassimi. E il peggio ancora deve arrivare. Questo regime così come è ridotto non potrà risollevarsi. Seguite questo account per comprendere cosa sta realmente accadendo. A tra poco... @RadioRadicale #Turchia
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Elena Basile
Elena Basile@ElenaBasileIT·
@CarloCalenda @marcotravaglio È stato un Golpe confessato da Vittoria Nuland. 5 miliardi e l ' utilizzo del battaglione Azov L' OSCE ha documentato le uccisioni dei civili da parte dei cecchini di Azov Purtroppo l' ignoranza o la malafede sono colossali
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Caro @marcotravaglio vai a vedere le tombe di chi è stato ammazzato dai tuoi compari a Euromaidan prima di scrivere queste idiozie. Definirlo golpe è la dimostrazione che oltre che in mala fede sei piuttosto ciuccio. Quando vuoi rifare un bel confronto e prenderti un’altra spazzolata mi trovi sempre qui. Puoi anche portarti Sachs, D’Orsi e Santoro per “l’aiuto da casa”. Scegli tu dove e quando. Codardo.
Marco Travaglio@marcotravaglio

Coraggio, fatti ammazzare Leggi l'editoriale completo in edicola e su ilfattoquotidiano.it 👉ilfat.to/3P4Isot

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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
“Datemi armi, non un taxi”. È la frase che se anche non segnerà necessariamente un’epoca, ha sicuramente cambiato le sorti dell’Europa. È quella pronunciata da un allora semi-sconosciuto Volodymyr Zelensky la mattina del 24 febbraio 2022 a dei leader occidentali increduli, che non si capacitavano di come un paese povero, spopolato e impreparato volesse veramente resistere all’invasione di una potenza nucleare, una nazione che aveva, così si diceva, il secondo esercito più forte del mondo. Un mondo cresciuto a pane e Brave Heart (cui ci siamo pure premurati di dare 5 Oscar) che pure, in quel momento, guardava come a un alieno un uomo che veramente aveva scelto di combattere al fianco del suo popolo, anziché prendere quel taxi e godersi un esilio dorato, come chiunque alle nostre longitudini avrebbe fatto. Da lì ce l’abbiamo messa veramente tutta, noi che sulla guerra abbiamo letto e scritto pile di libri, per spiegare all’Ucraina, che la guerra vera invece ce l’ha in casa, come si fa la pace. Perché da bravi esportatori di valori occidentali l’eroe americano lo applaudiamo al cinema, ma poi all’ucraino di turno consigliamo di salvare la pelle anziché l’onore e ci scandalizziamo e persino indigniamo se poi non lo fa. Noi siamo quelli che approfittano e talvolta abusano di una democrazia che abbiamo solo ereditato e mentre ci abbuffiamo di libertà che non abbiamo fatto nulla per meritare, diamo lezioni morali a chi per quelle libertà è costretto a combattere e morire. Tanto che qui ormai politici, opinionisti e giornalisti vanno fieri di dire in tv che combattere per la propria indipendenza è una cosa che fa orrore. Giammai lo si faccia con armi pagate da noi! Tutti fieri di aver detto da un comodo salotto televisivo, dove si può sparare ogni cazzata senza essere arrestato il minuto dopo, che, insomma, è meglio vivere da schiavi che morire da eroi. Noi europei - cioè quelli che le bandiere le bruciano in piazza - ci stiamo pure pensando bene prima di dire se l’Ucraina sia pronta o meno per entrare nell’UE e condividerne i valori. Ci costruiamo sopra convegni, ne discutiamo nei dibattiti, apriamo infiniti negoziati, perché verso il paese nelle cui trincee per quei valori si combatte e si muore è persino giusto essere diffidenti. Dopotutto, un popolo che ha subito fame, violenze, torture, stupri, stragi, rapimenti e che oggi patisce freddo e buio pur di difendere principi dei quali noi blateriamo nelle conferenze e sui giornali, per qualcuno ha ancora tanta strada da fare. Perché scrivo tutto questo oggi? Perché penso al casco di Heraskevych e all’ennesima lezione di dignità che l’Ucraina ci ha dato anche ieri, pur consapevole del fatto che, dopo 4 anni, continueremo a non capirla. Ci laviamo la coscienza dando soldi e armi quanto basta a chi versa sangue e soffre per difendere il nostro modello di vita, che a loro nemmeno concediamo, e per permetterci di sgranocchiare popcorn su una poltrona, godendoci su un maxi schermo gli eroi che non siamo, mentre denigriamo quelli in carne ed ossa che ci ricordano quelli che dovremmo essere. E sentirci alla fine persino creditori di un debito che invece probabilmente non ripagheremo mai.
Marco Setaccioli tweet media
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Franco@enortam·
@ErmesAntonucci Ecco un altro scienziato..smentito ipso facto.😀😀😀
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Notizia per gli oltre 500.000 pecoroni che hanno firmato convinti di poter rinviare il referendum: il Tar, oltre a respingere la richiesta (inconcepibile) di rinviare la data, ricorda che l'Ufficio centrale per il referendum della Cassazione potrà comunque attribuire ai 15 promotori della raccolta firme lo status di "comitato promotore". Se avverrà, per legge (n. 157/1999) il comitato potrà ricevere un rimborso pari a 1 euro per ogni firma raccolta (a prescindere dal risultato del referendum). Pecoroni due volte
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Franco@enortam·
@a_libutti Grazie. Puro orrore che appare davvero incredibile sia stato tenuto sottotraccia per decenni..una cosa da rabbrividire.
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Alessandra Libutti 🇪🇺
Alessandra Libutti 🇪🇺@a_libutti·
E alla fine Pam Bondi si è decisa e ha diffuso un’altra vasta tranche dei file su Jeffrey Epstein. Confesso che, inizialmente, davanti ai primi screenshot che circolavano online, ho pensato al solito hoax: documenti falsi, materiale manipolato, magari creato con l’AI. Quello che emergeva era talmente vasto, orripilante e grave da sembrare l’ennesimo deepfake. Invece no. È tutto lì, nero su bianco, pubblicato ufficialmente sul sito del Department of Justice: verbali, intercettazioni, documenti, testimonianze.
Alessandra Libutti 🇪🇺 tweet media
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David Parenzo
David Parenzo@DAVIDPARENZO·
Ecco fatta chiarezza sulla vicenda dei 70 mila morti a Gaza @ilfoglio_it . Quanti sono miliziani di Hamas? Conoscere per deliberare.
David Parenzo tweet media
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Lello Pinto
Lello Pinto@Raffael09417931·
E adesso #Sinner vs #Djokovic! Dopo aver assistito ad Alcaraz vs Zverev convinto al 100% che la finale prevista sia tra lo spagnolo e l'italiano. Jannik farà un sol boccone di Novak, e non escludo una Waterloo sportiva in favore della 🦊.
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Franco
Franco@enortam·
@AndreaLucidi @matteohallissey Ovvio..i mercenari non sono contemplati nell' Ordinamento italiano. Infatti li definiscono Guardie di sicurezza a supporto. Vedi il povero Quattrocchi (poi gli hanno dato anche la Medaglia al valor civile).
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Andrea Lucidi
Andrea Lucidi@AndreaLucidi·
@matteohallissey “Arruolarsi in una formazione armata straniera è illegale nel nostro paese”. Vale anche per chi si è arruolato e si arruola in Ucraina?
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Un italiano filorusso che combatté nel Donbass: il M5S arruola Fazolo per l’evento alla Camera. Ha un tesserino delle Forze Armate della Nuova Russia, ma modera la conferenza dei 5 Stelle. Lo racconto oggi su Il Riformista. Lo scorso 15 gennaio, alla Camera dei Deputati è stato ospitato un evento dal titolo altisonante: “L’ultimo sfregio al diritto internazionale: l’aggressione USA al Venezuela”. A promuoverlo la deputata del M5S Stefania Ascari. Nella stessa locandina riescono a convivere una veemente denuncia delle violazioni del diritto internazionale e il nome di Alberto Fazolo, letteralmente un ex combattente in Donbass contro l’esercito ucraino. Chi è Alberto Fazolo? Presentato come giornalista, Fazolo non è un nome sconosciuto: per anni è stato presenza ricorrente nei talk show, chiamato a commentare scenari internazionali con posizioni apertamente filorusse. È ben noto negli ambienti dell’estrema sinistra nostalgica, che vede nella Russia di Putin una prosecuzione simbolica dell’esperienza sovietica. Ma la sua non è solo una storia di militanza politica… È una storia di guerra. Fazolo è stato più volte riconosciuto nella figura che nei circuiti filorussi è diventata quasi leggendaria: il soldato “Nemo”. Dobbiamo tornare al 2014, in Ucraina: a Maidan, alla fuga di Yanukovich, all’annessione illegale della Crimea. È in quel quadro che, nel Donbass, nascono le cosiddette “repubbliche popolari” di Doneck e Luhansk, entità separatiste armate e finanziate dalla Russia. Altro che guerra civile: si trattò di un conflitto ibrido, alimentato da milizie irregolari, mercenari, “volontari” stranieri e da un’intensa propaganda. È lì che nasce la falsa notizia dell’eccidio delle popolazioni “russofone” che verrà usata da Putin per giustificare l’invasione su larga scala del 24 febbraio 2022. In quella guerra combatterono anche italiani, provenienti tanto dall’estrema destra quanto dall’estrema sinistra, giunti nel Donbass per una crociata ideologica contro il popolo ucraino, colpevole di desiderare un futuro europeo. Tra loro c’era un combattente con il nome di battaglia “Nemo”. Alberto Fazolo ottiene il 7 luglio 2015 un visto una tantum per la Federazione Russa con l’aiuto dell’agenzia turistica russa LLC Byuro Puedeshiej. Entra in Russia e da lì penetra illegalmente in Ucraina, arruolandosi nell’unità InteUnit del battaglione Prizrak (Fantasma), guidato da Aleksej Mozgovoj, che verrà ucciso pochi mesi dopo. Esiste inoltre una mail del 12 marzo 2016, inviata dal commissario politico della brigata Alexey Markov a funzionari russi, in cui vengono elencati i volontari stranieri bisognosi di assistenza per i visti: tra i nomi compare Fazolo Alberto. Le prove comprendono anche una copia del visto russo con timbro d’ingresso del 10 luglio 2015 e un tesserino delle “Forze Armate della Nuova Russia”, numero 2156, intestato a Fazolo Alberto – Nemo. Eppure, in Italia, Fazolo ha spesso negato. Ha sostenuto di essere stato lì solo come giornalista. Perché ammettere altro significherebbe confessare un reato: arruolarsi in una formazione armata straniera è illegale nel nostro Paese. Oggi quel passato viene rimosso come se nulla fosse. Fazolo viene invitato in Parlamento, accreditato come analista, ospitato ad eventi che parlano, con un’ironia difficile da ignorare, di diritto internazionale violato. Non possiamo che chiedere all’onorevole del M5S Ascari di prendere le distanze da questo personaggio che ha invitato a moderare una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Sarebbe ipocrita accontentarsi di una tardiva dissociazione. Qui c’è un problema politico: l’album di famiglia del Movimento 5 Stelle (e non solo) è costellato di fotografie in cui troppo spesso le mani di chi oggi vota in Parlamento contro l’invio di armi all’Ucraina hanno incontrato quelle di chi l’Ucraina l’ha aggredita in prima persona. Il soldato Nemo non è un fantasma: la sua vicenda racconta una storia che molti hanno scelto di non vedere.
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Valerio Re
Valerio Re@ValerioRe12·
Il tramonto dalle Mura di Bergamo con i grattacieli di Milano a sinistra e il Monviso a destra del sole calante.
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Trump al New York Times: «C’è un solo limite ai miei poteri: la mia moralità, la mia mente. Sono le uniche cose che possono fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale». nytimes.com/2026/01/08/us/…
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