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@eula_torricelli

Così lontana dal mainstream da essere persino antifascista

Forlì, Emilia Romagna Katılım Ocak 2016
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Mesi fa l’amico Mattia Madonia aveva inviato all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte una serie di segnalazioni relative ad altrettante menzogne pubblicate dal loro iscritto, tal @marcotravaglio, invitando altri a fare lo stesso. La risposta era stata un articolo pubblicato appena prima di capodanno a firma del Consiglio di Disciplina nel quale, con una straordinaria supercazzola, la presidente si appellava al diritto di cronaca, derubricando in sostanza le balle del direttore del Fatto a legittime opinioni. Nessun procedimento aperto e anzi questione chiusa con una roba del tipo “fate l’amore, non fate la guerra”. Chi mi conosce sa che per me tutto questo è semplicemente irricevibile. Le regole del nostro codice deontologico - peraltro aggiornato meno di un anno fa - sono a dir poco cristalline ed includono obblighi quale quello di verifica delle fonti, quello di attenersi scrupolosamente ai fatti e quello di rettifica qualora emerga che sono state pubblicate imprecisioni. Partendo dal presupposto che le norme, quando messe nero su bianco, non sono consigli amichevoli, ma vincoli ai quali ci si deve attenere per svolgere in modo corretto il proprio lavoro, ho preso spunto dall’iniziativa di Mattia, ma ho preferito dare al tutto una veste formale proprio per evitare che gli organi preposti al controllo potessero cavarsela di nuovo con quattro righe e una pacca sulla spalla. L’occasione è stata un editoriale uscito a febbraio, nel quale Travaglio, tra i suoi consueti sproloqui, ha riproposto la fandonia dei famigerati “5 miliardi della Nuland”, affermando cioè che nel 2014 l’allora numero due del Dipartimento di Stato USA Victoria Nuland avesse detto davanti al Congresso che gli Stati Uniti avevano investito 5 miliardi di dollari per costruire a tavolino le proteste in corso a Maidan, la piazza centrale di Kyiv. Facendo appello alla mia pazienza, ho scritto una mail alla redazione del Fatto per formalizzare la richiesta di rettifica, fornendo il link al video ancora disponibile su Youtube del discorso tenuto da Nuland nel dicembre 2013 (non nel 2014), nel corso di un incontro con ucraini residenti negli USA (quindi non al Congresso), nel quale la funzionaria spiegava che Washington aveva effettivamente speso 5 miliardi, ma non per fomentare proteste contro il presidente filorusso, iniziate il mese precedente, ma come somma degli investimenti fatti per accompagnare la democratizzazione del paese dal 1991 sino a quel momento (cioè nell'arco di 22 anni). Fondi che erano stati assicurati anche a praticamente tutti i paesi ex sovietici (Russia compresa). Per semplificare la comprensione di quel semplice concetto ho anche aggiunto un ulteriore link, quello che portava direttamente alla pagina del sito del Governo USA nel quale quell’intervento era integralmente trascritto. La richiesta di correzione del pezzo era dunque dovuta, perché le informazioni che conteneva erano banalmente false, dal momento che Travaglio, invece di citare le dichiarazioni di Nuland, sebbene pubblicamente disponibili, aveva invece copiato la manipolazioni che di quelle parole erano apparse sugli organi di disinformazione russi. Ho a quel punto atteso (inutilmente) due settimane, ben sapendo che il Direttore non avrebbe né risposto, né pubblicato la rettifica. E così l’11 marzo ho inviato una PEC all’Ordine, allegando tutto e chiedendo l’attivazione del Collegio di Disciplina per la palese violazione del Codice Deontologico. Risultato? A seguito di un sollecito, l’Ordine mi ha risposto ieri che, dopo ben 65 giorni, il Consiglio non ha ancora aperto alcun procedimento. Ora, se qualcuno pensa che io molli, ha decisamente sbagliato film. Il mio obiettivo è capire, con un caso di scuola come questo, quanto il sistema dell’informazione sia in grado di difendersi da simili situazioni, mettere in evidenza le falle delle regole che pure esistono, e far emergere eventuali complicità delle quali gode chi sfrutta la notorietà offerta dal suo lavoro, senza farsi carico delle responsabilità che ne derivano nei confronti dei lettori. Su questa vicenda pubblicherò aggiornamenti, appena ce ne saranno, ma è chiaro che, qualora dovessi ottenere ancora silenzi, mi vedrò costretto a chiedere alla Procura di Torino di verificare se tutti abbiano ottemperato agli obblighi connessi agli incarichi che ricoprono. TO BE CONTINUED...
Marco Setaccioli tweet media
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 Gabriele Rubini Quindi abbiamo un paese nel quale, in barba a qualsiasi criterio di minimo buon senso, si urla al boicottaggio di un'azienda leader mondiale della farmaceutica. E succede che in quel disgraziato paese le vendite dei farmaci di quell'azienda calano vistosamente. E siccome quell'azienda ha stabilimenti in tutto il mondo, succede che annunci l'intenzione di ridimensionare la sua presenza nel disgraziato paese che tanto ha fatto per boicottarla. E quindi succede che vengano annunciate chiusure e riduzioni di personale nel disgraziato paese. E a quel punto succede che il maggior sindacato del disgraziato paese - in prima linea quando si è trattato di reclamare il boicottaggio - chiami alle armi contro le chiusure annunciate dall'azienda. In tutto questo, siccome l'azienda non produce solo farmaci, ma anche e soprattutto principi attivi, i suoi prodotti continueranno a essere venduti sotto diverse forme nel disgraziato paese, ma saranno fatti in qualche altro paese. Se l'azienda producesse in uno qualunque dei suoi stabilimenti un principio attivo contro l'idiozia, credo che in questo disgraziato paese non ne venderebbe nemmeno un milligrammo: a noi essere idioti piace immensamente. Fine della piccola e triste storia. #Teva
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IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦
IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦@guffanti_marco·
Conte: <perfino Draghi era d’accordo col Superbonus>. Il più incredibile cialtrone mentitore mai apparso sulla terra. @boborock55
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Ander Bruckestand
Ander Bruckestand@Ander_Bruckes·
Superati i 1000 in poche ore. Ora, dopo averti spiegato la Costituzione, spero ti spieghi anche la vita. Perché qualcosina da imparare, da questo episodio, credo tu ce l'abbia
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chiara geloni@lageloni

@Nala80522 Caspita. Diciassette.

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Marco Gambaro
Marco Gambaro@MaGambaro·
Un po' di contesto sulla vicenda Elettrolux. L’Italia è stata per decenni una delle capitali mondiali degli elettrodomestici bianchi di fascia medio-bassa. Indesit, Merloni, Candy, Zanussi, Rex: interi distretti industriali vivevano di lavatrici, frigoriferi, forni e lavastoviglie. Era un prodotto semplice, con tecnologia consolidata. Ma oggi quel mondo è in crisi strutturale. Negli ultimi vent’anni gran parte dei marchi storici è stata acquisita da gruppi stranieri: Indesit da Whirlpool, Candy da Haier, Zanussi dentro Electrolux. Il controllo strategico del settore si è progressivamente spostato fuori dall’Italia e, più in generale, fuori dall’Europa. Il problema non è solo la concorrenza sul costo del lavoro. È cambiata la natura stessa del prodotto. L’elettrodomestico bianco non è più soltanto meccanica, motori e lamiera. Sta diventando elettronica, software, sensori, connettività, gestione energetica e integrazione con la smart home. Una lavatrice moderna incorpora chip, firmware, sistemi di ottimizzazione dei consumi e funzioni AI. E qui i grandi gruppi asiatici hanno un vantaggio enorme, perché controllano supply chain elettroniche, semiconduttori, componentistica e piattaforme digitali. Nel frattempo l’Europa soffre costi energetici molto superiori a quelli asiatici, domanda stagnante dopo il boom Covid ed eccesso di capacità produttiva. Per questo i grandi gruppi continuano a ristrutturare. In Italia il settore vive da anni tra cassa integrazione, chiusure e ridimensionamenti. Eppure sarebbe sbagliato leggere tutto come un semplice declino inevitabile. L’Europa conserva ancora vantaggi importanti nei marchi premium, nella reputazione di qualità, nell’efficienza energetica, nelle normative avanzate e nel design. Non è un caso che molti standard globali su consumi, riparabilità ed ecodesign vengano di fatto definiti a Bruxelles. In alcuni segmenti — Bosch, Siemens, Miele — il premium europeo resta molto competitivo. Ma il baricentro industriale globale si è ormai spostato in Asia, soprattutto in Cina. Haier, Midea, Hisense, LG e Samsung non sono più semplici produttori low cost. Sono conglomerati tecnologici integrati, con enormi economie di scala, capacità software e controllo della componentistica. E stanno salendo rapidamente anche nella fascia alta del mercato. La vera questione strategica è quindi questa: l’Europa può mantenere una base industriale autonoma negli elettrodomestici e l'Italia è andata negli scorsi anni nella direzione per poterlo fare?
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Il Riformista
Il Riformista@ilriformista·
L’ignoranza storica dell’Unione Europea sulla Cisgiordania: i crimini dei coloni sono di gran lunga inferiori a quelli dei palestinesi ilriformista.it/lignoranza-sto…
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Nunzio Garofalo
Nunzio Garofalo@Nunzio_Garofalo·
Spero che tutti ma proprio tutti esprimano vera solidarietà a Gaia #Tortora @gaiatortora dopo la squallida uscita di Marco #Travaglio che ha definito la brava giornalista, figlia di Enzo, “Portobella”. Volgare, offensivo ed irrispettoso del compianto galantuomo Enzo Tortora.
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Free4future
Free4future@Free4futur99001·
Il report più completo mai pubblicato sui crimini sessuali del 7 ottobre. 300 pagine. 430 testimonianze. 13 crimini documentati. Guarda il video. Da domani gli approfondimenti su questo canale #7ottobre #Israele #Hamas #SilencedNoMore
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
La “pace” di Putin. Da stamattina sono in corso su tutta l’Ucraina attacchi con centinaia di droni divisi in più ondate (anche per colpire eventuali soccorritori). L’obiettivo, scrivono i canali Telegram, è quello di saturare le difese aeree per poi lanciare missili da crociera e balistici sugli impianti energetici e sulle industrie del comparto militare. Ecco a cosa sono serviti i 3 giorni di “tregua” mediati con la complicità di Trump (leggasi Krasnov), a salvare la mini-parata del 9 maggio ed accumulare macchine di morte da lanciare sulle città ucraine. @GiuseppeConteIT e @matteosalvinimi siete sempre convinti che la guerra si risolva disarmando l’aggredito?
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Fausto Panunzi
Fausto Panunzi@FPanunzi·
La posizione del M5s sul superbonus è surreale: è stata una fantastica nostra idea, ma, se non vi piace, sappiate che l'hanno gestita gli altri. Ingiocabili.
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